Se l’informazione fornita dai giornali è ormai come “Il Trono di Spade”…

Applausi (amari, e capirete a breve perché, ma pure forieri di gratitudine) a Paolo Ferrucci, che sulla propria pagina facebook riporta alcuni degli interventi che ha pescato sul Corriere della Sera di oggi, a pagina 21, nell’articolo che riporta del “vertice” di alcune delle testate più importanti del mondo per i 150 anni de La Stampa. Ad esempio:

«Il rapporto tra i nostri media, Facebook e Google? Loro sono i padroni di casa, noi siamo gli inquilini. Ci stanno alzando l’affitto.»
«Abbiamo il dovere civico di rendere le notizie interessanti.»
«Nei giornali dobbiamo ricreare ogni giorno “Il Trono di Spade”: una storia così interessante che non possiamo restare fuori.»
«Le redazioni saranno più piccole, agili, non formate necessariamente da soli giornalisti.»
«L’indipendenza editoriale è fondamentale, ma giornalisti e aziende devono imparare a lavorare insieme.»

Dunque, gli affittuari di Facebook e Google (?) avrebbero il dovere civico di rendere le notizie interessanti. Attenzione: non obiettive o attendibili, “interessanti”. Ricreando storie di stampo televisivo, scritte da redazione ove i giornalisti non siano più necessari che mettano da parte l’indipendenza editoriale per lavorare (gratis, vero?) con le aziende.

Bene (si fa per dire): posto che negli ultimi anni i giornali italiani non hanno certo brillato, nel fornire notizie, per rigore, obiettività e completezza d’informazione – non hanno più fatto bene il loro mestiere, insomma – e posto che la crisi dell’editoria giornalistica è sempre più grave e profonda, cosa dichiarano di voler fare, le redazioni? Non solo di continuare lungo l’assai sconnessa strada intrapresa, ma pure di accelerare il passo. E dichiarare piuttosto di voler offrire in primis – molto semplicemente tanto quanto “naturalmente” ovvero secondo natura – una corretta informazione? Giammai, ci mancherebbe.

Ecco, ora capite l’amarezza.

No: credo proprio che, ahinoi, non ci sia speranza nemmeno per il futuro dell’informazione, qui.

P.S.: non ho mai visto Il Trono di Spade. Magari è una gran bella serie, eh, ma non guardo la TV…

INTERVALLO – Vicolungo (Novara), The Style Outlet Book Sharing

Sia chiaro: non sono certo un frequentatore di (non) luoghi del genere – anzi! – ma di contro non posso non apprezzare la notizia che anche nei The Style Outlets di Vicolungo (Novara) e di Castelguelfo (Bologna) sono state e saranno installate “casette” per il book sharing. Nell’outlet piemontese la casetta è presente già dal 27 maggio scorso – d’altro canto Vicolungo era tra gli sponsor dell’ultimo Salone del Libro di Torino, dunque gli toccava giustificare in qualche modo tale partnership altrimenti così “inopinata” – mentre a Castelguelfo la casetta verrà installata a settembre.
E chissà che così qualche shophaholic rinsavisca e diventi bookaholic: di sicuro mente e portafoglio se ne gioverebbero – con buona pace degli shop lì presenti: ma, in tutta franchezza, continuo a preferire un libro firmato (da un buon scrittore) che un abito altrettanto tale!

Cliccate sull’immagine oppure qui per saperne di più.

Milano, Via Demetrio Stratos

Un personale e sentito plauso va anche al Comune di Milano, che con una cerimonia svoltasi ieri, nel 38° anniversario della morte, ha intitolato una via cittadina all’immenso Demetrio Stratos, senza alcun dubbio uno dei più grandi musicisti – nell’accezione più alta, artistica e culturale del termine – di sempre. “La” voce in senso assoluto, per quanto mi riguarda, non solo per le fenomenali capacità tecniche ma pure per quanto sia riuscito come nessun altro a fare della voce un elemento profondamente umano, assolutamente dal punto di vista antropologico, filosofico, espressivo nonché – ovviamente – artistico.

Stratos sosteneva che «La voce è oggi (ovvero quasi 40 anni fa: figuriamoci nel presente! – n.d.s.) nella musica un canale di trasmissione che non trasmette più nulla.»: bene, egli dimostrò in modo tutt’ora ineguagliato che la voce può invece trasmettere tutto, ovvero molto di più di quanto si possa credere e ci venga insegnato a fare. Ed è bello che anche Milano, città alla quale Demetrio Stratos era particolarmente legato, da ieri “trasmetta”, per così dire e per quanto possibile, il prezioso retaggio artistico-culturale di un fenomenale artista e della sua incredibile voce – la più grande mai udita, ribadisco.

Misteri (?) di facebook…

Applausi scroscianti per Gian Paolo Serino, che qualche giorno fa sulla propria pagina facebook così ha scritto:

…E io, che su facebook vanto una simile vetustà, se non pure maggiore (al punto da sentire sempre più puzza di stantio e desiderio di fuga), con tale osservazione sono totalmente d’accordo.

D’altro canto a Serino avevo già dedicato questo articolo e quanto sopra, pur nel suo “piccolo”, ne conferma di nuovo il valore.

Sabato 10 giugno 2017: Libreria CULTORA, Milano!

Ho la fortuna di poter vantare una minimissima parte nel progetto di Cultora fin dalla sua nascita, grazie all’amicizia con Francesco Giubilei, deus ex machina del progetto, della casa editrice Historica e di qualche migliaio di altre cose. Dunque l’ho visto crescere, acquisire notorietà e prestigio, continuare lungo la strada della produzione e della comunicazione culturale di qualità intrapresa fin dall’inizio, legata in primis al mondo dei libri ma non solo a quelli. Ho poi visto la prima Libreria Cultora, quella di Roma, e apprezzato subitamente l’obiettivo (totalmente consono al progetto “padre”) di proporre ai propri frequentatori solo editoria indipendente di alto livello senza libroidi “industriali”: un luogo a sua volta ormai di riconosciuta fama e reputazione.

Ora vedo e vivo – vivrò – anche la Libreria Cultora di Milano, che inaugura domani, sabato 10 giugno alle ore 17.00, i propri spazi in Via Alfonso Lamarmora n.24. Il “format” è lo stesso del punto vendita di Roma: solo editoria indipendente di alta qualità, spazio eventi, un’atmosfera che combina la più confortevole tranquillità al fascino dei libri e all’intenso sentore di letteratura: un mix che non può non generare che belle e intriganti letture. Il tutto sotto l’egida di Cultora, il portale italiano di informazione culturale che continua a procedere spedito lungo quella propria strada intrapresa con grande forza, ammirevole costanza e un’idea tanto ineluttabile quanto ben chiara: rimettere la cultura al centro di tutto. Perché è pure questa una strada, anzi: è l’unica strada affinché una società civile possa evolvere e progredire nel modo più virtuoso ed efficace possibile.