Dal 13 al 16 luglio, tutti “In Viaggio sulle Orobie”!

In Lombardia, tra il bacino del Lago di Como e dell’Adda, la Valsassina e le valli bergamasche, corre una dorsale montuosa tra le più spettacolari dell’intero arco alpino, in un territorio ricchissimo di peculiarità paesaggistiche e naturalistiche, di possibilità escursionistiche e alpinistiche, di tesori storici, architettonici e artistici e d’un retaggio culturale altrettanto ricco ed estremamente narrante. La dorsale è percorsa da un itinerario escursionistico, la DOL – Dorsale Orobica Lecchese, che in oltre 80 km di percorso porta dalla Val Gerola, laterale della Valtellina, alle porte di Bergamo, che da qualche tempo a questa parte è oggetto di un grande progetto di valorizzazione e rilancio il quale coinvolgerà i territori attraversati, i loro abitanti e tutte le rappresentanze private, pubbliche e istituzionali.

Momento clou del progetto per l’anno in corso sarà la 5a edizione di “In Viaggio sulle Orobie”, il trekking organizzato dall’omonima rivista che ha come obiettivo la scoperta, la promozione e la valorizzazione dei territori in cui anno dopo anno si svolge. Al seguito un gruppo di viaggiatori estremamente eterogeneo composto da alpinisti, giornalisti, fotografi, artisti, esperti di cibo e vino che dal 13 al 16 luglio prossimo incontreranno escursionisti e altri appassionati di montagna nei rifugi e nelle località in cui faranno tappa, offrendo la loro personale lettura del territorio. Un vero e proprio cammino tra i luoghi e le persone, uno scambio di saperi, sapori, storie ed emozioni. Molto più di un passaggio, ma un’occasione anche di lasciare un’impronta non solo di sentimenti: la peculiarità di questa edizione di “In Viaggio sulle Orobie” sarà infatti quella di donare ai territori, alle comunità e alle diverse realtà che verranno toccati i contenuti prodotti durante questi incontri, il tutto con il supporto di una forte comunicazione sui media provinciali e regionali e, appunto, con il massimo coinvolgimento di enti, associazioni e residenti nei territori attraversati.

Anche per questa quinta edizione del trekking il gruppo di viaggiatori presenta personaggi notevoli: ci sarà Bruno Bozzetto, uno dei più grandi disegnatori italiani di sempre, Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, Enrico Camanni, tra i più prestigiosi esperti di cultura di montagna, eppoi lo scrittore Ruggero Meles, Francesca Mai, del Collegio Guide Alpine della Lombardia, gli agronomi Pietro Buzzoni e Stefano d’Adda, Alessandro Calderoli, istruttore CAI, Sergio Poli, ingegnere forestale, il biologo Michelangelo Morganti, Ludovico Roccatello di Slow Food, l’attore Luca Radaelli, Paola Piacentini e Giorgia Battocchio di Radio Popolare, il compositore Davide Riva, l’artista Davide Mauri e… sì, ci sarò pure io. In più, ci seguiranno alpinisti, musicisti, chef, nonché fotografi e documentaristi che produrranno affascinanti testimonianze sul Viaggio e, last but not least, chiunque vorrà unirsi al gruppo oppure raggiungerci nei rifugi toccati lungo l’itinerario.

In questa pagina dedicata nel sito di Orobie potrete avere molte utili informazioni sul Viaggio, sul percorso che seguirà e sul programma dei 4 giorni. Qui invece potrete visitare la pagina facebook dedicata all’evento, e con essa restare informati sulle ultime news al riguardo.

Chi abita in zona Lecco, invece, potrà godersi la presentazione ufficiale di “In Viaggio sulle Orobie” che si terrà giovedì 6 luglio, dalle ore 19 in poi, presso la Taverna ai Poggi, posta in bellissima posizione sulle colline alle spalle della città lariana, a metà strada tra il lago e le pareti di dolomia del manzoniano Resegone. Cliccate sull’immagine a fianco per visualizzare la locandina e saperne di più – perché c’è parecchio di più, e pure di assai gustoso!

A presto per ulteriori aggiornamenti ma, fin da ora, vi invito a camminare con noi lungo la DOL e (ri)scoprire uno dei più spettacolari e affascinanti territori di montagna dell’intero arco alpino!

Produrre cultura per produrre futuro… con Simona Piazza questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

radio-radio-thuleQuesta sera, 10 aprile duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 13a puntata della XIII stagione 2016/2017 di RADIO THULE, intitolata La politica culturale 3.0!
Inutile rimarcarlo: nell’Italia di oggi è fin troppo presente un deficit culturale diffuso che incide in maniera pesante sullo stato sociale e civico del paese. Ciò rende ancor più fondamentale di quanto già non fosse in passato la produzione di cultura, in primis da parte delle istituzioni pubbliche, nell’ottica di ciò che in effetti la cultura primariamente è, ovvero uno dei più importanti investimenti che la politica (nel senso originario del termine) può mettere in atto per il bene della comunità sociale di riferimento. Ma come si può efficacemente produrre “cultura”, oggi? Come si può strutturare l’offerta culturale in modo che realmente diventi un investimento sia dal punto di vista economico che civico? In che modo si può ridurre e poi eliminare quel deficit culturale diffuso, al contempo facendo della cultura un prezioso elemento di benessere sociale?
Ne parleremo, in questa puntata di RADIO THULE, con un prestigioso ospite: Simona Piazza, Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Lecco ma, ancor prima, operatrice culturale di professione, facendo della città lariana un esempio di come si possa lavorare per formulare risposte alle domande suddette, mettendo al contempo in luce l’importanza della cultura in senso generale e in quanto “istituzione assoluta” senza la quale una società civile non può definirsi realmente tale.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Royal Robbins (1935-2017)

Ieri se n’è andato verso altre dimensioni ultraterrene Royal Robbins.
«Embè?», diranno molti di voi, probabilmente non conoscendo il personaggio – e non è cosa della quale sentirsi in colpa, sia chiaro, posta la sua effettiva scarsa notorietà al di fuori degli ambienti alpinistici.
Sì, perché Royal Robbins è stato un grande, grandissimo scalatore – uno dei più grandi del secondo Novecento – ma non solo. È stato uno di quei personaggi la cui figura, la personalità, il carisma, le idee, il modus vivendi, l’attitudine e lo spirito, l’ascendente negli ambienti frequentati e parimenti al di fuori di essi, hanno contribuito a generare la contemporanea e più virtuosa visione etica del rapporto tra l’uomo, la montagna e la Natura in generale. Una filosofia, la sua, espansasi poi oltre i diretti riferimenti tematici diventando influente anche in altri campi del vivere odierno, immettendovi lucidità, razionalità, rigore, poetica, arte e una buona dose di sagacissima ironia.

A volte, nel considerare quei personaggi che in un modo o nell’altro crediamo abbiano cambiato il mondo e la nostra visione di esso, pensiamo a politici, intellettuali, scienziati… Giusto, senza dubbio: ma anche un “semplice” alpinista come Royal Robbins ha saputo portare a compimento una piccola/grande rivoluzione, probabilmente meno celebrata di altre ma certamente altrettanto importante, se non, per certi versi, di più. E anche per chi non sapesse chi sia stato.

Per conoscerlo meglio, alquanto preziosa risulta la biografia scritta da Pat Ament Royal Robbins. Il maestro dell’arrampicata americana, un libro (raffigurato qui a fianco) del 1993 ma che si trova ancora facilmente in commercio (nonostante l’editore lo segnali come “fuori catalogo”). Cliccando sull’immagine in testa al post, invece, potrete visitare il sito dell’omonima marca di abbigliamento fondata da Robbins negli anni ’70 nel quale si trova una bellissima sezione storica sulla sua figura, la filosofia e le imprese compiute.

Mario Vannuccini, “Lotta con l’Alpe”

cop_vannuccini16Non troppo tempo fa chiacchieravo con un amico editore di libri di montagna il quale mi confidava come fosse sempre più difficile trovare testi che di montagna lo fossero sul serio, ovvero che sapessero sfuggire dai classici récit d’ascensionmolto spesso virati sul biografico-pomposo-autocelebrativo – e dai soliti cliché del genere, nonché dalla mera storiografia alpinistica (che a quanto pare non interessa più a nessuno o quasi). Non che “libri di montagna” questi non lo siano, ma spesso in essi – saggi a parte – l’intento non è tanto quello di raccontare la montagna ma solo un certo aspetto del rapporto tra essa e l’uomo, quello meramente alpinistico: con tanta autobiografia e altrettanto protagonismo, insomma.
Ecco: forse Mario Vannuccini, nota e stimata guida alpina valtellinese, autore di numerose guide d’alpinismo e fautore di un andar per monti sempre originale e fuori dagli schemi, un libro di montagna diverso dal solito – per come ne ho appena detto poco sopra – lo ha fatto. Diverso fin dal titolo, che sembra riferirsi a qualcosa di “classico” e invece no: Lotta con l’Alpe (Vel Editore, Sondrio, 2016; prefazione di Enrico Camanni) pare infatti accennare alla tradizionale e ampollosa retorica con cui fino a qualche decennio fa si raccontavano le imprese alpinistiche – cronache che parevano più bollettini di battaglie vinte che narrazioni di un’attività sportiva di carattere soprattutto ludico-ricreativo… Invece non è così, appunto: “Lotta con l’Alpe” è semplicemente un ironico soprannome affibbiato tempo fa a Vannuccini da suoi amici, anche se, nei vari racconti che caratterizzano il testo, l’autore dimostra che la vera “lotta”, nei vent’anni di militanza da guida alpina, a volte gli è toccato ingaggiarla con clienti che con la montagna, le alte quote e l’alpinismo non avevano moltissimo a che vedere (…)

guida-alpina-mario-vannuccini(Leggete la recensione completa di Lotta con l’Alpe cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Annibale Salsa, “Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi”

978-88-8068-378-0Se osservate una cartina fisica dell’Italia – beh, innanzi tutto se ne trovate ancora qualcuna in giro, visto che la geografia è stata bandita, con decisione istituzionale scelleratissima, dal sapere culturale condiviso – noterete che il nostro territorio è per gran parte reso con varie sfumature del colore marrone: quello che indica i rilievi montuosi. Già, l’Italia è una penisola che in quanto tale spicca per la sua estensione costiera, ma al suo interno, salva la Pianura Padana e poche altre più limitate zone, è un paese di montagne, dunque di paesi, genti e cultura di montagna. Purtroppo tale peculiarità fisica nel corso del Novecento – non solo, ma soprattutto nello scorso secolo – ha perso gran parte della correlata valenza politica: la Montagna è stata depauperata della propria cultura da uno sviluppo socio-economico deviato e alienante, per il quale le aree più urbanizzate/antropizzate hanno preteso di sfruttare in modo esagerato tutte le altre, e da una politica che, seguendo tale onda per mero tornaconto elettorale (e non dico di più!), ha contribuito a portare a fondo tale processo, sostanzialmente dimenticandosi della Montagna, della gente che lassù abitava e, per essere chiari, pagava le tasse come quella di città.
Già per questo un testo come Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi (Priuli & Verlucca, 2007, prefazione di Enrico Camanni), avente in copertina la prestigiosa firma di Annibale Salsa – uno dei più importanti antropologi italiani, grande esperto di cultura di montagna – nonostante i 10 anni di età compiuti giusto quest’anno (e che questo articolo vuole a suo modo “celebrare”), risulta fondamentale. Anzi, lo è ancor più, oggi, proprio per i due lustri trascorsi dalla pubblicazione originaria: un periodo nel quale la situazione della Montagna italiana è rimasta pressoché uguale (…)

salsa_image(Leggete la recensione completa di Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)