Il pensare appaga, ma non è pagato (Giorgio Gaber dixit)

“Il pensare”… sì, il pensiero in sé, senza farci niente di utile, che godimento. Peccato che non ti paga nessuno per pensare. «Ho pensato otto ore», e chi ti crede?

(Giorgio Gaber, Il Grigio, atto I, quadro IV)

Gaber, “sinonimo” di pensiero. Nel senso più alto del vocabolo, più intenso e sagace. Perché il pensiero tanto più è “alto e “sagace” quanto più è libero, e Gaber è stato tra i pensatori più liberi in assoluto. Anche per questo uno come lui manca tremendamente, in quest’epoca di pensiero non solo sempre meno libero ma pure sempre più soffocato.

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Come le piante che si disseccano senza essere mai fiorite (Pëtr Kropotkin dixit)

Perché la vita sia realmente feconda, deve esserlo contemporaneamente nell’intelligenza, nel sentimento e nella volontà. Per un istante di questa vita, l’unica degna di questo nome, molti darebbero interi anni di esistenza vegetativa. senza di essa, si è vecchi prima del tempo, si è impotenti, si è come le piante che si disseccano senza essere mai fiorite.

(Pëtr Alekseevič Kropotkin, La morale anarchica, Edizioni Millelire, 1994, trad. Ursula Bedogni, 1a ediz. 1890.)

Beh, credo proprio che ogni tanto faccia bene tornare a leggere vecchi (e veri) rivoluzionari come Kropotkin… con le cui idee si può essere più o meno d’accordo, ma dal cui spirito c’è soltanto di che imparare, e molto.

Dolores O’Riordan (1971-2018)

Beh, accidenti… non sono uno aduso alle commemorazioni “social”, ma la morte di Dolores O’Riordan mi ha colpito molto. Per motivi personali e in ciò assai banali, forse: fatto sta che, quando nei primi anni Novanta coi suoi The Cranberries (dei quali peraltro non sono mai stato un così grande appassionato – non della band in sé, voglio dire) ottenne il successo internazionale, la trovavo una donna di rarissimo e potente fascino, bella d’una bellezza diversa dai soliti canoni, semplice e al contempo raffinata, molto irish ma nel senso più antropologico del termine. Per di più con la sua voce così particolare che, alla lunga, si è rivelata una delle più influenti di quell’epoca musicale, dalla quale traspariva uno spirito vibrante che trascendeva dalla mera presenza artistica e scenica e, appunto, mi pareva che in qualche modo compendiasse nei suoi tratti lo spazio, il tempo e l’essenza della sua terra – similmente ai primi U2, a mio parere, al cui impegno civile nei confronti della travagliata storia (nord)irlandese i Cranberries si sono accostati, ad esempio con il loro brano più famoso in assoluto.

La sua immagine, a volte passionale e carnale ovvero conturbante, a volte eterea, confortante, quasi elfica, sempre e comunque in qualche modo intrigante, mancherà. È banale dirlo, tanto quanto inevitabile. Come manca ogni cosa che ha saputo essere a suo modo unica e inimitabile, divenendo emozione durevole e ricordo imperituro.

Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 14a puntata 2014/2015 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, quattro maggio duemila15, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #14 dell’anno XI di RADIO THULE. Titolo della puntata, “Allievi che superano i maestri. La raffinata arte delle cover musicali”.
In questa puntata RADIO THULE torna per una volta ad essere “consono” al mezzo da cui viene diffusa, ovvero un programma musicale! Ma lo fa con il proprio consueto stile alternativo, andando ad esplorare un piccolo/grande mondo apparentemente secondario, in musica, eppure sovente alquanto significativo: quello delle cover. Perché rifare un brano scritto da altri è esercizio troppo spesso banalizzato da chi non lo sa fare, quando invece è una prova di alta bravura musicale e di qualità artistica eccelsa, come sarà dimostrato durante la puntata con esempi assolutamente eloquenti

Senza nome-True Color-02Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com (64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
http://myradiostream.com/rciradio (128 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus).
– Player Android: Google Play

Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

E’ la Divina Commedia, baby, non Victoria’s Secret! (Woody Allen dixit #2)

Durante il forzato riposo a letto, cercai sollievo nei classici della letteratura: un elenco di opere imprescindibili cui volevo dedicarmi da almeno quarant’anni. Evitati arbitrariamente Tucidide, i fratelli Karamazov, i dialoghi di Platone e le madeleines di Proust, mi misi sotto con un’edizione tascabile della Divina Commedia, nella speranza di cullarmi con descrizioni di peccatrici dai capelli corvini che, dimenandosi seminude tra zolfo e catene, immaginavo appartenete a un catalogo di Victoria’s Secret. Purtroppo l’autore – uno fissato con le grandi domande della vita – mi scalzò ben presto da quell’etereo sogno di erotismo, e mi ritrovai a vagare per le regioni dell’aldilà in compagnia di un personaggio non più eccitante di Virgilio che illustrava le caratteristiche del posto. Avendo anch’io un’indole da poeta, mi meraviglia di come Dante fosse riuscito a strutturare brillantemente quello squallido universo sotterraneo destinato ai furfanti del mondo, radunando vari codardi e mascalzoni ed elargendo a ciascuno di essi un’adeguata misura di dolore eterno. Solo alla fine del libro mi accorsi che il poeta aveva omesso i titolari delle ditte di ristrutturazioni edili.

Woody Allen, Pura anarchia, pag.115-116 (Bompiani Tascabili, 2007, traduzione di Carlo Prosperi; orig. Mere anarchy)

(E QUI potete leggere la personale recensione di Pura anarchia.)