Quelli che “se la tirano” e Herbert Von Karajan

[Bernstein, Böhm e Karajan. Fonte: Wikimedia Commons.]
Stavo dissertando con un’amica di come, nella società di oggi, la mancanza di talenti, di doti e di capacità sia ormai stata elevata a (aberrante) “motivo” di importanza e prestigio, al punto che più uno “se la tira”, come si dice in tali casi, meno ha ragioni e giustificazioni per farlo. Eppure, viene di conseguenza osannato da tanti, nemmeno fosse un genio, un fuoriclasse, un fenomeno assoluto. La nullità inopinatamente spacciata per valore e imposta come tale, insomma.

A tal proposito, mi torna sempre in mente un classico e divertente aneddoto che sembra fare da necessaria eccezione a confermare la “regola” suddetta, una storiella che narra di come, un giorno, Leonard Bernstein, Karl Böhm e Herbert Von Karajan (tre giganti assoluti della musica classica nel Novecento, inutile dirlo) si ritrovano insieme e si mettono a discutere su chi sia il più grande tra i direttori d’orchestra. La discussione si anima e Bernstein ad un tratto sbotta: «Dio mi è apparso e ha detto che sono io!». Al che Böhm scuote la testa: «Impossibile, è apparso anche a me e ha detto che sono io!». A quel punto interviene Karajan: «Strano, non mi pare di aver mai detto niente del genere!»

Ecco. Mi diverte sempre ricordarla.
Per dire, poi, come cambiano i tempi e le cose del mondo, già.
In fondo l’Olocene, l’era nella quale viviamo definita in modo assai consono anche Antropocene, è pure e non poco il Tipotacene (da Τίποτα, “niente”).

Contro Chiara Ferragni (o no?)

No, mi spiace, ma a me questa cosa di Chiara Ferragni che gira l’Italia qui e là per luoghi d’arte e di gran pregio culturale non mi sta bene. Leggo da diverse parti (qui, ad esempio) di quanto abbia fatto bene la sua presenza agli Uffizi (gli ingressi degli under 25 sono aumentati di quasi il 30% di colpo) o degli effetti turistici dei suoi selfie nelle chiese e nei luoghi culturali del Salento (vedi lì sopra), ovvero di come la cultura, che nel (una volta) “Bel Paese” è assai poco considerata – e sostanzialmente denigrata dalla politica – possa e debba aver bisogno di infleuncer come lei e dei millemila like ai suoi post sui social, probabilmente messi da molti che (mi permetto la cattiveria, che tuttavia non credo così campata per aria) degli Uffizi quasi nemmeno sapevano l’esistenza…

Ecco, no, non mi sta bene, già. Insomma, perché Chiara Ferragni non viene anche a Colle di Sogno, uno dei più borghi della montagna lombarda? È un luogo meraviglioso in un paesaggio prealpino a dir poco leggiadro, con angoli assai caratteristici nei quali i selfie verrebbero benissimo e c’è pure una locanda in cui si mangia divinamente. Non a caso con Alpes ne abbiamo fatto la sede di un progetto a suo modo innovativo, Colle di Sogno, Un luogo dove re-stare, con il quale puntiamo a conseguire una rivalorizzazione e una rinascita del borgo e del suo territorio utilizzando come impulso principale e fondamentale l’apertura, l’inclusione e l’esperienza di resilienza degli abitanti, forti attrattori culturali di ulteriori esperienze analoghe nonché elementi ideali alla produzione di nuova cultura. In pratica, un progetto che vuole rivitalizzare per rivitalizzarsi: per fare di Colle di Sogno un luogo oltre modo vivo, forte della sua storia, determinato nel presente e capace di costruirsi un buon futuro.

Che diamine: c’è un posto così a un’ora d’auto da Milano e una persona indubbiamente assai intelligente e capace come Chiara Ferragni non ci viene a fare nemmeno un selfie? Eh no, non va bene, è uno scandalo, una cosa inaccettabile, ecco. Uffa!

P.S.: Chiara, comunque sappia che i pizzoccheri che fa il Luigi alla Locanda di Colle di Sogno sono imbattibili. Garantito!

L’infantilizzazione di massa

[Felice Casorati, “Tiro al bersaglio”, 1919.]

Il presente, questo presente, è spaventatissimo dall’idea che il futuro possa non essere identico a se stesso. E, quindi, esercita costantemente un controllo paternalistico su questo futuro, nella disperata speranza di addomesticarlo, di educarlo, di adattarlo a sé (attraverso gestionali e altri strumenti affini).
Questo presente tende a chiudersi preventivamente rispetto a – e a proteggersi da – l’imprevisto e l’imprevedibile.
A questo processo fa riscontro l’infantilizzazione di massa (ormai in atto da un quarantennio). Gli adulti vengono trasformati efficacemente – dalla politica, dallo spettacolo, dall’arte, dalla cultura, dalla moda, dal costume, dalla tecnologia – in “bambinoni”. Soggetti cioè la cui attenzione deve essere continuamente iperstimolata, privi di capacità di concentrazione, a cui vanno sottoposti messaggi sempre accuratamente semplificati e che sono preda di meraviglie e paure del tutto irrazionali, dunque soggetti che vanno sempre rassicurati, accuditi, protetti e controllati (per il loro bene, s’intende).

(Il sempre prezioso e illuminante – l’ho già detto di lui questo, e lo ribadisco convintamente – Christian Caliandro in Conquistando Luce, su “Artribune” il 11 novembre 2019 e su “Artribune Magazine” #51 di settembre/ottobre 2019; cliccate sull’immagine dell’opera di Casorati in testa al post per leggere l’articolo nella sua interezza. En passant, a proposito di “infantilizzazione di massa”, e dei suoi effetti tanto incompresi quanto deleteri, cliccate poi qui.)

L’epidemia di influen…cer sta passando, finalmente.

Spero proprio che il pericolo paventato di un’epidemia di morbillo, segnalato anche di recente da bollettini scientifici vari e su numerosi media, risulti nullo e la relativa possibile emergenza si risolva rapidamente, almeno quanto si sta risolvendo, pare, l’epidemia di influen…cer che per qualche anno ha attanagliato il web. Sotto certi aspetti una “malattia”* a sua volta, giunta al suo tragico (per i “contagiati”) stadio finale: quello di dover pensare di fare un lavoro vero.

*: cogliete il sarcasmo d’una tale correlazione, eh! Non voglio né banalizzare la questione morbillo ma nemmeno, in altri termini, quella degli “influenzanti”. Ecco.

Come e cosa sarà il web di domani? Ce lo svela Dario Bonacina questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 5 novembre duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 3a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata “Meglio conoscere oggi il web di domani”!

Inutile negarlo: siamo donne, uomini, individui, cittadini ma pure, e sempre di più, utenti della rete. Sul web passiamo molte ore tutti i giorni, ci “incontriamo”, parliamo, discutiamo, ci informiamo, vediamo, ascoltiamo, compriamo, qualcuno si sposa o divorzia, pure…  Social network, siti d’informazione e di influencer marketing, negozi on line, piattaforme multimediali a interattività sempre maggiore, smartphone e tablet eternamente connessi sono sempre più gli ambiti e gli strumenti nei quali/coi quali ci manifestiamo, nuove pubbliche piazze, nuove residenze virtuali presso le quali trovarci. Ma, posta tutta questa pervasività della rete nella nostra vita quotidiana, in verità dove sta andando il web? Come si sta evolvendo? Facebook ha cominciato il suo declino? Che social network monopolizzerà la rete nei prossimi anni? Quanto ancora oltre rispetto ad ora si spingeranno la multimedialità e l’interattività degli utenti con il web? La TV per come la conosciamo oggi ha gli anni contati? Cosa faranno domani gli smartphone per noi (o contro di noi)?
Temi tanto intriganti quanto importanti, questi, dei quali si disserterà in questa puntata di RADIO THULE, alle ore 21 in FM e streaming su RCI Radio, con un ospite prestigioso e qualificato: Dario Bonacina, tecnico informatico, esperto di new technologies e cultura digitale, articolista per numerose testate del settore e, in questa puntata, nostra preziosa guida nel futuro della rete, e in fondo di noi tutti.

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 19 novembre, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!