Le rapine alle Poste

[Immagine tratta dal web. Cliccateci sopra!]
Ho letto, ad esempio qui, che in Italia negli ultimi anni le rapine agli uffici postali si sono ridotte in modo cospicuo.

In effetti ci posso credere: mi hanno raccontato, per dire, che in un ufficio postale di provincia, qui dalle mie parti, un tizio a volto coperto è entrato e ha intimato all’addetto lì presente: «Consegnami tutti i soldi!»
Il postino s’è subito “prodigato” per consegnare quanto richiesto.
Be’, il ladro è stato arrestato. Dopo più di 3 ore dall’irruzione nell’ufficio postale stava ancora aspettando che il postino gli consegnasse i soldi. Da “buon” addetto delle Poste Italiane, era in ritardo pure in ciò, e lo sfortunato ladro è stato inesorabilmente còlto in flagranza di reato. Ecco.

A onor di cronaca, bisogna aggiungere che l’avvocato del malvivente ha chiesto che gli atti del procedimento giudiziario derivante dai fatti accaduti siano inviati al suo cliente sempre in forma cartacea tramite spedizione postale. «Contiamo nella prescrizione del reato», ha detto ai cronisti. Già.

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Vajont, 57 anni

[Fotografia dell’Ispettorato Vigili del Fuoco, terza circoscrizione, sede di Belluno, donate all’Onorevole Giacomo Sedati, Commissario del Governo per il Vajont, fonte ANSA/OLDPIX. Immagine tratta da qui, cliccateci sopra per ingrandirla.]
Bastano le immagini – anche solo una, come questa – per non dimenticare mai il Vajont. Le parole, pur importanti e necessarie, loro malgrado non riusciranno mai a dire tutto.