Da Roncola a Morterone, lungo la DOL

La seconda tappa della DOL dei Tre Signori parte da Roncola San Bernardo (BG) e vi porta sino a Morterone (LC), alle pendici del monte Resegone. Questa tappa è caratterizzata da ampie vedute: a ogni passo l’orizzonte si amplia sempre di più, spaziando su gran parte della pianura padana, l’intera cerchia delle Alpi Occidentali e la dorsale appenninica. Imboccando il sentiero CAI 571 camminerai su un percorso antico, che ha visto per secoli un flusso continuo di pastori, boscaioli, carbonai e muratori, e arriverai al monte Linzone (1372 m). Scenderai a Valcava, attraversando anche l’area di ripristino della cava Colle Pedrino di Italcementi. Salirai poi sulla vetta del monte Tesoro, a 1431 m, balcone privilegiato dal quale potrai ammirare anche l’incantevole borgo di Colle di Sogno. Scendendo verso la località Forcella Alta incontrerai il suo suggestivo laghetto e proseguirai verso il Passo degli Spagnoli o più notoriamente del Pertüs. Supererai poi il valico della Passata, storico luogo di incontro tra la Repubblica Veneta e il Ducato di Milano, e imboccando il sentiero CAI 576 proseguirai lungo il tratto dell’Anello del Resegone che ti porterà fino all’omonimo rifugio (1266 m). Da qui continuando lungo il sentiero CAI 587 raggiungerai la Bocchetta del Palio (1390 m), dove una strada agro-silvo-pastorale ti condurrà al borgo di Morterone, il più piccolo comune d’Italia, a 1070 m.
🚩 Punto di partenza: Roncola San Bernardo (BG)
🏁 Punto di arrivo: Morterone (LC)
⛰ Dislivello positivo: 869 m
⛰ Dislivello negativo: 1.425 m
🥾 Distanza: 19,3 km
⏱ Durata: 7 ore e 30 minuti

Quello che avete appena letto è un riassunto, conciso ma mi auguro assai invitante, della seconda tappa del trekking lungo la Dorsale Orobica Lecchese, che trovate narrata nella sua interezza e con generosa profusione di dettagli, suggestioni ed emozioni sulla guida Dol dei Tre Signori. Un libro che, lo ribadisco di nuovo, dovete certamente leggere così che poi vorrete senza alcun dubbio camminare lungo le montagne, i paesaggi e lo spettacolare itinerario che li attraversa, e che noi autori abbiamo narrato nella guida.

Per saperne di più, cliccate sull’immagine qui sopra o visitate la pagina facebook I cammini di Orobie dalla quale ho tratto il testo sopra riportato.

Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.

DOL dei Tre Signori, un’altra bella (e prestigiosa) recensione

La guida “DOL dei Tre Signori”, della quale sono autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, si può fregiare di un’altra recensione per giunta particolarmente prestigiosa dacché firmata da Renato Frigerio, una delle figure più importanti della montagna lombarda e vero fulcro nonché memoria storica dell’ambiente alpinistico lecchese.

Ve la propongo di seguito e ne approfitto per darvi qualche interessante aggiornamento sul volume, il quale è in ristampa e, conclusa l’uscita in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco”, da giugno tornerà in edicola questa volta come allegato a “La Provincia di Sondrio, dunque nella relativa zona provinciale di competenza e aree limitrofe. In contemporanea la guida comincerà a essere disponibile all’ordinazione e all’acquisto nelle librerie delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza e Milano nonché, prossimamente, nei principali shop on line.

Personalmente non posso che essere assolutamente felice del successo che sta avendo il volume, che uso come (auto)sollecitazione ulteriore per invitarvi alla sua lettura e, ancor più, a lasciarvi affascinare con essa nei riguardi del territorio che abbiamo raccontato, quello sospeso duemila e più metri sopra le scintillanti acque del Lago di Como, le meravigliose vallate prealpine lecchesi e bergamasche, la magnifica Valtellina e innumerevoli tesori storici, artistici, architettonici, etnografici, paesaggistici che animano un paesaggio tra i più belli della montagna italiana, nel quale l’itinerario della DOL corre unendo Bergamo e Morbegno e offrendo ai camminatori la possibilità di vivere un’esperienza di rara bellezza.

Ma prima, appunto, eccovi la recensione del volume di Renato Frigerio. In ogni caso, dunque, buona lettura (e buone future camminate sui monti della DOL!)

L’attenzione valida e meritoria che “Orobie” rivolge, già a partire dal 1990, alla bellezza e all’importanza turistica della Dorsale Orobica Lecchese ha avuto una concreta visibilità sia attraverso i vari resoconti riportati sulla propria rivista, sia con il preciso rilancio che la stessa rivista mensile ne ha fatto nel 2017, promuovendo l’organizzazione di un trekking organizzativo. Molto di più è quello che appare adesso con la proposta di un allettante volume che esce nella collana “I Cammini di Orobie”, a cura di tre autori competenti e appassionati, Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota. “DOL dei Tre Signori”, abbinando il generico acronimo ad una montagna tanto prestigiosa per il suo richiamo escursionistico, ricco di spunti naturalistici e di valore storico, costituisce una guida ambiziosa e innovativa per percorrere in cinque o sei tappe una camminata estremamente gratificante, sorretti appunto passo dopo passo dalle indicazioni e da splendide immagini. Invitati alla sua consultazione, il cammino risulterà più confortevole e sicuro, ed inoltre non potranno mai sfuggire i numerosi particolari costituiti dagli aspetti naturalistici, ambientali e culturali.
Mentre viene consigliato il percorso con partenza da Bergamo verso Morbegno o Colico, con l’intento di dirigersi da una zona fortemente antropizzata verso spazi più naturali, nello stesso tempo la guida indica chiaramente come raggiungere gli itinerari da diversi accessi.
Il volume ha in dotazione anche una dettagliata e utilissima Carta Escursionistica della DOL.

(L’immagine in testa al post è tratta dal numero di aprile 2021 della rivista “Orobie”; cliccateci sopra per saperne di più sulla guida “Dol dei Tre Signori”. Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.)

(Ri)diamo voce ai sentieri!

A proposito di (nuove) strade di montagna, in senso generale: dall’inizio dell’anno in corso su Facebook è attiva la pagina “Diamo voce al sentiero, che si propone lo scopo di (come si legge nelle informazioni della pagina stessa) «sensibilizzare e discutere sul tema della costruzione di viabilità montana a discapito della sentieristica preesistenteUn tema fondamentale eppure troppo spesso sottovalutato, trascurato ovvero fuorviato per adattarlo a fini strumentali che rispetto allo sviluppo e alla salvaguardia della montagna appaiono del tutto antitetici, i quali poi consentono di perpetrare al territorio montano danni sconcertanti e sovente perenni con il conseguente detrimento del valore estetico, culturale, antropologico nonché economico dello stesso.

Diamo voce al sentiero” cerca di sostenere e perseguire una così necessaria sensibilizzazione sia attraverso contenuti che pongono in evidenza i concetti primari alla base del tema suddetto (un esempio lo vedete qui sopra), sia con focus veloci e sagaci su certe situazioni particolarmente emblematiche al riguardo – proprio come quella in corso nella splendida e ora profanata Val di Mello, sulla quale ho dissertato a mio modo nel post precedente, qui sul blog.

Seguitela, la pagina “Diamo voce al sentiero”: se da un lato vi darà modo di irritarvi parecchio (come a me succede) verso certi terribili e vergognosi interventi nei territori montani, dall’altro vi darà coscienza di come la bellezza dei monti non abbisogni affatto di quelle opere e che, come peraltro sosteneva il grande Walter Bonatti, «La montagna insegna a non barare, a essere onesti con se stessi e con quello che facciamo»: e a volte ciò che l’uomo decide di imporre, alla montagna, è quanto di più disonesto vi sia nei suoi confronti e di chiunque la voglia vivere liberamente e consapevolmente.

La nuova autostrada della Val di Mello (ovvero, dalla tragedia alla farsa!)

Con grandisssssimo rammarico nei giorni scorsi ci è toccato leggere sugli organi di informazione che i lavori della nuova, meravigliosa autostrada della Val di Mello sono stati interrotti, per colpa di qualche nevrotico “ambientalista” che, vedendo le possenti ruspe in azione, espressione del più nobile e giusto e affascinante e conveniente e necessario progresso alpestre, si è messo a frignare come un moccioso. Ok, ammettiamo che giustificare la costruzione della grande autostrada mellata con la realizzazione di un sentiero per i disabili rappresenta una certa forzatura, più che altro perché far transitare le joelette dei disabili lungo una strada che sarà senza dubbio assai trafficata potrebbe essere pericoloso, e in tal senso la presenza delle ruspe dà un po’ nell’occhio, ecco. D’altro canto mica siamo ancora all’età della pietra, quando le strade si costruivano con gli schiavi e le asce in rame come quella di Ötzi! Vogliamo dare un futuro alle nostre (nostre, non vostre, eh!) montagne, o preferiamo lasciare ancorate a realtà di secoli fa? Eh? Vergogna, voi che volete lasciare le cose come stanno, in Val di Mello, solo perché è una “riserva naturale”! E allora non è naturale arrivarci in auto, nel 2021, su una strada consona ai tempi? Volete arrivarci ancora a piedi o a dorso di mulo?

Purtroppo Ersaf, responsabile dei lavori, per quanto sopra si è dovuta scusare, per aver commesso un grossolano e imprevedibile sbaglio, sì, e dovuto gioco forza interrompere i lavori: «ha ammesso che c’è stato un errore da parte della direzione dei lavori», così si legge sulla stampa. In effetti Ersaf doveva e deve lavorare in modo più discreto, magari camuffando le grandi ruspe in modo che si notino meno vistosamente nel paesaggio della valle. Ma può capitare che, sull’onda dell’entusiasmo per un progetto così virtuoso, si parta a fare le cose a spron battuto non curando al meglio certi pur insignificanti dettagli. È da capire e perdonare, Ersaf: basta che riprenda al più presto i lavori!

Ecco, a proposito di ciò: è ovvio e condiviso da tutti che la sicurezza e la tutela devono restare sempre valori fondamentali e di base per l’intero progetto e i lavori in corso. Infatti ci auguriamo che la nuova grande arteria verrà protetta al meglio e resa sicura da tutto quanto di pericoloso avrà intorno – piante, rocce, animali, escursionisti, alpinisti e ogni altra cosa che potrebbe intralciare il transito dei veicoli. I lavori o si fanno bene o non si fanno proprio, inutile rimarcarlo!

Solo un dubbio, riguardo questo bellissimo progetto, resta in sospeso: a quanto ammonteranno le tariffe per il posteggio dei nostri autoveicoli nel grande parcheggio da n-mila posti che verrà realizzato a Rasica, al termine dell’autostrada? Perché, be’, non vorremmo godere liberamente d’una tale meraviglia viabilistica e poi dover pagare delle tariffe eccessive, una volta giunti alla meta!
Ci auguriamo che qualcuno possa dirimere questo dubbio, dato che nel progetto non vi sono cenni al riguardo: perché se un’opera così nobile e valorizzante subisse certe esagerate imposizioni, che buon futuro ci potrebbe essere per la Val di Mello?

(Cliccate sulle immagini per leggere gli articoli dai quali sono tratte.)

Da Bergamo alla Roncola sulla DOL

La prima tappa della DOL dei Tre Signori parte dalla stazione ferroviaria della città di Bergamo e vi porta fino a Roncola San Bernardo, sulle pendici dell’Albenza a 850 m. Un itinerario inserito in un paesaggio fortemente antropizzato, ma che offre numerosissimi punti d’interesse storico, architettonico, artistico e culturale che vi inviteranno a rallentare il vostro cammino. A partire da Città Alta, con le sue Mura Venete Patrimonio UNESCO e i tesori che vi sorprenderanno a ogni svolta. Attraverserete poi il verde dei boschi del Parco dei Colli di Bergamo fino al Santuario della Madonna di Sombreno, che vi aprirà la vista all’intero percorso della tappa. Vi incamminerete sulla Ciclovia della Val Brembana, lungo il percorso tracciato fino agli anni ’60 dalla Ferrovia, scoprirete i gioielli più preziosi del romanico lombardo, come la Rotonda di San Tomè e la Chiesa di San Giorgio in Lemine, ma vi immergerete anche nel profumo dei vigneti di Almenno San Salvatore. Giungerete infine a Roncola, dove ad attendervi come premio ci sarà il Polittico di San Bernardo di Giovan Battista Moroni, uno dei maggiori pittori italiani del Cinquecento, e un’ampia vista panoramica sulla Pianura Padana.

🚩 Punto di partenza: Bergamo – Stazione Ferroviaria
🏁 Punto di arrivo: Roncola San Bernardo (BG)
 Dislivello positivo: 1.163 m
🥾 Distanza: 18,4 km
 Durata: 6 ore

Eccovi un riassunto, conciso ma mi auguro assai invitante, della prima tappa del trekking lungo la Dorsale Orobica Lecchese, che trovate narrata nella sua interezza e con generosa profusione di dettagli, suggestioni ed emozioni sulla guida Dol dei Tre Signori. Un libro che, come ho già affermato, dovete certamente leggere così che poi vorrete senza alcun dubbio camminare lungo le montagne, i paesaggi e lo spettacolare itinerario che li attraversa, e che noi autori abbiamo narrato nella guida.

Per saperne di più, cliccate sull’immagine qui sopra o visitate la pagina facebook I cammini di Orobie dalla quale ho tratto il testo sopra riportato.

Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.