Su “La Provincia di Lecco”

Il quotidiano “La Provincia di Lecco” nell’edizione di oggi, mercoledì 26 gennaio 2022, sulla pagina dedicata alla Montagna curata da Paolo Valsecchi, ospita un mio intervento sul tema delle attrazioni turistiche quali panchine giganti, ponti tibetani, passerelle panoramiche eccetera che negli ultimi tempi stanno proliferando sui monti. Una proliferazione che vorrebbe perseguire la “valorizzazione” dei luoghi ove vengono installate ma che a mio parere, mancando quasi sempre “intorno” a esse un progetto culturale di conoscenza dei luoghi stessi e di presa di coscienza delle loro peculiarità – qualcosa che vada oltre il mero «effetto wow!» (si usa dire così, no?) e la raffica di selfies da postare sui social, insomma,  – rischiano di ottenere soltanto una banalizzazione del luogo, anticamera di un suo probabile futuro degrado.

Ringrazio di cuore Paolo Valsecchi per avermi contattato sul tema e concesso un così prestigioso spazio sul quotidiano riprendendo con cura le mie osservazioni, e mi auguro che le stesse non appaiano affatto meramente ostili ma rappresentino un contributo tanto critico quanto costruttivo a favore della salvaguardia delle nostre montagne, della loro bellezza, del valore dei loro paesaggi e di un buon futuro per chiunque le viva, da turista occasionale o da abitante permanente.

Questa settimana sul “Giornale di Lecco”

Sul settimanale “Giornale di Lecco” in edicola da lunedì 17 gennaio scorso, a pagina 40, un articolo curato da Federico Pozzoni riprende il post che qualche tempo fa sul blog ho dedicato al piccolo Monte Barro e alle sue grandi “magie”, ovvero al monte che chiude a Sud Ovest l’orizzonte della città di Lecco e delimita da quella parte il ramo lecchese del Lago di Como: il più basso, tra quelli che circondano la città, nonché il meno noto – essendo al cospetto di “celebrità prealpine” quali Grigne e Resegone – ma di contro una montagna ricca di fascino, suggestioni, attrattive e d’un che di quasi magico, appunto. Nell’articolo, grazie all’antecedente chiacchierata con Pozzoni, si approfondiscono pur succintamente alcuni dei temi che ho trattato nel mio post cercando di rendere ancor più interessante la presenza di un monte come il Barro nel panorama transprealpino lecchese, ove il piede dei rilievi montuosi che a Nord si innalzano sempre di più per confluire nella catena alpina principale si immerge nell’articolato falsopiano brianzolo ovvero nell’ampio solco del bacino dell’Adda: un territorio estremamente antropizzato ma che, anche per questo, esalta ancor più tali “oasi” di Natura montana sulle quali si possono trovare condizioni ambientali e relative percezioni sensoriali e intellettuali tanto inopinate e sorprendenti quanto piacevoli e rigeneranti, pur restando a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla “civiltà” più spinta.

Ringrazio di cuore Federico Pozzoni per aver donato così tanta considerazione al mio scritto sul Monte Barro (lo ritrovate anche qui) al punto da dedicargli un articolo e naturalmente vi invito ad acquistare il giornale, che trovate in tutte le edicole della provincia di Lecco, per leggerlo. Anzi, a questo proposito mi auguro che la lettura dell’uno e dell’altro possa incuriosire tanti lettori sulle piccole grandi magie del Barro così come su quelle di numerosi altri luoghi particolari e fascinosi che, magari, abbiamo a pochi passi dall’uscio di casa – ovunque, intendo dire – ma proprio per tale prossimità non consideriamo e non comprendiamo come meriterebbero.

Alt(r)ispazi, alt(r)e riletture!

Ringrazio di cuore Alt(r)ispazi, il sito/blog dell’Associazione Culturale Ettore Pagani – un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro che opera in ambito culturale a favore della maggiore conoscenza del mondo della montagna – per aver ripostato il mio articolo Piove? Evviva! pubblicato in origine qui e nel quale raccontato dell’affascinante esperienza personale vissuta con Michele Comi nell’edizione 2021 di Alt(ro) Festival, in Valmalenco, in una giornata con condizioni meteorologiche “avverse”. Ma avverse da chi e da cosa, poi?

Cliccate sull’immagine lì sopra per leggere il mio racconto, e buona alt(r)a lettura!

DOL dei Tre Signori, un’altra bella (e prestigiosa) recensione

La guida “DOL dei Tre Signori”, della quale sono autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, si può fregiare di un’altra recensione per giunta particolarmente prestigiosa dacché firmata da Renato Frigerio, una delle figure più importanti della montagna lombarda e vero fulcro nonché memoria storica dell’ambiente alpinistico lecchese.

Ve la propongo di seguito e ne approfitto per darvi qualche interessante aggiornamento sul volume, il quale è in ristampa e, conclusa l’uscita in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco”, da giugno tornerà in edicola questa volta come allegato a “La Provincia di Sondrio, dunque nella relativa zona provinciale di competenza e aree limitrofe. In contemporanea la guida comincerà a essere disponibile all’ordinazione e all’acquisto nelle librerie delle provincie di Bergamo, Lecco, Brescia, Monza-Brianza e Milano nonché, prossimamente, nei principali shop on line.

Personalmente non posso che essere assolutamente felice del successo che sta avendo il volume, che uso come (auto)sollecitazione ulteriore per invitarvi alla sua lettura e, ancor più, a lasciarvi affascinare con essa nei riguardi del territorio che abbiamo raccontato, quello sospeso duemila e più metri sopra le scintillanti acque del Lago di Como, le meravigliose vallate prealpine lecchesi e bergamasche, la magnifica Valtellina e innumerevoli tesori storici, artistici, architettonici, etnografici, paesaggistici che animano un paesaggio tra i più belli della montagna italiana, nel quale l’itinerario della DOL corre unendo Bergamo e Morbegno e offrendo ai camminatori la possibilità di vivere un’esperienza di rara bellezza.

Ma prima, appunto, eccovi la recensione del volume di Renato Frigerio. In ogni caso, dunque, buona lettura (e buone future camminate sui monti della DOL!)

L’attenzione valida e meritoria che “Orobie” rivolge, già a partire dal 1990, alla bellezza e all’importanza turistica della Dorsale Orobica Lecchese ha avuto una concreta visibilità sia attraverso i vari resoconti riportati sulla propria rivista, sia con il preciso rilancio che la stessa rivista mensile ne ha fatto nel 2017, promuovendo l’organizzazione di un trekking organizzativo. Molto di più è quello che appare adesso con la proposta di un allettante volume che esce nella collana “I Cammini di Orobie”, a cura di tre autori competenti e appassionati, Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota. “DOL dei Tre Signori”, abbinando il generico acronimo ad una montagna tanto prestigiosa per il suo richiamo escursionistico, ricco di spunti naturalistici e di valore storico, costituisce una guida ambiziosa e innovativa per percorrere in cinque o sei tappe una camminata estremamente gratificante, sorretti appunto passo dopo passo dalle indicazioni e da splendide immagini. Invitati alla sua consultazione, il cammino risulterà più confortevole e sicuro, ed inoltre non potranno mai sfuggire i numerosi particolari costituiti dagli aspetti naturalistici, ambientali e culturali.
Mentre viene consigliato il percorso con partenza da Bergamo verso Morbegno o Colico, con l’intento di dirigersi da una zona fortemente antropizzata verso spazi più naturali, nello stesso tempo la guida indica chiaramente come raggiungere gli itinerari da diversi accessi.
Il volume ha in dotazione anche una dettagliata e utilissima Carta Escursionistica della DOL.

(L’immagine in testa al post è tratta dal numero di aprile 2021 della rivista “Orobie”; cliccateci sopra per saperne di più sulla guida “Dol dei Tre Signori”. Per qualsiasi altra informazione sulla guida e su come reperirla, potete consultare www.orobie.it/cammini/, scrivere un messaggio a redazione@orobie.it oppure telefonare al numero 035/240.666.)