Claudio Ferrata, “La fabbricazione del paesaggio dei laghi. Giardini, panorami e cittadine per turisti tra Ceresio, Lario e Verbano”

Credo che chiunque avrà presente il celeberrimo dipinto di René Magritte intitolato La Trahison des images, quello che raffigura una pipa e una sottostante didascalia che dice “Ceci n’est pas une pipe”, «questa non è una pipa». Con tale opera Magritte volle sottolineare la differenza tra la realtà effettiva e la sua rappresentazione, sovente presente e pesante tanto quanto incompresa o ignorata: in effetti quella di Magritte non è una pipa ma un dipinto che ne raffigura una. L’equivoco pare banale ma, in verità, sottintende una profonda riflessione di natura semiologica circa la percezione umana della realtà, la relativa comunicazione e i suoi codici.

Bene: lo stesso principio potrebbe valere per la raffigurazione di un paesaggio sotto la quale si leggesse la didascalia «questo non è un paesaggio». In effetti, quello raffigurato su qualsivoglia supporto ovvero visibile direttamente in loco, nella realtà, da un eventuale visitatore, non sarebbe e non è un “paesaggio” ma un territorio con le sue forme geografiche naturali. Il paesaggio è semmai la percezione e l’interpretazione che possiamo ricavare dalla visione di quel territorio in base al nostro bagaglio culturale, alla relativa meditazione, alla sensibilità, al gusto, allo stato emotivo e ad altri elementi facenti parte della sfera personale di ciascuno. È una confusione assai comune e certamente bonaria nel parlato comune quotidiano, quella tra territorio e paesaggio, con il secondo termine utilizzato per intendere il primo elemento, ma diventa una distinzione fondamentale nell’analisi degli spazi antropizzati compiuta dalle scienze umane o dalle discipline che agiscono su tali spazi. Il paesaggio, si può dire, non esiste se non dentro di noi, e solo noi lo possiamo poi “poggiare” sul territorio con cui interagiamo e dal quale lo percepiamo, facendone il principale elemento di identità del luogo o, per dirla in modo più suggestivo, l’habitat del Genius Loci. D’altro canto, ciò comporta che il paesaggio sia una costruzione prima immateriale e poi sovente materiale (o indirettamente tale) che l’uomo applica al territorio, una sostanziale artificializzazione e una fonte per la territorializzazione di esso che da sempre – e in maniera crescente col crescere delle possibilità tecnologiche – hanno risposto a esigenze funzionali agli scopi umani più che alle possibili consonanze territoriali locali. In parole povere: l’uomo ha adattato i territori ai propri bisogni più o meno nobili più che adattare questi bisogni ai contesti territoriali in cui si sono manifestati, dunque con una costante “ignoranza” – ribadisco, non necessariamente negativa – del Genius Loci del posto e dunque della relazione antropologia naturale tra i territori e le genti che li abitavano.

Modello profondamente emblematico di tale artificializzazione e della profonda mutazione di un territorio in origine molto diverso è quello che è stato messo in atto dall’Ottocento in poi nella zona dei laghi prealpini del Nord Italia, in particolare di quelli a cavallo con il Canton Ticino in territorio svizzero. Un modello che viene analizzato da Claudio Ferrata, geografo e docente ticinese, in La fabbricazione del paesaggio dei laghi. Giardini, panorami e cittadine per turisti tra Ceresio, Lario e Verbano (Edizioni Casagrande, 2008), corposo e completissimo saggio multidisciplinare – quantunque la sua base sia assolutamente e significativamente geografica – che analizza a fondo il periodo tra primo Ottocento e primo Novecento nel quale le rive dei laghi lombardo-ticinesi sono state letteralmente reinventate ex novo come nessuno (a parte i diretti interessati al tema) direbbe sia accaduto []

Claudio Ferrata

(Leggete la recensione completa di La fabbricazione del paesaggio dei laghi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

CONSIGLI #5

CONSIGLI è un post “ciclico”, nel senso che lo troverete pubblicato ad intervalli più o meno regolari con lo scopo di accorpare in un unico articolo ciò che trovate in evidenza nella colonna qui accanto, “I MIEI CONSIGLI”, con la quale appunto provo a darvi qualche dritta su eventi artistici, letterari, culturali e cose affini che penso possano meritare la vostra considerazione. Ad ogni ripubblicazione, dunque, lo troverete aggiornato con gli ultimi consigli evidenziati qui a lato (dove la loro pubblicazione resta in tempo reale, per quanto possibile), diventando una sorta di agenda stampabile di cose interessanti da conoscere e/o visitare, la quale ovviamente è e sempre resterà pure aperta a ogni utile segnalazione nel merito.

Grayson_Brambilla_gen2013Revoir non da’ nessuna concessione all’estetica. Non lascia che qualcosa possa gratificare i sensi. Egli distrugge semplicemente il lavoro lasciandosi guidare da una brutale necessità, da un istinto primitivo. Una performance di violenza fisica. Uno stupro. Uno stupro necessario al dialogo con la storia dell’arte. Dal 19 Gennaio al 31 Marzo 2012 Thomas Brambilla Gallery, Bergamo, ospita l’artista americano Grayson Revoir in un solo show a dir poco particolare e intrigante… Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria e conoscere ogni dettaglio sulla mostra.

La notevolissima Brand New Gallery, Milano, presenta la nuova coppia “invernale” di mostre… Beyond_the_objectIl termine Anti Form, coniato da Robert Morris alla fine degli anni ’60, segna l’abbandono del concetto tradizionale della produzione artistica: una sfida radicale che ha catalizzato l’attenzione verso nuovi modelli estetici. I materiali diventano l’elemento principale del processo di formazione dell’opera e viene meno la necessità, propria del Minimalismo, di programmare anticipatamente l’impostazione del lavoro. Le idee riformiste divulgate attraverso il manifesto Anti Form, allora considerate sovversive, si traducono oggi nelle teorie su cui si basa un’arte sempre più globalizzata.: Beyond the object, group show, galleria 1; Nazafarin_LotfiSe in precedenza il processo produttivo era impiegato a scopo narrativo, ora Nazafarin Lotfi attua il procedimento inverso, spingendo le sue opere a liberare spontaneamente una storia. Nei suoi nuovi lavori l’artista esplora ogni traccia presente sulla tela e nella composizione. Gli strati vengono posizionati e contemporaneamente rifiutati, affinché ne resti solamente un segno effimero.: Love at last sight, di Nazafarin Lotfi, galleria 2. Entrambe le mostre chiuderanno il 9 Marzo 2013. Cliccate sulle immagini per avere ogni utile informazione su ciascuna mostra.

brera1_gen2013Grandissima arte moderna e contemporanea nella “gretta” periferia milanese? Certo! Galleria Brera1, di Corbetta, presenta la sua nuova mostra collettiva, con opere di A.Warhol, G.Mathieu, G.Griffa, H.Nitsch, R.Crippa, Ben Vautier, M.Rotella, F.Plessi, B.Munari, H.Chin, G.Spagnulo, S.Chia, W.Dahn, C.Verna, P.Gonzato, L.Scarabelli, D.Manto, C.Buzzi, D.Girardi, A.Clementi. Da sabato 19/01 al 03/02, presso la Sala delle Colonne del Municipio di Corbetta, Milano. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria ed avere ogni utile informazione sul merito.

InfoBergamo_Gen2013_image_100E’ uscito il numero 104 – Gennaio 2013 di InfoBergamo, il primo mensile on-line bergamasco di cultura ed informazione. Una web-rivista sempre più diffusa, conosciuta (ben 92.000 lettori nel solo mese di Dicembre scorso!) e ricca di contenuti interessanti che, nonostante il nome, vanno ben oltre i meri confini orobici per interessare ambiti nazionali e anche più, con uno sguardo sempre originale su tante realtà contemporanee. In questo numero, il mio contributo/sguardo sul mondo letterario si intitola, assai significativamente, La Provincia di Bergamo e le sue biblioteche: una realtà della quale ci si può (quasi sempre) vantare. Cliccate QUI per leggere il sommario degli articoli pubblicati, e buona lettura!

Ultima_onda_GiussaniSotto un cielo plumbeo incontriamo Anna Levi, il fratellino, il piccolo Davide, sordo-cieco, e Sebastiano, che si è visto strappare dai fascisti il compagno “di appartamento, di stanza, di vita” Ervé, con il fiato cortissimo, sui Monti Lariani, nel comasco, braccati dai micidiali rastrellamenti nazisti. Poco lontano Valerio, “barba immatura” dall’alto dei suoi sedici anni, “un piccolo uomo solitario perso tra le nuvole” sta studiando, insieme ad un anziano la costruzione un sottomarino che gli consentirebbe di attraversare di nascosto il lago di Lugano e alimentare il mercato nero. L’ultima onda del lago, romanzo di Stefano Paolo Giussani, sarà presentato sabato 26 Gennaio a Mandello del Lario (Lecco), grazie all’Associazione GLBT Renzo & Lucio e all’Assessorato alla Cultura del comune lecchese. Cliccate sulla copertina del libro per conoscere tutte le informazioni sull’evento.

cozzolino_evvivanoeEvvivanoè Esposizioni d’Arte, Cherasco (CN), presenta Mara’s UKYOE: il mio viaggio nel mondo fluttuante, mostra di mokuhanga – particolare tecnica xilografica giapponese – di Mara Cozzolino. Ad Avigliana, Torino, dal 23 Gennaio al 17 Febbraio 2013. Dopo due viaggi in Giappone, la Cozzolino si è innamorata degli Ukiyo-e (letteralmente “immagine dal mondo fluttuante”) e della mokuhanga, la tecnica per realizzarli. Ha quindi seguito un corso di specializzazione alla Edinburgh Printmakers con l’artista Paul Furneaux, per potersi così dedicare completamente a quest’arte, prima di essere selezionata (insieme a soli altri cinque artisti in tutto il mondo) al Mi-Lab 2012, l’annuale workshop internazionale sulla suddetta tecnica a Kawaguchi, in Giappone. Cliccate sull’immagine per visitare il blog di Mara Cozzolino, e conoscere meglio l’artista e la sua arte, oltre ad avere utili dettagli sulla mostra.

flyer_Sinfonia_15_Dec_smallSei disegni di piccole porzioni di universo realizzati da Daniele Giunta con inchiostro, matita e argento su carta si affiancano a sei fotografie in bianco e nero in piccole dimensioni di CORPICRUDI raffiguranti le tre vergini e un prezioso libretto da prima comunione che le accompagna nell’ascesa. E ancora, un dipinto in grandi dimensioni di Giunta ci immerge in un paesaggio abbacinante, mentre i due video di CORPICRUDI con l’ipnotico girotondo delle tre ragazze trasfigurano i corpi in una luce bianca. Le note della Sinfonia per pianoforte – che dona il titolo all’intero progetto e che si propaga da una scultura lignea – sono composte ed eseguite dagli artisti stessi. Definire “affascinante” la nuova esibizione di Traffic Gallery è veramente poco: è un fascino che trascende la percezione umana per abbracciare quell’infinito che il colore bianco lascia percepire… Dal 15/12 al 14/02/2013, con live exhibition ai Matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Traffic Gallery e avere ogni informazione utile.

_Manuela_Bedeschi_Un_caffettino_2012Da tempo Manuela Bedeschi indaga la bellezza della luce al neon in opere dalla stretta relazione con ambienti d’interesse architettonico. E’ tuttora presente nella facciata della vicentina Biblioteca Internazionale “La Vigna”, l’installazione che da più di un anno la segna di luce gialla, sviluppando un dialogo estetico tra interno ed esterno dell’edificio. Ed è ancora vivo il ricordo dell’installazione di neon, sempre a Vicenza, realizzata nel Complesso Monumentale della Chiesa di San Silvestro, mentre la presenza di neon e plexiglass all’Oratorio dei Boccalotti ha suscitato un vero richiamo anche per la liricità che trasmetteva. Lunga vita al neon e alla sua luce! Rossarancio. Manuela Bedeschi per Cleto Munari, Atelier Cleto Munari, Vicenza, fino al 25 Gennaio 2013. Cliccate sull’immagine per conoscere ogni dettagli utile sulla mostra.

La Fondazione Berardelli, dopo aver dedicato nella primavera del 2008 a Julien Blaine la mostra antologica Favole e altre storie. Opere dal 1980 al 2007. presenta fino al 30/01/13 Il Fabbro e il Boscaiolo, esposizione che propone i lavori più recenti dell’artista francese, rappresentando il naturale proseguimento della precedente personale realizzata negli spazi della Fondazione e allo stesso tempo della grande retrospettiva che il Museo Mac di Marsiglia ha dedicato a Blaine nel 2009. Cliccate sull’immagine per visitare il sito web ella Fondazione e conoscere ogni dettaglio dell’evento, oppure visitatene QUI la pagina facebook.

Presso la Fondazione Pastificio Cerere a Roma – luogo sempre più centrale nel panorama culturale romano e non solo – è in programma, dal 15/11 al 26/01/13, la prima mostra personale in Italia del duo francese Berger&Berger, che comprende una serie di lavori inediti, realizzati appositamente per questa occasione. La mostra, dal titolo La densità dello spettro, riflette sulla realtà materiale del colore (pigmento, inchiostro da stampa, vernice industriale ecc.), contrapponendola alla sua natura immateriale, quale elemento costitutivo delle onde luminose. Nel cortile dell’istituzione, come parte integrante del progetto espositivo, è visibile anche Mystères, il manifesto che Laurent P.Berger, artista e Cyrille Berger, architetto, hanno ideato per Postcard from…. Per quest’ultimo progetto e per la mostra, cliccate sull’immagine e visitate il sito del Pastificio Cerere.

Rrose #3 è uscito! E basterebbe l’elenco di chi vi trovate dentro per darvi l’idea di cosa si tratta, e in che (sublime) modo: Yue Minjun, Demetrio Paparoni, Sara Boggio, Giorgio Manganelli, Lietta Manganelli, Internozero, Massimo De Nardo, Emma Dante, Giuseppe Distefano, Rodolfo Di Giammarco, chele Dall’Ongaro, Mauro Cicarè, Ed Wood, Elisa Savi Ovadia, Tullio Pericoli, Paolo Fabbri, Tirelli Costumi, Tommaso Lagattolla, Josef Svoboda, Massimo Puliani, Jérome Bel, Riccardo Giacconi, Gerard Malanga, Fondazione Pescheria, Chiara Gabrielli, Francesco Micheli, Silvia Camporesi, Lottie Davis, Chris Rain, Elena Ovecina, Andrea Tentori Montalto, Stefano Fantelli, Antonio Tentori, Paolo Rinaldi. Ma se ciò non dovesse (inopinatamente) bastare, aggiungo che Rrose è una meraviglia di magazine, come veramente poche se ne trovano, in giro! Cliccate QUI per visitarne il sito e conoscerlo, nonché per sapere come non lasciarvelo scappare…