“L’Extraterrestre” sul Monte San Primo

Anziché buttare via questi milioni, sarebbe meglio investirli per rimuovere gli impianti abbandonati, e poi potenziare tutta una serie di attività assolutamente sostenibili come pastorizia ed agricoltura di montagna, una buona manutenzione dei sentieri, investire nella biodiversità provvedendo a rimboschimenti con essenze autoctone. Molto meglio che costruire parcheggi, pensati per favorire il trasporto privato, evitare di consumare altro suolo, e magari istituire delle navette. Insomma, ci troviamo di fronte a due visioni contrapposte della montagna. Una, già fallita, che pensa a valorizzare nei termini di una spesa pubblica dissennata, investimenti a pioggia ancora puntati sulla cementificazione del territorio, e l’altra, dolce, rispettosa della montagna, da vivere in armonia, in accordo con i tempi, pensandola come un patrimonio prezioso di flora, fauna, di acque, di un paesaggio unico da lasciare in eredità alle generazioni future.

Giovedì 15 dicembre, sull’inserto “L’Extraterrestre” de “Il Manifesto”, è uscito un bell’articolo firmato da Teodoro Margarita sulle iniziative contro lo scriteriato progetto di “sviluppo turistico” del Monte San Primo messe in atto dal Coordinamento nato appositamente e composto da decine di associazioni del mondo della montagna e dell’ambientalismo lombardo. Nelle scorse settimane ne ho scritto spesso sul blog, qui trovate l’elenco degli articoli pubblicati. L’articolo de “L’Extraterrestre” lo potete leggere interamente cliccando sull’immagine del titolo oppure in pdf qui.

Ora, a fronte della sempre più grande e decisa mobilitazione generale di così tante associazioni e persone a favore della salvaguardia del San Primo e di un suo sviluppo autentico, realmente valorizzante le innumerevoli peculiarità del suo territorio e non degradante nonché ambientalmente impattante come quello proposto in primis dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e del Comune di Bellagio – con il mefistofelico supporto di Regione Lombardia – si attende non solo un confronto serie tra le parti ma pure una presa di coscienza generale, civica e culturale innanzi tutto, di certa politica locale così avulsa, nei propri pensieri e nelle relative azioni, dallo stesso territorio che amministra e dalle sue realtà. Sarebbe una cosa assolutamente apprezzabile, se ciò avvenisse; sarebbe viceversa inquietante se gli enti suddetti perseverassero nelle loro dissennate idee, e lo sarebbe non solo per il Monte San Primo ma, emblematicamente, per tutte le nostre montagne e per il loro – il nostro futuro.

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Una legge sulla montagna? Sicuri?

L’ho sentita ieri, nelle news di qualche radio mentre ero in auto, la notizia riguardante le dichiarazioni di tal ministro per gli affari regionali e le autonomie (?) del governo italiano in carica, il quale (citato ad esempio in questo articolo) ha detto che

L’appuntamento per la Giornata internazionale della Montagna ci ha fornito l’occasione per ribadire un concetto fondamentale: l’impegno per questi territori deve tradursi in interventi strutturali e perfettamente su misura, visto che la montagna è un contesto ricco di opportunità e non una zona di marginalità. Da parte mia ribadisco l’impegno a presentare una legge sulla montagna che sia di iniziativa governativa, con l’obiettivo di garantire un iter parlamentare che possa giungere a positiva conclusione.

Ah, ma guarda, la famosa e fantasmatica “legge sulla montagna” della quale si sente parlare da tempo senza vedere nulla di concreto! Che sia la volta buona? – mi chiedo. Che sul serio si mettano in atto interventi strutturali e non incidentalmente raffazzonati «nell’ottica di favorire lo sviluppo sostenibile di questi territori»?

Approfondisco e leggo:

Abbiamo inoltre deciso di mettere in campo interventi concreti nell’interesse dei territori montani e dei cittadini che vi abitano, attraverso diverse iniziative. Stiamo lavorando per erogare rapidamente la quota parte statale di 15 milioni di euro del FONSMIT, con l’obiettivo di garantire 11 milioni per il sostegno in questo momento complicato agli impianti di risalita con innevamento artificiale e contemporaneamente investire 4 milioni nell’imprenditoria femminile a supporto di start-up innovative di quelle donne che muovono la montagna.

Ah, ecco. Mi sembrava strano.

Undici milioni di Euro per l’innevamento artificiale sono un intervento concreto nell’interesse dei territori montani e dei cittadini che vi abitano? E lo è anche prevedere una cifra quasi tre volte inferiore per sviluppare forme di economia femminile di montagna, un contentino (4 milioni sono il nulla per gli scopi annunciati) evidentemente obbligato dal tema della Giornata Internazionale della Montagna di quest’anno dedicato alle donne di montagna?

Questo non è solo analfabetismo funzional-istituzionale incrollabile come potrebbe essere il caso di chi a tali personaggi dà fiducia. In verità queste figure politiche capiscono benissimo cosa stanno facendo, e sanno perfettamente che la montagna non la stanno aiutando ma la stanno degradando, svilendo, distruggendo per ricavarne tornaconti per se stessi e per i loro sodali. E di tutto ciò ne vanno profondamente fieri.

Già. Poi certo, si dice sempre che “la speranza è l’ultima a morire” ma mi pare che, in questo contesto, si stiano già montando i paramenti per celebrarne il funerale. Piuttosto, chiunque ormai sa di non poter più dare fiducia ai suddetti personaggi (e fortunatamente il numero di quelli che non credono più ai loro ipocriti slogan aumenta sempre di più), che continui a promuovere, sostenere e lavorare per il bene autentico e il miglior futuro delle nostre montagne restandone ben distanti!

Una bella giornata, sul Monte San Primo

La camminata di sensibilizzazione di ieri sul Monte San Primo contro il dissennato progetto di “sviluppo turistico” dell’area proposto, anzi, imposto dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e dal Comune di Bellagio si è rivelata un successo che ha superato ogni più rosea aspettativa; l’avervi partecipato è per motivo di grande orgoglio e piacere.

Centinaia di persone giunte da tutta l’alta Lombardia, famiglie, comitive, giovani, meno giovani, cani d’ogni razza, oltre ovviamente alle rappresentanze delle associazioni che formano il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo”, non hanno solo dimostrato la loro ferma contrarietà a quel progetto illogico manifestando un senso civico prezioso e importante, ma nel vederle poi spargersi per gli itinerari del San Primo, ammirarne le innumerevoli meraviglie, fotografarne le vedute più spettacolari, nel chiacchierare con loro su quanto fascino naturale avessero davanti, hanno anche dimostrato un grande affetto per questo territorio, la cui bellezza non ha certamente bisogno di opere banali e degradanti da luna park montano, oltre modo costose ma di attenzione, sensibilità, conoscenza delle sue peculiarità e del suo grande valore naturalistico, cultura, competenza, visione del suo miglior futuro possibile. Ovvero di uno sviluppo veramente contestuale al luogo e alle sue caratteristiche e di una conseguente avveduta progettualità, che le sappia esaltare e possa spandere l’affetto e la sensibilità dimostrato ieri dai presenti alla camminata a chiunque giunga sul San Primo, un luogo della mente e del cuore che sa entrare nell’animo a tutti.

Avanti così, dunque, per la salvezza del Monte San Primo dalla turistificazione più insensata e a salvaguardia futura della sua bellezza!

Suoni, voci e visioni del Monte San Primo (contro rumori, caos, incurie)

Se voi vi trovaste davanti una piscina con dentro poca acqua, giusto una spanna e per giunta in costante calo, vi ci tuffereste? No, ovviamente, perché rischiereste di dare una sonora capocciata sul fondo. Ma, ad un tratto, vedreste alcuni figuri che non solo ci si tuffano in quella poca acqua, facendosi male ma fingendo che nulla sia successo, ma pretendono pure di renderla un’attrazione acquatica e che la gente ci si tuffi come loro, spendendo per questo fine un sacco di soldi. Voi ci provate a dire loro che no, è un’assurdità, non c’è quasi più acqua nella piscina, come ci si può nuotare dentro? Ma loro nulla, non sentono ragioni, dicono che non è vero, anzi, danno a voi dei disonesti e dei disfattisti.

Ecco, questi figuri sono probabilmente dei politici. Ed è altrettanto probabile che la piscina in questione sia “sul” (ovvero il) Monte San Primo, dove alcuni enti locali vorrebbero mettere in pratica un progetto di “sviluppo turistico” da 5 milioni di Euro raffazzonato, incredibilmente illogico e privo di qualsiasi visione del futuro, un progetto del quale ho già scritto più volte qui. Lo fa notare a suo modo anche Luca Mercalli, climatologo che non abbisogna di presentazioni, nel messaggio inviato al Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” – tra le prime e più attive associazioni nella denuncia dei progetti turistici sul San Primo, componente del Coordinamento nato di recente al riguardo – con il quale ha voluto rimarcare la totale irrazionalità scientifica e economica di tali interventi, e degli investimenti di soldi pubblici conseguenti, nella realtà climatica attuale e futura:

Ma allora noi climatologi non serviamo a niente… Da trent’anni i climatologi e i nivologi studiano l’innevamento alpino e lo vedono diminuire. Fa più caldo, la quota della neve si alza e il numero di giorni con suolo innevato si abbassa: abbiamo perso in meno di un secolo circa 15 giorni di innevamento. I colleghi delle Università e degli enti di ricerca francesi (CEN – Centre d’Etudes de la Neige) elvetici (WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF Davos, Università di Ginevra, Friburgo, Zurigo), italiani (EURAC Bolzano, Società Meteorologica Italiana, Moncalieri, ARPA regioni alpine) e austriaci (ZAMG Vienna), lo dicono in tutti i modi: il riscaldamento globale renderà sempre più frammentario e intermittente l’innevamento sotto i 2000 metri, sconsigliando nuovi investimenti in impianti sciistici, anche con innevamento programmato, che ha comunque bisogno di acqua, di freddo e di energia, tutti elementi non scontati. Allora quando vediamo che ancora oggi, quando perfino ai 3500 m di Plateau Rosa si annullano le gare di Coppa del mondo, pubbliche amministrazioni utilizzano denaro pubblico per progetti di sviluppo di comprensori sciistici a bassa quota, ci chiediamo: il nostro lavoro, i nostri avvertimenti, la nostra ricerca scientifica, serve a qualcosa?

Alle domande in forma retorica di Mercalli a me verrebbe da rispondere che sì, serve a qualcosa, qualcosa di fondamentale: contribuire a salvaguardare le nostre montagne, i territori in cui viviamo, il mondo che ci circonda, dal divenire della realtà (non solo dal punto di vista climatico) e, parimenti, da chi invece dimostra di voler lavorare per banalizzare, svilire, degradare quelle loro e nostre montagne in forza di convinzioni pericolosamente distorte con le quali sostenere interessi ostili alla realtà, alla storia, alla cultura e al futuro dei territori in questione.

Per protestare contro i progetti di “sviluppo turistico” del Monte San Primo, il Coordinamento delle associazioni impegnate al riguardo ha organizzato una giornata in loco, domenica 11 dicembre (ne vedete qui accanto la locandina), durante la quale camminare nel meraviglioso paesaggio del San Primo e così sensibilizzare chiunque sull’importanza ineludibile di comprenderne a fondo la bellezza e valorizzarne realmente le pregevoli peculiarità e le conseguenti potenzialità di sviluppo d’un turismo consapevole, sostenibile e in grado attivare quelle economie locali, di natura circolare ma non solo, che possono assicurare all’intero territorio del monte un buon futuro e una protezione da qualsivoglia turistificazione banalizzante.

Partecipare alla giornata è importante, direi necessario. È una manifestazione di senso civico, di sensibilità verso il nostro patrimonio naturale, di attenzione verso la sua realtà, di consapevolezza culturale, di godimento d’una bellezza paesaggistica rara e preziosa che non può essere sprecata e venduta come un bene di consumo.

Qui trovate l’evento Facebook dell’iniziativa con le indicazioni al riguardo. Per qualsiasi altra informazione, potete scrivere a info@circoloambiente.org

[Veduta dalla vetta del Monte San Primo verso la zona nella quale si vorrebbero realizzare i nuovi impianti sciistici. Immagine tratta dalla pagina Facebook “Per il Monte San Primo“.]

Milano-Cortina-Lecco, domani

Le mie considerazioni intorno a quanto si sta facendo per i prossimi Giochi Olimpici invernali del 2026 di Milano-Cortina le ho già espresse più volte, sul blog e non solo lì, in particolare con questo articolo. Un ottimo e costante lavoro di indagine sulle Olimpiadi lo sta svolgendo “Altreconomia” che è tra i promotori della serata sul tema di domani a Lecco (città gioco forza coinvolta nell’organizzazione dei giochi, essendo transito obbligato tra Milano e la Valtellina non solo in senso stradale) della quale vedete lì sopra la locandina: certamente una buona occasione per ampliare la propria conoscenza intorno all’evento e per apprendere informazioni utili a farsi un’opinione fondata al riguardo, di qualsiasi segno essa poi sarà.

Con l’auguro che alla serata vorranno partecipare non solo gli amministratori pubblici del territorio, invitato dagli organizzatori, ma anche i responsabili delle associazioni afferenti al mondo della montagna, che possono senza dubbio rappresentare un elemento politicamente super partes ma al contempo necessariamente sensibile alle realtà dei territori montani e alla loro frequentazione turistica, “olimpica” e non.

Cliccate sull’immagine per saperne di più sulla serata di Lecco.