La pianta è incolpevole!

vignetta-fumetto-incidente_01Avevo davanti un tizio in auto, oggi sulla statale, che in duecento metri o poco più di strada ha commesso più infrazioni di un difensore falloso e ubriaco in area di rigore: si è immesso sulla carreggiata senza indicatore di direzione procedendo poi a 30 km/h, non ha dato la precedenza a un pedone già sulle strisce, infine ha di nuovo svoltato senza indicatore di direzione. Beh, mi è venuto spontaneo di abbassare il finestrino e urlargli di andare a schiantarsi contro la prima pianta a lato della strada.

Poi però, me ne sono pentito. Mi sono detto che no, non era giusto, avevo esagerato. La pianta non aveva fatto nulla di male, che c’entrava lei con un incivile del genere?

Un palo, ecco. O un muro, bello resistente. Meglio.

Tipi umani

tumblr_oaq1b1ek061tsi63po1_1280Centro abitato, strada moderatamente trafficata, marciapiede.
«No, guarda… a ‘sto mondo c’è troppa gente che non capisce un cazzo, te lo garantisco io!» dice il tizio fumando con modi affettati alla ragazza, che annuisce con sguardo disattento.
«Proprio un cazzo. Gente di merda.» chiosa di nuovo lui. «Dai, ci si becca stasera!»
«Ok, ciao!» gli fa lei.
Il tizio getta la sigaretta in terra, poi attraversa la strada di colpo e di corsa, lontano dalle strisce pedonali. Un’auto suona.
«Ma fottiti!» esclama lui.

La nuova mappa della Val d’Erve, venerdì 17/07, Erve (Lecco). Quando il territorio è un libro di storia e di geografia, e i suoi sentieri il testo scritto…

Locandina-ERVE-17lugLo scorso autunno ho dedicato parecchia attenzione allo studio della vita e delle opere di uno dei più grandi geografi di sempre, Élisée Reclus – si veda qui uno dei libri letti, mentre qui trovate il podcast della puntata di Radio Thule che gli ho dedicato. Scienziato grandissimo e intellettuale rivoluzionario, tra i padri della geografia moderna e contemporanea, mi sono trovato ad apprezzare il suo pensiero soprattutto quand’egli sosteneva la correlazione fondamentale e irrinunciabile tra geografia e storia – per come l’una generi l’altra e viceversa – e ancor più nella sua convinzione (avanzatissima, a quei tempi) che la conoscenza della geografia ovvero del territorio in cui l’uomo vive fosse basilare per la generazione del senso civico diffuso, della consapevolezza sociale, della coscienza della propria presenza e azione nell’ambiente in senso ecologico e non solo nonché, ultimo ma non ultimo, della stessa identità personale. In parole povere: più si conosce il territorio in cui si vive (su piccola scala, ovvero i dintorni di casa, e su grande scala, cioè il mondo intero) e più si conosce sé stessi; inoltre, più lo si conosce e più lo si ha a cuore, si difende e si preserva, perché parte integrante della propria sfera vitale e della propria identità individuale, appunto. E credo sia inutile rimarcare quanto ciò è/sarebbe importante oggi forse più che in passato, visti i tempi di anomia e di globalizzazione culturale massificante nei quali viviamo – nonché di disinteresse istituzionale verso tali temi, come proprio la geografia quale osteggiata materia scolastica dimostra bene!

cop-mappa-erve1Per questo è stato per me un grande onore e un altrettanto piacere far parte del gruppo di lavoro che ha elaborato la nuova Carta dei sentieri di una delle montagne prealpine più famose in assoluto, il manzoniano Resegone, e in particolare del suo versante meridionale, quello occupato dal bacino idrografico del torrente Gallavesa e dunque conosciuto in modo omonimo o come Val d’Erve, dal nome del suo abitato principale. Valle bellissima e ricca di peculiarità particolari, che nonostante la sua limitata estensione offre al visitatore una gran varietà di ambienti: dalla parte alta prettamente alpestre, prospiciente le creste sommitali del Resegone – paradiso per arrampicatori ed escursionisti – a quella mediana, amena e rilassante, occupata dall’abitato di Erve diviso a metà dal torrente, allo spettacolare e rabbrividente orrido che appena dopo si apre tra altissime pareti rocciose. Tutt’intorno, boschi rigogliosi, pareti di arrampicata, vie ferrate, creste affilate o dorsali tranquille, mulattiere e monumenti medievali, sentieri e passeggiate per tutti i gusti e molto altro.
Della mappa ho curato tutta la parte testuale, divisa in schede dedicate alla geografia della zona, alla sentieristica, alle rilevanze storiche e culturali e ad alcuni consigli “turistici” per chi non la conoscesse e la volesse visitare, nonché in parte il corredo fotografico e il progetto grafico. Un lavoro breve ma alquanto approfondito e intenso per uno “strumento” di natura apparentemente solo utilitaristica, quale è una mappa dei sentieri, che invece diventa/può diventare un importante testo didattico e culturale sulla storia e la geografia di un territorio ovvero della gente che lo ha abitato in passato, caratterizzandone l’evoluzione, e che lo abita oggi, continuandone la storia e la trasformazione nel tempo. Proprio quanto già sosteneva Reclus, quasi 150 anni fa.
La nuova Carta dei sentieri Val d’Erve al 1:10.000 – ovviamente georeferenziata WGS84 – edita da Ingenia Cartoguide, sarà presentata al pubblico venerdì 17 luglio prossimo, alle ore 21.00, presso la Sala Consiliare del Municipio di Erve. Sarà poi in vendita in numerose edicole e librerie di Lombardia (e non solo) oltre che, naturalmente, negli esercizi pubblici di Erve e zone limitrofe.
Se siete in zona… (cliccate sulla locandina in testa al post per ingrandirla e scaricarla in formato stampabile.)

INTERVALLO – Lahore (Pakistan), librerie di strada

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Spesso in questo spazio vi presento luoghi deputati alla lettura, che siano biblioteche, librerie o altro, ospitati in bellissimi edifici, vere e proprie opere d’arte architettonica contemporanea; e sono il primo a sostenere che in questi casi un bell’edificio predispone l’animo del visitatore a usufruirne al meglio, e ovviamente a usufruire nello stesso buon modo di quanto contiene e offre.
Se invece vogliamo mettere totalmente l’accento sul contenuto (assai prezioso, trattandosi di libri) piuttosto che sul contenitore, vi sono luoghi nel mondo ben più… minimalisti, in tal senso, come le rivendite di libri (definirle “librerie” è forse troppo!) che si possono trovare per le strade di Lahore, la seconda città del Pakistan e capitale della regione del Punjab, che anche in questo particolare modo dimostra di essere il principale centro universitario e culturale del paese asiatico.
Evidentemente la pioggia, da quelle parti, la sanno prevedere con largo anticipo!

Il formalismo nell’etica (Un racconto inedito)

(P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto al momento ancora inedito che tuttavia farà presto parte di una raccolta mooooolto particolare (a cominciare dalla brevità dei testi contenuti, come noterete), di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e a breve potrete saperne di più…)

L’uomo cammina verso casa intabarrato nello scuro impermeabile, lo sguardo sul marciapiede, la ventiquattrore nella mano destra, la sinistra nella tasca. E’ tardi, la riunione in ufficio si è protratta più del previsto – per fortuna è riuscito a prendere l’ultimo bus – e fa freddo; la bruma autunnale avvolge il viale che si insinua tra i palazzoni di periferia punteggiati di macchie luminose.
D’un tratto il suo sguardo viene attratto da un libro, lì sul marciapiede; probabilmente qualcuno l’ha perso, egli pensa. Lo raccoglie, guarda la copertina: Max Scheler, Il formalismo nell’etica e l’etica materiale dei valori. Un libro di filosofia, e pure di quella piuttosto ostica, suppone. Lo sfoglia un attimo, nota sulle pagine diverse sottolineature e appunti. Riprende a camminare verso casa col libro aperto tra le mani, pensando ancora che una tale lettura non possa che essere per qualche persona parecchio colta, e cerca di immaginarsi chi, tra i vicini, possa esserne il potenziale proprietario. In verità, così su due piedi non gli viene in mente nessuno.
Giunge all’angolo tra il viale e una strada secondaria, e qui il suo sguardo è invece attratto da una forte luminosità blu, inequivocabile. Tre auto della Polizia sono ferme sulla strada, gli agenti stanno procedendo a portare via alcune prostitute, non senza focose resistenze e scurrilità varie. L’uomo si ferma un attimo a osservare, il tutto avviene a pochi metri da lui. D’improvviso una delle prostitute, tenuta a braccio da due agenti che la spingono verso le volanti, gli punta gli occhi addosso. Indossa una voluminosa pelliccia e un paio di sandali argentati, per il resto si direbbe nuda.
“Ehi! Stronzo! Quello è il mio libro!” si mette a urlare con foga. “Ridammi il mio libro, ladro bastardo!” L’uomo non sa che fare.
Un agente lo guarda, poi lascia il gruppo e gli si avvicina.
“Lei… senta. Conosce quella donna, lei?” gli chiede.
“Io? N-no, assolutamente no!”
“E perché allora ha in mano un suo libro?” Dietro, la prostituta continua a reclamare coloritamente il volume.
“Beh, io… l’ho appena trovato, lì sul marciapiede del viale… era in terra.”
L’agente squadra l’uomo, poi osserva il libro, poi la donna.
“Beh, mi dia i suoi documenti, e venga un attimo alla volante.”
“Ma… scusi, io stavo solo passando sul viale e…”
“Venga, forza!” Lo sguardo dell’agente è eloquente; l’uomo, mestamente, si avvicina alla volante, il libro ancora tra le mani, la copertina fredda.