A chi guida con lo smartphone in mano

Comunque, ci tengo a dire che auguro veramente di tutto cuore a quelli che guidano lungo le pubbliche strade con lo smartphone in mano* di fare un bell’incidente, sì, che si schiantino senza farsi assolutamente male – nemmeno un graffio, per carità! – ma che invece la loro auto dallo schianto ne esca completamente distrutta. Di più: che magari si schiantino contro un edificio o un monumento di particolare pregio artistico oppure una vettura d’epoca di gran valore – va bene anche una fuoriserie con un prezzo di listino da emiri arabi, sì – e che dunque a quelli con lo smartphone in mano mentre guidano tocchi di pagare pure tutti i danni arrecati.
Ma, ribadisco, senza che nessuno si faccia del male, assolutamente.
Ecco.

*: come il tizio che avevo davanti ieri sera lungo una strada extraurbana collinare al quale scorgevo il bagliore dello smartphone nella mano destra, procedente a 30 km/h e curvando l’auto a scatti.

P.S.: lo so bene che ci sono in vigore leggi punitive (troppo poco tali, forse) al riguardo, ma tanto qui quasi nessuno le rispetta e quasi nessuno le applica e le fa rispettare. Dunque, amen!

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Smarrirsi senza perdersi, per ritrovarsi… (a Lucerna)

Forse oggi, nel nostro mondo contemporaneo del quale ogni pur remoto angolo può essere raggiunto attraverso il web al punto da ritenere ogni impulso all’esplorazione un retaggio d’altri più avventurosi e ingenui tempi, bisognerebbe realmente tornare a pretendere la possibilità di perdersi. Magari non in senso geografico quanto più in senso emozionale, spirituale. Partire dalla conseguita consapevolezza geo-mentale, come l’ho definita poco fa, per lasciarvi in deposito le certezze materiali e vagare verso ignoti ambiti immateriali ove la realtà ordinaria si amplia, si spande in innumerevoli direzioni metafisiche, liberi come se non si avesse nulla da perdere o da rischiare e tutto da guadagnare perché sicuri di ciò che si è già acquisito. Anche in una città come Lucerna, sì, che parrebbe il luogo sul pianeta in cui perdersi è più difficile, per quanti riferimenti orientanti d’ogni sorta offra in ogni parte della propria conurbazione. D’altro canto Lucerna è parimenti così ricca di suggestioni, magnetismi, incanti, miraggi, visioni e quant’altro di conturbante e strabiliante, che realmente in essa può venire facile smarrirsi senza perdersi, volare lontano sulla ali del più istintivo estro rimanendo coi piedi ben saldi per terra oppure lasciando che la città solleciti di continuo e in modo vibrante la curiosità del suo esploratore, spingendolo entro vicoli o passaggi apparentemente insignificanti ma nei quali, invece, spunta d’improvviso qualche dettaglio magari minimo ma a suo modo incredibile.
In fondo l’uomo ha dovuto perdersi infinite volte per trovare la propria strada e per conoscere il mondo nel quale oggi si muove con tanta sicurezza; e l’eccessiva sicurezza spegne inesorabilmente la curiosità, ciò che fin dai tempi remoti spinge l’uomo verso direzioni ignote. Non è vero che nel nostro mondo di oggi in cui tutto è stato scoperto, esplorato e conosciuto, non sia ancora possibile trovare nuove e mai percorse direzioni verso cui andare, anche solo per sapere cosa c’è, laggiù. Forse andandoci ci si smarrirà. Forse, invece, troveremo la miglior occasione possibile per ritrovare noi stessi, oppure per renderci conto che era quando ci ritenevamo certi, e senza alcun dubbio, di sapere dove fossimo, che in realtà eravamo persi.”

(Cliccate qui sotto… che potrebbe pure essere una buona idea per un piccolo dono natalizio a qualche parente o amico a cui piaccia viaggiare – nel senso più pieno e autentico del termine!)

Grüße aus Berlin

Berlino, 2017.
Visioni crepuscolari di una “città-mondo” che da tempo è insieme alba e tramonto dell’Europa, contraddizione e consequenzialità, definizione e dubbio. Luogo dal Genius Loci “bipolare”, il cui dialogo svela verità attraverso dilemmi mentre il tempo corre sempre un po’ di sbieco, come appesantito dalla storia.

P.S.: su altre mie “visioni” berlinesi, date un occhio pure qui (peraltro è “un’occhiata” assolutamente all’ordine del giorno, purtroppo) – e altre ne verranno, a breve.

La Rabbia Saudita

Oggi i media internazionali (ma non quelli italiani se non in rarissimi casi, e poi capirete il perché) riportano la notizia che

La coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita è stata inserita nella lista nera dell’ONU [dei paesi che violano i diritti umani in particolare dell’infanzia], anche se le viene riconosciuto di aver messo in atto misure per migliorare la protezione dei bambini.

E’ un fatto assolutamente emblematico di come giri il mondo contemporaneo, a mio modo di vedere. E, per la cronaca, non gira affatto dritto.

Infatti, se la suddetta lista nera dell’ONU sancisce uno stato di fatto risaputo riguardo la “cura” (ovvero la repressione) dei diritti umani in Arabia Saudita – al punto da “costringere” molti a salutare come una “vittoria” la recente concessione alle donne di guidare autovetture, che a me invece pare tanto una sonora e ipocrita presa per i fondelli – nel sentire stamani la notizia nelle rassegne stampa internazionali non ho potuto istantaneamente pensare ad alcuni elementi assai significativi al riguardo, appunto:

  • In primis la carica di Faisal bin Hassan Thad, ambasciatore dell’Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, come presidente del comitato consultivo del Consiglio Onu dei Diritti Umani, l’organismo tecnico delle Nazioni Unite ha il compito di indicare buone pratiche e indirizzi agli esperti di difesa delle libertà umane fondamentali. Un’assurdità bella e buona, palesemente.
  • Il fatto che l’Arabia Saudita era e resta il Paese arabo che nell’ultimo anno solare ha speso di più in armi.Non solo. Riyad, impegnata militarmente contro i ribelli Houthi (sciiti)  in Yemen, in  questa poco onorevole classifica si piazza al quarto posto nel mondo con un budget per la Difesa di 62,7 miliardi di dollari (il più imponente della regione). È quanto riporta l’ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri). Leggete qui maggiori dettagli al riguardo oppure qui.

  • E chi ha notevolmente aumentato il volume della vendita di armi all’Arabia Saudita? L’ItaGlia, esatto. Il che, io credo, spiega almeno in parte perché la notizia citata all’inizio di questo post è pressoché assente sui media italioti. Complimenti come sempre alla meschina nonché viscida furberia nazionale, eh!
  • Ma in fondo, a comportarsi in questo modo non è certamente sola, l’ItaGlia. Non serve infatti rimarcare come l’Arabia Saudita sia da tempo considerata uno dei migliori alleati in senso assoluto dell’Occidente. Un’alleanza assolutamente riconfermata di recente dall’attuale Presidente USA, al quale proprio in queste ore si è accodato il Presidente russo in carica.

Ecco. Questo è il pianeta Terra, anno 2017. O meglio: questa è la “civiltà” umana, quella formata dagli esseri più “intelligenti” e “avanzati” del pianeta – per autoproclamazione. Fate voi!

P.S.: l’immagine in testa al post è © Mohammed Huwais, Afp.