Cose belle da vedere sulla metro

In fondo non ci vuole molto per poter coltivare la speranza di un buon futuro – o di un futuro “migliore”, se preferite.

Ad esempio possono bastare, nel solo vagone nemmeno così affollato della metro di Milano (linea 1) sul quale stavo ieri verso le 18, ben 5 (cinque) persone che leggevano libri, quattro cartacei e uno su ereader. Solo in quel vagone, appunto, senza considerare gli altri del convoglio.
Non frequento spesso la metro di Milano ma era da un po’ che non vi constatavo una tale quota di lettori – supponendo peraltro (e magari sbagliando, me lo auguro) che invece i tantissimi con uno smartphone in mano stessero leggendo altro di… meno “letterario”, ecco.

Sono cose belle da vedere. E confortanti, ribadisco.

P.S.: l’immagine l’ho presa dal web, non è riferita a quanto avete appena letto.

Annunci

La scrittura e le corse dei cavalli

La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un’attività solida, stabile.

(John Steinbeck, citato in Gino e MicheleMatteo MolinariLe Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, n.1833.)

Il topo da biblioteca

Carl Spitzweg, Der Bücherwurm (“Il topo da biblioteca”), 1850 circa.

Di questo suggestivo quadro del celebre artista biedermeier tedesco ne esistono tre versioni: una è al Georg Schäfer Museum di Schweinfurt, in Germania, una è in possesso di un privato e la terza, lì sopra riprodotta, si trova alla Central Library di Milwaukee (USA).

Ma tutto questo soprattutto per dire che è un’opera nella quale mi ci ritrovo parecchio, devo ammetterlo, e scommetto che ciò vale anche per molti di voi. Sono un “topo” per la cui cattura, in questo caso, non servono trappole di chissà qual tipo e nessun pezzo di formaggio, basta una pila anche piccola di buoni libri da poter sfogliare e leggere seduta stante.

L’ex ministro Tremonti mangia i libri?

Che abbia detto «con la cultura non si mangia» o «la cultura non si mangia» (frase comunque stolta, a prescindere), l’ex ministro italiano Giulio Tremonti ha pubblicato un altro libro. Sì, perché ne ha pubblicati altri da quando proferì quella frase – almeno quattro. Libri che, peraltro, sono gli oggetti culturali per antonomasia, gli strumenti fondamentali per la diffusione della cultura – è pure inutile evidenziarlo. I quali, se non ci si può nutrire né metabolicamente né metaforicamente, e se si è pienamente consapevoli del loro valore culturale, non dovrebbero nemmeno essere scritti e poi pubblicati, o no?

Dunque, nel principio, o l’ex ministro è un ipocrita oppure è proprio come quella sua frase.

Ergo, sarà pure un buon libro ricco di spunti interessanti, non lo metto certo in dubbio, ma si merita che nessuno lo acquisti. A meno che qualche allotriofago non voglia farne un (per lui) gustoso spuntino, ecco.

INTERVALLO – Mohammadia (Algeria), The “Fateh Kitab Library” Monument

Una monumentale e suggestiva scultura (denominata anche Le Bibliophile, a quanto pare) dedicata ai libri e alla lettura nella località di Mohammadia, cittadina situata a poca distanza da Algeri.
Presenze più o meno artistiche che è sempre bello ritrovarsi davanti ovunque, in giro per il mondo, e che ovunque c’è da augurarsi siano sempre culturalmente referenziali cioè capaci di tenere ben presente l’importanza e la necessità di essere lettori, per diventare pure individui civili, intelligenti, liberi.