In difesa della Lessinia

Devo ringraziare di cuore Davide Sapienza, grande scrittore e prezioso amico, per avermi edotto su una vicenda di cui avevo sentito parlare ma che ora, grazie a lui, ho cercato di approfondire, una vicenda veramente sconcertante che non fatico a definire – vista l‘emergenza climatica planetaria che solo gli stolti e i mascalzoni non vogliono riconoscere – un autentico crimine ambientale e culturale, perpetrato in una delle più belle zone prealpine italiane, la Lessinia, nel Veneto – per inciso, una regione che protegge solo il 5% (!) del suo territorio.

[Foto di Adert – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79976364 ]
Qui, con la proposta di legge regionale n.451 presentata dai consiglieri Stefano Valdegamberi, Alessandro Montagnoli ed Enrico Corsi, la maggioranza al potere in Regione Veneto (ma sia chiaro da subito: dal mio punto di vista gli schieramenti politici in gioco non mi interessano affatto, qualsiasi essi siano) intende tagliare più di 1.700 ettari di area protetta del Parco Naturale Regionale della Lessinia, nelle province di Verona e Vicenza, una delle aree protette più importanti e preziose di tutto il Nord Italia. Ciò – come si legge sulla lettera redatta lo scorso dicembre da una sorta di comitato spontaneo formato da ben 115 associazioni che subito si è mosso per cercare di opporsi a tale scellerata decisione – «senza i necessari approfondimenti sulle esigenze e le motivazioni che la giustifichino, senza adeguata documentazione a supporto, con poche e generiche righe di illustrazione, si vorrebbe stravolgere la legge istitutiva del Parco della Lessinia aprendo a scenari difficilmente prevedibili che destano grande preoccupazione per la salvaguardia dell’area protetta.
In assoluta controtendenza rispetto agli altri paesi europei e a una sensibilità diffusa a livello mondiale, la proposta di legge in oggetto comporta, una restrizione dell’area protetta di circa il 20% del territorio del Parco. Si tratterebbe del primo caso in Europa. Oltre alle criticità esposte di seguito, il danno di immagine e di credibilità si ripercuoterebbe in termini negativi su tutta l’attività promozionale, ricettiva e turistica della Lessinia che fa della unicità ambientale del territorio uno dei suoi punti di forza» – cliccate qui per leggere la lettera nella sua interezza. Una roba di una insensatezza assoluta, insomma.

Così scrive Davide Sapienza al riguardo:
«La decisione presa dal consiglio regionale veneto settimana scorsa ha dell’incredibile. Vero è che da molti anni ci sono gruppi di interesse, ben rappresentati dai governi lombardo-veneti di questi ultimi (troppi) anni, che come sentono parlare di “aree protette” hanno difficoltà cognitive a comprenderne il senso (ad esempio, il futuro dei propri figli e dei territori, invece del continuo saccheggio). Ma arrivare a ridurre un Parco Regionale di 1700 ettari, questa ci mancava. In rappresentanza di oltre 120 associazioni (tra le quali il CAI Nazionale), che sono la voce di quasi mezzo milione di associati in tutta Italia, domenica 26 gennaio da Roverè a Bosco Chiesanuova ci sarà un cammino per malghe durante il quale, esperti con argomenti per dare conoscenza e motivazioni sull’esistenza del Parco, spiegheranno molte cose. Questo perché “la politica”, ai cittadini, argomentazioni (scientifiche o economiche o naturalistiche), non ne ha date, a parte qualche sparata tipica dell’attuale clima “politico” nel quale i processi cognitivi sono in letargo da lungo tempo. Nel frattempo, vi consiglio vivamente di visitare la Lessinia e di farvi un’idea: i Vaj, che verranno esclusi dal parco, ne costituiscono un tratto geomorfologico e culturale – geopoetico, dico io – fondamentale.
Giovedì 30 gennaio 2020, il Parco Regionale compie 30 anni. Un triste compleanno, che si spera di trasformare in un compleanno di diverse opportunità e di apertura di un confronto serio. Sperando, un giorno, nell’arrivo della rivoluzione giuridica chiamata wild law, “Diritti della Natura”.»

È stata appositamente creata una pagina facebook, “Lessinia Futura”, per tenere informato chiunque sia interessato alla vicenda sui suoi sviluppi, nella quale potete trovare ulteriori ragguagli in merito; sono stati inoltre programmati alcuni eventi di sensibilizzazione, tra i quali quello la cui locandina vedete qui sotto:

Ecco. Ribadisco: mi pare una vicenda d’un gravità sconcertante, che necessita d’una presa di coscienza civica e culturale degna di un paese realmente avanzato e civile, contro iniziative meramente politiche – nel senso peggiore e più triviale del termine, quello in uso in Italia, insomma – che sono invece manifestazione di un paese in costante imbarbarimento e indegno del tempo in cui viviamo.

Il nuovo libro

E finalmente eccovi, in anteprima, la “prima” e la “quarta” di copertina del mio nuovo libro Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano, che sarà pubblicato a giorni da Historica nella collana dei “Cahier di Viaggio”.

Molto presto, appunto, potrete sapere tutto quanto al riguardo. Se volete invece già conoscere qualche dettaglio in più, date un occhio qui.

Dal nuovo libro

Mi pare di essere qui da lungo tempo, non solo da pochi giorni; è come se sapessi dove porti quella strada laggiù, che devia a sinistra dal viale che sto percorrendo, anche se non l’ho mai percorsa. La dimensione urbana è diventata la mia, il Genius Loci cittadino si è infine posto al mio fianco, nel mio peregrinare tra le vie e le case. Quel Genius Loci che c’è ed è, sempre, ma che sovente resta invisibile, o ignorato – una antinomia che ricorda quella sul cambiamento del paesaggio; ma se un luogo è vivo, è perché in esso vive un Genius Loci. E non intendo vivo di persone, di genti, di traffici, di rumori o quant’altro di funzionale alla quotidianità, anzi: è proprio cercando di togliere (almeno dalla propria percezione, ponendoli in secondo piano) questi elementi “strumentali” che si può nuovamente svelare la più autentica anima del luogo, l’essenza che è dimora del suo genio. È su questa vitalità del “locus” che può crescere e prosperare qualsiasi altra vita, quella degli uomini che lo abitano e della loro civiltà in primis ma non perché siano preponderanti rispetto ad altre, semmai perché ne siano più dipendenti, o più gravanti, su di essa, nel bene e nel male.

Sì, è un altro estratto del mio nuovo libro, in uscita a breve e del quale vi ho fornito nei giorni scorsi altri brani e alcuni indizi fotografici riguardo il luogo che ne ospita la storia, da qui all’indietro. Non vi rivelo ancora di che città si tratti – d’altro canto molti l’hanno capito – ma in ogni caso manca ormai poco alla pubblicazione del libro e ogni “enigma” al riguardo, così come la sua storia particolare e per certi versi metaletteraria – per come misceli strettamente realtà e fantasia ma una “fantasia” assolutamente reale e una realtà che, grazie alla città stessa, diventa per molti aspetti “fantastica” – sarà svelato!

Inutile rimarcare che nei prossimi giorni scoprirete tutto quanto, qui sul blog. Stay in touch! – anzi, ribadisco meglio: hoiame ühendust!

Il muro tra il Messico e il Colorado

Quando non c’è, o viene a mancare, un’autentica e attiva relazione tra l’uomo e il territorio in cui vive o che deve gestire, inevitabilmente si guasteranno il territorio stesso, la sua identità culturale, la vita in esso e, dunque, l’uomo stesso che lo vive e abita. È un principio tanto semplice quanto fondamentale, questo, la cui inosservanza (spesso funzionale a meri e biechi tornaconti materiali) diviene la causa per molti dei problemi che i territori presentano, materiali e immateriali: il degrado di certe aree urbane, la proliferazione dei nonluoghi, la cementificazione selvaggia, i dissesti idrogeologici, la cattiva gestione delle risorse eccetera, così come la conoscenza pratica dei luoghi stessi, la loro geografia, la capacità di elaborare e comprenderne i paesaggi, il dialogo con il Genius Loci – senza contare poi gli stati di spaesamento, dissonanza e alienazione che tutto ciò finisce per provocare in molte delle persone che lo subiscono. Senza quella relazione (che nello specifico è di matrice antropologica ma, in senso generale, è direttamente attinente alla cultura storica dei luoghi ed ei territori in questione), e senza la sua proficua “coltivazione” culturale, si può anche costruire il luogo più bello del mondo ma, rapidamente, finirà in degrado e poi in rovina. Ciò vale per qualsiasi territorio e per chiunque lo viva, sia esso un abitante permanente, un visitatore temporaneo, un tecnico, un amministratore pubblico – personalmente lo constato quasi sempre, quando mi occupo di pratiche culturali per i territori di montagna, ambiti particolarmente esposti e fragili in tal senso ma, ribadisco, non c’è area antropizzata che ne sia esente.
Ecco.

Tutto ciò per dire che, ahinoi, nel nostro fake world contemporaneo sempre più simile a una distopia – termine che non a caso deriva dal greco antico “δυς-” (dys), “cattivo” ma che funziona anche come prefisso di negazione, e “τόπος” (topos), “luogo”, quindi cattivo luogo o non luogo – la situazione sopra illustrata ha raggiunto un livello di gravità tale da permettere che il territorio corrispondente alla più grande potenza del pianeta elegga a proprio presidente un tizio che dimostra quasi quotidianamente di non conoscere quel territorio che deve amministrare, ovvero che è privo della relazione di cui sopra ho detto, la decadenza di entrambi – territorio e potere che lo governa – è pressoché inevitabile.
E infatti è già in corso, come si può ben constatare.

No: come dovrebbero sapere tutti gli americani che abbiano fatto almeno qualche giorno di scuola (e che votano alle elezioni, tanto più), il Colorado non confina con il Messico.

Cliccate sull’immagine in testa al post per vedere il video relativo (in inglese, ma ben comprensibile nel senso anche da chi non conosca la lingua.)

Dal nuovo libro

Ecco: adesso del mio nuovo libro, in imminente uscita, avete pure un dettaglio della copertina (col sottotitolo) e del suo retro. Non vi resta che… il libro al suo completo, tra pochi giorni in tutte le librerie!
Intanto, per avere qualche altra informazione al riguardo, guardate qui