Un consiglio per il nuovo anno

[Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay.]
E se posso pure essere tanto immodesto da permettermi, oltre a questo augurio, di darvi un consiglio per questo nuovo anno appena iniziato, be’, vi consiglio di ridere.

Sì, ridere di ogni cosa o quasi, ridere delle cose che fanno palesemente ridere e pure di molte altre che all’apparenza non sono così divertenti ma che, a meditarci sopra, si scopre che hanno poco o tanto di cui ridere pure quelle. Perché in verità sono veramente poche le cose sulle quali non ci si possa ridere, senza contare che la risata, quando intelligente e consapevole è una cosa assai seria, sensata e ben più rispettosa di quanto si pensi, non è affatto mera derisione o incivile sberleffo. Ed è pure uno strumento di rara efficacia per “esplorare” e valutare la sincerità di cose e persone, oltre che per capire molte delle realtà del mondo le cui verità, se analizzate con la più assennata ironia, quasi sempre si rivelano in tutta la loro pura obiettività.

Ecco.
Ah, un’ultima cosa: posto quanto sopra, diffidate sempre e fermamente delle persone che non sanno ridere. Averci a che fare è una delle cose più terribili che possano capitare, ve lo assicuro!

Altri “asintomatici”

[Foto di lukasmilan da Pixabay.]
Asintomatico: ormai abbiamo nostro malgrado molta confidenza con questo termine medico che fino a qualche mese fa forse nemmeno conoscevamo o consideravamo, in forza della pandemia da Covid in corso e alla numerosa presenza di individui positivi al virus senza presentare sintomi specifici.

Però, a ben vedere, come la scienza riesce bene a identificare le persone positive al Covid senza che queste ne presentino i sintomi, sarebbe una gran cosa se con similare accuratezza qualche metodologia scientifica riuscisse pure a identificare gli “asintomatici” tra i disonesti, gli idioti, gli ignoranti, gli incivili, i villani, i mascalzoni, i farabutti… sapete bene quanti ce ne sono anche in queste “categorie”, vero? Quelli che la prima volta che li vedi ti sembrano anche “belle” persone o quanto meno normali e invece (sono individui ingannevoli, spesso) poi risultano essere tutt’altro. Ci aveva già provato il buon Lombroso con metodologie e risultati certamente discutibili (ma da rivalutare per molti versi, lo sostengo da tempo), dunque qualche sorta di test medico-scientifico al riguardo, tanto rigoroso quanto efficace, non sarebbe affatto male. Anzi.

Anche perché gli asintomatici, che siano positivi ad un virus o a una qualche bassezza umana, sono sempre e comunque contagiosi. Quindi, appunto sarebbe ottima cosa identificarli e sanarli. Ecco.

Saper ridere è sempre una virtù

A volte il mondo è un posto difficile se non ostile, per le persone che sanno (far) ridere. La vera ironia, l’umorismo genuino, sempre più spesso vengono confusi e scambiati con la derisione, col dileggio che invece dietro il riso (solitamente sguaiato) cela solo disprezzo e prepotenza. E di gente che sa essere auto-ironica senza mai prendersi troppo sul serio – una virtù tra le più importanti in assoluto, per un essere umano – ce n’è veramente sempre meno, in giro. Sempre meno.

Basterebbe anche solo questo a segnalare lo stato della nostra civiltà e, inesorabilmente, a riderle in faccia. Tanto non la capirebbe comunque, tale risata. E mi permetto di darvi un consiglio, al riguardo: diffidate sempre di chi non ha ovvero non manifesta ironia. Non è gente a cui poter dar credito, ve lo dico io.

La gentilezza come prova

[Foto di Agata Mucha da Pixabay]
Tra mille cronache, evidenze concrete, realtà assodate, dati scientifici o grandi verità e quant’altro, ci sono pure piccole cose, sovente ignorate perché incomprese, che tuttavia risultano significative come le prime citate per capire che questo nostro mondo non funziona proprio bene come dovrebbe.

Ad esempio, quanto poco sia capita, apprezzata e ricambiata la gentilezza: una dote che sfugge a tanti, a volte persino travisata, comunque indice, in questa sua inquietante incomprensibilità diffusa, di una società portata, per una sua parte non indifferente, all’imbarbarimento. O che quanto meno vi si sente più affine dacché ad esso adattata e assestata, senza che nessuno o quasi dei soggetti preposti, pubblici e privati, faccia qualcosa per evitare questa deriva.

Ma quale società può dirsi realmente avanzata se al progresso tecnologico, scientifico, economico, costante non affianca un altrettanto costante progresso civile e umano, innanzi tutto nei rapporti sociali più basilari e diretti? Di sicuro, non quella società che voglia garantirsi un futuro certo e proficuo sapendo mettere a frutto i progressi conseguiti piuttosto di gettarli al vento per non saper comprenderne il valore umano, oltre che quello meramente materiale. Anche perché, prima ancora di godere di tali progressi, quella società finirebbe per implodere e autodistruggersi. Già.

L’unico “razzismo” necessario

Le idee, le parole, le azioni dei razzisti rappresentano sempre di più la migliore giustificazione per l’unico “razzismo” veramente necessario e inderogabile: quello contro loro stessi.
Inderogabile tanto quanto intransigente: una delle azioni più autenticamente democratiche che si possano mettere in pratica, almeno finché la giustizia faccia – dacché deve fare – il suo corso a sua volta nel modo più intransigente e duro, per non rischiare di poter essere considerata complice di quel male.