I cartelloni pubblicitari lungo le strade fanno schifo!

Ma quand’è che poi la si finirà con questo scempio assoluto – e assolutamente italiano per come all’estero sia estremamente raro – dei cartelloni pubblicitari lungo le strade?

Fanno semplicemente schifo: deturpano e insozzano il paesaggio, ostacolano la vista, distraggono dalla guida e risultano pericolosi per questo nonché per rappresentare un manufatto solido appena accanto alle carreggiate (immaginate un ciclista che esca di strada e ci vada a cozzare contro), sono spesso abusivi, senza contare della frequente stupidità delle pubblicità che “supportano”. Sono un evidente segno di cafonaggine commerciale, parte integrante di quella inciviltà generale che troppo spesso e in troppi aspetti contraddistingue la società italiana.

Poi, vai a leggere il Codice della Strada e noti che «i cartelli pubblicitari lungo le strade: se sono idonei a distrarre l’attenzione dei guidatori è necessaria l’autorizzazione». Ma come “è necessaria l’autorizzazione”? Se distraggono dalla guida non vanno autorizzati, vanno proibiti, punto!

Se da più parti, sul web e altrove, montasse lo sdegno per questo scempio, forse al riguardo le cose cambierebbero. E sarebbe pure il segno di una rinascita civile e civica, quanto mai necessaria appunto nella nostra società. Ma è ormai chiedere troppo che ciò accada, forse?

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A Sua immagine e somiglianza?

Senta, Dio
Ecco, io sarei agnostico, dunque non so se Lei esista o meno e non ritengo sostanzialmente valida alcuna tesi a sostegno dell’una o dell’altra ipotesi (nonostante la realtà dei fatti terreni faccia ritenere più plausibile il “meno”… ma è un altro problema, questo), d’altro canto per lo stesso principio posso anche ipotizzare che esista veramente e che sia stato effettivamente Lei a dare vita alla creazione del mondo, dunque mi permetto di chiederLe: ma quando disse, almeno come è scritto nella Genesi 1,26-28:

«“Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’essere umano a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: “Fruttificate e moltiplicate e riempite la terra e sottomettetela; e dominate i pesci del mare e gli uccelli del cielo e tutti i viventi che si muovono sulla terra”.»

Ecco, quando disse ciò, ovvero ripensando a quando lo disse… non è che si è reso conto di aver detto una gran ca… ehm, voglio dire… non è che si è pentito di tutta questa magnanimità nei confronti del genere umano? E che, quando ha detto “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza”, in verità l’ha sparata parecchio grossa, e non l’ha fatto esattamente a Sua immagine e somiglianza ma, diciamo, gliel’ha fatto credere, che tanto l’uomo è effettivamente un po’ scemo e tende a dare credito facilmente anche a cose del tutto strampalate e prive di qualsiasi fondamento, basta che siano utili a gonfiare il suo ego e a fargli guadagnare qualche tornaconto?

Voglio dire: una parte del genere umano ha fatto cose meravigliose e strabilianti, certamente, tuttavia l’altra parte, quella che ha fatto cose spaventose e assai perniciose, sembra essere più impattante della prima, oggi anche più che nel passato. Tutte le altre specie viventi del pianeta Terra lo sanno ormai bene, purtroppo per loro.

Ora, non che se avesse fatto i delfini, o gli orsi oppure i leoni “a Sua immagine e somiglianza” vorrebbe automaticamente dire che le cose sarebbero andate meglio. Non lo si può sapere, chiaro. Anche in tal caso, dunque, sono agnostico – nonostante la realtà dei fatti terreni mi faccia pensare che sarebbe piuttosto plausibile…
Ma, appunto, non è il caso di speculare troppo. Che di problemi ingombranti la mente, quaggiù sulla Terra, ce ne abbiamo fin troppi, già.

Insomma, alla fine, pur da agnostico, non mi dispiacerebbe se Lei, Dio, esistesse sul serio e sistemasse le cose, qui. Ce n’è proprio bisogno, visto che noi esseri umani, vanitosamente “certi” di essere fatti a Sua immagine e somiglianza ma palesemente incapaci di mettere a frutto una tale dote divina, non ne siamo proprio capaci, a quanto pare.

P.S.: l’illustrazione in testa al post è del grande Bruno Bozzetto, che ho avuto la bella fortuna di conoscere e di farci insieme una bella camminata/chiacchierata sui “nostri” monti – siamo conterranei, già. Cliccateci sopra per visitare il suo sito web.

La (IN)civiltà umana

Numerosi media internazionali (questo, ad esempio) qualche giorno fa hanno pubblicato le immagini di una inopinata invasione di orsi polari di un villaggio sull’isola artica russa di Novaja Zemlja. Gli animali, gioco forza attirati sull’isola per la sempre maggiore sparizione del ghiaccio polare nonostante la (teoricamente) stagione fredda, loro habitat naturale, e per lo stesso motivo visibilmente affamati, si aggirano tra discariche di immondizia, sperando di trovare qualcosa da mangiare.

Mai gli orsi polari, notoriamente diffidenti e solitari, si sono così avvicinati a degli insediamenti umani, denotando con tale comportamento la loro disperazione. Le foto, in particolare quelle degli orsi che s’aggirano per ignobili cumuli di spazzatura, sono particolarmente toccanti. E “incazzanti”, già: dunque la “mirabile” evoluzione della civiltà umana, quella che si è autoproclamata la più “intelligente” e “avanzata” sul pianeta, comporta tali conseguenze? Provoca questi danni, e la drammatica messa in pericolo di altre creature viventi, costrette a tentare di sopravvivere in mezzo alla merda degli umani? Questo significa essere Sapiens?

Sono domande retoriche, lo so. Basti pensare che si calcola che l’estinzione di almeno il 75% (ma altri dati citano un 90%) delle specie animali dal 1600 ad oggi è causa dell’uomo e dell’attività antropica sul pianeta.

No, mi spiace – e spiace dirlo soprattutto per quegli umani che una coscienza civica, politica, ambientale, etica ce l’hanno (quanti saranno, in tutto?) e sanno comprendere la tragicità di tali situazioni – ma bisogna ammettere che a volte l’unica soluzione per evitare una catastrofe ambientale planetaria non sia che la “civiltà umana” si dia da fare per risolverla, ma che la “civiltà umana” proprio sparisca dal pianeta.

Sparisca, già.

Uomo al volante…

Non c’è che dire, il mondo sta veramente andando alla rovescia rispetto a prima.
Stamattina ho visto una donna nemmeno più tanto giovane al volante di un’auto inveire e protestare contro un uomo piuttosto giovane, su un’altra auto, per come stesse guidando. E, per la cronaca, la donna aveva totalmente ragione.
Eh!

(Sia chiaro: lungi da me il cadere nei soliti stupidi luoghi comuni. Non esistono uomini o donne più o meno capaci di guidare: semmai, la verità è che buona parte dei guidatori oggi è incapace di guidare, senza alcuna distinzione di genere. Ecco.)