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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Venerdì 7 agosto a Valcava (Bergamo): lo sci d’antan, la celeberrima funivia, la “montagna dei milanesi”. Clic.
  • Sabato 8 agosto sulla Costa del Palio (Bergamo): storie e geografie del Palio, luogo affascinante e emblematico. Clic.
  • Venerdì 4 settembre a Oliveto Lario (Lecco): la DOL dei Tre Signori o Dorsale Orobica Lecchese, tra i più bei trekking lombardi.
  • Sabato 5 settembre a Chiesa Valmalenco (Sondrio): “Valmaleggo” e Alt[R]o Festival insieme, e un libro notevolissimo.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

LA FALSA SOSTENIBILITÀ DEI BACINI PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE

La chiamano “sostenibilità”, ma spesso è soltanto il nuovo volto dell’espansione dell’industria dello sci. I bacini artificiali in quota, presentati come opere multifunzionali e necessarie alla montagna, sono in realtà parte di un modello che continua a consumare suolo, acqua e paesaggio per sostenere un’economia privata con ingenti risorse pubbliche. Luigi Casanova, sul sito web di Mountain Wilderness Italia, denuncia la mistificazione di una narrazione che spaccia per interesse collettivo ciò che serve soprattutto a mantenere in vita un modello turistico sempre più fragile e invasivo. E mentre la parola “sostenibilità” viene usata come una foglia di fico, scompare dal dibattito la cultura della conservazione, il rispetto dei limiti e la necessità di tutelare davvero gli equilibri della montagna.


TRAIL RUNNING SULLE ALPI: QUAL È IL LIMITE SOSTENIBILE PER LA NATURA?

Intorno al Monte Bianco, alla Zugspitze, al Grossglockner o attraverso le Dolomiti: gli eventi di trail running sono in grande espansione in tutto l’arco alpino. Solo l’Ultra Trail Mont Blanc (UTMB), vede quest’anno la partecipazione di 10.000 concorrenti in diverse gare e categorie. Per la Natura e la popolazione locale, tuttavia, la crescente popolarità di queste manifestazioni può anche diventare un problema. Lo sostiene proprio una trail runner, Laura Moro, ricercatrice, neoeletta vicepresidente di Mountain Wilderness International: tra i principali impatti ambientali figurano le emissioni di CO₂ dovute agli spostamenti dei partecipanti, l’erosione del suolo su sentieri molto frequentati e il disturbo alla fauna selvatica, in particolare durante le gare notturne. Insomma: qual è il limite di carico sostenibile per l’ambiente naturale montano?


CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BRUNICO (MA È L’HOTEL DEL SINDACO!)

L’Hotel Heinz di Plan De Corones, fino a oggi con 70 posti letto, li raddoppierà a 140 trasformandosi in una vera e propria cittadella turistica di quattro piani fuori terra e tre interrati con area wellness, piscine, negozi, bar, ristoranti, pub con 700 posti a sedere. La costruzione prevede l’abbattimento di decine di alberi, la trasformazione di circa 1.330 metri quadrati di bosco e un fabbisogno stimato in circa 60 mila litri di acqua potabile al giorno. Tutto quanto senza “VIA”, la Valutazione d’Impatto Ambientale. Come può essere possibile? Be’, semplice: il comproprietario dell’Hotel è Bruno Wolf, il sindaco di Brunico, che fino a oggi ha scaltramente saputo evitare i conflitti d’interesse in gioco. Ma, grazie all’intervento di un combattivo avvocato, ora sul progetto e sui tanti ricorsi si dovrà pronunciare inevitabilmente il TAR.


L’ALLENZA STRATEGICA TRA SVIZZERA E ITALIA CHE ATTRAVERSA LE ALPI

Quando si parla di rapporti tra Italia e Svizzera, il dibattito si concentra spesso su frontalieri, fiscalità o trasporti e a volte su antagonismi nazionali(stici) più o meno polemici. Meno visibile, ma altrettanto strategico, è il legame energetico tra i due Paesi: un’alleanza silenziosa, fatta di cavi ad alta tensione, accordi di solidarietà, scambi quotidiani di grandi quantità di elettricità che hanno le Alpi come contesto emblematico e ambientalmente problematico. È un’alleanza vitale per entrambi i paesi: l’Italia è storicamente un grande paese consumatore e continua a dipendere significativamente dalle importazioni, in primis dalla Svizzera; di contro la Confederazione ha bisogno dell’energia italiana nei periodi di calo produttivo, soprattutto invernali.


SUL SOMMEILLER, A 3000 METRI, NEL TRAFFICO COME IN TANGENZIALE

Su “L’AltraMontagna” Vanda Bonardo, Presidente di Cipra Italia e responsabile di Legambiente Alpi, racconta la propria recente esperienza ciclistica lungo la strada del Colle del Sommeiller, una delle più alte d’Europa, invasa da mezzi motorizzati d’ogni sorta. «Una scena surreale e malinconica, un episodio emblematico, un caso reale che racconta il contrasto tra vecchi modelli di fruizione e il futuro delle Alpi che cambiano. Davvero immaginiamo che il futuro della montagna sia questo? Un luogo dove si sale per consumare un panorama che sta svanendo, contribuendo, metro dopo metro, alla sua scomparsa? La domanda non riguarda soltanto il traffico, le moto o i fuoristrada. Riguarda il nostro modo di stare nei luoghi».

Cerchi qualcosa?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: Fugatti

Un tempo era bello sciare d’estate, oggi (purtroppo) è brutto e degradante

[L’area sciistica del Ghiacciaio di Allalin sopra Saas Fee alle 12.08 del 7 agosto 2026. Immagne tratta da www.saas-fee.ch.]
Con l’imminente chiusura (il 10 agosto) degli impianti per lo sci estivo di Saas Fee, in Svizzera (vedi qui sopra), quelli del Passo dello Stelvio restano – salvo aggiornamenti dell’ultim’ora – gli ultimi e unici aperti sulle Alpi, in questa estate climaticamente così problematica.

Qualcuno ne potrà trarre motivo d’orgoglio, come ho letto da qualche parte sui social: ma obiettivamente è l’orgoglio del ballerino che si vanta di rimanere in piedi e continuare a danzare bene sulla pista da ballo del Titanic in affondamento.

In realtà i ghiacciai dello Stelvio sono ridotti in uno stato spaventoso, senza più neve residua e con il ghiaccio annerito dalla fusione costante (si veda l’immagine lì sotto); senza dubbio per mantenere le piste aperte nella conca del Cristallo si è provveduto a escavare le zone di ghiacciaio intonse trasportando la neve nella parte sciistica, con ciò aggravando ancora di più lo stato della superficie glaciale e accelerandone la fusione. Forse non a caso, quella zona del comprensorio dello Stelvio non è coperta da webcam, così da nascondere attività così impattanti e condannabili; d’altro canto le altre webcam presenti fanno ben capire quale possa essere la situazione anche dove impianti e piste restano aperti.

Qualcuno sui social sostiene che lassù si tenga aperto solo per consentire gli allenamenti alle squadre agonistiche. Se però così fosse, la chiusura al pubblico degli impianti dovrebbe essere ben segnalata sul sito web della società di gestione del comprensorio che invece non riporta nulla al riguardo, tanto meno nella pagina dedicata alla vendita degli skipass.

Torna dunque la solita domanda che in tanti ci stiamo ponendo e che qui ribadisco (e ribadirò ancora spesso, temo): ha ancora senso, oggi, praticare lo sci estivo?

[Le condizioni dell’area sciabile del Ghiacciaio dello Stelvio alle 15.36 del 7 agosto 2026. Immagine tratta da https://passostelvio.eu.]
È una domanda retorica, naturalmente. Posso mettermi nei panni di chi gestisca i comprensori estivi e comprenderne tanto le difficoltà, la sensazione ormai inesorabile di essere con le spalle al muro, quanto il tentativo di resistere fino all’ultimo, anche ben oltre qualsiasi logica e buon senso. Ma, appunto, a me pare che il limite di sostenibilità e, ancor più, di razionalità sia stato superato di tanto e da molto tempo, e risulti ormai ineludibile per chiunque, innanzi tutto per chi è responsabile della gestione della località, accettare la realtà delle cose e chiudere definitivamente l’era dello sci estivo. Un’era affascinante, emozionante, appassionante, ma che purtroppo è finita.

Forse nei prossimi anni lo sci finora detto “estivo” diventerà primaverile e/o autunnale, e a 3000 metri si scierà da marzo a maggio e a ottobre e novembre, visto che più in basso la neve e le condizioni climatiche per sciare non ci saranno più se non per poche settimane invernali. Ma, succeda quel che succeda, l’importante è che si conservino il necessario buon senso e la più consapevole sensibilità nei confronti dell’ambiente montano e della sua salvaguardia. Perché francamente lo sci estivo, per come si presenta e si pratica oggi, per le montagne rappresenta più un’offesa che altro.

Scritto il 8 agosto 20267 agosto 2026Categorie (L.),Battaglie,Magazzino,Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termicoLeave a comment on Un tempo era bello sciare d’estate, oggi (purtroppo) è brutto e degradante

È giunto il momento di dichiarare finita l’era dello sci estivo sui ghiacciai

Lo avrete letto: sabato scorso 1° agosto Zermatt Bergbahnen, la società svizzera che gestisce gli impianti tra i 3500 e i 3800 metri di quota del ghiacciaio del Teodulo, il più elevato d’Europa ove giungono anche le funivie da Cervinia, ha sospeso l’attività: «Le temperature persistentemente elevate – spiega la società in una nota – la mancanza di raffreddamento notturno, i frequenti temporali e le mutevoli condizioni della neve e dei ghiacciai attualmente impediscono agli ospiti di sciare in sicurezza e in condizioni ottimali.»

Peccato che questo stop allo sci estivo arriva dopo settimane di escavazioni e sbancamenti sulle zone del ghiacciaio intonse, con grandi bulldozer quotidianamente in azione pur di portare la neve sulle piste. Così, per tentare di salvare ciò che non può essere salvato, le piste, l’attività sciistica e il “business” relativo, si priva il resto del ghiacciaio della neve residua accelerando la fusione dell’intera massa glaciale, che ora appare devastata tanto dagli effetti della crisi climatica quanto dalle attività umane. Un paradosso drammatico, inquietante e d’altro canto pure irritante.

Anche qui, una domanda spontanea sorge immediata e inesorabile: ma che senso ha ancora lo sci estivo, oggi? Di fronte ai cambiamenti climatici in atto e alle sofferenze sempre maggiori dei ghiacciai alpini, con conseguenze notevoli che si ripercuotono fino alle pianure del bacino del Po (si veda l’emergenza idrica sempre più incombente), come si può pensare di continuare un’attività purtroppo divenuta così platealmente anacronistica e irrazionale oltre che dannosa per le montagne che coinvolge? Non è il caso di dichiarare conclusa la sua “era”, facendosene una ragione di puro, logico, umano buon senso invece che una manifestazione di insensibilità, indifferenza, per certi verso prepotenza contro le montagne?

Se è per quello zero-virgola di sciatori invernali che pretendono di voler sciare anche in estate, se ne dovranno fare una ragione e potranno sicuramente andare al mare a divertirsi in altri modi; per gli agonisti che abbisognano di allenarsi in vista delle stagioni di gare invernali, sono sicuro che le federazioni troveranno – gioco forza, d’altronde – il modo di organizzare e finanziare valide attività di training alternative.

[Il Ghiacciaio delo Stelvio, qui ripreso tra i 3000 e i 3300 metri di quota, in condizioni di sfacelo simili a quello del Teodulo.]
Ma, almeno, che si lascino in pace i ghiacciai nella loro triste agonia! Che si abbia rispetto per ciò che sta accadendo loro e che accade alle nostre montagne così come a noi, impegnandoci piuttosto tutti insieme a non peggiorare ancora di più la realtà climatica che stiamo affrontando, ad avere consapevolezza piena delle sue conseguenze e una ben maggiore cura dei territori montani rispetto a quanto abbiamo saputo (e voluto) fare fino a oggi. Perché se le Alpi stanno inesorabilmente perdendo i loro ghiacciai e cambiando tristemente d’aspetto, noi che le viviamo e frequentiamo vediamo di non perdere la nostra umanità cambiando – in peggio – la sorte che ci aspetta.

Scritto il 5 agosto 20265 agosto 2026Categorie Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termico3 commenti su È giunto il momento di dichiarare finita l’era dello sci estivo sui ghiacciai

L’annuale tragicommedia dei teli sul Ghiacciaio Presena

[Immagine tratta da www.ilgiorno.it.]
Intanto, sul Ghiacciaio Presena va in scena l’annuale tragicommedia della posa dei teli geotessili da parte del consorzio turistico Ponte di Legno-Tonale, «con l’obiettivo di proteggere il ghiacciaio» e di «limitare i danni» provocati dal cambiamento climatico, dicono.

E di nuovo, come tutti gli anni, ribadiamo la realtà effettiva delle cose: al Presena non si vuole affatto salvare il ghiacciaio ma le piste sciistiche e il business relativo. Punto. Il consorzio copre con i teli una superficie pari a 110mila metri quadrati di ghiacciaio, che è unicamente quella occupata dalle piste da discesa; ma l’intero Presena, la cui estensione è ormai esigua rispetto a solo qualche lustro fa, occupa ad oggi una superficie complessiva stimabile di circa 20 ettari, dunque 200mila metri quadrati [1]: perché allora i promotori della copertura con i teli geotessili, se veramente tengono tanto alla protezione del ghiacciaio, non lo coprono tutto?

La risposta, purtroppo, è fin troppo semplice: perché a loro della parte di Presena non sfruttabile sciisticamente non interessa nulla. Fine.

[Il Presena a metà luglio 2025.]
Dunque, che almeno fossero onesti intellettualmente e rispettosi della realtà del ghiacciaio e della conca del Presena e non continuassero a sostenere cose palesemente illusorie. Che curino i propri affari e non ci prendano più in giro in questo modo.

Come ho già affermato in passato, quei teli geotessili sono soltanto un sudario che copre un corpo glaciale morente, e basta.

[Settembre 2024, fotografia di Fabio Sandrini.]
[1]: Nel 2011, dunque ormai quindici anni fa, il ghiacciaio Presena presentava un’estensione di 25 ettari; è facile supporre che in questo periodo la perdita di massa glaciale sia arrivata al dato da me indicato, sempre che non sia anche andata oltre e il ghiacciaio oggi sia ancora più piccolo.

P.S.: ho scritto più volte anche sull’inutilità e la dannosità dei teli geotessili sui ghiacciai, ad esempio qui.

Scritto il 2 luglio 20262 luglio 2026Categorie (L.),Battaglie,Magazzino,Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta teli geotessili,boom,CAI,caldo,caldo estivo,cambiamenti climatici,cambiamento climatico,Capanna Presena,casi,casistica,cause,chiusura,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,com'era,comprensori estivi,comprensorio,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,paesaggio,passo,Passo del Tonale,pericolo,piste,piste da sci,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,zero termicoLeave a comment on L’annuale tragicommedia dei teli sul Ghiacciaio Presena

Ma basta con questi teli sui ghiacciai!

“Il Post”, in un articolo del 14 luglio 2025, rilancia la questione dei teli geotessili sui ghiacciai, che ad ogni inizio estate, ovvero del periodo di fusione e ablazione glaciale, vengono installati su alcuni ghiacciai alpini – quasi sempre che ospitano piste da sci – in base all’affermazione che questi teli “salverebbero” i ghiacciai dagli effetti della crisi climatica, peraltro particolarmente evidenti proprio sulle Alpi.

L’articolo de “Il Post”, che prende spunto da un testo dell’amico Luigi Casanova, Presidente di Mountain Wilderness Italia, rilancia quanto si è dimostrato ormai da tempo al riguardo – ne ho scritto anche io più volte in passato: i teli geotessili non “salvano” i ghiacciai ma servono solo ai gestori dei comprensori sciistici per salvaguardare la superficie di essi sulla quale ci sono le piste da sci. Proferire quell’affermazione è pura ipocrisia oltre che un bieco esercizio di green washing. Non solo: come ribadisce “Il Post”, quei teli diffondono sulle superfici glaciali una gran quantità di microplastiche e altri elementi inquinanti: se da una parte fingono di “fare del bene” ai ghiacciai, dall’altra ne ammorbano pure l’ambiente, che almeno a quelle quote dovrebbe permanere il più possibile incontaminato anche in presenza di antropizzazioni.

[Il Ghiacciaio Presena ieri, completamente “telato” ove transitano le piste da sci. Immagine tratta da qui.]
D’altro canto, ciò che “Il Post” ha ribadito nel suo articolo, come detto, sono evidenze scientifiche conosciute e denunciate ormai da anni, non da ieri: il fatto che in molte località i gestori del turismo locale perseverino con la posa dei teli sui “loro” ghiacciai dimostra perfettamente come essi se ne freghino altamente sia di ciò che rileva la scienza, sia della salvaguardia dei territori ove operano.

[I teli geotessili sul Ghiacciaio della Marmolada. Immagine di Luigi Casanova, tratta da qui.]
Dunque, sarebbe bene che chi tiene veramente alle montagne e ne è un autentico appassionato si disinteressi a quelle località dai ghiacciai “telati” frequentandone altre più rispettose e meno ipocrite – ghiacciai plastificati i quali, peraltro, offrono un’immagine dell’ambiente montano d’alta quota triste e deprimente, con i corpi glaciali coperti da quello che, in buona sostanza, rappresenta per essi un vero e proprio sudario. Una cosa affliggente, oltre che inaccettabile, alla quale bisogna dire con forza «BASTA!», e dirlo a quelli che ancora si ostinano a propugnarla: per salvare non i ghiacciai ma i loro affari, e al contempo per svilire e soffocare l’ambiente montano.

Scritto il 16 luglio 202516 luglio 2025Categorie Battaglie,Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,boom,CAI,caldo,caldo estivo,cambiamenti climatici,cambiamento climatico,Capanna Presena,casi,casistica,cause,chiusura,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,com'era,comprensori estivi,comprensorio,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,paesaggio,passo,Passo del Tonale,pericolo,piste,piste da sci,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Tonale,tragedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,zero termico2 commenti su Ma basta con questi teli sui ghiacciai!

Gli orsi che abbattono i cacciatori confidenti (ma è “Lercio”!)

È cosa risaputa che la satira sa essere molto più obiettiva e sagace sulle cose che accadono nel mondo di gran parte dell’informazione propriamente detta, troppo spesso parziale quando non palesemente faziosa, e nel fare satira sagace e obiettiva quelli di “Lercio” sono maestri pressoché ineguagliati, in Italia.

Lo dimostrano perfettamente anche con questa “notizia”:

Al netto delle prese di posizioni polarizzate e strumentalizzate sul tema, che qui non interessano per nulla, Lercio centra perfettamente il nocciolo della diatriba tra uomini e orsi, ironizzando sul lessico standard dei primi e attribuendolo ai secondi con quel «nostro territorio» del titolo della notizia. Da una parte l’uomo abbatte l’orso che invade il suo territorio, dall’altra l’orso invade il territorio dell’uomo perché lo ritiene suo.

Già: ma di chi è il territorio?

È dell’orso perché lo abitava prima dell’uomo? È dell’uomo perché è riuscito a conquistarlo all’orso?

Ovviamente né l’una e né l’altra: è di entrambi.

Ecco, questo è il nocciolo fondamentale della questione, e la base fondante sulla quale si dovrebbe elaborare qualsiasi azione funzionale alla relazione tra uomini e animali selvatici, cioè tra spazio antropizzato e ambiente naturale. Invece, la parte dominante delle due, quella umana, continua a considerare la natura come cosa “altra”, diversa ed esterna alle cose degli uomini, ambito da assoggettare e dominare al volere della “civiltà” umana senza curarsi di cosa possa comportare. Un pensiero quanto mai deviato e dannoso, oltre che stupido: basti vedere le conseguenze vaste e profonde che ha causato al nostro pianeta.

Ma si badi bene: ciò non significa che l’uomo non detenga il diritto di dominanza sul mondo, essendone la razza tecnologicamente più avanzata, ma vuol dire che proprio perché creatura più avanzata l’uomo ha il dovere di porre dei limiti alla propria dominazione planetaria, indicati dalla realtà della coesistenza e coabitazione (nonché coevoluzione) della razza umana e di tutte le altre viventi nel nostro mondo, ciascuna parte ineludibile del suo ecosistema, intuendone altrimenti il potenziale pericolo (anche per se stesso). L’uomo invece, Sapiens quanto si vuole ma sempre un animale come gli altri, in fin dei conti, da questo nostro ecosistema ha voluto eludere, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti (anche se qualcuno non li vuole vedere). L’antropocentrismo massimalista che abbiamo elaborato fino a oggi è pure egoistico: concepisce la natura solo se funzionale ai propri bisogni, dunque in chiave meramente consumistica, mentre è incapace di concepirla quando non lo sia come ad esempio accade ogni qualvolta un animale selvatico faccia l’animale selvatico, cioè se stesso. Per inciso questo accade quasi sempre, a parte rari casi.

Dunque, per lo stesso principio sopra esposto, non sto sostenendo che contro gli animali selvatici in certi casi non si possano prendere anche provvedimenti drastici (anche perché non entro nel dibattito, ribadisco) ma sto antropologicamente affermando che finché non torneremo a essere pienamente consapevoli di far parte, anche noi umani, della natura, e non di ritenersene una cosa diversa, e quindi finché il concetto di coesistenza/coabitazione del pianeta con ogni altro membro dell’ecosistema naturale non sarà parte integrante del nostro bagaglio culturale collettivo, la diatriba nella relazione tra uomini e orsi resterà irrisolta e ogni azione intrapresa al riguardo provocherà molti più danni che vantaggi.

Peraltro un bagaglio culturale, quello appena citato, che dovrebbe contraddistinguerci proprio in quanto Sapiens, “sapienti”, dotati di raziocinio e capaci di ponderazione articolata della realtà del mondo che abitiamo – non da soli, appunto. Invece, a me pare, sovente ci contraddistinguiamo in senso opposto e poi ci autogiustifichiamo dichiarando che gli “animali” sono gli altri, quelli con il pelo o le zampe o le orecchie a punta e i canini aguzzi. Non noi.

Proprio vero, già!

Scritto il 10 dicembre 202410 dicembre 2024Categorie Magazzino,Opinioni,Utensili culturaliTag abbattere,abbattimento,Abrusso,Abruzzo,aggressioni,Alaska,Alpi,Alto Adige,Amarena,ambientalisti,Andrea Papi,animali,animalisti,Annibale Salsa,annullamento,antropizzazione,antropologia,bracconieri,cacciatori,Canada,caso,Charles Freger,confidenti,conoscenza,consiglio di orsi,convivenza,cuccioli,cultura,difesa,ecosistema,educazione,etnografia,etnologia,Europa,fauna selvatica,folclore,fucilate,fucili,Fugatti,giunta provinciale,Homo Salvadego,ignoranza,Il Dolomiti,incapacità,informazione,invasione,ISPRA,Italia,Jelsi,Jj4,Juan Carrito,Kj1,La Verità,LAV,Lega,leggende,Lercio,Life Ursus,marketing,miti,Montagne,Monte Peller,morte,Natura,notizia di Lercio,orsa,orsi,orso,orso confidente,Orso di Segale,Pacobace,Paolo Cognetti,parco naturale,Parco Nazionale d'Abruzzo,paura,politica,precauzioni,promozione,propaganda,quotidiano,rapporto,Regole,Reinhold Messner,relazione,ricorso,runner,sentenza,Slovenia,spray,storia,Tagabbattere,TAR,territorio,Tiziano Fratus,tradizioni,tradizioni alpine,Trentino,Trento,turismo,uccidere,uccisa,uccisione,uomini,uomini e orsi,USA,Valdieri,video,Wilder Mann,Wildermann,zoologo3 commenti su Gli orsi che abbattono i cacciatori confidenti (ma è “Lercio”!)

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