Sugli atti vandalici all’antenna privata del Grignone

Leggo dalla stampa locale dell’atto vandalico ai danni delle strutture dell’antenna per telecomunicazioni private in costruzione sulla cresta sommitale del Grignone, sulla quale sono intervenuto più volte nei giorni scorsi. Inutile dire che siano azioni di individui ignoranti, non solo inutili (sospendono i lavori ma di sicuro non li fermano, anzi) ma pure favorevoli ai promotori del nuovo impianto per come in tal caso consenta di loro di passare da danneggianti il patrimonio comune a danneggiati nei propri interessi.

Come ho detto nell’intervento andato in onda nel TGR Rai della Lombardia lo scorso giovedì 26 giugno, stiamo – io ed altri – cercando di capire la legittimità complessiva dell’impianto nei riguardo del sito e degli scopi per i quali viene costruito attraverso il vaglio delle varie normative vigenti: è l’unica e più consona via per contrastare la sua realizzazione, se sarà il caso di farlo, ovvero per cercare di evitare ulteriori future costruzioni del genere sul Grignone e altrove.

Il caso della nuova antenna sul Grignone nel TGR Rai Lombardia

Ecco il mio intervento nel TGR Rai Lombardia di ieri, nell’edizione delle 14.00 (e dal minuto 16’48”), sulla questione della contestata nuova antenna privata sul Grignone, riguardo la quale ho scritto qui.

Ringrazio molto Laura Carcano, autrice del servizio, per l’ottima narrazione del caso, mentre mi spiace che il Sindaco di Mandello del Lario non abbia accettato di intervenire – o non abbia potuto farlo. Si troverà il modo di confrontarsi con lui in altri momenti.

È di nuovo in costruzione l’antenna sul Grignone, la montagna è stata svenduta all’interesse privato

[Il Grignone visto dalla vetta della Grignetta. Foto di Luca Casartelli, CC BY-SA 2.0, fonte  commons.wikimedia.org.]
Sulla Grigna Settentrionale, o Grignone, sono ripartiti i lavori per realizzare un’antenna per telecomunicazioni di servizio, dunque non di telefonia pubblica, già iniziati lo scorso autunno. Ciò nonostante le proteste di molti per quella che, sostanzialmente, è la svendita di una delle montagne lombarde più amate in uno dei suoi punti più speciali, la cresta sommitale poco sotto la vetta a poca distanza dal celeberrimo Rifugio Brioschi. Ne avevo già scritto quando il cantiere era stato aperto (ovviamente in gran sordina, come spesso accade in questi casi) a fine settembre 2025, qui.

L’articolo de “Il Giorno” che potete leggere nell’immagine sottostante (cliccandoci sopra) riassume molto bene i termini della questione – ringrazio il suo autore, Daniele De Salvo, per l’ottima stesura e la citazione. Le dichiarazioni, riportate nell’articolo, del Sindaco di Mandello del Lario (bravissima persona, per quanto mi riguarda), nel cui territorio comunale per pochi metri ricade il punto dove l’antenna sta per essere installata, lasciano sgomenti per come dimostrino che il tutto si riduca a una questione di soldi.

Sono certo della sua buona fede nell’aver limitato i danni provocati dall’infrastruttura, ma ciò non toglie la gravità del principio alla base dell’intervento: basta che qualcuno paghi, il più possibile (si rammarica il Sindaco, di non aver preteso più soldi!), e si può fare ogni cosa ad un patrimonio naturale, culturale e identitario collettivo qual è il Grignone. Peraltro creando un precedente ineludibile: domani chiunque potrà chiedere di fare altro lassù e sarà ben difficile negarglielo, visto l’accaduto. Basterà pagare, e quanto più si pagherà tanto più si potrà fare, costruire, installare, rovinare. Amen.

È una struttura piccola si dice, «solo 20 metri cubi», non intaccherà il profilo del monte. Embè? Anche in casi del genere le dimensioni non contano, viene da ribattere, perché conta l’atto, la sconfitta imposta alla montagna, l’aver accettato di venderne un pezzo per interessi che con il luogo e chi lo frequenta non c’entrano nulla. Però, guarda caso, ci metteranno un defibrillatore: è la prova che sanno di essere nel torto e cercano di metterci una pezza, di poter dire che qualcosa di utile ai frequentatori del Grignone ci sarà comunque. Ma grazie al ca…volo!

«Se non l’avessimo concessa noi l’avrebbero fatta su un lotto privato come successo altrove» rilancia il Sindaco. Ribadisco: embè? Scopo primario di un’istituzione pubblica, democratica e politica è (sarebbe) quello di tutelare l’interesse dei cittadini, propri e non solo se coinvolgono un luogo frequentato da chiunque e ancor più se il luogo è di pregio assoluto come la parte sommitale di un monte peraltro così amato e rinomato. L’avrebbe fatta un privato? Ci si sarebbe mossi in altro modo contro il privato, nel caso. Ancora una volta, le parole del Sindaco sembrano solo una goffa arrampicata sui vetri nel tentativo di giustificare l’ingiustificabile – ferma la sua buona fede, ripeto. Forse è stato messo alle strette dal committente dell’antenna, potrei anche capirlo, ma il suo ruolo istituzionale e politico (nel senso originario del termine: l’atto di governare la cosa pubblica per il bene comune – il bene comune, non solo di qualcuno) non dovrebbe transigere a tali circostanze.

[La cresta sommitale del Grignone nel punto in cui sta per essere installata l’antenna. Immagine tratta da www.alltrails.com.]
Insomma, la nuova antenna sul Grignone è uno scempio, piccolo nella forma ma grande nella sostanza e nelle conseguenze potenziali, riguardo il quale mi auguro proprio che non possa e non debba essere scritta la parola «fine». Nel frattempo non resta che riproporre e rileggere le parole di Eugenio Turri, compianto massimo esperto di paesaggio italiano:

Il problema della tutela e del rispetto per il paesaggio è un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari. Non servono prediche, indicazioni disciplinari pesanti, ma solo la lieve carezza di uno sguardo verso il maggiore dei doni che ci sono stati dati sulla Terra e che quindi deve essere amato e rispettato, come bene sacro, troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali.

Beni puramente materiali, esattamente così.

Parole che dovrebbero essere stampate, diffuse e lette attentamente a Mandello del Lario, soprattutto in zona Municipio. E non solo lì, anche in molte altre località delle nostre montagne.

Il Conte Mascetti che visita l’alta Val Seriana e parla di “sci”!

Sì, il celeberrimo Conte Raffaello Mascetti della saga di “Amici miei” interpretato da un magistrale Ugo Tognazzi e divenuto immortale grazie alle sue supercazzole (o supercàzzore).

Ecco, proprio a tale proposito, il Conte Mascetti di recente deve essere stato in visita all’alta Val Seriana, dove ha proferito una delle sue fenomenali supercazzole travestito da Assessore regionale alla Casa e Housing Sociale della Lombardia – persona peraltro degnissima di rispetto, al di là di incarico e appartenenza politica – e, ve l’assicuro, una supercazzola così era da tempo che non la si trovava in circolazione.

In buona sostanza, il Mascetti travestito da Assessore regionale della Lombardia ha annunciato «L’approvazione da parte della Giunta regionale dell’individuazione dell’area sciabile attrezzata del comprensorio Presolana-Monte Pora» con un profluvio di parole e affermazioni che, per come le riporta la stampa (alla cui bontà di cronaca do ovviamente fiducia), non dicono niente di niente. Nulla, il vuoto assoluto di sostanza in un’esplosione di forma retorica che appare quasi grottesca.

A parte che non si capisce perché sia l’Assessore regionale alla Casa e Housing Sociale a parlare di aree sciabili, visto che i suoi compiti ordinari sono ben altri (al riguardo il fatto che l’Assessore sia bergamasco non conta granché), parimenti non si capisce cosa comporti quell’approvazione, che risultati concreti genererà, quali effetti e conseguenze avrà per i territori coinvolti. Si vuole ampliare l’area sciabile della zona? Ma è tutta sotto i 1800 metri, sarebbe una follia assoluta. Si vuole aumentare la sua turistificazione? Come se il territorio non fosse già ampiamente antropizzato e, semmai, avesse bisogno di essere razionalizzato al riguardo. Si vuole consentire una maggiore edificabilità? Cioè più cementificazione e consumo di suolo? È un timore che già qualcuno paventa, visto che a parlare della cosa è una figura istituzionale che si occupa di case.

[Gli impianti sciistici del Monte Pora con sullo sfondo, a sinistra, l’Altopiano di Clusone e, a destra, il Gruppo della Presolana.]
Inoltre, come da “Manualetto del bravo politico che si occupa di montagne” del quale evidentemente il Mascetti-Assessore si è munito, ecco che tale supercazzola viene adeguatamente condita delle solite frasi fatte: contrastare lo spopolamento della montagna, generare sviluppo economico, aiutare i giovani, rendere il territorio attrattivo… e ovviamente non mancano parole come «destagionalizzazione» e «sostenibile», che bisogna pur infilare da qualche parte sennò fa brutto anche se mai una volta si spiega cosa si debba concretamente intendere con esse. E questo «risultato di grande importanza per la montagna bergamasca e per l’intero sistema turistico lombardo» – sono sempre parole del Mascetti-Assessore – lo si vorrebbe ottenere con cosa? Con iniziative che, a quanto viene da pensare e temere leggendo gli articoli della stampa, arrivano direttamente dal secolo scorso, obsolete, superate, che dimostrano una visione della montagna completamente distaccata dalla sua realtà effettiva e appare funzionale alla consueta mera propaganda politica. Non c’entra di quale parte politica, sia chiaro: il sopra citato “Manualetto” ce l’hanno in mano tutti, nelle stanze del potere.

E se si può ammettere che le azioni derivanti da tale «risultato di grande importanza» dovranno essere delineate nell’eventuale Accordo di Programma territoriale, non accennare a nulla e nascondere le reali intenzioni dietro quel profluvio di parole vuote non solo è cosa sospetta ma pure irrispettosa delle comunità dei territori coinvolti nonché dei cittadini lombardi, visto che si tratta di un’iniziativa istituzionale per la quale, se sarà realizzata, si spenderanno soldi pubblici, di tutti i contribuenti lombardi. Posto ciò, ribadisco, che motivo ci sarebbe per presentare tutto quanto con siffatta pompa magna? Forse per buttare in giro tanto fumo e così nascondere l’arrosto bruciato che si pensa di mettervi sotto?

[Il Monte Pora senza già più neve a metà marzo 2023.]
Ok, sarò fin troppo diffidente, critico, polemico, colpevolizzante prima del tempo: ma avendo a che fare con la politica che ci ritroviamo, e soprattutto constatando il suo frequente, opinabile operato sulle nostre montagne, il buon senso civico che ogni cittadino dovrebbe manifestare richiede espressamente di esserlo.

A meno che tutto quanto non sia veramente stato soltanto una gran zingarata del Conte Mascetti, nei panni dell’Assessore suddetto, ai danni delle comunità alto-seriane!