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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Venerdì 7 agosto a Valcava (Bergamo): lo sci d’antan, la celeberrima funivia, la “montagna dei milanesi”. Clic.
  • Sabato 8 agosto sulla Costa del Palio (Bergamo): storie e geografie del Palio, luogo affascinante e emblematico. Clic.
  • Venerdì 4 settembre a Oliveto Lario (Lecco): la DOL dei Tre Signori o Dorsale Orobica Lecchese, tra i più bei trekking lombardi.
  • Sabato 5 settembre a Chiesa Valmalenco (Sondrio): “Valmaleggo” e Alt[R]o Festival insieme, e un libro notevolissimo.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BRUNICO (MA È L’HOTEL DEL SINDACO!)

L’Hotel Heinz di Plan De Corones, fino a oggi con 70 posti letto, li raddoppierà a 140 trasformandosi in una vera e propria cittadella turistica di quattro piani fuori terra e tre interrati con area wellness, piscine, negozi, bar, ristoranti, pub con 700 posti a sedere. La costruzione prevede l’abbattimento di decine di alberi, la trasformazione di circa 1.330 metri quadrati di bosco e un fabbisogno stimato in circa 60 mila litri di acqua potabile al giorno. Tutto quanto senza “VIA”, la Valutazione d’Impatto Ambientale. Come può essere possibile? Be’, semplice: il comproprietario dell’Hotel è Bruno Wolf, il sindaco di Brunico, che fino a oggi ha scaltramente saputo evitare i conflitti d’interesse in gioco. Ma, grazie all’intervento di un combattivo avvocato, ora sul progetto e sui tanti ricorsi si dovrà pronunciare inevitabilmente il TAR.


L’ALLENZA STRATEGICA TRA SVIZZERA E ITALIA CHE ATTRAVERSA LE ALPI

Quando si parla di rapporti tra Italia e Svizzera, il dibattito si concentra spesso su frontalieri, fiscalità o trasporti e a volte su antagonismi nazionali(stici) più o meno polemici. Meno visibile, ma altrettanto strategico, è il legame energetico tra i due Paesi: un’alleanza silenziosa, fatta di cavi ad alta tensione, accordi di solidarietà, scambi quotidiani di grandi quantità di elettricità che hanno le Alpi come contesto emblematico e ambientalmente problematico. È un’alleanza vitale per entrambi i paesi: l’Italia è storicamente un grande paese consumatore e continua a dipendere significativamente dalle importazioni, in primis dalla Svizzera; di contro la Confederazione ha bisogno dell’energia italiana nei periodi di calo produttivo, soprattutto invernali.


SUL SOMMEILLER, A 3000 METRI, NEL TRAFFICO COME IN TANGENZIALE

Su “L’AltraMontagna” Vanda Bonardo, Presidente di Cipra Italia e responsabile di Legambiente Alpi, racconta la propria recente esperienza ciclistica lungo la strada del Colle del Sommeiller, una delle più alte d’Europa, invasa da mezzi motorizzati d’ogni sorta. «Una scena surreale e malinconica, un episodio emblematico, un caso reale che racconta il contrasto tra vecchi modelli di fruizione e il futuro delle Alpi che cambiano. Davvero immaginiamo che il futuro della montagna sia questo? Un luogo dove si sale per consumare un panorama che sta svanendo, contribuendo, metro dopo metro, alla sua scomparsa? La domanda non riguarda soltanto il traffico, le moto o i fuoristrada. Riguarda il nostro modo di stare nei luoghi».


I CORPI E LE VOCI CHE CREANO PAESAGGI SONORI

L’1 e 2 agosto prossimi a Berbenno, sulle Prealpi bergamasche, si terrà un workshop di ricerca vocale estremamente affascinante, dal titolo “Tra la casa e la pioggia” e condotto da Michela Benaglia e Beatrice Arrigoni. Il laboratorio attraversa la voce come strumento di ricerca e di ascolto, capace di far affiorare memorie e forme identitarie dell’abitare. A partire da frammenti sonori, ricordi e percezioni legate alla casa che ospita il laboratorio, le persone partecipanti saranno guidate nella costruzione di forme vocali essenziali: timbri, richiami, note, respiri, che attraverso pratiche vocali, corporee e registrazioni situate, daranno forma a mappe e paesaggi sonori condivisi. Per altre info e iscrizioni (entro domani 30 luglio!) cliccate sulle locandine lì sopra.


I BOSCHI ITALIANI VANNO SEMPRE PIÙ IN FUMO

Il nuovo report di Legambiente “Italia in fumo” offre un quadro parecchio triste della situazione “incendi boschivi”: da inizio anno al 15 giugno 2026, in quelli che dovrebbero essere i mesi a bassa intensità e antecedenti all’avvio della stagione antincendio boschivo, sono ben 469 i roghi registrati segnando un aumento del 36,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (344 i roghi ad inizio 2025) e 9.545 gli ettari andati in fumo pari a 13.368 campi da calcio. Di questo passo a fine anno si potrebbe arrivare a superare il triste primato del 2025, un annus horribilis, che ha visto bruciare in tutto in Italia 96.517 ettari, quasi il doppio del 2024. Ormai non si tratta più di episodi straordinari, concentrati in poche settimane estive, ma come la manifestazione ricorrente di una fragilità territoriale ormai strutturale per la quale servono sempre maggiore prevenzione, cura dei territori, adattamento.

Cerchi qualcosa?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: glaciologo

È giunto il momento di dichiarare finita l’era dello sci estivo sui ghiacciai

Lo avrete letto: sabato scorso 1° agosto Zermatt Bergbahnen, la società svizzera che gestisce gli impianti tra i 3500 e i 3800 metri di quota del ghiacciaio del Teodulo, il più elevato d’Europa ove giungono anche le funivie da Cervinia, ha sospeso l’attività: «Le temperature persistentemente elevate – spiega la società in una nota – la mancanza di raffreddamento notturno, i frequenti temporali e le mutevoli condizioni della neve e dei ghiacciai attualmente impediscono agli ospiti di sciare in sicurezza e in condizioni ottimali.»

Peccato che questo stop allo sci estivo arriva dopo settimane di escavazioni e sbancamenti sulle zone del ghiacciaio intonse, con grandi bulldozer quotidianamente in azione pur di portare la neve sulle piste. Così, per tentare di salvare ciò che non può essere salvato, le piste, l’attività sciistica e il “business” relativo, si priva il resto del ghiacciaio della neve residua accelerando la fusione dell’intera massa glaciale, che ora appare devastata tanto dagli effetti della crisi climatica quanto dalle attività umane. Un paradosso drammatico, inquietante e d’altro canto pure irritante.

Anche qui, una domanda spontanea sorge immediata e inesorabile: ma che senso ha ancora lo sci estivo, oggi? Di fronte ai cambiamenti climatici in atto e alle sofferenze sempre maggiori dei ghiacciai alpini, con conseguenze notevoli che si ripercuotono fino alle pianure del bacino del Po (si veda l’emergenza idrica sempre più incombente), come si può pensare di continuare un’attività purtroppo divenuta così platealmente anacronistica e irrazionale oltre che dannosa per le montagne che coinvolge? Non è il caso di dichiarare conclusa la sua “era”, facendosene una ragione di puro, logico, umano buon senso invece che una manifestazione di insensibilità, indifferenza, per certi verso prepotenza contro le montagne?

Se è per quello zero-virgola di sciatori invernali che pretendono di voler sciare anche in estate, se ne dovranno fare una ragione e potranno sicuramente andare al mare a divertirsi in altri modi; per gli agonisti che abbisognano di allenarsi in vista delle stagioni di gare invernali, sono sicuro che le federazioni troveranno – gioco forza, d’altronde – il modo di organizzare e finanziare valide attività di training alternative.

[Il Ghiacciaio delo Stelvio, qui ripreso tra i 3000 e i 3300 metri di quota, in condizioni di sfacelo simili a quello del Teodulo.]
Ma, almeno, che si lascino in pace i ghiacciai nella loro triste agonia! Che si abbia rispetto per ciò che sta accadendo loro e che accade alle nostre montagne così come a noi, impegnandoci piuttosto tutti insieme a non peggiorare ancora di più la realtà climatica che stiamo affrontando, ad avere consapevolezza piena delle sue conseguenze e una ben maggiore cura dei territori montani rispetto a quanto abbiamo saputo (e voluto) fare fino a oggi. Perché se le Alpi stanno inesorabilmente perdendo i loro ghiacciai e cambiando tristemente d’aspetto, noi che le viviamo e frequentiamo vediamo di non perdere la nostra umanità cambiando – in peggio – la sorte che ci aspetta.

Scritto il 5 agosto 20265 agosto 2026Categorie Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termico2 commenti su È giunto il momento di dichiarare finita l’era dello sci estivo sui ghiacciai

L’annuale tragicommedia dei teli sul Ghiacciaio Presena

[Immagine tratta da www.ilgiorno.it.]
Intanto, sul Ghiacciaio Presena va in scena l’annuale tragicommedia della posa dei teli geotessili da parte del consorzio turistico Ponte di Legno-Tonale, «con l’obiettivo di proteggere il ghiacciaio» e di «limitare i danni» provocati dal cambiamento climatico, dicono.

E di nuovo, come tutti gli anni, ribadiamo la realtà effettiva delle cose: al Presena non si vuole affatto salvare il ghiacciaio ma le piste sciistiche e il business relativo. Punto. Il consorzio copre con i teli una superficie pari a 110mila metri quadrati di ghiacciaio, che è unicamente quella occupata dalle piste da discesa; ma l’intero Presena, la cui estensione è ormai esigua rispetto a solo qualche lustro fa, occupa ad oggi una superficie complessiva stimabile di circa 20 ettari, dunque 200mila metri quadrati [1]: perché allora i promotori della copertura con i teli geotessili, se veramente tengono tanto alla protezione del ghiacciaio, non lo coprono tutto?

La risposta, purtroppo, è fin troppo semplice: perché a loro della parte di Presena non sfruttabile sciisticamente non interessa nulla. Fine.

[Il Presena a metà luglio 2025.]
Dunque, che almeno fossero onesti intellettualmente e rispettosi della realtà del ghiacciaio e della conca del Presena e non continuassero a sostenere cose palesemente illusorie. Che curino i propri affari e non ci prendano più in giro in questo modo.

Come ho già affermato in passato, quei teli geotessili sono soltanto un sudario che copre un corpo glaciale morente, e basta.

[Settembre 2024, fotografia di Fabio Sandrini.]
[1]: Nel 2011, dunque ormai quindici anni fa, il ghiacciaio Presena presentava un’estensione di 25 ettari; è facile supporre che in questo periodo la perdita di massa glaciale sia arrivata al dato da me indicato, sempre che non sia anche andata oltre e il ghiacciaio oggi sia ancora più piccolo.

P.S.: ho scritto più volte anche sull’inutilità e la dannosità dei teli geotessili sui ghiacciai, ad esempio qui.

Scritto il 2 luglio 20262 luglio 2026Categorie (L.),Battaglie,Magazzino,Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta teli geotessili,boom,CAI,caldo,caldo estivo,cambiamenti climatici,cambiamento climatico,Capanna Presena,casi,casistica,cause,chiusura,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,com'era,comprensori estivi,comprensorio,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,paesaggio,passo,Passo del Tonale,pericolo,piste,piste da sci,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,zero termicoLeave a comment on L’annuale tragicommedia dei teli sul Ghiacciaio Presena

È giusto e utile denunciare di continuo le cose sbagliate che accadono sulle nostre montagne?

[Escavatori a oltre 3000 metri di quota sul ghiacciaio Pitztaler, in Austria, per la costruzione di piste da sci. Immagine tratta da  www.meteoweb.eu.]
Mi pongo spesso la domanda su quanto possa essere giusto, conveniente, utile e necessario, oppure no, pubblicare spesso articoli che riferiscono di progetti e opere chiaramente impattanti sui territori montani che ne vengono coinvolti. Ce ne sono parecchie, in giro per le nostre montagne, e dunque quegli articoli diventano frequenti, anche grazie alle numerose segnalazioni che amici, conoscenti e contatti mi inviano (per le quali li ringrazio molto): in essi tento di proporre delle informazioni e relative considerazioni che innanzi tutto aiutino chi legge a capire meglio ciò che sta accadendo e a ricavarne una propria idea. Ovviamente io la mia ce l’ho e la rendo il più possibile chiara ma qualsiasi dibattito tra visioni differenti, quando civile, fondato e ben articolato è sempre importante e utile.

Però, ribadisco, di cose apparentemente (o palesemente) brutte e insensate sulle nostre montagne ve ne sono parecchie: i miei articoli ne segnalano solo una parte ma, nonostante ciò, il timore di mettere in evidenza solo cose irritanti e desolanti riguardo le montagne è costante.

D’altro canto, quando si viene a sapere di quelle cose brutte, come si può restare in silenzio? O quanto meno non domandarsi cosa stia succedendo e se sia giusto, o sbagliato, rispetto al luogo coinvolto? Posto per giunta che siamo una società che tende spesso al disinteresse, al fare spallucce e a non voler essere coinvolta oppure al lamentarsi, anche legittimamente, senza tuttavia andare oltre e rendere concreta la propria critica, a farne un atto realmente civico e dunque politico, all’osservare certe cose evidentemente errate ma concludendo che «tanto non si può fare nulla».

Be’, cinquant’anni fa, durante gli “anni di piombo”, in un pezzo per il “Corriere della Sera” con il quale collaborava Italo Calvino scrisse alcune cose che mi sono appuntato e, a mio parere, valgono molto riguardo a quanto ho scritto lì sopra.

Lo Stato, oggi, consiste soprattutto nei cittadini democratici che non si arrendono

scrisse, rimarcando poi l’importanza di prendere posizione soprattutto quando le istituzioni appaiono più inefficienti perché

è in questi momenti che si decide la sorte delle nazioni e degli ordinamenti sociali.

Ecco, fatte le debite proporzioni, ma pure considerando la frequente inefficienza delle istituzioni nella gestione amministrativa e politica dei territori montani, queste parole di Calvino mi danno una potenziale buona risposta alla domanda posta prima. Di fronte a molte brutture imposte attraverso metodi sovente ambigui e discutibili ai territori montani e a iniziative che sotto ogni punto di vista appaiono nocive per essi e dannosi per le comunità che li abitano ma per le quali vengono spesi un sacco di soldi pubblici, il che rende il danno doppio se non triplo al pari della beffa, non ci si può mostrare arrendevoli, o già arresi senza nemmeno batter ciglio, e non si può non prendere una posizione consapevole, articolata e motivata non tanto con la pretesa di imporre la propria “verità” ma per chiedere fermamente che quelle opere e quei progetti siano messi pienamente in chiaro, discussi, dibattuti. In altre parole, per non lasciare che la sorte di quei territori, di chi li abita e li frequenta con passione autentica sia decisa da altri e altrove in base a interessi avulsi dal contesto locale quanto non antitetici, per di più arrendendosi a tale condizione per mera mancanza di senso civico, di relazione culturale con il territorio coinvolto o perché, appunto, si pensa che «tanto non si può fare nulla».

[Immagine tratta da www.gasparilavori.it.]
Molto spesso l’imposizione di progetti e opere fuori contesto, insensate e impattanti alle montagne rappresenta anche, se non soprattutto, proprio la manifestazione di un’inefficienza istituzionale che impedisce a chi la dimostra di comprendere la nocività di quei progetti oppure, viceversa, di imporli per fini contrapposti a quelli che promuovono il bene del territorio e della sua comunità. È un’inefficienza anche questa, in fondo, di decisori istituzionali che non sanno o non vogliono amministrare i propri territori in maniera efficiente. Come ci si può arrendere senza prendere posizione contro situazioni del genere?

[Sbancamenti sulle piste di Cortina, qualche mese fa.]
Io penso che non si può, e per me stesso credo che l’essere parte di una società civile (inevitabilmente: alla fine lo è anche l’eremita che vive isolato in un bosco ma con quel bosco e con il luogo d’intorno interagisce, dunque vi genera una presenza “politica”) debba comportare il dovere, che è parimenti un diritto, di «prendere posizione», esattamente come sosteneva Calvino, senza sentirsi in possesso di verità assolute ma facendolo in modo motivato, razionale e consapevole così da dare forza e valore alle proprie opinioni e alle azioni civiche che si vogliano mettere in atto. Il tutto, mi ripeto di nuovo, con l’obiettivo di generare quella cognizione diffusa del luogo chi si abita e si frequenta che sta alla base della più compiuta relazione culturale con esso e con il suo paesaggio il quale è la somma degli elementi geografici e della presenza umana mediata dalla relativa cognizione culturale. Cioè, per farla breve: il paesaggio siamo noi e noi siamo il paesaggio, dunque se in esso accade qualcosa che non va bene e che appare chiaramente dannoso è come se tale danno lo subissimo noi che lo viviamo. Si può restare passivi, arrendevoli, disinteressati e/o inermi di fronte a questa realtà?

No, non si può. E questo è quanto io ritengo massimamente importante, al riguardo.

Scritto il 20 dicembre 202519 dicembre 2025Categorie Dixit,Magazzino,Montagne,Opinioni,Utensili culturaliTag Alpi,ambientalismo,ambiente,annullamento,annullata,Aosta,Assalto alle Alpi,attivismo politico,atto politico,avvocati,azione dal basso,Calvino citazioni,cambiamenti climatici,cancellazione,Cervinia,Cervinia Ski Paradise,Cime Bianche,cittadinanza attiva,clima,commissione,commissione cantonale,condizioni,consapevolezza civica,Consorzio,coppa del mondo,costruzione ciclovie,costruzione piste da sci,difesa delle montagne,disastro,discesa libera,distruzione,donne,ecologia,ecosostenibilità,FIS,FISI,Franz Julen,freddo,fusione dei ghiacciai,gara,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Giovanni Baccolo,glaciologia,glaciologo,Gobba di Rollin,Gran Becca,green,green washing,illegali,illegalità,impatto ambientale,inquinamento,interessi,Italia,Italo Calvino,lavori,Le Temps,Matterhorn Cervino speed opening,menefreghismo,montagna,Montagne,montagne e overtourism,Monte Rosa,neve,neve naturale,nevicate,novembre 2023,overtourism,paesaggio,partecipazione democratica,Paul Scherrer Institut,pista,politica incompetente,politica locale,proteste,regione autonoma,ricorso,riscaldamento globale,RSI,RSI.info,ruspe sui ghiacciai,salvaguardia,scienza,senso civico,soldi,sospensione,sostenibile,sostenibilità,Speed opening 2023,stop,storie minerali,Svizzera,temperature,Teodulo,Theodule,Theodulgletscher,tornaconti,transfrontaliera,turismo,turismo invasivo,uomini,Valais,Valle d'Aosta,Vallese,Ventina,vergogna,Wallis,Zermatt1 commento su È giusto e utile denunciare di continuo le cose sbagliate che accadono sulle nostre montagne?

Ma basta con questi teli sui ghiacciai!

“Il Post”, in un articolo del 14 luglio 2025, rilancia la questione dei teli geotessili sui ghiacciai, che ad ogni inizio estate, ovvero del periodo di fusione e ablazione glaciale, vengono installati su alcuni ghiacciai alpini – quasi sempre che ospitano piste da sci – in base all’affermazione che questi teli “salverebbero” i ghiacciai dagli effetti della crisi climatica, peraltro particolarmente evidenti proprio sulle Alpi.

L’articolo de “Il Post”, che prende spunto da un testo dell’amico Luigi Casanova, Presidente di Mountain Wilderness Italia, rilancia quanto si è dimostrato ormai da tempo al riguardo – ne ho scritto anche io più volte in passato: i teli geotessili non “salvano” i ghiacciai ma servono solo ai gestori dei comprensori sciistici per salvaguardare la superficie di essi sulla quale ci sono le piste da sci. Proferire quell’affermazione è pura ipocrisia oltre che un bieco esercizio di green washing. Non solo: come ribadisce “Il Post”, quei teli diffondono sulle superfici glaciali una gran quantità di microplastiche e altri elementi inquinanti: se da una parte fingono di “fare del bene” ai ghiacciai, dall’altra ne ammorbano pure l’ambiente, che almeno a quelle quote dovrebbe permanere il più possibile incontaminato anche in presenza di antropizzazioni.

[Il Ghiacciaio Presena ieri, completamente “telato” ove transitano le piste da sci. Immagine tratta da qui.]
D’altro canto, ciò che “Il Post” ha ribadito nel suo articolo, come detto, sono evidenze scientifiche conosciute e denunciate ormai da anni, non da ieri: il fatto che in molte località i gestori del turismo locale perseverino con la posa dei teli sui “loro” ghiacciai dimostra perfettamente come essi se ne freghino altamente sia di ciò che rileva la scienza, sia della salvaguardia dei territori ove operano.

[I teli geotessili sul Ghiacciaio della Marmolada. Immagine di Luigi Casanova, tratta da qui.]
Dunque, sarebbe bene che chi tiene veramente alle montagne e ne è un autentico appassionato si disinteressi a quelle località dai ghiacciai “telati” frequentandone altre più rispettose e meno ipocrite – ghiacciai plastificati i quali, peraltro, offrono un’immagine dell’ambiente montano d’alta quota triste e deprimente, con i corpi glaciali coperti da quello che, in buona sostanza, rappresenta per essi un vero e proprio sudario. Una cosa affliggente, oltre che inaccettabile, alla quale bisogna dire con forza «BASTA!», e dirlo a quelli che ancora si ostinano a propugnarla: per salvare non i ghiacciai ma i loro affari, e al contempo per svilire e soffocare l’ambiente montano.

Scritto il 16 luglio 202516 luglio 2025Categorie Battaglie,Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,boom,CAI,caldo,caldo estivo,cambiamenti climatici,cambiamento climatico,Capanna Presena,casi,casistica,cause,chiusura,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,com'era,comprensori estivi,comprensorio,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,paesaggio,passo,Passo del Tonale,pericolo,piste,piste da sci,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Tonale,tragedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,zero termico2 commenti su Ma basta con questi teli sui ghiacciai!

Tre eventi interessanti e consigliati

Stasera e nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di assistere a tre eventi estremamente interessanti, sia per i temi trattati – peraltro in vario modo collegati tra di loro – e sia per il prestigio dei relatori che ne saranno protagonisti.

Sono tre occasioni importanti per raccogliere informazioni, comprenderne la portata, alimentare la propria conoscenza sui rispettivi temi e in generale sulla realtà che stiamo vivendo. Una realtà fatta di mille aspetti sovente correlati l’uno all’altro, appunto, che ci coinvolgono anche se a volte non ce ne rendiamo conto e sulla quale dunque la conoscenza più ampia, articolata e autorevole possibile è fondamentale. Per capire, innanzi tutto, e di conseguenza per vivere meglio e più consapevolmente il mondo e il tempo in cui stiamo, al contempo salvaguardando al meglio il futuro che ci aspetta – e non dico tra cinquant’anni ma già da domani mattina.

Tre eventi, insomma, ai quali vi invito caldamente a partecipare, se potete.

Questa sera, per chi è della/nella zona di Colico, Alto Lario, bassa Valtellina, Valchiavenna, con Gianni del Pero:

Domani sera, 9 novembre, per chi è o sarà a Lecco e dintorni, con Claudio Smiraglia e Roberto Azzoni:

Martedì sera, 12 novembre, per chi è di Cermenate, Brianza, comasco, con Annamaria Gremmo, Marco Soggetto e Francesco Sisti:


Per ingrandire le tre locandine, cliccateci sopra.

Scritto il 8 novembre 20248 novembre 2024Categorie (L.),Buoni consigli,Eventi,Magazzino,Montagne,Utensili culturaliTag acqua,Alpi,Alto Lario,ambiente naturale,Antartide,appuntamenti,biblioteca di Cermenate,CAI,cambiamenti climatici,Cermenate,Cervinia,Cime Bianche,Claudio Smiraglia,Club Alpino Italiano,Colico,difesa,Eventi,ghiacciai,ghiacciai alpini,Gianni del Pero,glaciologia,glaciologo,lago di Como,Lecco,montagna,Montagne,Monterosa Ski,piste da sci,Polo Sud,progetto fotografico,riscaldamento globale,risorse,risorse idriche,Roberto Azzoni,Rotary,salvaguardia,selvaggio,Ultimo vallone,Val d'Ayas,Valle d'Aosta,Vallone delle Cime Bianche,Valtournenche,WWF,WWF Gianni Del Pero,WWF Lombardia,ZermattLeave a comment on Tre eventi interessanti e consigliati

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