Vibranti proteste

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È veramente bello e assai apprezzabile leggere sui social le vibranti proteste riguardo l’ennesimo caso di corruzione che sta coinvolgendo esponenti della politica e della pubblica amministrazione italiane! Nonostante in questi giorni gli argomenti principali di discussione siano altri, finalmente la società civile si sta svegliando e sta reagendo contro questo autentico e tremendo virus – è proprio il caso di denominarlo così – che ammorba da Nord a Sud l’intero paes…

Ah no, un attimo… chiedo scusa.
Stanno protestando per la sospensione del campionato di calcio.
Nonostante in questi giorni gli argomenti principali di discussione siano altri, già.

Ecco. Mi pareva.

Luna piena

[Foto di Florian Kurz da Pixabay]
Certe notti di Luna piena, da me, sono talmente luminose e chiare – come quella di ieri sera durante la quotidiana camminata con Loki, agevolata da un cielo limpido e stellato al punto da non aver alcun bisogno di luce artificiale – che appena fuori le ombre degli alberi, negli spazi campestri aperti tra le zone di bosco illuminati da una luce azzurrina avvolgente e intima che disegna le forme ma sfuma leggermente i contorni quasi come in un paesaggio dipinto ad acquerello, non è raro individuare la sagoma e il passo leggero di una volpe che si muove nei campi da un’ombra all’altra in cerca di prede e persino incrociare il suo sguardo, osservandola fermarsi e guardare fissamente verso di voi per studiarvi meglio. In quella luce lunare così delicata che tutto avvolge e armonizza, si compie pure il prodigio di non far fuggire quella volpe curiosa, perché col chiarore diffuso riesce a guardarvi negli occhi e a capire che no, voi, lì, non siete e non sarete ostili con lei e nemmeno quel suo simile peloso che avete accanto, d’altro canto a sua volta sorpreso dall’incontro inatteso e intento a osservare la scena.

Allora, sempre con grande tranquillità, la volpe si guarderà intorno, poi getterà per qualche attimo un ultimo sguardo verso di voi e infine riprenderà il suo trotterellare di caccia, sparendo in breve dentro un’altra macchia boscosa sul limitare del prato e lasciandovi ammaliati dall’aver goduto di una così rara e preziosa opportunità.

 

Il (non) Capodanno

[Image credit: Gerd Altmann da Pixabay]

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

(Gianni Rodari)

Ecco: una volta ancora il grande Gianni Rodari in una filastrocca per “bambini” dice cose che più da adulti non ci sono. Dice che in fondo non conta il “Capodanno” in sé, una festa convenzionale stabilita “d’ufficio” in un giorno come un altro, e che il corso della vita in effetti non contempla date o ricorrenze che suscitano baldorie divertenti e vacue nonché propositi sempre vani e mai realizzati sul serio. Gli anni sono uguali l’uno all’altro perché il tempo non esiste e dunque nemmeno gli anni: ciò che fa “nuovo” un anno è che qualcosa di realmente nuovo e migliore si realizzi, nella vita di ciascuno e in quella del mondo intero. È qui che, forse, qualcosa si è ingrippato, e se ai buoni propositi non fanno capo che cattive azioni è come se il calendario andasse all’indietro, non certo verso il futuro. Cosa che appare piuttosto concreta e assai inquietante, da un po’ di tempo a questa parte.

Meno meri buoni propositi e più vere buone azioni, ecco. Così l’anno nuovo sarà sul serio un nuovo anno. Nella storia l’usato non è mai troppo garantito, e di gente che vuole rifilare rottami pericolosi di “realtà” riciclandoli e spacciandoli per vere novità ce n’è già troppa, in circolazione. Mentre certe cose del tutto “normali” sono diventate così desuete da rappresentare vere e proprie novità, se riscoperte nell’anno appena iniziato: pensare con la propria testa, ad esempio. Che se già fosse pratica diffusa, la stessa festa del Capodanno sarebbe meno banale di quanto è, per dire.

Insomma, auguri di un benefico, attivo e proficuo anno nuovo a tutti. E che il 2021 sia migliore del 2020, ecco!