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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Giovedì 17 settembre al Rifugio Forni, tra le vette dell’Ortles-Cevedale, per l’edizione 2026 de “La scuola va in montagna” a cura della Fondazione Bombardieri.
  • Giovedì 1 ottobre, a Calolziocorte, racconterò la bellezza grande e poco nota della Val San Martino, territorio prealpino tra i più affascinanti della Lombardia.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

PIOVE PEGGIO?

Piove di più o piove peggio? È la domanda cruciale al centro della nuova puntata del podcast “DPC – Dove Parliamo di Clima” curato dalla Protezione Civile e condotto dal meteorologo Filippo Thiery. Tra cambiamenti climatici, eventi estremi e falsi miti, la puntata offre un viaggio estremamente interessante nella scienza del meteo per capire come e perché le precipitazioni stanno cambiando, mettendo a rischio anche i nostri ambienti montani e la nostra frequentazione di essi. Insieme a Thiery e alla climatologa Serena Giacomin, ospite della puntata, è possibile conoscere i dati reali, elaborare le giuste percezioni e i consigli pratici per vivere la montagna con maggiore sicurezza e consapevolezza. La puntata, e il podcast, sono disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming audio.


LA MARMOLADA, I GHIACCIAI E LA TRAPPOLA DELLO SCI

Alberto Lanzavecchia è docente di microfinanza per lo sviluppo locale, sostenibilità sociale e finanziaria, imprese e diritti umani presso l’Università di Padova, e partecipando all’ottava edizione della campagna glaciologica partecipata sulla Marmolada, promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, ha ribadito una verità sul turismo sciistico in loco – ma valida per ogni altra località simile – che ormai solo per malafede non si può capire: «La campagna ha permesso di osservare nei territori di alta quota gli impatti del cambiamento climatico sull’industria dello sci: l’allargamento delle piste e le nuove infrastrutture e tubazioni per la produzione di neve artificiale fino alle fronti del ghiacciaio dimostrano che gli investitori di capitali (pubblici o privati) non vogliono uscire dalla trappola dello sci.»


TURISMO DI MASSA VS BELLEZZA E SILENZIO DELLE MONTAGNE

Il turismo di massa sta distruggendo la bellezza e il silenzio delle montagne, riducendole a mete “instagrammabili” prive di identità. Lo denuncia – nuovamente – in un’intervista recente sul “Corriere Torino” Enrico Camanni, una delle voci più autorevoli e illuminanti in assoluto della montagna italiana, evidenziando come l’assenza di consapevolezza e i flussi incontrollati danneggino i fragili equilibri ecologici e sociali delle Alpi. Per salvare le valli, scongiurare l’abbandono e preservare la vita delle comunità locali, Camanni propone soluzioni concrete: ingressi contingentati, educazione dei visitatori, promozione di aree meno note, maggiore tutela faunistica e il superamento dei vecchi modelli legati unicamente allo sci. Potete leggere l’intervista completa sul “GognaBlog”, qui.


LA CHIUSURA DELLA GROTTA AL GHIACCIAIO DEL RODANO

Finalmente, una cosa che ho sempre pensato indecente nonché cafona è stata fermata, seppur si è dovuti ricorrere alla legge. Il Consiglio di Stato del Canton Vallese, in Svizzera, a seguito di una petizione pubblica che ha raccolto oltre 10.000 firme, ha ordinato la chiusura della grotta nel Ghiacciaio del Rodano presso il Passo della Furka, che certamente molti conosceranno, la cessazione dell’attività turistica correlata, contestata da diversi anni per l’impatto ambientale cagionato dai teli in plastica che proteggevano il ghiaccio sempre più sottile, e il ripristino del sito. Il gestore dell’attività ha già presentato ricorso: mi auguro vivamente che lo perda, perché la grotta al ghiacciaio del Rodano non era diventata solo una fonte di inquinamento in quota ma pure la manifestazione di una folle e zotica pornografia ambientale.


DRAGHI E FOLLETTI CERCASI

Draghi, folletti, maschere e massi erratici fanno parte di un patrimonio immateriale tanto ampio quanto fragile e a rischio. Nondimeno le leggende e i miti locali che vi scaturiscono raccontano molto più che personaggi astratti: sono una chiave di lettura della complessa stratificazione antropica di un territorio e del rapporto tra persone e ambiente, e nei territori montani in modo particolare. Per questo motivo, la Commissione Culturale del CAI Milano ha iniziato un percorso di approfondimento per salvaguardare la memoria delle comunità montane (e non solo) e di tutto ciò che rischia di scomparire, e ha in corso una raccolta delle testimonianze e delle registrazioni relative. L’obiettivo è raccogliere più dati possibili, mapparli e renderli in futuro fruibili grazie all’aiuto di chiunque vorrà compilare l’apposito modulo online, che trovate qui.

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: Theodulgletscher

Tutte quelle ruspe sui ghiacciai agonizzanti

Verrebbe da pensare, o da temere, che ai gestori dei comprensori sciistici, in particolar modo quelli per lo sci estivo, piaccia un sacco spedire grosse ruspe, bulldozer, escavatori e mezzi meccanici d’ogni taglia su per i “loro” ghiacciai, a giudicare da quanti se ne vedono un po’ ovunque, ma che forse non lo facciano solo per ragioni meramente funzionali alla fruizione sciistica e turistica dei comprensori. Cioè, in parole povere, non lo facciano soltanto per portare lungo le piste da discesa la neve escavata sulle altre zone del ghiacciaio al fine di coprire i crepacci che si aprono quando comincia a fare molto caldo (sempre più presto nel corso della stagione, vista la crisi climatica avanzante) e soprattutto nel tentativo di preservare il più a lungo possibile (legittimamente: ma fino a che punto?) la propria attività e i tornaconti conseguenti.

No… vista la pervicacia con la quale mandano le loro ruspe a prendere a colpi di pala i corpi glaciali agonizzanti, viene da credere che in ciò si manifesti la loro rabbia verso quei ghiacciai, che sia una sorta di rappresaglia nei confronti del ghiaccio che fonde e svanisce facendo parimenti svanire il loro business, una vendetta verso le vedrette “traditrici” che invece essi pretenderebbero che restassero sempre uguali, vaste e gonfie di neve nonostante il «clima caraibico» (cit.) anche in alta quota e la neve invernale sempre minore. «Maledetti ghiacciai, mi state abbandonando e allora io mi vendico e vi sevizio!» sembrano urlare i rombanti motori di quelle ruspe mentre compiono i loro glaciocidi fin quasi a 4000 metri di quota.

Peraltro, con tutto ciò senza capire (o senza volerlo fare) che – lo ribadisco – l’escavazione della neve residua sulle zone di ghiacciaio ancora intonse e il trasporto verso altre parti già crepacciate – dove ci sono impianti e piste, appunto – non solo non salva queste seconde ma contribuisce ad accelerare ancora di più la fusione dell’intero apparato glaciale, così come i ghiacciai non si salvino con la posa di quei deprecabili teli geotessili in uso presso alcune località. Il che mi dà l’idea di quali bias cognitivi si manifestino in questi comportamenti, in questa reiterata pretesa di sopravvivenza che viceversa, visto come sia andata oltre ogni ragionevole limite (anche considerando gli aspetti economici che ne derivano), appare ormai una pratica di autolesionismo imprenditoriale e ambientale nonché – ed è ben peggio – la fonte di un danno ecologico devastante per i ghiacciai, le montagne coinvolte e i territori circostanti.

È una questione di buon senso, di intelligenza, di cura e di rispetto per la montagna, di sensibilità verso il suo ambiente, di responsabilità verso il presente, il futuro prossimo e chi lo vivrà dopo di noi. Una semplice e lineare questione di civiltà, in fondo, ma evidentemente non per tutti.

Scritto il 18 agosto 202613 agosto 2026Categorie Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana dei Ghiacciai,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termico3 commenti su Tutte quelle ruspe sui ghiacciai agonizzanti

Il magazine di viaggi “Latitudes” che scrive di sci estivo, adesso

Intanto, si candida al Premio «Ci siete o ci fate?» nella categoria “viaggi” la rivista “Latitudes Travel Magazine” il cui portale si presenta come «arricchito quotidianamente con foto e notizie di viaggio e lifestyle firmati da un team di collaboratori di consolidata esperienza» ma che in data 12 agosto (salvo miei errori o dei motori di ricerca sul web) pubblica l’articolo sotto riportato sullo sci estivo e sui «santuari del ghiaccio situati sulle Alpi»:

[Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo. La foto sottostante il titolo, che riprende l’area dello sci estivo di Zermatt lo scorso 9 agosto, l’ho aggiunta io.]
Eh, peccato che tutte le località delle Alpi nelle quali si pratica(va) lo sci estivo sono state chiuse da giorni, se non da settimane, per il pessimo stato dei ghiacciai dovuto al clima di quest’estate (e alla crisi climatica in generale) ad eccezione dello Stelvio, dove inopinatamente si scia ancora in condizioni pessime e in un paesaggio che sicuramente offre «un’esperienza davvero memorabile», già, ma per lo sfacelo glaciale che lo caratterizza, non per altro.

[Le condizioni inquietanti del ghiacciaio dello Stelvio dove si trovano gli skilift ancora “aperti”. Immagine tratta dalla pagina Instagram di Mario Aimar.]
Cari amici di “Latitudes”, con tutto il rispetto per il vostro lavoro e per la rivista che editate i cui contenti altrove sono sicuramente di qualità indiscutibile, vi chiedo di rispettare anche i luoghi di cui scrivete soprattutto se particolarmente esposti a problematiche di natura ambientale e criticità evidenti che ne sconsigliano la frequentazione, come purtroppo sta accadendo sulle Alpi. La “valorizzazione” dei luoghi e dei paesaggi di pregio nasce fin dalla cura verso di essi e, in tal caso, da come se ne scrive: è una questione di rispetto tanto verso i luoghi stessi e le loro peculiarità quanto per chi vorrebbe visitarli, oppure decide di non farlo, in base a ciò che se ne scrive. Grazie.

P.S.: ah, e se magari nei vostri testi eviterete il più possibile termini come banali e abusati come “mozzafiato” vi sarò ancora più grato.

Scritto il 13 agosto 202613 agosto 2026Categorie (L.),Magazzino,Montagne,OpinioniTag ablazione del ghiaccio,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,Latitudes,Latitudes travel magazine,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,paesaggio mozzafiato,panorami mozzafiato,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termicoLeave a comment on Il magazine di viaggi “Latitudes” che scrive di sci estivo, adesso

Un tempo era bello sciare d’estate, oggi (purtroppo) è brutto e degradante

[L’area sciistica del Ghiacciaio di Allalin sopra Saas Fee alle 12.08 del 7 agosto 2026. Immagne tratta da www.saas-fee.ch.]
Con l’imminente chiusura (il 10 agosto) degli impianti per lo sci estivo di Saas Fee, in Svizzera (vedi qui sopra), quelli del Passo dello Stelvio restano – salvo aggiornamenti dell’ultim’ora – gli ultimi e unici aperti sulle Alpi, in questa estate climaticamente così problematica.

Qualcuno ne potrà trarre motivo d’orgoglio, come ho letto da qualche parte sui social: ma obiettivamente è l’orgoglio del ballerino che si vanta di rimanere in piedi e continuare a danzare bene sulla pista da ballo del Titanic in affondamento.

In realtà i ghiacciai dello Stelvio sono ridotti in uno stato spaventoso, senza più neve residua e con il ghiaccio annerito dalla fusione costante (si veda l’immagine lì sotto); senza dubbio per mantenere le piste aperte nella conca del Cristallo si è provveduto a escavare le zone di ghiacciaio intonse trasportando la neve nella parte sciistica, con ciò aggravando ancora di più lo stato della superficie glaciale e accelerandone la fusione. Forse non a caso, quella zona del comprensorio dello Stelvio non è coperta da webcam, così da nascondere attività così impattanti e condannabili; d’altro canto le altre webcam presenti fanno ben capire quale possa essere la situazione anche dove impianti e piste restano aperti.

Qualcuno sui social sostiene che lassù si tenga aperto solo per consentire gli allenamenti alle squadre agonistiche. Se però così fosse, la chiusura al pubblico degli impianti dovrebbe essere ben segnalata sul sito web della società di gestione del comprensorio che invece non riporta nulla al riguardo, tanto meno nella pagina dedicata alla vendita degli skipass.

Torna dunque la solita domanda che in tanti ci stiamo ponendo e che qui ribadisco (e ribadirò ancora spesso, temo): ha ancora senso, oggi, praticare lo sci estivo?

[Le condizioni dell’area sciabile del Ghiacciaio dello Stelvio alle 15.36 del 7 agosto 2026. Immagine tratta da https://passostelvio.eu.]
È una domanda retorica, naturalmente. Posso mettermi nei panni di chi gestisca i comprensori estivi e comprenderne tanto le difficoltà, la sensazione ormai inesorabile di essere con le spalle al muro, quanto il tentativo di resistere fino all’ultimo, anche ben oltre qualsiasi logica e buon senso. Ma, appunto, a me pare che il limite di sostenibilità e, ancor più, di razionalità sia stato superato di tanto e da molto tempo, e risulti ormai ineludibile per chiunque, innanzi tutto per chi è responsabile della gestione della località, accettare la realtà delle cose e chiudere definitivamente l’era dello sci estivo. Un’era affascinante, emozionante, appassionante, ma che purtroppo è finita.

Forse nei prossimi anni lo sci finora detto “estivo” diventerà primaverile e/o autunnale, e a 3000 metri si scierà da marzo a maggio e a ottobre e novembre, visto che più in basso la neve e le condizioni climatiche per sciare non ci saranno più se non per poche settimane invernali. Ma, succeda quel che succeda, l’importante è che si conservino il necessario buon senso e la più consapevole sensibilità nei confronti dell’ambiente montano e della sua salvaguardia. Perché francamente lo sci estivo, per come si presenta e si pratica oggi, per le montagne rappresenta più un’offesa che altro.

Scritto il 8 agosto 20267 agosto 2026Categorie (L.),Battaglie,Magazzino,Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termico1 commento su Un tempo era bello sciare d’estate, oggi (purtroppo) è brutto e degradante

È giunto il momento di dichiarare finita l’era dello sci estivo sui ghiacciai

Lo avrete letto: sabato scorso 1° agosto Zermatt Bergbahnen, la società svizzera che gestisce gli impianti tra i 3500 e i 3800 metri di quota del ghiacciaio del Teodulo, il più elevato d’Europa ove giungono anche le funivie da Cervinia, ha sospeso l’attività: «Le temperature persistentemente elevate – spiega la società in una nota – la mancanza di raffreddamento notturno, i frequenti temporali e le mutevoli condizioni della neve e dei ghiacciai attualmente impediscono agli ospiti di sciare in sicurezza e in condizioni ottimali.»

Peccato che questo stop allo sci estivo arriva dopo settimane di escavazioni e sbancamenti sulle zone del ghiacciaio intonse, con grandi bulldozer quotidianamente in azione pur di portare la neve sulle piste. Così, per tentare di salvare ciò che non può essere salvato, le piste, l’attività sciistica e il “business” relativo, si priva il resto del ghiacciaio della neve residua accelerando la fusione dell’intera massa glaciale, che ora appare devastata tanto dagli effetti della crisi climatica quanto dalle attività umane. Un paradosso drammatico, inquietante e d’altro canto pure irritante.

Anche qui, una domanda spontanea sorge immediata e inesorabile: ma che senso ha ancora lo sci estivo, oggi? Di fronte ai cambiamenti climatici in atto e alle sofferenze sempre maggiori dei ghiacciai alpini, con conseguenze notevoli che si ripercuotono fino alle pianure del bacino del Po (si veda l’emergenza idrica sempre più incombente), come si può pensare di continuare un’attività purtroppo divenuta così platealmente anacronistica e irrazionale oltre che dannosa per le montagne che coinvolge? Non è il caso di dichiarare conclusa la sua “era”, facendosene una ragione di puro, logico, umano buon senso invece che una manifestazione di insensibilità, indifferenza, per certi verso prepotenza contro le montagne?

Se è per quello zero-virgola di sciatori invernali che pretendono di voler sciare anche in estate, se ne dovranno fare una ragione e potranno sicuramente andare al mare a divertirsi in altri modi; per gli agonisti che abbisognano di allenarsi in vista delle stagioni di gare invernali, sono sicuro che le federazioni troveranno – gioco forza, d’altronde – il modo di organizzare e finanziare valide attività di training alternative.

[Il Ghiacciaio delo Stelvio, qui ripreso tra i 3000 e i 3300 metri di quota, in condizioni di sfacelo simili a quello del Teodulo.]
Ma, almeno, che si lascino in pace i ghiacciai nella loro triste agonia! Che si abbia rispetto per ciò che sta accadendo loro e che accade alle nostre montagne così come a noi, impegnandoci piuttosto tutti insieme a non peggiorare ancora di più la realtà climatica che stiamo affrontando, ad avere consapevolezza piena delle sue conseguenze e una ben maggiore cura dei territori montani rispetto a quanto abbiamo saputo (e voluto) fare fino a oggi. Perché se le Alpi stanno inesorabilmente perdendo i loro ghiacciai e cambiando tristemente d’aspetto, noi che le viviamo e frequentiamo vediamo di non perdere la nostra umanità cambiando – in peggio – la sorte che ci aspetta.

Scritto il 5 agosto 20265 agosto 2026Categorie Montagne,OpinioniTag ablazione,Adamello,Adamello Ski,Alpi,Alpi italiane,alpinismo,alpinisti,ambientalisti,ambiente,anni Ottanta,Anni Settanta,apertura,appello,articoli,basta con lo sci estivo,basta teli geotessili,boom,Breuil-Cervinia,CAI,caldo,caldo estivo,caldo estremo,cambiamenti climatici,cambiamenti climatici nelle Alpi,cambiamento climatico,Capanna Presena,Carovana delle Alpi,casi,casistica,cause,Cervinia,Cervinia Zermatt,chiusura,chiusura impianti,Cima Presena,clima,climate change,climatologi,CNR,CNSAS,Colle del Teodulo,com'era,comprensori estivi,comprensorio,conseguenze del cambiamento climatico,conseguenze della crisi climatica,consorzio Pontedilegno-Tonale,crisi climatica,del Tonale,dibattito,dissesto,distruzione dei ghiacciai,divieto,Dolomiti,droni,ecologia,emergenza siccità,esatte,estate 2025,estate più calda,estinzione,Fabio sandrini,falsità,fine dello sci,fine dello sci estivo,Fondazione Cima,foto,frane,Fugatti,fusione,fusione dei ghiacciai,futuro,galleria,ghiacciai,ghiacciai allo stremo,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Ghiacciaio del Rodano,ghiacciaio del Teodulo,ghiaccio,giornalisti,Giovanni Baccolo,glaciologi,glaciologo,global warming,Grande Guerra,green washing,greenwashing,Il Post,immagini,impianti,inganno,inquinamento,interessi,inverno,ipocrisia,Italia,Klein Matterhorn,lettera,Lombardia,Luigi Casanova,Mandrone,Marmolada,Matterhorn Glacier Paradise,microplastiche,Milano-Bicocca,montagna,Montagne,monti,morti,Mountain Wilderness Italia,Natura,nevicate,Novecento,nuova funivia Cervinia,paesaggio,passo,Passo del Tonale,Passo dello Stelvio,Passo Stelvio,pericolo,Piccolo Cervino,piste,piste da sci,Plateau Rosa,polemiche,politica,politici,Ponte di Legno,postazioni,Presanella,Presena,protezione,record,record climatici,record delle temperature,resilienza,responsabilità,Rhonegletscher,riduzione,riscaldamento globale,rischi,salvaguardia,salvano il ghiacciaio,salvezza,sci,sci estivo,sci estivo sulle Alpi,scienza,scienze della terra,scienziati,scioglimento,Sentiero dei Fiori,siccità Piemonte,skilift,snow water equivalent,soccorsi,social,Sole,spessore,Stelvio impianti aperti,storie minerali,storieminerali.it,telecabina,teli geotessili,telo geotermici,temperature,temperature record,temperature sulle Alpi,Theodulgletscher,Theodulo,Tonale,tragedia,tragicommedia,trasformazione,Trentino,Trento,trincee,una volta,Val Camonica,Val di Sole,Valsassina,Valsassina News,Veneto,video,Zermatt,zero termico3 commenti su È giunto il momento di dichiarare finita l’era dello sci estivo sui ghiacciai

È giusto e utile denunciare di continuo le cose sbagliate che accadono sulle nostre montagne?

[Escavatori a oltre 3000 metri di quota sul ghiacciaio Pitztaler, in Austria, per la costruzione di piste da sci. Immagine tratta da  www.meteoweb.eu.]
Mi pongo spesso la domanda su quanto possa essere giusto, conveniente, utile e necessario, oppure no, pubblicare spesso articoli che riferiscono di progetti e opere chiaramente impattanti sui territori montani che ne vengono coinvolti. Ce ne sono parecchie, in giro per le nostre montagne, e dunque quegli articoli diventano frequenti, anche grazie alle numerose segnalazioni che amici, conoscenti e contatti mi inviano (per le quali li ringrazio molto): in essi tento di proporre delle informazioni e relative considerazioni che innanzi tutto aiutino chi legge a capire meglio ciò che sta accadendo e a ricavarne una propria idea. Ovviamente io la mia ce l’ho e la rendo il più possibile chiara ma qualsiasi dibattito tra visioni differenti, quando civile, fondato e ben articolato è sempre importante e utile.

Però, ribadisco, di cose apparentemente (o palesemente) brutte e insensate sulle nostre montagne ve ne sono parecchie: i miei articoli ne segnalano solo una parte ma, nonostante ciò, il timore di mettere in evidenza solo cose irritanti e desolanti riguardo le montagne è costante.

D’altro canto, quando si viene a sapere di quelle cose brutte, come si può restare in silenzio? O quanto meno non domandarsi cosa stia succedendo e se sia giusto, o sbagliato, rispetto al luogo coinvolto? Posto per giunta che siamo una società che tende spesso al disinteresse, al fare spallucce e a non voler essere coinvolta oppure al lamentarsi, anche legittimamente, senza tuttavia andare oltre e rendere concreta la propria critica, a farne un atto realmente civico e dunque politico, all’osservare certe cose evidentemente errate ma concludendo che «tanto non si può fare nulla».

Be’, cinquant’anni fa, durante gli “anni di piombo”, in un pezzo per il “Corriere della Sera” con il quale collaborava Italo Calvino scrisse alcune cose che mi sono appuntato e, a mio parere, valgono molto riguardo a quanto ho scritto lì sopra.

Lo Stato, oggi, consiste soprattutto nei cittadini democratici che non si arrendono

scrisse, rimarcando poi l’importanza di prendere posizione soprattutto quando le istituzioni appaiono più inefficienti perché

è in questi momenti che si decide la sorte delle nazioni e degli ordinamenti sociali.

Ecco, fatte le debite proporzioni, ma pure considerando la frequente inefficienza delle istituzioni nella gestione amministrativa e politica dei territori montani, queste parole di Calvino mi danno una potenziale buona risposta alla domanda posta prima. Di fronte a molte brutture imposte attraverso metodi sovente ambigui e discutibili ai territori montani e a iniziative che sotto ogni punto di vista appaiono nocive per essi e dannosi per le comunità che li abitano ma per le quali vengono spesi un sacco di soldi pubblici, il che rende il danno doppio se non triplo al pari della beffa, non ci si può mostrare arrendevoli, o già arresi senza nemmeno batter ciglio, e non si può non prendere una posizione consapevole, articolata e motivata non tanto con la pretesa di imporre la propria “verità” ma per chiedere fermamente che quelle opere e quei progetti siano messi pienamente in chiaro, discussi, dibattuti. In altre parole, per non lasciare che la sorte di quei territori, di chi li abita e li frequenta con passione autentica sia decisa da altri e altrove in base a interessi avulsi dal contesto locale quanto non antitetici, per di più arrendendosi a tale condizione per mera mancanza di senso civico, di relazione culturale con il territorio coinvolto o perché, appunto, si pensa che «tanto non si può fare nulla».

[Immagine tratta da www.gasparilavori.it.]
Molto spesso l’imposizione di progetti e opere fuori contesto, insensate e impattanti alle montagne rappresenta anche, se non soprattutto, proprio la manifestazione di un’inefficienza istituzionale che impedisce a chi la dimostra di comprendere la nocività di quei progetti oppure, viceversa, di imporli per fini contrapposti a quelli che promuovono il bene del territorio e della sua comunità. È un’inefficienza anche questa, in fondo, di decisori istituzionali che non sanno o non vogliono amministrare i propri territori in maniera efficiente. Come ci si può arrendere senza prendere posizione contro situazioni del genere?

[Sbancamenti sulle piste di Cortina, qualche mese fa.]
Io penso che non si può, e per me stesso credo che l’essere parte di una società civile (inevitabilmente: alla fine lo è anche l’eremita che vive isolato in un bosco ma con quel bosco e con il luogo d’intorno interagisce, dunque vi genera una presenza “politica”) debba comportare il dovere, che è parimenti un diritto, di «prendere posizione», esattamente come sosteneva Calvino, senza sentirsi in possesso di verità assolute ma facendolo in modo motivato, razionale e consapevole così da dare forza e valore alle proprie opinioni e alle azioni civiche che si vogliano mettere in atto. Il tutto, mi ripeto di nuovo, con l’obiettivo di generare quella cognizione diffusa del luogo chi si abita e si frequenta che sta alla base della più compiuta relazione culturale con esso e con il suo paesaggio il quale è la somma degli elementi geografici e della presenza umana mediata dalla relativa cognizione culturale. Cioè, per farla breve: il paesaggio siamo noi e noi siamo il paesaggio, dunque se in esso accade qualcosa che non va bene e che appare chiaramente dannoso è come se tale danno lo subissimo noi che lo viviamo. Si può restare passivi, arrendevoli, disinteressati e/o inermi di fronte a questa realtà?

No, non si può. E questo è quanto io ritengo massimamente importante, al riguardo.

Scritto il 20 dicembre 202519 dicembre 2025Categorie Dixit,Magazzino,Montagne,Opinioni,Utensili culturaliTag Alpi,ambientalismo,ambiente,annullamento,annullata,Aosta,Assalto alle Alpi,attivismo politico,atto politico,avvocati,azione dal basso,Calvino citazioni,cambiamenti climatici,cancellazione,Cervinia,Cervinia Ski Paradise,Cime Bianche,cittadinanza attiva,clima,commissione,commissione cantonale,condizioni,consapevolezza civica,Consorzio,coppa del mondo,costruzione ciclovie,costruzione piste da sci,difesa delle montagne,disastro,discesa libera,distruzione,donne,ecologia,ecosostenibilità,FIS,FISI,Franz Julen,freddo,fusione dei ghiacciai,gara,ghiacciai delle Alpi,ghiacciaio,Giovanni Baccolo,glaciologia,glaciologo,Gobba di Rollin,Gran Becca,green,green washing,illegali,illegalità,impatto ambientale,inquinamento,interessi,Italia,Italo Calvino,lavori,Le Temps,Matterhorn Cervino speed opening,menefreghismo,montagna,Montagne,montagne e overtourism,Monte Rosa,neve,neve naturale,nevicate,novembre 2023,overtourism,paesaggio,partecipazione democratica,Paul Scherrer Institut,pista,politica incompetente,politica locale,proteste,regione autonoma,ricorso,riscaldamento globale,RSI,RSI.info,ruspe sui ghiacciai,salvaguardia,scienza,senso civico,soldi,sospensione,sostenibile,sostenibilità,Speed opening 2023,stop,storie minerali,Svizzera,temperature,Teodulo,Theodule,Theodulgletscher,tornaconti,transfrontaliera,turismo,turismo invasivo,uomini,Valais,Valle d'Aosta,Vallese,Ventina,vergogna,Wallis,Zermatt1 commento su È giusto e utile denunciare di continuo le cose sbagliate che accadono sulle nostre montagne?

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