Ancora 20 giorni per partecipare al Concorso Letterario “Racconti dal Lago”!

“Io mi rammento ancora della prima gita che feci al Lago di Como… A poco a poco comincia a sorgere in voi quasi un’esuberanza di vita, quasi un’esultanza di sensazioni e di sentimenti, a misura che lo svariato panorama si va svolgendo ai vostri occhi.”
(Giovanni Verga, I dintorni di Milano, in Milano 1881, Ottino, Milano, 1881.)

Avete ancora 20 giorni per partecipare alla 2a edizione del Concorso Letterario “Racconti dal Lago”: l’ultimo giorno utile per l’invio dei testi sarà il 31 marzo prossimo. Tre settimane scarse per mettere su carta, da par vostro, quella “esultanza di sensazioni e sentimenti” che chiunque, al pari di Verga, prova al cospetto del Lario, affinché l’”esuberanza di vita” diventi uno stimolo letterario che ogni appassionato di scrittura non potrà certo sopprimere!

Cliccate sulla locandina del bando lì sopra per scaricarlo in formato pdf, oppure visitate qui l’evento su facebook.
20 giorni! Non perdete questa mirabile occasione!

Annunci

Sulla scrittura di racconti “dal” lago (e sul concorso con cui li potrete pubblicare!)

Non ho mai saputo amare veramente questo lago, forse addirittura troppo bello e scintillante, e che troppo volentieri si prodiga per esibire la propria ricchezza, mancandogli invece la cosa più bella che un lago possa avere: una sponda dolce e ampia. I monti si ergono con aria inquietante e scendono giù spietatamente, in alto selvaggi e brulli, in basso sovraccarichi di paesi, giardini, residenze estive e locande: tutto qui è rigoglioso, è una realtà di vivido splendore, è tutto uno squillare e scintillare di magnificenza e opulenza; non è rimasto un solo angolo per il sogno e l’immaginazione, non una palude coperta di canne o un pascolo addormentato, non un umido prato rivierasco o una seducente macchia di vegetazione selvaggia.
Tuttavia anche questa volta l’intensa bellezza esercitò la sua potente attrazione su di me con il romanticismo rupestre di borghi erti, la fierezza rigorosa delle ville aristocratiche con giardini, parchi e porticcioli, l’amena coesistenza di terreni e costruzioni.

(Hermann Hesse, Vedere l’Italia, Guanda, Parma, 1995.)

racconti-dal-lago-bando-2017Credo che l’attrazione che il Lago di Como genera nei confronti di chiunque vi si trovi al suo cospetto e, ancor più, chi risieda sulle sue rive o in prossimità di esse, sia immutata e possente proprio come quando ne scrisse Hesse, com’era nei secoli precedenti e come sarà in futuro. Un’attrazione che fa fremere l’animo, suscita emozioni, eccita i sensi, dona alla mente infinite percezioni che ne sollecitano l’espressività – quella artistica in primis, prima manifestazione della bellezza del mondo d’intorno e delle emozioni che ci dona. Anche per questo è nato il concorso letterario Racconti dal Lago e, proprio per quanto appena denotato sulla scia delle parole di Hesse, chiunque abiti nelle provincie di Como e Lecco e ami scrivere, non può non parteciparvi. Ecco.

Cliccate sulla locandina per avere ogni informazione utile al riguardo. Avete tempo fino al 31 marzo prossimo per inviare i vostri racconti!

Il Concorso Letterario “Racconti dal Lago”, seconda edizione!

racconti-dal-lago-bando-2017

Dici “Lago di Como”, pensi ai libri e quasi certamente ti viene in mente Manzoni coi suoi Promessi Sposi… Fu proprio il romanzo manzoniano – non da primo, sia chiaro, ma da più celebrato – a inaugurare in età romantica e anche in seguito la fioritura di una vasta letteratura “lacustre”, nella quale la descrizione del lago si legava all’invenzione narrativa. Si trattava soprattutto di romanzi e racconti, ambientati non soltanto sulle rive del Lago di Como (altrimenti denominato Lario), ma anche su quelle di altri laghi lombardi: da Cesare Cantù, con la novella in versi Algiso e il romanzo storico Margherita Pusterla a Tommaso Grossi, anche lui con una novella in versi, Ulrico e Lida e il romanzo Marco Visconti, a Giulio Carcano, con la sua patetica Angiola Maria. Ma la letteratura “lacustre” si manifestò in quegli anni dell’Ottocento in varie forme: del diario di viaggio, delle memorie, della descrizione “turistica”; nelle quali è spesso difficile distinguere l’elemento soggettivo dell’invenzione letteraria da quello oggettivo della descrizione topografica (ad esempio in Como e il suo lago – Illustrazione storica, geografica e poetica del Lario e circostanti paesi, di A. Gentile e P. Turati, 1858), e anche l’iconografia del tempo non fu da meno, con numerose belle “vedute” lacustri del Lario (e, in misura minore, del lago Maggiore).

In quegli anni, insomma, le potenzialità ispiratrici in senso letterario del Lago di Como si fanno sempre più evidenti e proficue arrivando – attraverso altri nomi celeberrimi: Rilke, Fogazzaro, Hesse, Henry James, Maurice Barrès… nomi a caso tra i tanti citabili – fino ai nostri giorni, nei quali la letteratura “lariana” ha in Andrea Vitali il rappresentate più rinomato.

Detto ciò – come fosse nulla! – perché non continuare a generare suggestioni letterarie in forma scritta, nel prestigioso solco lariano la cui traccia lacustre i nomi sopra citati sono tra i principali creatori? Perché non lasciarsi di nuovo ispirare dal Lago di Como e scrivere qualcosa di letterario?

Scaricate il bando della 2a edizione del Concorso Letterario “Racconti dal Lago” cliccando sull’immagine dello stesso, oppure cliccate qui per saperne di più: è la migliore occasione a disposizione per continuare, da parte vostra, la grande e prestigiosa tradizione letteraria lariana! Avete tempo fino al 31 marzo prossimo per inviare i vostri testi… e che il Lago vi sia nuovamente di proficua ispirazione!

Il volume edito nel maggio 2016 da Historica Edizioni che ha raccolto i testi dei vincitori della 1a edizione del Concorso Letterario, presentato in occasione di “Piccoli Editori in Fiera”, la rassegna di Bellano dedicata all’editoria indipendente. Cliccateci sopra per saperne di più.
Il volume edito nel maggio 2016 da Historica Edizioni che ha raccolto i testi dei vincitori della 1a edizione del Concorso Letterario, presentato in occasione di “Piccoli Editori in Fiera”, la rassegna di Bellano dedicata all’editoria indipendente. Cliccateci sopra per saperne di più.

La 2a edizione del Concorso Letterario “Racconti dal Lago”!

racconti-dal-lago-bando-2017Historica Edizioni in collaborazione con Cultora, il portale italiano di informazione culturale, indice la seconda edizione del Concorso Letterario RACCONTI DAL LAGO.

A seguito del notevole successo della prima edizione, il concorso ritorna ad esplorare il talento letterario e portare alla luce gli autori che risiedono nel territorio affacciato sulle rive del Lago di Como, la cui grande bellezza genera da sempre, oggi come in passato, un grande influsso culturale, artistico ed espressivo, offrendo la possibilità ai partecipanti di far parte d’una pubblicazione prestigiosa curata da un’altrettanto prestigiosa casa editrice, tra le più brillanti e in crescita dell’intero panorama nazionale. Dunque non un classico concorso con classifica e premi finali ma la concreta possibilità di una preziosa e fruttuosa visibilità editoriale.
Anche per questa seconda edizione i racconti che verranno selezionati formeranno infatti una raccolta pubblicata da Historica e presentata in prima assoluta con la presenza degli autori vincenti in occasione di “Piccoli Editori in Fiera”, la fiera del libro di Bellano che si terrà nel mese di  maggio 2017, oltre che nell’ambito degli altri eventi letterari nazionali ai quali la casa editrice parteciperà ovvero in occasioni specifiche sul territorio locale.

IL BANDO

UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si accettano racconti a tema libero che non superino le 8 cartelle dattiloscritte (1 cart. = 30 righe di 60 battute). Ogni autore può inviare al massimo un racconto.
TESTI – I testi devono essere in lingua italiana e inediti. Possono partecipare autori italiani e stranieri. Possono partecipare testi già premiati in altri concorsi.
COME INVIARE I RACCONTI – I concorrenti devono inviare il racconto in formato word, con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e con oggetto “Racconti dal lago”, al seguente indirizzo mail: scrivendovolo@gmail.com
CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE – La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le persone residenti o domiciliate nelle province di Como e Lecco.
TERMINI DI INVIO – Inviare gli elaborati via mail entro e non oltre il 31 marzo 2017.
DESIGNAZIONE DEI VINCITORI – Agli autori selezionati verrà inviata una mail con il responso.
PREMI – I racconti vincitori verranno pubblicati da Historica edizioni in un libro che sarà presentato in un evento di premiazione in una data da definire. Il libro sarà successivamente ordinabile online e in libreria e disponibile alle principali fiere del libro a cui partecipa la casa editrice.
DIRITTI D’AUTORE – I diritti dei racconti rimangono di proprietà dei singoli Autori.
INFORMAZIONI – Per qualsiasi altra informazioni sul concorso scrivere a: scrivendovolo@gmail.com, oppure visitare www.historicaedizioni.com o www.cultora.it

P.S.#1: potete scaricare il bando del concorso anche in formato pdf cliccando sull’immagine della locandina, oppure potete consultare la pagina facebook dedicata.

P.S.#2: questo di seguito è il volume pubblicato da Historica a seguito della prima edizione del concorso, del quale raccoglie i racconti vincenti. Cliccateci sopra per saperne di più!

doppia-cop-ombra-racconti-lago

Excelsior!

cop_libro_CAI-1Questo che state per leggere è un brano tratto da “Sö e só dal Pass del Fó. In cammino da 75 anni sui sentieri del Resegone e della storia di Calolziocorte”, il volume che ho redatto e curato con il quale il Club Alpino Italiano di Calolziocorte – cittadina alle porte di Lecco – ha festeggiato i 75 anni dalla propria fondazione. nello specifico, è l’introduzione all’ultimo capitolo, quello che disquisisce degli itinerari che raggiungono la vetta massima del Resegone, una delle montagne più celebri delle Alpi – sì, quello citato dal Manzoni ne “I Promessi Sposi”! “Sö e só dal Pass del Fó” è edito dalla stessa sezione CAI di Calolziocorte, ed è in vendita al pubblico al costo di € 20,00. Per acquistarlo potete rivolgervi alla sezione, visitando il sito web per avere i contatti o la relativa pagina facebook, oppure direttamente a me, nei modi usuali. Oppure ancora, se siete soci CAI, potete richiederlo alla Vostra sezione di appartenenza.

0-COPERTINA_1-1Excelsior!

Bada agl’aridi pini, alla foresta | Già dirotta dal turbine, ti sia | Custode il ciel dalla valanga.” È questa | La buona notte che il villan gli invia. | Lontano in sulla cima | Una parola intìma: | Excelsior!

E’ parte del testo d’un componimento di Henry Wadsworth Longfellow [1], poeta americano dell’Ottocento tra i primi a dedicare i propri versi al paesaggio della sua terra con occhio quasi “ecologista” e spirito ispirato da quel Romanticismo che nel frattempo, qui in Europa, contribuiva a stimolare i primi alpinisti alla conquista delle vette alpine. E’ da lì che viene il motto del Club Alpino Italiano, quel “Excelsior!”, appunto, che letteralmente significa “più in alto!” e che rappresenta efficacemente l’anelito materiale e spirituale dell’uomo a salire fin dove la Terra, con le cime delle montagne, si avvicina maggiormente al cielo, ovvero verso dove la dimensione quotidiana e terrena può entrare in contatto con quella metafisica – qualsiasi cosa ciò possa significare. Una sfida di ardimento, di coraggio, di tecnica, di cuore, mente, polmoni, per affermare fondamentalmente la forza della propria vita, in primis a sé stessi: in su e in sé, per citare il titolo di un libro dedicato al rapporto tra alpinismo e psicologia di qualche tempo fa [2].

Ora, senza esagerare in sofismi cattedratici che apparirebbero probabilmente fuori luogo, è innegabile che per ogni appassionato di montagna la vetta rappresenta qualcosa di simbolicamente potente: il punto massimo raggiungibile, un apice assoluto sul quale si è al di sopra di ogni altra cosa nelle vicinanze, oltre che, ovviamente, pure un risultato “sportivo” – più o meno alpinistico che sia – del quale si può essere giustificatamente orgogliosi. Certo, i movimenti alpinistici alternativi di fine anni ’60, nati parallelamente ai fremiti studenteschi di protesta di quel tempo, cercarono di sancire la fine della cultura della vetta a tutti i costi considerando tale “sovversione” un anelito di libertà [3]; tuttavia, prima o poi quell’impulso a salire verso l’alto tipico di ogni appassionato di montagna non potrà non contemplare la vetta come coronamento della propria ascesa – tecnica e non solo, appunto – dacché solo in vetta, alla quota massima di un monte, l’ascensione si può dire veramente completata. Ma, lo si ribadisce, non si vuole qui esagerare con concetti e visioni troppo elucubrate: il Resegone non è certo montagna assimilabile a chissà quale gigante alpino dal prestigio alpinistico ben maggiore, e la sua quota a ben vedere modesta non è che possa ispirare chissà quale elevazione metafisica a toccare sfere celesti altrimenti irraggiungibili! Però, è comunque una montagna dal grande fascino, senza dubbio: la sua vicinanza alla pianura milanese e ai laghi, la sua morfologia, la spettacolarità dei suoi versanti, l’offerta di itinerari escursionistici e alpinistici per tutti i gusti, la rendono meta comunque apprezzata e ambita da molti, e crediamo sarebbe stato così anche senza il dono della notorietà letteraria conferitogli dal Manzoni. Poi, appunto, non è che ci si possa vantare della vetta del Resegone come del Monte Bianco o di chissà quale altra prestigiosa cima – anche se, come vedremo, per raggiungere la vetta non mancano certo sentieri di cui poter andare fieri: tuttavia, lo ribadiamo, ogni montagna con la propria sommità è un vertice assoluto, un punto supremo oltre cui vi è solo il cielo, che sia alta meno di duemila metri o più di ottomila, e per questo ciascun monte è certamente buon compimento di quell’anelito al salire verso l’alto che lo stesso CAI, sull’onda dei versi di Longfellow, ha reso proprio motto: excelsior!

[1] Henry Wadsworth Longfellow, poeta, traduttore ed educatore statunitense (1807-1882). Scrisse  diverse raccolte di poesia ispirate dal Romanticismo europeo, tra le quali “Voci nella notte” e “Ballate ed altre poesie”: è appunto in quest’ultima raccolta che è contenuta la poesia “Excelsior!”, nella quale il termine è ripetuto come un leitmotiv.

[2] Giuseppe Saglio, Cinzia Zola, “In su e in sé. Alpinismo e psicologia”, Priuli e Verlucca Editori, 2007.

[3] Ovviamente il pensiero va soprattutto al “Nuovo Mattino”, movimento nato agli inizi degli anni ’70 e ispirato da uno scritto di Gian Pietro Motti, che ne fu tra i principali “ideologi”, per il quale la “libertà” dal concetto della vetta a tutti i costi era soprattutto legato alla scoperta di nuovi luoghi sui quali arrampicare e superare i limiti di difficoltà a quel tempo raggiunti: l’arrampicata sulle falesie di fondovalle nacque così, ad esempio, la quale a sua volta fu la culla del contemporaneo free climbing.