Dire cose ai microfoni

Sapete quando vi capita sotto mano una cosa che avete scritto qualche anno fa, la rileggete e vi pare che l’abbiate scritta oggi, ovvero sembra adattissima a qualcosa che oggi sta accadendo e si sta palesando? Ecco. Ma sappiate che, salvo rari casi, non siete tanto bravi voi – io no, almeno – quanto è nella realtà che c’è qualcosa che s’è inceppato o che va storto.
Ad esempio, l’articolo qui sotto lo scrissi più di quattro anni fa e, riguardo il tanto (troppo) blaterare che molti praticano da quando è iniziata l’emergenza coronavirus (clic), mi pare del tutto consono. Già.

microphonesNo, be’, vorrei veramente capire.
Un po’ come la questione su che sia nata prima la gallina o l’uovo, sapete…
Ecco, vorrei capire se certi intellettuali (o pseudo-tali), titolati e/o sedicenti esperti, apprezzati opinionisti, personaggi consumati, uomini di mondo – per non parlare dei politici, certo – proferiscono sovente palesi e sconcertanti scempiaggini perché si ritrovano davanti il microfono di un canale TV o il registratore di un giornalista di qualche “rinomato” quotidiano che la richiedono e non sapendo che dire dicono la prima cosa che passa loro per la mente senza prima farla passare da un qualche sistema di controllo cerebrale (anche per non deludere il relativo interlocutore mediatico, che se non gli si dice qualcosa di “forte” potrebbe rimanere scontento, e con lui i suoi editori), oppure se siffatti tizi proferiscono certe scempiaggini perché proprio le pensano, elaborano, meditano e ne sono così convinti e fieri da non perdere occasione di renderle pubbliche ogni qualvolta si ritrovino davanti il microfono di un canale TV o il registratore di un giornalista di qualche “rinomato” quotidiano i quali ne divengono gli amplificatori, certi che i telespettatori, ascoltatori, lettori non ne saranno delusi.
Senza contare la visibilità mediatica che da entrambe le circostanze deriva, solitamente assai ambita dall’ego (quasi mai ipotrofico) delle suddette figure col microfono davanti.

Ecco, visto la notevole frequenza con cui tali casi si manifestano, siano l’uno o l’altra cosa, mi piacerebbe proprio capirlo.

Dire cose affidabilisssssime

[Foto di Immanuel Giel – Own work, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10773174%5D
Ormai, certe asserzioni proferite da alcune persone (il cui numero noto in aumento, purtroppo), frasi del tipo «Te lo prometto!», «Fidati!», «Contaci pure!» e affini, hanno lo stesso valore e la stessa affidabilità di cose del genere «Ho avvistato il mostro di Loch Ness!», «Un astronave aliena è atterrata nel parcheggio dell’Ikea!» oppure «I politici italiani sono veramente onesti e capaci.»

Ci rido sopra, sì, ma in realtà non c’è affatto da ridere. Anzi.