Aumentare le tasse!

Da decenni, in Italia, si presentano alle elezioni politici che vogliono governare il paese la cui prima promessa, invariabilmente, immancabilmente, ineluttabilmente, è: «Abbassiamo le tasse!» E da decenni le tasse non si abbassano nel mentre che l’amministrazione del paese – in tema di infrastrutture, servizi pubblici, stato sociale, eccetera – va sempre più a scatafascio. Eppure il disco è sempre quello ed è sempre rotto: «Abbasseremo le tasse!», «Giù le tasse!», «Meno tasse per tutti!», e così via.

Ora, al di là delle mere e vuote promesse elettorali che, in Italia, sono polvere al vento per principio assodato, è altrettanto evidente che nessuno dei politici che si è presentato alle elezioni negli ultimi decenni abbia mai avuto il coraggio di dire che le tasse, in Italia, non si possono abbassare perché il paese ha le pezze al sedere già ora, figuriamoci diminuendo ancor più il gettito fiscale e per di più senza un reale contrasto all’evasione fiscale – altra cosa mai messa veramente in pratica da nessun governo recente.

E se piuttosto la questione fosse da ribaltare? Se il mantra “Abbassiamo le tasse!” fosse non solo vuoto di senso e sostanza ma pure concretamente favolistico e fondamentalmente sbagliato? Se il politico che si volesse presentare alle elezioni e veramente cambiare e migliorare il paese dovrebbe dire: «No, le tasse le alziamo un po’, ma con quel po’ in più di gettito fiscale incassato miglioriamo lo stato sociale, i servizi pubblici alla persona, facciamo investimenti in ogni settore, rinnoviamo le infrastrutture, riportiamo il paese allo stesso livello degli altri stati del mondo più avanzato?» Non sarebbe, un tale politico, molto più schietto, onesto, concreto, realistico, utile al paese e molto meno ipocrita, impostore, fanfarone e pericoloso per il paese stesso? Sicuri che la società in quel modo ne avrebbe a soffrire di più rispetto alla condizione attuale di promesse mai mantenute e decadimento statale generale?

Guardate la tabella lì sopra: l’Italia non è il paese dove a livello europeo si pagano più tasse, in Francia, Danimarca, Finlandia, Belgio e Svezia se ne pagano di più, e con l’Austria è alla pari – peraltro l’Italia è solo un punto sopra la media dell’area Euro e due sopra quelle della UE. Ma volete mettere i servizi che offre ai suoi cittadini la Svezia o la Danimarca (paesi che peraltro conosco piuttosto bene) oppure l’Austria (ci sono stato di recente), per non citare gli altri? Non credete: anche gli svedesi si lamentano di continuo di pagare troppe tasse, ma provate a valutare lo stato sociale che hanno a disposizione, o le infrastrutture, o gli investimenti nella scuola, nell’industria o nella ricerca scientifica attuati dal loro paese!

E dunque, la questione in realtà è: pagare meno tasse in un paese allo sfacelo e coi servizi sempre più degradati, o pagarne un po’ di più in un paese che faciliti la vita e il lavoro dei suoi cittadini piuttosto che rappresentarne in vari modi un ostacolo?

Ecco.

Secondo voi, che percentuale di voti prenderebbe, alle elezioni politiche, colui che si presentasse affermando di aumentare le tasse per migliorare il paese rispetto ai soliti altri che si presentano affermando per l’ennesima volta, appena hanno un microfono davanti, «abbasseremo le tasse»?

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REMINDER! 12-13/08, “Sentieri d’Autore ai piedi del Cervino”!

Cliccate sull’immagine per saperne di più (oppure qui per scaricare la locandina in formato grande) e, se siete in zona per residenza, lavoro o diletto, partecipate, dacché gli eventi di ALPES sono tra più affascinanti e intriganti che si possano trovare in giro per le Alpi italiane, per i nomi che ne sono protagonisti, per la qualità dei temi affrontati e per il modo assolutamente originale e innovativo col quale vengono affrontati. Garantito! – da me che li conosco benissimo in primis.

Sentieri d’Autore 2019, a Breuil-Cervinia e Valtournenche

La località di Breuil-Cervinia, in Valle d’Aosta, è senza dubbio molto fortunata. Non solo la sua conca a 2000 m di quota è tra le più belle delle Alpi, non solo è sovrastata dalla montagna alpina più spettacolare e iconica, il Cervino, non solo è una delle più rinomate mete montane europee… ma gode pure della fortuna di ospitare una rassegna culturale tra le più interessanti e intriganti tra quelle che trattano di montagne in montagna: Sentieri d’Autore, che porta la prestigiosa firma di ALPES quale garanzia di massima qualità, e che vedono il supporto dell’amministrazione di Valtournenche e del Consorzio Turistico Breuil-Cervinia.

L’edizione 2019 di Sentieri d’Autore, i cui eventi si terranno nelle date del 28 luglio e del 12-13 agosto, ha come titolo Mondi Sommersi ed è dedicata ai luoghi e ai modi dell’abitare la montagna (e non solo), secondo diverse percezioni ed approcci: dall’architettura moderna a quella tradizionale ed alle forme di resilienza moderna; avranno sedi diverse tra l’abitato di Breuil-Cervinia e la località di Valtournenche, nell’intento di far emergere appunto i diversi mondi sommersi e le diverse storie ed emozioni di chi li abita.

In questa edizione viene rinnovato il particolare focus sul patrimonio di architettura moderna della località di Cervinia, con la presentazione del libro Carlo Mollino. Architetto scritto da Luciano Bolzoni, pubblicato da Silvana Editoriale (2019) e sostenuto dall’Amministrazione di Valtournenche, la proposta dei trekking architettonici e la riedizione e ristampa della mappa guidata Paesaggi e architettura al cospetto del Cervino, che permetterà a tutti i frequentatori di completare il percorso anche in autonomia.
I percorsi interesseranno sia le architetture moderne sia quelle tradizionali, proponendo una doppia lettura di due modi e mondi differenti dell’abitare, quello moderno e quello tradizionale, tra il Breuil e la frazione di Cretaz.
Questa edizione vede, inoltre, l’introduzione della fotografia come traccia di un nuovo ed ulteriore percorso di lettura: sarà possibile dar spazio attraverso le immagini alle emozioni che legano i partecipanti ai luoghi o agli edifici oggetto degli scatti.

A questo scopo, ALPES ha chiesto a Luca Centola, affermato e premiato fotografo ed interprete e degli spazi e delle tracce umane che vi si trovano, di partecipare alle giornate di agosto e guidare un laboratorio a cielo aperto, a fianco dell’architetto Enrico Scaramellini – tra i più apprezzati esponenti del panorama architettonico alpino – che guiderà il percorso attraverso le architetture moderne e del giornalista ed autore Roberto Mantovani, che guiderà invece il percorso attraverso l’abitare tradizionale.
Durante le giornate di agosto sarà accessibile e visitabile anche una mostra personale di Centola dal titolo Appunti post apocalittici, esposta presso la biblioteca di Valtournenche.
Per gli architetti (anche fuori provincia) l’Ordine Architetti PPC della Valle d’Aosta riconosce, a seguito della partecipazione completa agli eventi, l’acquisizione di 2 CFP ciascuno (per un totale di 10 CFP), previa iscrizione alla pagina dedicata:
https://morningsun.sgiservizi.cloud/ElencoEventiOnline.asp?ordine=AO

Il dettaglio del programma degli eventi lo trovate sulle locandine qui pubblicate: cliccateci sopra per averne un formato più grande e stampabile. Gli eventi richiedono la prenotazione obbligatoria per tutti, sul sito www.alpesorg.com.
Per ulteriori info: prenotazioni@alpesorg.com | +39 333 772 1764.

Insomma: ai piedi del “più nobile scoglio d’Europa” anche la cultura della montagna verrà ben nobilitata, grazie ad ALPES e a Sentieri d’Autore: fortunato sarà chi vi parteciperà e potrà godere di così tanta affascinante bellezza – culturale, e non solo!

Autori (e consigli di lettura) in prestito

«In un libro di Giorgio Agamben che si intitola “Il fuoco e il racconto” si legge che l’arte non rende visibile l’invisibile, rende visibile il visibile. In quello stesso libro Agamben consiglia ai librai e a quelli che si occupano di libri di smetterla di “guardare alle infami, sì, infami classifiche dei libri più venduti e – si presume – più letti, e di provare a costruire invece nella mente una classifica dei libri che esigono di essere letti”. In questa edizione del 2019 di Autori in prestito noi chiediamo ai nostri ospiti (scrittori, pittori, musicisti, registi) di raccontarci la loro lista di libri che esigono di essere letti (o film, o quadri, o disegni che esigono di essere guardati, o musiche, o suoni, o silenzi che esigono di essere ascoltati), che sono poi i libri, i film, i quadri e le musiche che, quando li hanno incontrati, hanno determinato il fatto che adesso loro fanno il mestiere che fanno».

(Dalla presentazione dell’edizione 2019 di Autori in prestito, rassegna curata dallo scrittore Paolo Nori, che prevede all’interno di una biblioteca – o di altri luoghi di valenza culturale – della provincia di Reggio Emilia la presenza di autori (scrittori, attori, musicisti, artisti visivi) che dispensano consigli di lettura, visione e ascolto sulla base di una propria esperienza e background personali. Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web della rassegna e conoscere i dettagli dell’imminente nuova edizione.)

Il Salone del Libro, i fascisti e il vero nocciolo della questione

Che ne pensate, colleghi scrittori/autori, di questa vicenda che sta “scuotendo” (se vogliamo metterla così) il Salone del Libro di Torino, prossimo all’apertura della sua 32a edizione?

A prescindere da tutto, a me la vicenda non piace affatto perché sovraccarica l’evento di un fardello politico-ideologico che posso anche capire e condividere ma che trovo non debba mai – e ripeto: mai – zavorrare l’ambito culturale in ogni sua manifestazione. Purtroppo l’Italia è invece un paese che vive di bieche e stupide strumentalizzazioni, spesso funzionali a nascondere nel gran polverone sollevato quei tantissimi cronici problemi che, lo sappiamo bene, affliggono tremendamente anche la produzione culturale, con danni agghiaccianti sulla società civile e sull’opinione pubblica.

Per il resto – parlando pure da autore che ha pubblicato e pubblicherà ancora a breve per Historica, la casa editrice di Francesco Giubilei col quale mai ho avuto problemi, anche in presenza di opinione divergenti – credo che non si possa vietare la presenza a nessuno che non abbia specifiche pendenze giuridiche e penali, anche quando sia palese un legame con entità che invece tali pendenze le abbiano. Altrimenti si darebbe valore a un principio arbitrario che finirebbe per causare danni tremendi alla libera circolazione delle idee: che è e deve sempre restare libera, appunto. E che, di conseguenza, deve liberamente poter agire contro chiunque e qualsiasi cosa operi per limitarne la libertà. Ma non certo preventivamente: semmai sulla base dei fatti diretti concreti e provati, palesati in sede pubblica e qui, se è il caso, messi alla gogna. In tal senso, dunque, la partecipazione di entità editoriali “ambigue” ad un evento come il Salone del Libro può pure diventare (dovrebbe, mi viene da dire) motivo di ancor maggiore analisi critica, pure di matrice duramente oppositiva, delle loro produzioni.

La posizione assunta dal direttore del Salone, Nicola Lagioia, mi pare dunque ottima e totalmente condivisibile. Giustamente Lagioia ha scritto: «Il Salone si basa sulla condivisione. È il motivo per il quale, ora, farei parlare il Salone e basta. Ed è il motivo per il quale, da ora in avanti, sarà il Salone a parlare per noi – i suoi incontri, i suoi dibattiti, le sue presentazioni, la sua comunità.» Nulla da eccepire, appunto.

C’è poi un problema a mio modo di vedere ben maggiore, ahinoi, al di sopra di tutto ciò: ovvero la minima, se non nulla, capacità dell’opinione pubblica italiana di contrastare, culturalmente, politicamente e giuridicamente, gli estremismi ideologici e politici che in essa si sviluppano, troppo spesso sottovalutati e pure troppe volte giustificati, sostenuti, approvati per mera ignoranza nonché mancanza di memoria (la storia nazionale agli italiani proprio non insegna nulla, purtroppo) e senso civico. I quali estremismi, per essere chiari, vanno sempre perseguiti fino a ottenere la loro eliminazione giuridica e materiale. Non si possono censurare dei libri ritenuti (anche giustamente) “pericolosi” se prima non si è capaci di contrastare la causa di tale pericolo: sarebbe come pretendere di spegnere l’incendio di un bosco con il piromane che davanti a tutti continua liberamente ad accendere le micce. Altrimenti vivremo continuamente tra le fiamme e inesorabilmente finiremo per ustionarci gravemente, prima o poi – e non certo per colpa dei libri.