L’editoria dell’egolatria

Devo confessare che queste diatribe fra scrittori coetanei, soprattutto coloro che sono così ben esposti sui media, mi lasciano ogni volta turbato, profondamente turbato. Anche persone che se incontri da sole si manifestano come intelligenti e modeste, due valori per me assolutamente essenziali, iniziano ad inalberarsi tanto che alla fine non conta più la ragione, il merito, conta lo scontro fra ego giganteggianti. E poi quel giochino idiota che ogni volta si manifesta: la delegittimazione dell’altro/altri che non ti capiscono – ossia non ti osannano come tu pretendi che accada – e quindi non capiscono nulla. Lunga è la strada per arrivare a Timbuctù, remota.

(Tiziano Fratus, sul proprio profilo facebook.)

Fratus dice e garantisce da par suo, con il prestigio che gli compete (a lui sì, certamente), quanto pure io vado sostenendo già da anni, che è poi il motivo sostanziale per il quale:

  1. non partecipo quasi mai a kermesse letterarie (e con “kermesse” intendo quegli eventi-passerella fatti di tanta immagine (sociale) e poca o nulla sostanza (letteraria);
  2. se vi partecipo, chiacchiero amabilmente di tutto meno (se non “incidentalmente”) che di scrittori, di editori e di certi libri;
  3. dico sempre che io non sono uno “scrittore”, sono uno che scrive libri;
  4. rido, come riderei dei passeggeri su una nave in galleggiamento precario che, piuttosto di dare una mano per evitare l’affondamento definitivo, si mettano a litigare su chi abbia più diritto a salire per primi sulle scialuppe di salvataggio.

Ecco.

P.S.: che poi è risaputo che le arti espressive siano una delle migliori “pompe” per il gonfiaggio dell’ego di chi le praticanessuno escluso. Ma in effetti pare che in troppi – nel campo letterario soprattutto – abbiano tolto il manometro della pressione, o evitino accuratamente di controllarlo.

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Un circolo vizioso

A proposito di effetto Dunning-Kruger… Ci sono in giro degli individui talmente sprezzanti e supponenti che appena provi a denotargli – con tutta la finezza possibile – che questo loro comportamento, in base alle più elementari norme di educazione, socialità e buon vivere, risulta quanto meno discutibile, subito con tono sprezzante ti danno del supponente.

Meno male che poi alcuni di essi sono tanto “magnanimi” da pretendere di spiegarti dove tu stai sbagliando e come invece dovresti imitare e ispirarti a loro…

Già.