L’ignoranza è vanesia

(Photo credit: https://pixabay.com/it/users/ben_kerckx-69781/)
È sempre parecchio interessante e al contempo significativo (e pure un po’ inquietante, a dire il vero) constatare come le persone veramente intelligenti e colte non danno mai a vedere di esserlo se non per qualche buon (e utile) motivo, le persone incolte e ignoranti fanno di tutto per dimostrare quanto lo siano anche quando non ne avrebbero motivo.

Leccarsi le dita per sfogliare le pagine (repetita iuvant!)

Comunque, vista la situazione niente affatto in miglioramento, ci tengo a ribadire con forza (è un post di qualche mese fa, questo) quanto di seguito:
E allora quelli che per sfogliare qualsiasi cosa cartacea che abbiano tra le mani continuano compulsivamente a leccarsi le dita per inumidirle di saliva, così inumidendo disgustosamente pure ciò che hanno in mano? Oltre che palesarsi come dei gran cafoni, non rappresentano pure un pericolo (sanitario) sociale? Che ne sappiamo di quali malattie potrebbero covare nel loro organismo – cafonaggine in primis, che magari è pure contagiosa come sovente pare?
Roba da rinchiuderli almeno per qualche mese in un reparto per malattie infettive ma di un carcere, non d’un semplice ospedale, e sottoporli a una consona rieducazione. Oppure sperare che abbiano ragione quelli di Lercio, così.

(Nell’immagine: un poster diffuso dal Dipartimento per la Salute Pubblica della Nuova Zelanda, anno 1950 circa.)

Record?!

(Immagine tratta dal web.)

Sera, verso il tramonto, torno a casa, strada di montagna tutta a curve. Vedo che l’auto davanti a me, rallenta, poi accelera, poi rallenta, sbanda un poco, si sposta in mezzo alla carreggiata, fa le curve “a pezzi”, nei tornanti finisce sull’altra corsia, intanto dietro alla mia si sono accodate altre due auto. Lì per lì penso a qualcuno che non sia troppo abituato alla guida su strade di montagna, poi noto nitidamente riflesso sia sul parabrezza che nello specchietto retrovisore il brillio dello schermo di uno smartphone – dai colori che intravedo suppongo una pagina di Facebook.

Be’, credo che la mia esplosione di imprecazioni susseguente al più incazzato colpo di clacson che abbia mai generato sia stata da primato del mondo, o comunque papabile a un tale titolo.
Peccato non avessi in auto con me un giudice del Guinness World Record, maledizione! Di quell’eventuale titolo ne sarei andato f-i-e-r-i-s-s-i-m-o.
Ecco.

P.S.: ovviamente mi sono appuntato la targa dell’auto. Se mi capiterà di riscontrare di nuovo un tale comportamento, non esiterò a cagionare a chi la guida tutte le conseguenze possibili, chiunque ella/egli sia. Certa gente se lo merita, senza alcuna attenuante (sempre che le conseguenze non se le cagioni da sola, come ci vorrebbe). Questione di senso civico: o lo si difende ogni volta che è in pericolo, da parte di noi comuni cittadini, o non se ne esce più dal dominio della maleducazione e dell’inciviltà. Già.

Fai come Bill (e come ff0rt)!

Perché mai non utilizzare le frecce? Da un attento esame sono giunto alle seguenti conclusioni:

  • Sono fornite come optional di serie su tutte le autovetture: insomma ve le danno per forza, sin da quando l’autoradio era l’optional più ambito, e da prima ancora (accusate di questo la lobby dei produttori di automobili se volete). Quindi, visto che le avete… tanto varrebbe usarle. No?
  • Tanto più che non comportano costi aggiuntivi per chi le usa, compresi consumo di carburante, addebiti su telepass, scalatura di punti patente, IVA, accise o altri oneri fiscali;
  • Non sminuiscono la virilità – o per converso la femminilità – del conducente, né agli occhi dei sui conoscenti né degli altri utenti della strada;
  • Nemmeno marcano come mentalmente insipiente chi le adopera anzi…
  • … Al contrario, rivelano la sorprendente abilità di chi le usa, in quanto capace di capire di dover girare ben cinque secondi prima di doverlo effettivamente fare, e di dimostrarlo con un gesto volontario e deliberato: l’azionamento della levetta delle frecce nella giusta direzione, appunto.
  • Possono aiutare chi non è dotato di capacità telepatiche (come il sottoscritto) di comprendere le tue intenzioni, e quindi evitare potenziali rischi di incidente (non di colpa tua… sia chiaro: di chi non ha capito in anticipo che stavi per girare senza averlo minimamente segnalato).

Evviva! Ff0rt è solidale e lotta con noi!!!

Spiego: a seguito del mio ultimo (e non unico) articolo che qui nel blog ho dedicato alla maleducata pratica di non utilizzare gli indicatori di direzione – le frecce, sì – quando si è alla guida dell’auto e si svolta, che io reputo assolutamente indicativa ed emblematica della troppa mancanza di educazione e di senso civico manifestata da tante “persone normali” (detti anche “bravi/onesti cittadini” e altro del genere), l’amico ff0rt mi ha girato il link di un proprio articolo dedicato alla questione e pubblicato sul suo blog “SALDIMENTALI”, dal quale riprendo il passaggio qui sopra. Vi invito a leggerlo nella sua interezza cliccando qui – così conoscerete pure il blog, se già non lo frequentate –  e chissà che, noi ora voci sperse nel deserto dell’indifferenza e della sempre meno latente inciviltà, si possa domani diventare un coro in favore della salvaguardia e della rivendicazione di quel senso civico che è fondamentale in qualsiasi società civile – appunto – e avanzata. Chissà!

Sono un “sovversivo”!

Stamattina, all’incrocio principale lungo la strada che percorro per andare al lavoro, su almeno quindici auto che c’erano in coda davanti a me sono stato l’unico a mettere la freccia per svoltare. Come accade tante altre mattine, peraltro.

Sono un incorreggibile sovversivo, lo so, uno che fa sempre il contrario di ciò che fa la maggioranza.

Già, perché da queste parti ormai si è “rivoluzionari” se si rispettano le regole del vivere civile, non viceversa.