Ordine e disordine

[Foto di Manfred Richter e di Gino Crescoli da Pixabay]
Ecco, stavo pensando al riguardo che il problema – di valore generale – non è che vi sono situazioni di apparente disordine le quali tuttavia hanno una loro logica pur particolare, conferita ad esse da chi le ha create in modo che per costui/costoro quel disordine è in realtà un ordine pienamente coerente e funzionale; è l’opposto, è che vi sono moltissime situazioni di apparente “ordine”, in tal modo imposte e fatte credere ma in verità prive di qualsiasi buona e sostenibile logica così che concretamente siano puro e pernicioso disordine. Peraltro doppiamente pernicioso, dacché non essendo comprese come tali ma come “ordine”, e siccome basate sull’assenza di logica – esse stesse e la realtà che ne viene imposta – moltiplicano irrefrenabilmente la loro pericolosità.

E, appunto, di situazioni di disordine imposte (strategicamente) e credute invece come esempi di “ordine”, in questo mondo ve ne sono a iosa e sovente proprio dove un ordine – nel senso, una logica generale accettabile, coerente, funzionale e proficua – dovrebbe essere la regola. Come dice quel vecchio proverbio, «L’ordine è pane, il disordine è fame» ma, evidentemente, sulla fame sempre più diffusa qualcuno ci campa e prospera, ben più che sul pane. Già.

La semplificazione

[Foto di Andrew Martin da Pixabay]
Fa piacere leggere che il Governo italiano vuole procedere, finalmente, a un’autentica semplificazione burocratica, e che voglia farlo «in tempi rapidi».

Infatti, a breve, la commissione parlamentare incaricata di esaminare la materia, che verrà appositamente creata tramite delibera parlamentare controfirmato dall’ufficio della Presidenza del Consiglio, una volta stabilita la propria composizione proporzionale in base ai numeri dell’organo maggiore, procederà con l’analisi della questione e l’elaborazione dei relativi dossier corredati di allegati e sub-allegati nei quali si raccoglieranno le osservazioni delle sotto-commissioni ad interesse locale – da istituire dietro apposite delibere degli organi amministrativi regionali (con obbligo di supervisione e consenso delle relative giunte) – in base ai quali elaborare una proposta pre-operativa che dovrà ottenere il consenso dei due terzi della commissione più i tre quinti delle suddette sotto-commissioni oltre che, superato il primo livello approvativo, quello dell’ufficio di presidenza del Parlamento, del sottosegretario alla presidenza, del funzionario vicario preposto, del capo di gabinetto del vicesegretario della giunta di controllo delle delibere (con la necessaria approvazione dei cinque ottavi dei membri della giunta), così da poter essere finalmente sottoposta a lettura da parte dell’ufficio della Presidenza del Consiglio e messa in discussione in entrambi i rami parlamentari con convocazione obbligatoria dei dodici diciottesimi dei membri, con eventuale approvazione in base al numero di voti maggiore o uguale al quorum funzionale fissato in una frazione superiore alla metà del numero totale dei votanti o degli aventi diritto al voto.

Se questo iter sarà concluso con successo, finalmente la suddetta commissione potrà istituire una task force atta allo studio delle semplificazioni da adottare, non prima tuttavia di aver designato una sub-task force che vigili sui lavori della prima per la quale il regolamento sarà da discutere al più tardi in data da destinarsi.

Ecco.

L’Italia.

ItaGlia, pardon.

“Viva” Trump!

Bisogna proprio ammetterlo: tra tutti i presidenti della storia degli Usa, Donald Trump è veramente il migliore.

Per gli antiamericani, già.

I quali non possono che sperare che venga rieletto: perché, se ciò accadrà, ci sono ottime probabilità che entro la fine del suo secondo mandato l’America sul piano internazionale non conti quasi più nulla, e che su quello interno finisca per implodere in preda al caos sociale.

In fondo, resta assolutamente valido quel pensiero di Ezra Pound di almeno mezzo secolo fa:

Come mi sono trovato in manicomio? Piuttosto male. Ma in quale altro posto si poteva vivere in America?

(Da Aforismi e detti memorabili, a cura di G. Singh, Newton Compton, Roma, 1993.)

N.B.: l’immagine in testa al post è tratta dalla pagina facebook di quel genio di Terry Gilliam – un Python, d’altronde.  Cliccateci sopra per leggere il post originario.

Fasi

È iniziata la “fase 2”, dunque?
Ah.
Da quanto che ne parlano, pensavo fossimo già alla fase 7 o 8!

Ma è la fase 2 sic et simpliciter? O forse che ci sia la 2.0, poi la 2.1… oppure è la fase 2 della fase 1, cioè la 1.2? E se poi non funziona, la fase 2, si torna alla fase 1? E poi si va direttamente alla 3?

Bah, c’è veramente il rischio di uscirne sfasati!

Alla fine, le uniche fasi che contano veramente mi pare restino queste:

[Calendario lunare di maggio 2020. Cliccate sull’immagine per visitarne la fonte.]
La lunaticità di certi altri “elementi” con cui si ha a che fare quotidianamente, invece, mi pare cronica e svincolata da qualsiasi corpo celeste e dalle sue eventuali fasi, già.