Confini (antichi) che uniscono, lungo la DOL

Volete saperne di più su questi affascinanti “tesori” della montagna lombarda? Be’, semplice: dovete leggere la guida “DOL dei Tre Signori”, che per tutto il mese di aprile, e fino a esaurimento delle copie, è disponibile in tutte le edicole di Lecco e provincia in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco”, a Euro 11,50 più il prezzo del quotidiano. Abbinati alla guida ci sono la mappa in scala 1:40000 del territorio della Dorsale Orobica Lecchese e il codice QR per accedere all’app “Orobie Active” con la quale esplorare anche in modo “tecnologico” e con numerosi contenuti aggiuntivi il percorso della DOL.

Per conoscere meglio da subito la guida, cliccate sull’immagine qui sotto:

Una lettura sempre “divertente”

Nel mentre che completavo la lettura del numero 55 – Inverno 2020 (non fateci caso, sono in perenne ritardo pure con la lettura delle riviste alle quali sono abbonato), mi è giunta nella cassetta postale di casa il nuovo numero 56 – Primavera 2021 de “Le Montagne Divertenti“, il trimestrale di alpinismo e cultura alpina che dal 2007 racconta delle montagne di Valtellina e di Lombardia – ma non solo. Il che mi dà l’occasione di rimarcare quanto sia (da) sempre sorprendente questa rivista, nata quasi per gioco da un gruppo di amici appassionati di montagne capitanati dall’ormai quasi leggendario Beno – al secolo Enrico Benedetti – eppure capace di distinguersi in maniera originale e determinata nella produzione editoriale periodica dedicata ai monti. Ciò soprattutto in forza di due elementi fondamentali: l’aver mantenuto lo spirito narrativo da blog (dal cui mondo viene l’ispirazione originaria del trimestrale), con relativa grande passione, leggerezza, ironia (lo rivela il nome stesso della rivista, in effetti) e senza mai alcuna eccessiva seriosità o formalismo, ma ciò sapendo comunque includere – ed è il secondo elemento fondamentale – contenuti di alta, a volte altissima qualità culturale, storica e scientifica, le cui argomentazioni giungono facilmente e comprensibilmente a qualsiasi lettore proprio in forza del tono “leggero” utilizzato, così che il loro valore trascenda i meri confini geografici valtellinesi per diventare scritture e narrazioni spesso emblematiche anche per la realtà e la cultura di altre aree alpine.

Non è così comune trovare una rivista di matrice geografica la cui lettura intrighi e stimoli la voglia di visitare i luoghi narrati nei suoi vari articoli ovvero che sappia suscitare la curiosità di saperne di più, anche grazie a un corredo fotografico di qualità e sempre ben contestuale al testo a cui si riferisce. “Le Montagne Divertenti” lo sa fare fin dalla sua prima uscita, per tutto quanto sopra nonché, ribadisco, per quel suo mood narrativo così peculiare, pressoché unico, che la rende proprio divertente (appunto!) da leggere anche per chi non sappia nemmeno dove siano, le montagne e le località a cui gli articoli sono dedicati ma che, io credo, dopo averla letta vorrà visitare e conoscere meglio.

Lunga vita e successo duraturo a “Le Montagne Divertenti”, insomma: se li meritano tutti!

(Cliccate sull’immagine dell’ultimo numero, lì sopra, per saperne di più.)

Giovedì 11/03: la guida “DOL dei Tre Signori” torna in edicola!

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto“, dice quel noto motteggio. Be’, in questi giorni di restrizioni pandemiche che impediscono a tanti appassionati di andare in montagna, e nello specifico sui monti della DOL, la Dorsale Orobica Lecchese, allora la DOL viene – anzi, torna agli appassionati, cioè in edicola! Infatti, dopo la prima uscita dello scorso dicembre in allegato al quotidiano “L’Eco di Bergamo” – un’uscita che «ha colpito nel segno con tantissime copie vendute», come attesta l’articolo al riguardo sull’ultimo numero del mensile “Orobie” – da giovedì 11 marzo la guida “DOL dei Tre Signori”, della quale mi pregio di essere autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, uscirà di nuovo in allegato al quotidiano “La Provincia di Lecco” nel relativo territorio provinciale, a 11,50 Euro più il prezzo del quotidiano. Abbinati alla guida ci saranno la mappa in scala 1:40000 del territorio della Dorsale Orobica Lecchese e il codice QR per accedere all’app “Orobie Active” con la quale esplorare anche in modo “tecnologico” il percorso della DOL.

Una nuova occasione da non perdere, insomma, per conoscere e farsi affascinare da uno degli itinerari escursionistici più spettacolari delle Alpi italiane, non solo lombarde: per la varietà e la particolarità di ambienti, territori, paesaggi e valenze naturalistiche, per la ricchezza dei tesori artistici, culturali, storici che offre, per l’insuperabile gamma di panorami e orizzonti che regala e non ultimo, per il piacere e il divertimento che dona il suo tracciato vario e sempre agevole, mai troppo difficile o pericoloso, in alcuni tratti percorribile anche nei mesi invernali.

La guida “DOL dei Tre Signori” è realizzata da “Orobie” e Italcementi-Heidelberg Cement Group con la cura di Moma Comunicazione e la collaborazione di ERSAF-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste e Regione Lombardia.

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più sulla guida (oppure anche qui) e, amici di Lecco e provincia ovvero, inutile dirlo, chiunque voglia raggiungere la zona (Covid permettendo) per accaparrarsene una copia: da giovedì 11 ci si trova in edicola, eh!

Una (gran bella) recensione della Guida “DOL dei Tre Signori”

Reduci dall’edizione 2017 di «In viaggio sulle Orobie», il trekking organizzato dalla rivista Orobie, l’impegno e la passione degli autori per la DOL non è certamente di data recente. Questa volta, oltre ad aver percorso buoni sentieri, il suddetto “trio orobico” ha scelto buone parole per raccontarci quello che pensano sull’Alta Via e sui territori che essa attraversa.
Il libro si presenta come una guida facilmente fruibile – corredata di mappa dettagliata – divisa in 5 tappe che collegano le stazioni ferroviarie di Bergamo e Morbegno, 6 se si volesse seguire la variante originale per Colico, e si pone l’obiettivo – tra l’altro dichiarato espressamente nell’intro – di far perdere il lettore, non lungo i sentieri della DOL bensì nella dimensione del cammino.
E devo proprio dire che in questa dimensione mi sono un po’ perso, curiosando tra le pagine della guida. Eh sì, perché è bello trascorrere le giornate in montagna, emozionarsi di fronte ai paesaggi alpini, ma è ancora più bello quando si inizia a conoscere la macchina che definisce e modella l’immagine delle nostre montagne, intese come quei luoghi di incontro tra i molteplici fattori ambientali e umani presenti sul territorio. Forza signori, portiamoci sulla DOL e tra le infinite pieghe che essa ci rivelerà troveremo così tante realtà, così diverse tra loro, che sembrerà quasi incredibile ritrovarle raccolte tutte in un solo volume.

Questo è un passaggio della bella “recensione” (termine in verità inadeguato dacché sminuente – leggetela nella sua interezza e converrete con me!) di Claudio Regazzoni alla guida DOL dei Tre Signori di cui sono autore insieme a Sara Invernizzi e Ruggero Meles, pubblicata sul blog di Claudio “Orobico Dinamico”. Da grande e appassionato cultore della montagna in genere e di quella a cui afferisce la Dorsale Orobica Lecchese in particolare (conoscenza personale che a sua volta ha saputo riservare in un bellissimo e corposo volume, Orobie Trail. 52 itinerari Trail Running dalle Grigne al Lago d’Iseo), Claudio ha saputo cogliere l’essenza e il senso fondamentale della nostra guida, la quale non offre soltanto la descrizione di un itinerario escursionistico con gli annessi e connessi per la sua percorrenza ma è la narrazione di un territorio incredibilmente ricco di bellezze naturali e antropiche la cui esplorazione, sia fatta con la lentezza del cammino o con la vivacità della corsa, può manifestarsi e diventare una vera e propria lettura d’un romanzo del paesaggio, con i suoi tanti capitoli, le sue storie varie e assortite, i suoi innumerevoli personaggi e le altrettanto numerose scenografie ambientali ma, tutto questo, comunque unito e armonizzato da un “filo rosso” che si dipana con spettacolare logica alpestre lungo la dorsale, a sua volta filo morfologico, orografico e geografico che raccoglie e compendia tutte quelle variegate narrazioni in un’unica grande storia: quella della DOL dei Tre Signori, appunto.

Ringrazio di cuore Claudio Regazzoni per il suo “testo critico” (ecco, è quasi più questo che una mera recensione) sulla DOL dei Tre Signori e sulla nostra guida, augurandomi che insieme si possa sempre più evidenziare e valorizzare come dovuto la grande bellezza di montagne così affascinanti e appassionanti.

Cliccate sull’immagine per leggere il testo di Claudio Regazzoni nella sua interezza, oppure qui per saperne di più sulla guida DOL dei Tre Signori.

E la “Biblioteca Nazionale dell’Inedito”?

Che poi sarebbe un “peccato” se dovesse cadere il Governo, laggiù in Italia. Sì, perché, se ciò accadesse, forse non si potrebbe più portare avanti il meravigliosissimo progetto del suo attuale Ministro per i beni e le attività culturali lì sopra esplicato dallo stesso alla sua intuizione, nel 2015 (cliccateci sopra per una più approfondita analisi).

Un’idea proprio geniale, sì, veramente degna dei migliori sketch dei Monty Python – avete presente il sublime The Ministry of Silly Walks? Be’, qui abbiamo The Ministry of Silly Ideas, già (e non solo quel ministero, peraltro). Un’idea il cui principio di fondo più o meno equivale all’andare su una montagna con ai piedi sci e scarponi dove non ci sono funivie e piste, o a raccogliere in un museo le testimonianze dei prodigi compiuti grazie ai talismani venduti da Vanna Marchi e dal Mago do Nascimento, oppure…. Ecco, oppure a far votare e approvare leggi a parlamentari mai eletti in Parlamento – il che, viste le così amene trovate che sovente quelli effettivamente eletti pensano e attuano, forse non sarebbe una cosa così dannosa e fuori luogo come si potrebbe ritenere.

D’altro canto, in base al principio (uguale e) opposto, ho fiducia che qualsiasi futuro governo italiano saprà stupire il mondo con ulteriori e ancor più strabiliantissime trovate – ne avrà certamente le “capacità”, senza dubbio. Che so, un archivio nazionale dei manoscritti non ancora scritti, ad esempio, o una cineteca delle parti tagliate dei lungometraggi girati da registi che non sanno ancora utilizzare una machina da presa, ecco. In fondo la creatività italiana non ha limiti, no?