Dal “sex dating” al “divine untying”?

Dopo varie proposte di vendita on line di prodotti per la potenza sessuale, per sospensori e inviti a siti di sex dating, ecco un “interessante” sviluppo nei messaggi promozionali ricevuti sulla casella email personale:

Dunque, “caro” Grande Fratello che governi il web e profili tutti quanti noi che ci navighiamo… parliamone. Innanzi tutto, non è che perché non abbia accettato inviti ad acquisti on line di prodotti attinenti alla sfera erotico-sessuale tu mi debba mandare promozioni di natura totalmente opposta. Mi cadi da una padella tutto sommato simpatica in una brace del tutto sgradevole, sappilo!
Che poi, proporre la devozione a una “divinità” che “scioglie i nodi” a uno che pratica alpinismo e, per la sua sicurezza, utilizza corde sulle quali esegue nodi è cosa piuttosto sgradevole. Già.
Di contro, devo ammetterlo, sei un tipo veramente sincero: “Ogni dipinto è unico, realizzato a mano, tiratura limitata”. Ci credo, assolutamente! E se non una professione di “fede” questa, quale altra può essere?

Ah, un’ultima cosa: ma quella dicitura lì sotto, “In caso di esaurimento, il dono verrà sostituito con un regalo di pari valore”… cioè, si torna ai prodotti erotico-sessuali? No, chiedo, solo per sapere. Che non sono cose così “lontane”, poi.

Insomma, “caro” Grande Fratello, fossi in te un discorsetto ai tuoi profilatori lo farei, mica sempre il loro “lavoro” mi pare efficace. O limiterei loro le bevande alcoliche e altre sostanze psicotrope, ecco.

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Il periodo migliore

Non è mai il momento giusto per morire, inutile rimarcarlo. Ma, a quanto pare, forse ci sono periodi “migliori” per farlo.
Tipo questo, guarda caso. E con “eleganza”, pure.

In fondo lo sosteneva Thomas Mann, ne La Montagna incantata: «La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.» Ecco, infatti!

Pubblicità mirata?!?

Dunque… in pochi giorni, nella casella di posta elettronica del sottoscritto (maschio, 47 anni), tra innumerevoli altre mail più o meno interessanti/utili/futili sono giunti:

  • Numerosi messaggi da mittenti femminili sconosciute, generalmente dall’estero, con oggetti (nel senso di titoli delle stesse) “ammiccanti”;
  • Diversi messaggi d’invito a siti in cui “esercitarsi” nel sex dating;
  • Un messaggio che pubblicizza il prodotto Gocce 7-Slim. Come districare il metabolismo e perdere peso;
  • Una mezza dozzina di messaggi pubblicitari di prodotti che “sostengono” e “favoriscono” le prestazioni sessuali (uno è lì sopra);
  • Un messaggio che pubblicizza sospensori;
  • Un messaggio da una società che produce montascale a poltroncina per persone con difficoltà di deambulazione.

Ora: caro, egregio, illustre (?!) Grande Fratello che governi il web e tutti noi che volenti o nolenti ci stiamo… forse che tu mi voglia dire qualcosa?

P.S.: comunque, posto quanto sopra, è un notevole sollievo constatare l’assenza tra le suddette mail di messaggi provenienti da onoranze funebri, produttori di casse mortuarie o monumenti cimiteriali. In tal senso forse non sono ancora così vecchio, per il web. Già.

Di Mauro Corona, o della parodia della parodia

Non so se il buon Mauro Corona, scrittore assai suggestivo e personaggio mediatico ben più grottesco che sovente si erge a nobile (e apprezzabile, e ammirevole) paladino della Montagna e della sua cultura, sia concorde ovvero abbia da ridire riguardo l’immagine sopra pubblicata (cliccateci sopra per conoscerne la fonte e il contesto), che palesemente mette in relazione il diavolo e l’acquasanta, ovvero la fragile e (si spera) incontaminata bellezza della Natura montana e un SUV, autoveicolo che di “incontaminato” e incontaminante ha ben poco (assieme a tutto il resto che gli va dietro), con lo scrittore di Erto a fare da – consapevole o meno (spero vivamente la seconda) – testimonial. Assai significativa, nell’incipit dell’articolo dal quale l’immagine è tratta, leggere l’alquanto tragicomica affermazione “Mete raggiunte, spesso esplorate (laddove possibile, rispettosamente), in auto e in moto”: e dove non fosse possibile raggiungere tali mete “rispettosamente” – ovvero, inutile dirlo, quasi sempre? Domanda retorica, ovvio: si raggiungono comunque, fanc**o la Natura montana e la sua fragilità! Pecunia non olet autem corrumpit…*

Ma, giusto a proposito di tragicomico, torniamo a Mauro Corona, il quale ormai sta compiendo definitivamente la metamorfosi in parodia del “Corona” di Maurizio Crozza – una parodia della parodia o “controautoparodia”, insomma. Per carità, ognuno è libero di mostrarsi e atteggiarsi pubblicamente a ciò che vuole, seppur ciò vada a indebolire notevolmente il valore dei nobili messaggi e dei buoni propositi altrimenti proferiti (ed è proprio questa la cosa più discutibile della questione). Fatto sta che, appunto, resta ormai solo una piccola differenza tra i due “Corona”: che l’uno è un comico e l’altro no. E non è detto che di questo passo il comico sia Crozza.

*: “Il denaro non puzza, ma distrugge”.

P.S.: ringrazio per l’indiretta ispirazione alla scrittura di questo post Michele Comi, grande guida alpina malenca e, lui sì senza alcun paradosso, custode delle proprie montagne di grande cultura, concreta operosità e inestimabile importanza.

Come aumentare la vendita di libri? Vietiamo la lettura!

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E se alla fine fosse questo, il sistema migliore?
Mi spiego: è uscito l’ennesimo rapporto sullo stato della lettura in Italia, presentato qualche giorno fa a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE). “Il mercato del libro italiano torna ufficialmente a crescere dopo quattro anni di crisi” dice l’incipit. “Wow!” dice l’appassionato di libri, che dunque va subito a leggere di questa crescita. “+0,5% il mercato complessivo nel 2015 considerando anche non book, usato, remainder…” Ah, bene. Allora mettiamoci dentro pure i libretti di istruzioni delle cose da montare, le avvertenze delle medicine, i cartelli stradali, gli avvisi condominiali… così quel miserrimo più-zero-virgola-cinque magari diventa un +5 o +10%, no?
Suvvia, ma dove vogliamo andare? Sinceramente una crescita del genere, contestualizzata alla realtà dalla quale proviene, mi sembra quella della gamba che alza più del dovuto il piede per compiere nel modo più plateale possibile il gesto del passo… verso la fossa già ben scavata, appena oltre. (La stessa AIE, poi, sul rapporto suddetto, dopo l’entusiasmo iniziale rimarca: “Benché la ripresa sia ancor più evidente in questo 2016, non è arrivata nel modo né con l’intensità che ci aspettavamo. I valori e gli spazi da recuperare rimangono enormi.” Aaaaah, ma va? Che è un po’ come dire: pensavamo di essere già caduti dentro la fossa invece no, dai, possiamo fare ancora uno o due passi, prima!)
Per farla breve: entusiasmi “politically correct” a parte (dacché l’AIE, dopo aver scippato il Salone del Libro a Torino portandolo a Milano, ora mica può platealmente tirarsi una gran zappata sui piedi da sola!), qui non stiamo andando da nessuna parte se non verso l’estinzione nazionale della lettura e dei lettori. Quindi, ribadisco: e se alla fine fosse quello lì sopra chiaramente “illustrato”, il sistema migliore?
Voglio dire… alcuni esempi tra i tanti citabili: gli alcolici non si possono vendere ai minorenni e i minorenni sono gli alcolizzati più numerosi in circolazione; la prostituzione è immorale nonché illegale ma praticanti e clienti continuano ad aumentare; le sostanze stupefacenti sono pericolosissime e in quanto tali proibite eppure il loro consuma dilaga; la corruzione è un reato ignobile punito penalmente eppure è quanto mai diffusa in ogni settore…
…La lettura dei libri è per innegabile opinione condivisa un’attività nobile ed essenziale che si fa di tutto per promuovere ovunque e dovunque, ma il numero dei lettori è costantemente in calo.

Dunque?
Insomma, mi pare piuttosto indubitabile che le cose, qui, funzionino in questo modo. A fronte del costante e sempre più grave imbarbarimento diffuso – con le conseguenze quotidiane che ci ritroviamo ovunque, intorno a noi – se c’è da aspettare di dover toccare il fondo per rimbalzare e risalire, tanto vale toccarlo subito. A mali estremi, estremi rimedi, come si dice. E che ci sia sempre meno gente che legge libri è, a mio parere, uno dei peggiori mali che una società civile possa contemplare: un male rapidamente incurabile e inesorabilmente letale. Vietiamo la lettura, suvvia, e vediamo se questo paese una società civile – con tutte le accezioni di tale termine – ce l’ha ancora. Altrimenti, appunto, è solo fatica sprecata, e tanto vale.

P.S.: certo, certo… è una provocazione, questa mia. O no?

P.S.#2: articolo pubblicato anche su Cultora, qui.