Che estate è, senza i RADIO THULE Summer Reloads?

Lo so, lo so… a volte l’estate, pur con tutta la sua esplosione di luce, di colori e di calore, di gioia vacanziera e infradito a gogò, inopinatamente ti genera una sensazione un po’ così, di malinconia mista ad apatia… come quando vai a una di quelle feste nelle quali di primo acchito ti sembra ci sia parecchia gente bella e interessante e dunque, con piacevole curiosità, attacchi bottone qui e là cosicché, dopo nemmeno mezz’ora, sei lì stravaccato su una poltrona in un angolo che non vedi l’ora che l’inverno ritorni, col suo buio e il suo freddo e tutto il resto.

Ok, tranquilli, nessun problema e nessuna malinconia o apatia: dalla prossima domenica e per tutto agosto e settembre RCI Radio manderà in onda, ogni domenica alle ore 13, le repliche delle puntate della stagione 2017/2018 di RADIO THULE. Che di questi tempi è in ferie ma tornerà, con la sua 15a stagione, insieme al buio e al freddo – anzi, un po’ prima: perché son tutti bravi a fare i brillanti quando tutto è brillante, come in estate, ma che conta è farlo quando c’è buio per cercare di illuminare un po’ intorno, eh!

E se nemmeno le repliche in fm e in streaming vi bastano, c’è sempre il podcast: così potrete affermare che sì, non ci sono più le mezze stagioni radiofoniche, e meno male che sia così!

Buon ascolto e, di nuovo, buone vacanze! Ci risentiamo a ottobre!

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Di necessari provvedimenti giuridici (ri)alfabetizzanti

Eppure, accidenti, si deve pur trovare un modo di formulare una definizione di “analfabetismo funzionale”che non sia solo di natura sociologica (e tecnicamente tale) ma anche filosofica e lo sia al punto da risultare pure giuridica, così da poterla sancire a chi dimostra di esserlo senza tema di smentita ed esponendo finalmente l’analfabeta funzionale conclamato ad “adeguate” conseguenze legali!
Adeguate, sì: nel senso che, per un analfabeta funzionale, ad esempio la lettura di buoni libri rappresenta una condanna terribile, oppure il divieto di guardare la TV o di accedere ai social… ma adeguata, qualsivoglia sanzione che si commini, anche perché l’analfabetismo funzionale è veramente una piaga terribile per la società contemporanea e una sorta di imbarbarente cancrena che, se non bloccata rapidamente, rischia sul serio di portare al trionfo definitivo della cretinaggine più assoluta. E in tal senso siamo già a buon punto, basta guardarsi intorno e giudicare la realtà delle cose.

Quindi forza, filosofi del diritto di tutto il mondo: unitevi, meditate, formulate e teorizzate indi determinate! Fate presto, ribadisco, prima che voi stessi diventiate vittime di quello stesso imbarbarimento pandemico e finiate per essere creduti quelli che perdono tempo a filosofeggiare intorno al principale colpo del gioco del tennis solo perché l’abbiano detto in tivù o scritto su facebook con relativi n-mila like!

TrumPutin

In fondo non c’è da sorprendersi più di tanto rispetto a quanto si è visto nel vertice di Helsinki tra gli attuali leader di USA e Russia, con il primo palesemente remissivo se non succube del secondo. Semplicemente, si è chiuso l’accordo in essere tra i due: prima la Russia ha dato una mano all’attuale presidente americano ad essere eletto, ora questi mette in atto lo scambio concordato e si pone al servizio – ovvero pone il proprio paese al servizio – del presidente russo. E tutti i precedenti attriti diplomatici, le dichiarazioni bellicose, le sanzioni? Ovviamente una messinscena funzionale a quanto visto a Helsinki.

Peraltro, di nuovo viene efficacemente dimostrato come tanti di questi “leader forti” che comandano (per ragioni sovente “bizzarre”) il mondo sono in verità politicanti assai deboli, la cui presunta forza, meramente fisica e mai politica, socioculturale o intellettuale, non è che il solo modo a loro disposizione per nascondere l’effettiva debolezza e mantenere il potere. I due di Helsinki sono ottimi esempi di ciò: quello americano si è ritrovato presidente della propria nazione un po’ come il pianista dell’orchestra di bordo d’una nave da crociera si potrebbe ritrovare capitano della stessa; riguardo quello russo, possono bastare le centinaia di giornalisti uccisi, stranamente quasi tutti suoi critici e oppositori – un po’ come vincere una partita a calcio eliminando fisicamente la difesa avversaria.

Insomma: c’era quasi da restare più tranquilli ai tempi della guerra fredda, verrebbe da dire! Certo, c’erano in circolazione più armi nucleari innescate, ma pure moooolte meno fake news. E meno fake leaders, ecco.

(Per conoscere la fonte dell’immagine in testa al post, cliccateci sopra.)

Make America great aHAHAHAHAHAgain!

Bisogna certamente riconoscerglielo all’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, quello che Make America great again, “rendiamo l’America di nuovo grande” (le immagini lo dimostrano bene, no?), modello ideale di questa nuova schiera di leader mondiali le cui capacità affabulatorie sono inversamente proporzionali a quelle politiche, e dunque il riconoscimento vada anche agli altri sparsi per il pianeta – ecco, dicevo, bisogna riconoscergli di essere un rappresentante perfetto del mondo contemporaneo, fatto di slogan, di talk TV, di fake news, di tweet, post e like e di tutte le altre cose che con la “politica” nel senso autentico del termine, quella che (per semplificare tanto quanto per essere chiari) dovrebbe servire a far funzionare al meglio una società, insomma, non c’entrano nulla di nulla, anzi, vi sono palesemente antitetiche ma che dalla loro totale illusorietà sono state assurte e proclamate a regole e verità. Be’, che diamine, è forte ‘sto presidente, anzi, è un genio del “marketing”, non c’è che dire!

Eppoi, semmai, sarebbe veramente da sorprendersi se, in considerazione dello stato in cui versano certi paesi e delle condizioni culturali delle loro comunità sociali, vi fossero altri leader non conformi allo status quo, appunto. È giusto così, non può essere altrimenti, e tutto il resto ne è logica – profondamente logica – conseguenza. Nel bene e, soprattutto, nel male.

In ogni caso, sul serio, non pensavo che il mondo potesse diventare con tanta rapidità così divertente… o ridicolo, bizzarro, comico, grottesco, vede voi come definirlo – a me, ribadisco, fa molto “ridere”! Sempre che non abbia ragione chi sostiene che questo nostro mondo non sia altro che un esperimento di “realtà virtuale” messo in atto da qualche avanzatissima civiltà aliena (non sto affatto vaneggiando: al riguardo leggete un po’ qui) con lo scopo, ad esempio, di studiare fino a che punto possa giungere l’irrazionalità di una razza “intelligente” o presumibilmente tale, e dove si situi la dead line ovvero il “punto di non ritorno”.

Comunque, io mi diverto un sacco e rido. Bakuninianamente, certo.

Se il mondo è in mano ai leader “ce-l’ho-più-grosso-io”…

P.S. – Pre Scriptum: si tenga conto che questo testo è stato scritto qualche giorno prima dell’attacco missilistico in Siria da parte degli USA, della Gran Bretagna e della Francia.

È del tutto evidente che l’epoca attuale, nell’ambito politico (su ampia così come su piccola scala – ma non solo in tale ambito), è quella dei leader ce-l’ho-più-grosso-io. Con i programmi politici ovunque ridotti a meri slogan e le dichiarazioni ufficiali a tweet, il consenso elettorale trasformato in “like” sui social, la “diplomazia internazionale” ridotta a trita e ritrita pantomima e con l’analfabetismo funzionale dilagante dacché quotidianamente e abbondantemente alimentato, oggi il mondo si ritrova comandato da personaggi politici sempre più simili a bambinoni prepotenti e gradassi che fanno del più grossolano e triviale bullismo il proprio modus operandi geopolitico.

Si vedano ad esempio gli attuali leader di USA e Russia, sempre tanto impegnati in atteggiamenti machisti e perfetti rappresentanti della (non) filosofia politica ce-l’ho-più-grosso-io-ista – peraltro usando entrambi l’oggetto “missile” come ideale simbologia fallocratica perfettamente consona al suddetto modus operandi, che poi viene assunto, per emulazione più o meno palese, da tanti altri leader politici regionali – Kim Jong-un docet. Oppure si veda il leader cinese in carica, che invece il suo ce-l’ho-più-grosso-io-ismo l’ha voluto manifestare chiaramente facendosi nominare Segretario del Partito Comunista Cinese a vita, o quello attuale turco, a sua volta ben incamminato sulla strada della dominazione perenne e indiscutibile del proprio paese.

Ma la lista, inutile dirlo, potrebbe allungarsi a dismisura, comprendendo i tanti medi, piccoli e piccolissimi capi/presidenti/regnanti/dittatori che un po’ ovunque sul pianeta governano in base al credo ce-l’ho-più-grosso-io-ista… e come non citare, ultimi ma non ultimi (o forse ultimi sì, riguardo alle capacità politiche, non nella lista suddetta), i leader politici italiani, che proprio in questo periodo post elettorale e (forse) pre governativo stanno facendo ampissimo sfoggio del ce-l’ho-più-grosso-io-ismo in salsa trallalero-italica?

In ogni caso, al riguardo, non si può non tornare a ribadire che ogni popolo ha i governanti che si merita e rimarcare come, in tutta evidenza, il modus operandi e ancor più vivendi  ce-l’ho-più-grosso-io-ista risulta sempre più diffuso anche tra la gente comune – o, se preferite, “gente normale”. Egoismo ed egocentrismo, strafottenza, maleducazione, mancanza di senso civico e sociale: cosa sono, tutte queste fenomenologie, se non manifestazioni individuali di quel deprecabile e devastante modo di vivere?
Ecco. Ma, evidentemente, a tanta gente comune/normale va bene così.