L’artista è un equilibrista

La carriera di un artista è proprio come il filo di un equilibrista. Solo che questo filo è lunghissimo. Si sa da dove si parte, ma non si sa dove arriva. L’artista ci cammina sopra e sa che una volta partito non può tornate indietro. Sa che può arrivare e sa che può cadere. Non sa però quanto alto è questo filo da terra. Meglio non guardare mai giù. Meglio per due ragioni. Primo, perché il baratro potrebbe essere troppo profondo. Secondo, perché invece il filo potrebbe essere teso a soli pochi centimetri da terra, e questa sarebbe la dimostrazione che il destino che ci aspetta è molto limitato. Quando l’artista rimane troppo vicino alla terra è molto ma molto difficile che riesca a toccare il cielo con un dito.

(Maurizio Cattelan con Francesco BonamiMaurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzataMondadori, collezione “Strade Blu”, 1° ediz.2011, pag.67.)

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L’omofobia è solo un “coming out” occultato

Quella spigolatura uscita su pochi media, in Italia (uno è questo), circa tale David Matheson, membro della particolarmente omofoba Chiesa Mormone che “curava” le persone LGBT ma che era egli stesso omosessuale, personalmente la trovo estremamente significativa per moltissime altre situazioni di manifesta omofobia e di relative prese di posizione contro le persone LGBT e i loro diritti. L’ultima nostrana e palese è quella del quotidiano Libero del 23 gennaio scorso ma, inutile dirlo, l’elenco è parecchio lungo e comprende il diavolo e l’acquasanta, dagli esponenti del clero ai militanti di estrema destra, politici conservatori e progressisti, media di varia natura, credenti cattolici, islamici, ortodossi, eccetera. Tutti quanti che ce l’hanno con i gay, in modo più o meno violento ma nessuno accampando motivazioni concrete e strutturate, poggiandosi semmai su presunti dettami religiosi, etnici, clinici ovvero su giustificazioni alquanto fantasiose e bizzarre, e così via.

Mi torna in mente, a tal proposito, una cosa scritta da Indro Montanelli più di 80 anni fa, all’epoca di quando venne “esiliato” dal regime fascista in Estonia come presidente del locale Istituto Italiano di Cultura, periodo durante il quale fece da corrispondente in loco per alcuni giornali italiani tra cui La Stampa. In uno di questi articoli scrisse: «La teoria della superiorità delle razze nasce dall’oscuro tormento di una propria inferiorità», mettendo sagacemente in luce il nocciolo della condizione psicosociale che in molti casi genera le fobie razziali e di genere. In parole povere: sovente i più intransigenti omofobi attaccano le persone LGBT perché lo sono esse stesse, ma non hanno il coraggio di rivelarlo pubblicamente. È come se rifiutassero la propria immagine riflessa nello specchio della verità ma è un esercizio inesorabilmente vano: non si può negare ciò che si è, questo crea un profondo e oscuro tormento interiore, come scriveva Montanelli, che sfocia in atteggiamenti di odio verso i propri simili che invece sanno vivere liberamente la propria quotidianità, verso i quali essi si sentono inferiori e contro cui ricercano una qualche rivalsa. Ce l’hanno coi “gay” perché lo sono loro stessi ma da pusillanimi, in parole povere. Una rivalsa che è effetto di una volontà di repressione ma che alla fine ottiene il risultato opposto a quello voluto.
Dunque, quando si assiste a manifestazioni di omofobia, può ben essere che in verità si stia assistendo una dichiarazione rivelatrice, una forma di coming out repressa ma inesorabilmente palese.
Ecco: lo sappiano, i tanti omofobi, se proprio non sanno rendersene conto da soli – o se non hanno il coraggio di ammetterselo!

N.B.: l’immagine in testa al post l’ho trovata in un sito di vendita on line di gadget vari (fateci clic), e mi fa pensare che – lo sappiano pure i Mormoni! – di persone LGBT tra i loro fedeli ve ne siano parecchie, alla faccia della loro così palese omofobia!

Bollettino dell’apocalisse (nevosa)

Aggiornamenti dall’apocalisse

La situazione, qui, è sempre più catastrofica. La strato di neve al suolo ha ormai raggiunto i 5 centimetri, superando addirittura quello della forfora sulle spalle di certi individui.
Si segnalano i primi casi di assideramento di automobilisti rimasti all’aperto per diverse ore senza riuscire a capire come montare le catene sugli pneumatici delle loro auto, mentre ad alcune persone pervicacemente nostalgiche del clima estivo che ancora giravano con bermuda e infradito verrà definitivamente amputato il cervello.
Nel frattempo le Poste hanno fatto sapere che, conseguentemente ai disagi in corso, gli smarrimenti della corrispondenza o le consegne a destinatari errati potranno subire dei ritardi; è invece regolarmente in corso il recapito della posta inviata per le festività natalizie. Del 1986.
È passato un bus delle linee pubbliche alla cui guida c’era uno yeti che sosteneva che Reinhold Messner non esiste, mentre un convoglio di Trenord è transitato in perfetto orario, e ciò denota l’inusitata drammaticità della situazione.
Un sicario della malavita, posto un tale clima polare, nel timore di non avere più il sangue sufficientemente freddo per lavorare ha tentato il suicidio sparandosi ma sbagliando la mira (e per ciò affliggendosi ancora di più). Persino i pusher sono disperati: avevano chiesto più “neve” per soddisfare le richieste dei propri clienti, ma intendevano l’altra!
Infine, per far fronte ad una imminente nuova avanzata dei ghiacciai, assai probabile con il persistere della situazione climatica in essere, molti comuni stanno offrendo agevolazioni per l’apertura di gelaterie.

Se non leggerete più altri bollettini simili, sarà perché la situazione è migliorata oppure perché saremo stati sepolti da una valanga caduta dalla fioriera di un balcone.

“The big snow”?

I meteorologi hanno detto che da stasera nevicherà. Ma non una nevicata tanto per nevicare, no: la grande nevicata, una bomba di neve, the big snow
Apocalisse, armageddon, cataclisma polare!
Il panico si sta diffondendo un po’ ovunque. I social già traboccano di faccine sgomente, disperate, urlanti. Qualcuno sta pensando di barricarsi in casa accumulando provviste per i prossimi sei mesi, altri si sono bardati che nemmeno Amundsen al Polo Sud, altri ancora stanno cercando su Amazon dei cingoli da poter montare sulle proprie auto al posti degli pneumatici. Qualcuno più ottimista degli altri non si perde nemmeno un programma di cucina alla TV – prima che the big snow faccia scomparire il segnale – nella speranza che diano qualche ricetta per cucinare la carne di foca o di tricheco. Ovviamente non mancano quelli particolarmente idioti che, a fronte di siffatte previsioni catastrofiste, ironizzano sul cambiamento climatico e su dove “sia finito” – pensate che uno di questi l’hanno addirittura eletto presidente della più grande superpotenza del pianeta!

Insomma, manca poco alla fine del mondo, causata da una roba impensabile, inconcepibile, inaudita: nevica, d’inverno!
Una cosa assurda, vero? Non potrebbe nevicare d’estate, invece, che così fa caldo e il disagio sarebbe minimo, eh? Ma tu guarda ‘sti cambiamenti climatici, gli scherzi che ci tirano!

Già, i cambiamenti climatici. L’alterazione del clima ma forse, prima e ancor di più, dell’intelligenza di molte persone.

P.S.: e se invece “the big snow” finisse per rivelarsi una nevicata del tutto ordinaria, anzi, pure esigua?