Quelli che leggono, e quelli no

C’erano quelli che leggevano e poi c’erano gli altri. Ci si accorgeva subito se uno era un lettore oppure no. Tra gli esseri umani non c’è differenza più grande.

(Pascal Mercier, pseudonimo di Peter Bieri, Treno di notte per Lisbona, traduzione di Elena Broseghini, Mondadori, 2006.)

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I buoni libri che vogliono rimpiazzarci la vita reale

Ma le piace leggere i libri?, chiede lui una volta, in piedi accanto al tavolino su cui è poggiato il libro di lei, e lei, come alle donne piace tanto fare, si limita a rispondere ribattendo la domanda.
– No! — ride lui con decisione, e lo sfoglia con noncuranza. – E comunque non i buoni libri, quelli che vogliono rimpiazzarci la vita reale, e risparmiarci l’azione personale, perché nei libri si tratta sempre di azioni, in un modo o nell’altro, come se tutto avesse il suo corso lineare, niente accade senza motivo, anche quando va diversamente, e nulla si perde, tutto ha il suo intimo ordine, addirittura perlopiù ha un senso –
– E non le piace? – chiede lei, mentre proprio in quell’istante infila una buca e ride e fa il giro appoggiandosi al tavolo.
La vita reale, dice lui, è così diversa…

(Max Frisch, Il Silenzio. Un racconto dalla montagna, Del Vecchio Editore, 2013, pagg.34-35.)

Veicoli di una vita

Può essere che ciò che uno si aspetta dalla vita sia davvero poco modesto; è poco modesto che ogni creatura pensi di dover avere un senso. Alla fine siamo solo passaggi, veicoli di una vita che si compiace di sé e basta. Ma forse ci sono veicoli vuoti, e quando si sta soli nel bosco piovoso, perché non essere sinceri? A volte ci si entusiasma per un paesaggio, per il colore di una nuvola passeggera o di uno specchio d’acqua che brilla al Sole in quel momento, e si è soddisfatti, perché il mondo è bello. Si è felici e grati per il solo esserci, in questo mondo, ed è abbastanza che si possa guardare nella corolla di un fiore e toccare i suoi stami. O a volte anche un fungo, che preso in mano si sbriciola, può essere molto bello, o un pezzo di legno marcio che, staccato da un tronco d’albero umido, si frantuma tra le dita.

(Max Frisch, Il Silenzio. Un racconto dalla montagna, Del Vecchio Editore, 2013, pagg.42-43.)

Che differenza c’è tra comico e tragico?

Una barzelletta deve far ridere?
Che differenza c’è tra comico e tragico?
Non lo so.
Felici quelli che sanno quante idee hanno nella testa, per chi bisogna votare in campagna elettorale, sanno che Belinskij e Ivanov-Razumnik sono critici russi. Penso che sappiano perfino quello che si dirà al loro funerale. Io non so nemmeno che differenza c’è tra comico e tragico. Nei ricordi della Beketova su Aleksandr Blok c’è un passaggio curioso: A. A. Blok con la sua futura moglie, L. D. Mendelevaja, erano andati in un teatro di campagna. «Gli spettatori reagivano allo spettacolo in un modo stranissimo. Parlo dei contadini. In tutti i momenti patetici, sia nell’Amleto che in Che disgrazia l’ingegno, ridevano rumorosamente, a volte in modo così forte che non si sentiva più quel che dicevano in scena».

(Viktor Šklovskij, Per una teoria del comico, in Sobranie sočinenij. Tom I. Revoljucija, Moskva, NLO 2018, p.396; citato – e da me “rubato” – da Paolo Nori nel proprio sito web, qui.)

INTERVALLO – Ojia (USA), Bart’s Books

Bart’s Books è l’unica libreria interamente all’aperto negli Stati Uniti. Richard Bartinsdale, un veterano della seconda guerra mondiale, la inaugurò nel 1964 dopo un viaggio a Parigi – ispirandosi alle bancarelle lungo la Senna – presso la cittadina di Ojia, a circa centoquaranta chilometri a nord di Los Angeles, in California – un luogo dove evidentemente la meteo non è mai troppo inclemente!

Bart’s Books si trova in una vecchia abitazione di un piccolo quartiere residenziale. Il giardino è adibito a libreria, ma anche il garage è stato convertito a nuova vita e ospita una collezione di libri d’arte e di architettura. Sia per la sua unicità, per la grande scelta di titoli d’ogni sorta che per il suggestivo ambiente che offre ai visitatori, Bart’s Books vende centinaia di libri all’anno ed è visitata da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

Cliccate sull’immagine in testa al posta per vedere un servizio dedicato alla libreria da RSI News, dal cui sito ho tratto anche le informazioni per questiono articolo, oppure qui per visitare il sito web di Bart’s Books.

N.B.: di questa libreria vi avevo già detto qui.