Alessandro Busci da Sotheby’s

Sono molto contento per Alessandro Busci, artista assai evocativo e intrigante che ho il grande onore di conoscere e del quale vi ho già detto qui, che nel Contemporary Art Day Auction del 27 giugno scorso da Sotheby’s ha visto aggiudicare il suo Aereo Bianco e Blu del 2018 (nell’immagine ne vedete un particolare) a 31.250 sterline, pari a 34.944 Euro, contro una stima di partenza di 18.000 sterline.

Chapeau!, insomma, dacché è un record del tutto meritato che mette in luce la qualità assoluta di una produzione e di una ricerca artistica originale e assai affascinante. E, senza dubbio, è pure uno “stimolo” per lo stesso Alessandro Busci affinché ci sappia sorprendere ancora di più, con la sua arte – se mai di stimoli ne possa avere bisogno, visto che ho già avuto modo di constatare che lo farà, e alla grande.

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Respirare (in Pianura Padana)

In realtà quest’opera è stata realizzata nel 2015 a Bristol da Dr. Love, apprezzato street artist georgiano, ma starebbe benissimo su un muro di una qualsiasi città della Pianura Padana, visto il suo letale inquinamento (ne ho parlato di recente qui).

Che sia dunque un’opera premonitrice circa il futuro della vita nell’Italia del Nord?
Sperando che qualcuno non pensi, quale alternativa, a rifugiarsi nel proprio SUV ben dotato (di serie, eh!) di filtri anti-tutto – ovviamente col motore acceso, per fruire del riscaldamento o dell’aria condizionata…

Lo Yin e lo Yang climatico

Pejac, From Yin to Yang, 2019.

Peccato che, se il concetto di Yin e Yang nell’antica filosofia cinese rappresenta l’armonioso fondersi degli elementi che rappresentano il mondo e la vita nei loro aspetti contrapposti e complementari, nella questione climatica l’armonia si è ormai rotta e l’un elemento, quello più negativo, sta ormai sopraffacendo l’altro elemento positivo. Sul quale stiamo noi, genere umano, chissà ancora per quanto e in quale modo – come evidenzia bene l’opera di Pejac.

Ma, a questo punto, “sperare” di resistere può veramente essere l’unico sistema per far fronte a tale situazione? O inesorabilmente rappresenta già l’inizio della fine?

Capitalismo

Elnur Babayev, Capitalism, 2014. Opera vincitrice del Silver Award nell’Annual Poster Competition della prestigiosa rivista americana Graphis.

L’opera del bravissimo artista e designer turco a qualcuno sembrerà fin troppo di sinistra, ci posso scommettere. D’altro canto, non è proprio il reiterare contrapposizioni ideologiche così chiuse e manichee (nell’uno e nell’altro senso) che non solo si offrono le condizioni ideali a certi sistemi – proprio come il capitalismo, ad esempio – di corrompersi e deviarsi sempre di più causando danni tremendi e, al contempo, si degrada la democrazia a livelli da stadio ricolmo di facinorosi, deviando pure essa verso forme politiche alquanto inquietanti – come in Italia, per fare un altro esempio del tutto significativo?

Di sistemi – sociali, economici, politici, ideologici – presentati come innovatori e poi rivelatisi illiberali e barbarici, nati proprio in forza di quei manicheismi, ne dovremmo ormai avere abbastanza. E l’essere costretti a usare il condizionale, in quel verbo, la dice lunga su quanto siamo ancora civicamente primitivi e privi di senso politico – nell’uno e nell’altro. Purtroppo.

Insomma… torna sempre utile ribadire il mai troppo compianto Giorgio Gaber:

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos’é la destra cos’é la sinistra?

(clic)