Uomini-demoni

Come sappiamo fin troppo bene, non molto tempo fa, gli ebrei erano sistematicamente definiti esseri non-umani. E la cosa va avanti: la caratteristica comune ai massacri e ai genocidi, in Ruanda, Cambogia, Iugoslavia e altrove, è che sono sempre preceduti da un periodo di denigrazione e di disumanizzazione del nemico da sterminare. Il razzismo a oltranza, da qualsiasi parte provenga, con il suo rifiuto o divieto di riprodursi tra “razze”, è dello stesso ordine. Sembrerebbe una costante del male nell’uomo. Bisogna quindi stare molto in guardia, quando qualcuno comincia a parlare di altri uomini – che siano bianchi, neri, immigrati, omosessuali o semplicemente stranieri o diversi – come di non-umani. E’ il primo passo per poterli in seguito trattare, con buona coscienza, da cose o da bestie. In realtà sono inumani coloro che predicano e praticano la disumanizzazione o la demonizzazione degli altri, non il contrario.

(Björn Larsson, Bisogno di libertàIperborea, Milano, 2007, pag.164-165.)

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Gente senza scrupoli

«Ma cosa ci si può aspettare da una nazione la cui storia è fatta di violenza e giustizia sommaria? La conquista del West non è altro che un’immensa spartizione storica di cadaveri, non certo un insediamento pacifico di pionieri in un nuovo continente. Quella conquista è la vittoria di un manipolo di gente senza scrupoli, e sono loro che hanno costruito gli Stati Uniti.»

(Arto Paasilinna, Il liberatore dei popoli oppressi, Iperborea, 2015, pagg.55-56.)

I boschi come patrimonio civico

Sul nel bosco con scuri, seghe e roncole, tutta la gente della contrada per l’assegnazione del legnatico d’uso civico. Una cosa antichissima: da bambino andavo con mio nonno, e mio nonno con il suo, e così indietro per secoli perché quassù non c’erano padroni né canonici né nobili; poveri sì ma liberi, e per nostra legge antica i boschi sono della comunità.
La legna per i focolari, il legname e il carbone dolce per il commercio con la pianura e con Venezia. Il ricavato di questo commercio serviva per la spesa pubblica: il medico, i maestri, per l’assistenza ai più bisognosi, per il prete, per il piccolo esercito a difesa della patria montana. Nel 1310 avevano scritto «Il bene del Governo è quello del Popolo e il bene del Popolo è quello del Governo. Tutte le cariche pubbliche sono elettive». E ancora: «Il prete bada esclusivamente alle cose dell’anima e non può intervenire nella cosa pubblica». E così i «fuochi» eleggevano i pubblici amministratori, i soldati i loro comandanti, i fedeli il prete, e poi tutti, scaduto il mandato, non erano rieleggibili al fine di evitare nepotismi e clientele. E siccome c’era rispetto per le idee altrui chi veniva quassù trovava ospitalità. Poi capitarono Napoleone, Francesco Giuseppe e i Piemontesi. Per non dire della guerra.

(Mario Rigoni Stern, Legnatico d’uso civico in Uomini, boschi e api, Einaudi, 1a ed.1980, pag.176.)

Arto Paasilinna, “Il liberatore dei popoli oppressi”

Nella libreria di casa, reparto “libri ancora da leggere”, ne avevo ancora due in deposito di Arto Paasilinna quando, lo scorso anno, è giunta la notizia della sua dipartita. Per me il grande scrittore finlandese ha rappresentato una delle figure fondamentali e “marcatore referenziale” delle mie esplorazioni letterarie fin dal primo libro che lessi, e se date un occhio agli articoli che a Paasilinna ho dedicato nel blog la potrete comprendere bene, questa cosa. Al punto da compiere un lungo viaggio in Finlandia, qualche anno fa, determinando l’itinerario anche in base alle località di cui avevo letto nei suoi libri, e da acquistare nello shop di Helsinki della sua storica casa editrice locale, la WSOY, due dei suoi testi in lingua originale: idioma che non conosco affatto, giusto per il mero gusto di possederli.

Potrete dunque capire che, dopo la sua scomparsa, quei due ultimi libri da leggere a casa sono diventati particolarmente significativi; certo posso ben pensare che Iperborea ne pubblicherà ancora altri – Paasilinna è stato un autore a dir poco prolifico, dunque il materiale non manca – ma dal mio punto di vista, insomma, non volevo sprecare troppo rapidamente questo piccolo “patrimonio” paasilinniano a disposizione.

D’altro canto, come resistere a libri che, ormai lo so benissimo, sanno farmi divertire come pochi altri? Ecco.

Ne Il liberatore dei popoli oppressi (Iperborea, 2015, traduzione di Francesco Felici; orig. Vapahtaja Surunen, 1986) si può trovare un Paasilinna ancor più a briglia creativa sciolta, se possibile, rispetto ad altri suoi romanzi, così da intessere una storia vorticosa nella quale quasi ad ogni pagina al suo protagonista succede qualcosa. Protagonista che stavolta si chiama Viljo Surunen, professione glottologo (eminente, per giunta), attivista per i diritti umani che, dopo una riunione di Amnesty International a Helsinki e con l’incitamento della bella maestra di musica Anneli Immonen, anch’ella sensibile a tali cause politico-umanitarie, decide di non poter più stare con le mani in mano nei confronti delle vicende di tanti prigionieri politici che un po’ ovunque nel mondo subiscono le angherie di dittatori efferati e dei loro regimi totalitari []

(Leggete la recensione completa de Il liberatore dei popoli oppressi cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Libri da vacanza (ediz. estate 2019)

Venerdì scrivevo sul mio profilo Twitter questa cosa:

Be’, è stata dura, in effetti, come sempre quando devo scegliere un nuovo libro da leggere e sia libero da letture “dovute”, ma ce l’ho fatta. Ecco qui la selezione di libri che metterò in valigia e vedrò di leggere durante il periodo vacanziero:

Da sinistra a destra, dall’alto in basso:

Ecco, a dire il vero tale selezione non è dogmatica, nel senso che, posta la ponderazione che l’ha preceduta, fino a che la valigia non è fuori da casa potrebbe avvenire qualche cambiamento istintivo… Si vedrà.

In ogni caso, ai tanti che approfittano del relax vacanziero per leggere qualche buon libro: buonissime letture, che siano anch’esse propedeutiche al riposo e al ristoro della mente e dell’animo!