Un “partito” che vince sempre le elezioni

Fatto sta che ancora una volta, un po’ ovunque in Europa e in maniera significativa in Italia, il “partito” risultato di gran lunga vincitore delle elezioni è quelle del quale nessuno o quasi ne parla, nel consesso politico e sugli organi di informazione ad esso sodali*. Una situazione paradossale, vista tale sua preponderanza: gli eventuali commenti al riguardo si limitano a qualche fondo svagato sui giornali oppure a pochi flebili accenni nei talk show televisivi, ove viene citato sotto forma di mero dato statistico come un aspetto del tutto secondario e trascurabile della tornata elettorale – e dunque di conseguenza trascurato, appunto.

Eppure è da parecchio tempo che questo partito “vince” le elezioni, dovrebbe ormai essere considerato un fenomeno – o, per meglio dire, una realtà con la quale bisogna necessariamente fare i conti, quella che più di ogni altra, anche più del movimento politico maggiormente alternativo che si sia presentato alle elezioni, lancia segnali antisistema forti e chiari. D’altro canto non è certo un “partito” i cui sostenitori possano essere superficialmente liquidati come “menefreghisti” o indifferenti alla politica: in fondo anche i votanti dei partiti presenti sulle schede elettorali sovente manifestano i loro consensi (anche) in base agli stessi motivi se non per fattori stimolanti ancora più discutibili e biechi. Anzi, sempre più, tra i sostenitori di questo partito maggioritario, vi sono quelli la cui scelta al riguardo è profondamente consapevole e consapevolmente emblematica, rappresentativa, indicativa, in primis nel non accettare di essere pedine del sistema politico preponderante (nonostante la sua effettiva rilevanza minoritaria), di non accettarne il meccanismo ormai ridotto, spesso e volentieri, ad una recita teatrale sul palcoscenico mediatico.

E non è affatto vero ciò che sostengono i detrattori del partito, ovvero che il suo comportamento giustifica la maggioranza della minoranza (una mera questione formale, a ben vedere, per come anche in situazione differenti la sostanza non cambierebbe), semmai è la dimostrazione palese di come quel sistema sia ormai divenuto autoreferenziale e autolegittimante oltre che politicamente meschino, per come pretenda di fregarsene, esso sì, di quella gran messe di cittadini e per come lo faccia non solo perché incapace di dire al riguardo qualcosa di sensato, ma pure per paura. La paura del mostro che evita di passare davanti agli specchi per non scoprire quanto sia spaventosamente brutto.

*: viceversa, sul web non politicizzato si trovano molti interessanti articoli al riguardo, i quali in vario modo segnalano quanto sia profondamente errato sottovalutare o ignorare tale evidenza.

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Dalla gioia alla melodia e dalla melodia alla gioia – con Giuseppe Capoferri nell’ultima puntata della stagione di RADIO THULE!

Questa sera, 25 giugno duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 14a e ultima puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata “Dalla gioia alla melodia!

Rabindranath Tagore ha scritto che “Colui che canta passa dalla gioia alla melodia, colui che ascolta, dalla melodia alla gioia: viene da qui il titolo di questa ultima puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, che si chiude veramente alla grande con un prestigiosissimo ospite: il celebre baritono Giuseppe Capoferri. Ancora giovane eppure già dotato di un notevole curriculum e di un repertorio assai ampio, artista in forza a grandi teatri italiani e stranieri (Regio di Torino, Opernhaus di Zurigo, Scala di Milano…) con le quali tournée ha calcato i palchi di tutto il mondo, Capoferri ci guiderà alla scoperta di un mondo artistico e musicale tanto celebrato quanto per molti aspetti poco noto al grande pubblico, e di una professione che, proprio come ha scritto Tagore nella citazione iniziale, riesce a coinvolgere artista e pubblico in un unico ambito di gioia e di godimento. Professione di grande fascino ma che comporta altrettanto grandi sacrifici e un costante impegno, ma pure una pratica artistica profondamente legata al patrimonio culturale nazionale e assai emblematica, sotto diversi aspetti (a volte antitetici), dello stato della cultura in Italia.
Il tutto, e mai come in questa occasione, con l’accompagnamento di una selezione musicale di altissima qualità e fascino assoluto, visto il grande ospite! Una puntata imperdibile, insomma, prima che (è il caso di dirlo) il sipario cali sulla stagione radiofonica 2017/2018! E, in fondo, a ottobre mancano solo pochi mesi…

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi l’appuntamento sul calendario (salvo imprevisti): lunedì 8 ottobre 2018, ore 21.00, l’inizio della nuova, 15a stagione di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

D’Annunzio, 155 anni

Comunque, oggi sono 155 anni dalla nascita di Gabriele D’Annunzio.
Il quale resta, al di là del bene e del male (lo scrivo in senso nietzscheano, soprattutto), uno dei più grandi italiani di tutti i tempi.

(Consiglio: se non l’avete già fatto, fatevi un giro nel magico mondo dannunziano del Vittoriale degli Italiani. È un luogo unico, sotto ogni punto di vista.)