Gli “illuminati”

Sono convinto da sempre che gli “animali” – che l’uomo definisce così quasi sempre con accezioni di sprezzante superiorità, più che con significato biologico – siano creature ben più intelligenti dei supponenti umani, più sagge, perspicaci, sagaci… più illuminate, insomma. E di questa cosa ne sono ancora più convinto ora che, da più di un anno e mezzo ormai, ho preso alle mie dipendenze Loki con mansioni di segretario personale a forma di cane, il quale, pur tra comprensibili intemperanze giovanili, mi dona di frequente pillole di saggezza canina assolutamente brillanti.

Eccolo infatti qualche sera fa, Loki, mentre riceve un’ennesima “illuminazione”. Chissà da chi e da dove, poi. Da una coscienza animale superiore, da una misteriosa dimensione ultraterrena, da un’avanzatissima razza aliena con la quali gli animali sono in contatto, da qualche entità divina certamente ben più degna di tal titolo rispetto a quelle umane. Mah!

Comunque, una cosa del tutto affascinante, già.

Poi, be’, ecco… in verità sarei curioso anche di sapere chi e cosa abbia “illuminato” Loki per ispirargli questo (e alcune altre simili condotte):

Forse, non so – sono le classiche eccezioni utili a confermare la regola suddetta. Per carità, ci sta: può ben essere che anche tra gli animali nessuno è perfetto – anzi, nessuno è perfettamente illuminato. In fondo, se i così “civili” e “intelligenti” umani si limitassero come i cani a sbrindellare qualche strofinaccio, o cose analoghe, piuttosto di costruire armi di distruzione di massa oppure di spingere il pianeta sull’orlo del collasso ambientale, credo che vivremmo in un mondo migliore. E meglio illuminato, senza dubbio.

Il governo migliore

[Photo by Miguel Bruna on Unsplash]
La crisi di livello globale generate dalla pandemia del coronavirus ha messo ancor più di prima in luce (benché non ve ne fosse affatto bisogno) l’inadeguatezza di molti poteri politici un po’ ovunque, sul pianeta. Inadeguatezza dovuta a incapacità, inettitudine, sbruffonaggine, ignoranza, mancanza di sensibilità, di visione, di percezione della realtà ovvero distacco da essa, menefreghismo, malignità… Tutte doti sempre ben presenti in quasi tutti i leader politici e di governo, come fossero caratteristiche ineludibili per conquistare quelle cariche di potere – ma il condizionale da me appena utilizzato è probabilmente del tutto retorico. Vi sono casi certamente più eclatanti, come quelli di USA e Brasile nei quali le figure di potere mirano all’autocrazia ma finiscono invece per autodelegittimarsi proprio in forza della loro incredibile inadeguatezza, ma pure nei governi locali queste da me rimarcate sono circostanze ormai ordinarie – in Italia la si conosce mooooolto bene, questa desolante realtà.

Dunque, mi chiedo: a fronte di questa situazione palese nonché viste le citate bieche spinte vieppiù autocratiche di tanti governi “democratici”, nel tanto blaterato “niente sarà come prima” determinato dal coronavirus non sarebbe ormai il momento di contemplare un’autentica rivoluzione politica globale per la civiltà umana ovvero un salto evolutivo socioculturale veramente potente e innovatore, cioè l’eliminazione sostanziale di qualsiasi potere politico?

Per dirla in altre e più franche parole: nell’anno 2020, terzo millennio, l’Homo Sapiens Sapiens ormai Super Technologicus è invece tanto primitivo dal punto di vista politico da aver ancora bisogno di un potere superiore governante, dominante, vigilante, non di rado soggiogante, che controlli la sua così decantata “civiltà”? Non sarebbe piuttosto l’ora di mettere in pratica quello che già il fondamentale Thoreau indicò nella sua Disobbedienza Civile, cioè che «il governo migliore è quello che non governa affatto» semplicemente perché la società che dovrebbe governare non ne ha più il bisogno?

Ci dovremmo pensare, secondo me. Anche per evitare che quella paradossale primitività politica della civiltà umana si acuisca sempre di più, con effetti tragicamente deleteri.