Andate tutti in bagno a… leggere un libro!

Quasi due italiani su tre in un anno non leggono nemmeno un libro. E’ un dato non solo consolidato, questo, ma pure in costante crescita – ovvero: in Italia ci sono sempre meno lettori in circolazione, e il raffronto con gli altri paesi europei è a dir poco impietoso.

Posto ciò, i motivi del perché così tanta gente non legga libri a dire il vero non è che mi interessino più di tanto: in fondo conta l’univoco risultato finale, e la sua evidente drammaticità. Anzi, senza starci a perdere troppo tempo sopra e senza usare troppi giri di parole (chiedo scusa da subito), mi viene da pensare che, evidentemente, a tanti italiani “leggere un libro fa cag**e.”

Ok, allora si agisca di conseguenza, una buona volta. Ecco qui:

Uniamo la causa con l’effetto, l’effetto con la causa, l’utile al dilettevole e al metabolico e colmiamo la testa di quei soggetti di cose buone e utili svuotando al contempo la pancia di ben altro – così pure facendo, magari, che essi tornino a usare la testa come testa e non la pancia, peculiarità tipica invece di chi non legga libri. Ecco.

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Matera, capitale europea della… incultura?

Dicevano, motivando l’assegnazione del titolo di “capitale europea della cultura 2019” a Matera, che “L’obiettivo di Matera di porsi alla guida di un movimento finalizzato all’abbattimento degli ostacoli che impediscono l’accesso alla cultura è visionario”.

Bene, agosto 2017: delle (sole!) tre librerie cittadine, una è a rischio di chiusura. Riguardo i lavori programmati in poli culturali fondamentali per la città – e per una “capitale della cultura” ancor di più – come il restauro del Museo, il potenziamento della sede universitaria o la stabilizzazione della Biblioteca provinciale, «Non sono neppure state avviate le pratiche». Nel frattempo, i celeberrimi Sassi «si stanno trasformando in un bazar, rinnegando la loro storia. Dove c’erano officine, magazzini, cantine, ora i turisti dormono, mangiano, si abbronzano».

Ma tranquilli, manca ancora un anno e mezzo di tempo al 2019 e non si può non restare coerenti con quanto asserito nella citazione in testa all’articolo: infatti, sperare che in questo tempo rimanente la città diventi una vera e giustificata capitale europea della cultura non trovate sia altrettanto visionario?

Un attimo… vediamo cosa ha ribattuto l’assessore cittadino ai Sassi e alla Gestione Unesco: «Il percorso tecnico è definito, ora la parola passa alla volontà della politica».
Ah, la “volontà della politica”, dice?
Sì, assolutamente, totalmente, inesorabilmente visionario!

Sia chiaro: che l’intero anno 2019 in veste di “capitale europea della cultura” per Matera sia un successo strepitoso. Sperando che nel frattempo si determini cosa si voglia intendere per “cultura”: forse è questo il vero nocciolo della questione nonché l’autentico progetto di sviluppo a lungo termine per la città, ben oltre il 2019.

N.B.: fatti e citazioni riportate nell’articolo sono tratte da La Stampa, qui.

INTERVALLO – Greensburg (Kansas, USA), Kiowa County Commons Library

Greensburg è una piccola cittadina nello stato USA del Kansas che, nel 2007, venne distrutta da uno dei più devastanti tornado della storia, il quale rase al suolo il 95% delle costruzioni cittadine. A farne le spese fu anche la biblioteca pubblica locale (vedi le immagini sottostanti): proprio ricostruendo tale edificio culturale, e trasformandolo in un centro di aggregazione e di rinascita sociale per la cittadina, Greensburg ha iniziato a risorgere dalle proprie ceneri, peraltro trasformandosi in una delle località più green e ecosostenibili d’America.

Il nuovo Kiowa County Commons, sede della biblioteca, col suo edificio che non abbisogna di fonti energetiche esterne, è oggi il simbolo della rinascita e una bella dimostrazione di come la cultura abbia sempre un altissimo valore sociale – oltre che politico, naturalmente.

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più (in inglese).

INTERVALLO – Oslo (Norvegia), The Future Library

Nelle foreste intorno a Oslo, nel 2014, è nata una “biblioteca” che offrirà i libri in essa custoditi ai lettori… nel 2114!

Future Library è un’installazione vivente creata nel 2014 dall’artista scozzese Katie Paterson. A Nordmarka, in un bosco appena fuori dai confini della città, sono stati piantati mille alberi che dovrebbero servire esattamente tra 100 anni, dunque nel 2114, a pubblicare una piccolissima e selezionata antologia di libri inediti, ai quali forniranno la cellulosa necessaria per la produzione della relativa carta. Dal 2015, ogni anno per 100 anni un autore ha consegnato e consegnerà un manoscritto che dovrà rimanere inedito fino alla data di pubblicazione, appunto nel 2114.

Il bosco stesso avrà l’incarico di proteggere i testi: questi infatti saranno racchiusi in scatole ermetiche e posti in una piccola camera protettiva ricoperta dalla legna del bosco stesso, pensata come uno spazio di contemplazione della letteratura e della natura, che sarà inaugurata nel 2018 nella New Deichmanske Public Library di Oslo.

Tuttavia, può essere che nel 2114 non si utilizzerà più la carta ricavata dalla cellulosa degli alberi per produrre libri. In tal caso, la piccola foresta della Future Library diverrà una vera e propria installazione artistica permanente capace di trasmettere un messaggio di speranza riguardo il rapporto tra uomo, cultura e Natura a quelle future generazioni che , tra un secolo, potranno finalmente leggere i libri appositamente scritti per la libreria.

Cliccate sulle immagini per visitare il sito web del progetto, oppure qui per la pagina facebook o qui per leggere un articolo in merito tratto da Storie.

INTERVALLO – Nembro (Bergamo), Biblioteca Centro Cultura

A Nembro, piccola cittadina a poca distanza da Bergamo e all’ingresso della Valle Seriana, si trova quella che, senza alcun dubbio, può essere definita una delle più belle biblioteche pubbliche d’Italia: la Biblioteca Centro Cultura, frutto di un progetto dello studio Archea Associati. Un’opera sorprendente e assolutamente ammirevole (anche dal punto di vista dell’intervento finanziario – pubblico, appunto, dunque raro!) che oggi è motivo di pregio internazionale per il piccolo comune bergamasco.

Così si legge al proposito nel sito di Archea: “L’intervento, in un piccolo centro in provincia di Bergamo, ha interessato il recupero di un edificio fine ’800 costruito come scuola elementare. La configurazione a “C” e la necessità di nuovi spazi hanno suggerito la costruzione di un blocco aggiuntivo disposto sul lato libero capace di definire uno spazio interno a cielo aperto e trasformare il manufatto in un più aulico “palazzo a corte”. La continuità planimetrica si realizza solo nel basamento interrato, mentre il nuovo volume mantiene una programmatica distanza fisica rispetto all’edificio preesistente. La nuova addizione si configura come un mobile libreria a tripla altezza, servito da soppalchi di distribuzione, contenuto in un involucro-scrigno completamente trasparente, dotato di un brise-soleil costituito da libri di terracotta supportati da un sistema di profilati di acciaio che consente di schermare e filtrare la luce naturale. Tale “diaframma”, articolato dalla libera rotazione dei libri, interviene come elemento che ne definisce simbolicamente il carattere e il significato.

Giusto in questo periodo la Biblioteca Centro Cultura di Nembro compie 10 anni: per l’occasione è stata allestita una mostra collettiva d’arte che si inaugurerà il prossimo venerdì 31/03. Cliccando sulla locandina qui accanto potrete saperne di più, oppure potete cliccare qui e visitare il sito web della biblioteca per avere ogni informazione utile. In ogni caso, un’ulteriore buona occasione per visitare un tale notevole gioiello architettonico contemporaneo in bella vista delle montagne orobiche!