Il topo da biblioteca

Carl Spitzweg, Der Bücherwurm (“Il topo da biblioteca”), 1850 circa.

Di questo suggestivo quadro del celebre artista biedermeier tedesco ne esistono tre versioni: una è al Georg Schäfer Museum di Schweinfurt, in Germania, una è in possesso di un privato e la terza, lì sopra riprodotta, si trova alla Central Library di Milwaukee (USA).

Ma tutto questo soprattutto per dire che è un’opera nella quale mi ci ritrovo parecchio, devo ammetterlo, e scommetto che ciò vale anche per molti di voi. Sono un “topo” per la cui cattura, in questo caso, non servono trappole di chissà qual tipo e nessun pezzo di formaggio, basta una pila anche piccola di buoni libri da poter sfogliare e leggere seduta stante.

Annunci

INTERVALLO – Mohammadia (Algeria), The “Fateh Kitab Library” Monument

Una monumentale e suggestiva scultura (denominata anche Le Bibliophile, a quanto pare) dedicata ai libri e alla lettura nella località di Mohammadia, cittadina situata a poca distanza da Algeri.
Presenze più o meno artistiche che è sempre bello ritrovarsi davanti ovunque, in giro per il mondo, e che ovunque c’è da augurarsi siano sempre culturalmente referenziali cioè capaci di tenere ben presente l’importanza e la necessità di essere lettori, per diventare pure individui civili, intelligenti, liberi.

INTERVALLO – Ingenbohl (Svizzera), un futuro “Bibliotunnel”?

Nel comune di Ingenbohl (Canton Svitto, Svizzera) è stato pubblicato un annuncio immobiliare molto particolare, il cui immobile in vendita è un ex tunnel ferroviario lungo 135 metri, con superficie totale di 600 metri quadrati. In realtà, il tunnel è annesso alla vendita di un immobile residenziale di quattro piani (cosa comunque bizzarra che un edificio residenziale abbia come pertinenza un tunnel!) ma non è escluso che la galleria possa essere venduta separatamente. Negli ultimi decenni è servita come cantina per i formaggi, mentre in precedenza vi transitava la vecchia linea del Gottardo: dal 1882 al 1947 fu attraversata esclusivamente da treni a vapore. È stata definitivamente abbandonata nel 1974.

Bene: tra le varie nuove destinazioni immaginate per il tunnel, qualcuno ha pure pensato di trasformarlo in una biblioteca. Nel caso fosse realizzata, sarebbe senza dubbio tra le più particolari del pianeta, e c’è da scommettere che, nelle sue sale di lettura, il silenzio di cui i lettori potrebbero godere sarebbe pressoché assoluto. Oh, e anche una temperatura gradevolissima pur nelle estati più roventi!

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più – o nel caso siate interessati all’acquisto del tunnel!

INTERVALLO – Laulasmaa (Estonia), Arvo Pärdi Keskus / Arvo Pärt Center

Arvo Pärt è considerato da molti il più grande compositore vivente. Quando ho esplorato l’Estonia – paese piccolo ma alquanto affascinante – ho potuto rendermi conto di quanto Pärt sia una presenza profondamente iconica per il proprio paese e la sua gente, seppur la sua particolare, sublime musica (ascoltatene qualcosa dal web, se non la conoscete*) trascenda qualsiasi possibile confine geografico, espressivo, culturale, spirituale, emotivo.

Da poche settimane, nella località estone di Laulasmaa, in mezzo a una meravigliosa foresta boreale e a pochi passi dal mar Baltico, è stato aperto l’Arvo Pärdi KeskusArvo Pärt Center in inglese -, vera e propria materializzazione architettonica nella Natura silvestre della natura creativa del grande compositore, il cui scopo principale è quello di preservare ed esplorare il patrimonio creativo di Arvo Pärt in relazione alla natia Estonia e alla sua realtà culturale. L’edificio in acciaio e legno, perfettamente inserito nel paesaggio circostante, comprende un archivio personale, un auditorium da 140 posti, una sala espositiva, una sala video, varie sale a disposizione di ricercatori e visitatori nonché una biblioteca che custodisce la collezione personale di libri di Pärt oltre alle numerose pubblicazioni – su carta e multimediali – dedicate alla sua arte, tutte liberamente consultabili in situ.
Insomma: un luogo “speciale” sotto molti punti di vista, il quale fa del piccolo stato baltico un paese a sua volta speciale grazie al suo più speciale cittadino.

Cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web del Arvo Pärt Center oppure qui per ulteriori infos su come visitarlo.

*: ascoltate sia i brani strumentali che quelli cantati – magari proprio dalla Estonian Philarmonic Chamber Choir, uno degli ensemble vocali più prestigiosi del mondo.

Le biblioteche del futuro

Le biblioteche sono come un monumento: sono un simbolo che tutti abbiamo l’obbligo di rispettare, che ci andiamo o meno, che le utilizziamo o meno. Per il semplice motivo che la sola esistenza è già essa stessa un servizio. Giovani e anziani, grandi e piccoli sanno che possono andare in biblioteca e leggere, conoscere, capire, imparare, approfondire. Più di ogni altra offerta culturale, questa è pubblica per eccellenza. Come il diritto allo studio e il diritto alla salute. Almeno per le nostre radici culturali. Però, proprio perché alla base della meritorietà delle biblioteche c’è il loro essere un punto di riferimento del sapere, bisogna anche fare i conti con modelli di accesso in continua evoluzione. Oggi ci sono Internet e il digitale. Le biblioteche, come tutta l’editoria del resto, ancora non hanno fatto veramente i conti con questa trasformazione. Vuoi che l’essere di massa del digitale sia tutto sommato recente, meno di vent’anni; vuoi che sia un cambiamento così radicale e profondo che in effetti non è ancora facile vederne i confini; ma la realtà è che Internet ha cambiato le vite di tutti i noi, di tutti i giorni.
Molti dei servizi esistenti, e che sono sopravvissuti, stentano comunque a cambiare pelle. Molti sono scomparsi, obsoleti per contenuti e per forma. Non vale per altri, come appunto le biblioteche. Però, come è evidente che le biblioteche non sono più una porta di accesso al sapere, non riescono a diventare invece una scala del sapere, un mezzo per andare in profondità. In che modo la biblioteca può essere un “ascensore”? […]

(Fabio Severino, Le biblioteche del futuro, su Artribune #42, marzo-aprile 2018. Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo nella sua interezza.)