Perdersi e (ri)trovarsi

Sono andato in città, ho seguito mappe, strade, indirizzi, indicazioni precise e dettagliate, coordinate infallibili e mi sono perso. Sono andato sui monti senza alcuna mappa o bussola, ho abbandonato qualsiasi sentiero, ignorato ogni segnavia seguendo istinti e percezioni ancestrali, e mi sono ritrovato. Ma questo non perché la città sia un ambito di “smarrimento” e la montagna no, non si tratta di pensare ad alcuna superficiale antinomia. Semmai perché per trovarsi in qualsiasi luogo bisogna ritrovarci e ritrovare sé stessi, dunque occorre prima ridefinire e ri-conoscere le proprie coordinate smarrendo, ovvero lasciando da parte, le altre: che di altri sono, appunto, da altri contesti provengono e altro identificano.

A volte il “selvatico”, quello spazio in cui si teme di potersi facilmente perdere rispetto ad altri, non è dove si crede che sia, a volte è dove non si vuole seguire la mappa che si ha impressa nel proprio animo che è dotata di coordinate esclusive, uniche. Allora sì, finisce che ci si perde anche nel luogo più noto e “dettagliato” che ci sia, ovunque si trovi. Perché selvatico non è l’ambito in cui ci si può smarrire, ma dove non ci si può ritrovare.

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Se l’ereader sembra già quasi “modernariato”

M’è arrivata, nella casella email personale, la pubblicità di un ereader. Era da un po’ che non ne ricevevo, quando invece qualche anno fa questi messaggi promozionali erano quotidiani o quasi.

In effetti di gente che legge libri o altri prodotti editoriali su un ereader è da tanto che non ne vedo, pur girando spesso per spazi e ambiti pubblici assai affollati; certo, se ne vedono pure pochi che leggano libri cartacei – siamo in Italia, ahinoi – ma almeno ogni tanto qualcuno me lo ritrovo davanti. Con degli ereader raramente; semmai con uno smartphone, ma con lettori di libri elettronici quasi nessuno. Seppur qualche anno fa, appunto, pareva che per mano degli ereader la fine del libro di carta fosse ormai scontata e sempre più vicina, e invece…

In verità, ciò non significa che non si leggano ebook: il mercato è in crescita, anche se in maniera molto blanda e per nulla “rivoluzionaria” (anzi, da qualche parte si registrano pure dei cali continui), in ogni caso l’aver ricevuto quella solitaria mail promozionale, poco fa, mi ha generato una sensazione di… di roba superata, di qualcosa che ha già fatto il suo tempo, di modernariato quasi.

In pratica, quello che avrebbero dovuto rapidamente diventare i libri di carta, con l’avvento di ebook e ereader. E invece…

Una matita Hard Black

Scrivere con una matita Hard Black, HB, rigorosamente col corpo esagonale di legno, ben appuntita, premendo sul foglio di carta bianco e percependo l’equilibrata consistenza della punta, tracciando il suo segno netto, nitido, dal colore della terra antica e più feconda, con quell’olezzo tenue e inconfondibile di legno e grafite… Ecco: questa è una delle cose più piacevoli che si possano fare, lo ribadisco,per me che ancora amo scrivere a mano perché è un bellissimo esercizio culturale che trova un suo inopinato senso nell’inutilità alla quale pare esser condannato dalla digitalizzazione universale. Un po’ come il “gusto per il superfluo” del dandy di fine Ottocento, quello celebrato e praticato dal D’Annunzio più esteta, per dire, che nella sua apparente vanità ha generato bellezza e fascino a non finire. Ma qui, a ben vedere, di “superfluo” vi può essere poco o nulla, per quanto si possa scrivere e, soprattutto, stante la nobiltà incontrovertibile di un così amabile strumento di scrittura.

Uomini, nei boschi comportatevi da bestie!

Nei boschi le bestie non sporcano ma gli uomini sì.
Si prega di comportarsi come le bestie.

(Anonimo, letta sulla pagina facebook di Sweet Mountains.)

Eh già. Quante volte si “glorificano” – giustamente e comprensibilmente, certo – quelli che vanno in montagna, che stanno all’aria aperta e non al chiuso dei centri commerciali, che apprezzano le bellezze naturali e paesaggistiche… Ma poi, andando per strade, mulattiere e sentieri in ambiente, è un frequente veder sul terreno carte, cartacce, fazzoletti, mozziconi di sigarette, rifiuti vari e assortiti

C’è qualcosa che non quadra, o sbaglio?