L’INPS – Indagine Nazionale sulla Pubblica Stoltezza

Il “bello” è che, pur a fronte di ciò che è accaduto nei giorni scorsi sulla pagina facebook INPS per la famiglia (cliccate sull’immagine qui sopra per averne un significativo resoconto), ancora qualcuno si domanda perché in Italia due terzi della popolazione non legga libri, perché siano così diffuse maleducazione, insolenza, ipocrisia e bigottismo, perché lo sia pure così tanto analfabetismo funzionale, perché il senso civico sia tanto scarso, perché altrettanto scarse ovvero evanescenti siano l’identità culturale e la coscienza sociale, perché così tanti alimentino fobie del tutto illogiche e ingiustificate e credano ciecamente a palesi fake news… perché trasmissioni TV a dir poco infime siano viste da milioni di telespettatori… perché da lustri si eleggano parlamentari e governi di livello sempre peggiore e via via decrescente

Il Bel Paese è realmente un gran bel paese, senza alcun dubbio; molti di quelli che lo abitano in qualità di suoi cittadini indigeni, invece, lo sono molto meno. E come non lo è affatto, bello, il suo futuro, se la situazione è e resta questa.
Ecco.

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“Cronache da Thule #3”, il magazine di RADIO THULE, questa sera alle 21.00 su RCI Radio!

Questa sera, 14 gennaio duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 7a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE nel suo particolare format “magazine”, intitolato “Cronache da Thule #3”!

In questa prima puntata dell’anno 2019 torna la radio da sfogliare come una rivista, perché in fondo questo è RADIO THULE nel suo formato “magazine”: un contenitore di notizie e riflessioni su libri, eventi, attualità, musica, arte, idee, opinioni, facezie, disgrazie, considerazioni sul mondo che ci sta intorno a volte serie ma non troppo, altre volte ironiche ma con giudizio. Insomma: una vera e propria rivista fatta di rubriche come pagine da ascoltare, intitolata Cronache da Thule ovvero il numero 3, per questa stagione, del “magazine” di RADIO THULE!
In questa puntata (o in questo numero, per restare in tema), tra le altre cose, si parlerà: di una mostra d’arte in corso a Milano che non è una mostra d’arte, di una cosa semplice e importante che molti italiani alla guida non fanno, di una fondamentale ma poco nota rock band degli anni ’80, del perché sia importante (e non così ovvio) farsi domande per trovare risposte, di un potenziale fenomeno sociale legato ai cambiamenti climatici…  e di molto molto altro! Il tutto, come sempre, ben accompagnato dalla consueta selezione musicale di alta qualità, una garanzia imprescindibile di RADIO THULE.

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 28 gennaio, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Non si possono trovare risposte se prima non ci si pone domande

Quanta gente oggi sa, o dice di sapere (tutto, o quasi), ma in verità non conosce (niente, o quasi) – e non lo sa!
Ma si può dire di sapere se non si sente il bisogno di conoscere?

Se non si ha volontà di sapere, non si saprà mai niente.
Perché, per essere chiari, se non si vuole conoscere non si capirà mai nulla.
Se non si capisce, non si conosce veramente e, dunque, non si può dire di sapere.

D’altro canto sapere è potere solo se si può sapere di non sapere mai abbastanza: chi sa di non sapere, saprà sempre più di chi crede di sapere tutto, e avrà su questi (e quelli come lui) ben più potere. Se non si rivendica la libertà di essere sempre curiosi verso il mondo d’intorno per saperne sempre di più, quel mondo diverrà inesorabilmente una prigione, senza muri per il corpo ma gabbie per la mente. Dall’essere detentori di un “potere” all’esserne totalmente privati, in pratica.

In fondo, non si possono trovare risposte se prima non ci si pone domande – e di risposte veramente definitive, tra quelle non basate su dati obiettivi e scientifici, ve ne sono poche, fortunatamente. Porsi domande, e adoperarsi per cercare risposte ad esse, è una delle pratiche intellettuali che rende l’Homo Sapiens degno di tal nome; accettare risposte senza conoscere le relative domande, facendo dunque di esse verità assolute, rende l’uomo una scatola vuota nella quale chiunque può gettare ogni cosa, anche la più infima, nella certezza che per questa sarà assunta.

Alla fine, quella massima di Nietzsche resta – anzi, diventa sempre più fondamentale: «La fede nella verità comincia nel dubbio in quelle “verità”credute sino a quel momento». Sapere che ci sono sempre nuove cose da sapere, questo conta; ed è pure la via migliore per conseguire in modo oggettivo valide verità, ove ve ne siano. Perché ce ne sono, certamente: ma siamo noi, spesso, a non trovarle, o a volerle trovare dove non ce ne siano.

Creature che DEVONO porsi domande

Se trascuriamo i bambini (i quali non sanno abbastanza per formulare le domande importanti), ben pochi di noi spendono molto tempo a chiedersi perchè la natura sia così com’è; da dove sia venuto il cosmo, o se esista da sempre; se un giorno il tempo comincerà a scorrere all’indietro e gli effetti precederanno le cause; o se ci siano limiti ultimi a ciò che gli esseri umani possono conoscere. […] Eppure, la più rimarchevole proprietà dell’universo è di aver generato creature in grado di porre domande.

(Stephen Hawking)

Nell’immagine: Manomatic, street artwork nella città di Bailén per il progetto di arte urbana Murales Concencia.

I quiz in TV

Veramente io spesso ho il dubbio su cosa faccia più male, se l’assunzione di sostanze stimolanti di più o meno lecito commercio oppure, ad esempio, l’assistere con assiduità ai quiz TV contemporanei.

E devo ammettere, in tutta sincerità, che è un “dubbio” la cui relativa ponderazione gli fa prendere la forma, per molti aspetti, di una ben precisa, manifesta verità.

P.S.: quest’articolo di Daily Storm disserta al riguardo, e il fatto che sia stato pubblicato nel 2012 lo rende ancor più “drammatico”, rapportato al presente.