Il gesto (inconsulto) del cuore


Vi dirò, in tutta sincerità – e chiedo scusa fin da ora per la franchezza: insieme a quelli che con le dita fanno il segno delle virgolette, sto cominciando ad aborrire pure quelli che con le dita fanno il gesto del cuore, o qualcosa di simile alla sua forma. Indicano (credono/pretendono di indicare) amore, passione, affetto – ok, va bene, apprezzabilissimo, per carità. Ma quando una cosa imposta sostanzialmente per moda e marketing diventa reiterata al punto da risultare spesso stucchevole e pure fuori luogo, perdendo il suo significato originario per divenire mera gestualità conformista buona per selfie o altro di così banale, beh… dateci un taglio, ecco. Non alle mani, eh, ma al gesto sì – che peraltro, se usato con parsimonia e coerenza, accresce notevolmente il suo significato. Perché se è vero che “Il corpo è uno dei mezzi con cui noi ci esprimiamo quando esauriamo le parole” (David Batchelor), è pure vero che se il “parlare” utilizzando sempre le stesse parole (vocali o gestuali) è inesorabile segno di scarsa brillantezza mentale.

P.S.: che poi lo stesso gesto, capovolto come nell’immagine lì sopra, in verità ricorda più… beh, meglio non dire cosa.

P.S.#2: sono troppo acido, dite? Evabbé, sarà l’età che avanza…

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La Svizzera (e la “Svizzeritudine”), secondo Gottfried Keller

Seldwyla, secondo l’antica parlata, indica una località solatia e deliziosa, che si trova da qualche parte in Svizzera. Essa è ancora circondata da alte mura e torri, come lo era trecento anni fa, ed è rimasta sempre lo stesso nido; l’originale e profondo intendimento di questo insieme è stato consolidato dalla circostanza, che gli stessi fondatori della città, si erano posti a una buona mezz’ora da un fiume navigabile, con il chiaro segno, che non se ne sarebbe fatto nulla. Ma essa è sistemata bene, nel mezzo di verdi monti, troppo esposti a mezzogiorno, cosicché il sole la può investire appieno, ma neppure un alito di vento la sfiora. Così vi cresce attorno alle antiche mura un buon vitigno, mentre più in alto sui monti si estendono zone boscose, che costituiscono il patrimonio della città; perciò è questo stesso un emblematico e curioso destino, che la comunità sia ricca ma la cittadinanza povera e precisamente che nessuna persona di Seldwyla abbia qualcosa e nessuno sappia, di che cosa essi da secoli vivano.

(Gottfried Keller, Kleider machen leute (“Gli abiti fanno le persone”) in Die Leute von Seldwyla (“La gente di Seldwyla”), 2a ed. 1873-1874.)

Gottfried Keller in un disegno di Karl Stauffer-Bern del 1887

Quella descritta da Keller, scrittore “nazionale” svizzero per eccellenza ovvero uno dei più significativi in senso assoluto della letteratura elvetica (ma pressoché sconosciuto al grande pubblico italiano), è una località immaginaria, Seldwyla, che tuttavia compendia in modo letterariamente efficace i principali caratteri della Confederazione e delle sue genti: il paesaggio montano e boscoso (patrimonio della città così come della Svizzera reale, innegabilmente) e la cura agricola delle terre (i vitigni) ma pure la difesa di esse (le alte mura e le torri), la concretezza degli abitanti (il fondare la città a mezz’ora da un fiume navigabile) così come una certa condizione sociale, e socioeconomica, che per certi versi è emblematica anche per la contemporaneità elvetica. Come si può leggere su Wikipedia nella voce dedicata alla novella da cui è tratto il testo qui citato, “Persone di poche parole, gli abitanti di Seldwyla, ridono raramente e non perdono tempo ad immaginare storielle divertenti ed altre amenità. Essi non vogliono saperne di politica, che, secondo loro, conduce spesso a guerre, che loro, essendo da poco arricchiti, temono più del diavolo.

Ecco: svizzeri, appunto. Oggi che è il 1° di agosto, la Festa Nazionale Svizzera, anche di più.

Quando in cantina si conservano bene anche i libri. Susegana, “Libri in Cantina” 2013: un report dall’edizione appena conclusa

E’ stata la prima volta per me a Libri in Cantina – la mostra nazionale della piccola e media editoria di Susegana, giunta quest’anno alla 11a edizione – complice il debutto del mio nuovo libro Lucerna, il cuore della Svizzera pubblicato da Historica nella collana Cahier di Viaggio, al cui stand sono stato presente per l’intera giornata di domenica 6. Come al solito, quando ho l’occasione di visitare logo_LIC-201_medium2eventi del genere, mi piace “viverli” pienamente, conoscerli più approfonditamente, valutarne sul campo la qualità e l’efficacia anche grazie al contatto diretto con chi li anima, ovvero gli editori, gli autori e i lettori. Se seguite anche occasionalmente il blog sapete bene quanto sia sempre attento alla realtà dell’editoria indipendente – e certamente non solo per un diretto interesse personale – quindi ogni piccolo o grande evento grazie al quale possa cogliere, per così dire, lo stato dell’arte del settore dal punto di vista sia editoriale che letterario, oltre che lo stato di salute dello stesso, è per me importante e, se non ho altro di così improrogabile da fare, inevitabile.
Voglio da subito rimarcare come Libri in Cantina sia stata veramente una piacevole sorpresa. Organizzata impeccabilmente dal punto di vista logistico – numerosi e ampi parcheggi con bus navetta gratuiti, buona ristorazione, dettagli curati (il sacchetto in plastica atto a infilarci l’ombrello evitando che sgoccioli tra gli stand) – in una splendida location che, indubbiamente, da sola fa già molto per suscitare una notevole attrattiva verso i potenziali visitatori, è risultata anche parecchio affollata nonostante la giornata tipicamente autunnale – grigia, piovosa, di certo non così invitante per farsi una passeggiata nel bellissimo parco del Castello di San Salvatore, dove appunto si è svolta la mostra. Segno di una rinomanza consolidata, quanto meno in zona, e riconoscimento di una risaputa qualità dell’evento, risultati che a tanti visitatori hanno fatto superare l’impiccio della pioggia, come detto, e che senza dubbio pochi eventi del genere possono vantare e ancor più consolidare nel tempo.
Considerando poi i tempi grami che viviamo, con la spesa per la “cultura di base”, ovvero per l’acquisto di qualche libro da leggere, sempre più contratta, e non dimenticando mai di stare (ahinoi!) in un paese il cui analfabetismo culturale assume contorni sempre più drammatici e deleteri, mi è parso di cogliere una pacata soddisfazione, tra gli editori, in tema di vendite negli stand: nulla per cui stappare bottiglie di champagne esultando a squarciagola, certo, ma per molti un buon incoraggiamento a continuare nella missione editoriale intrapresa attraverso il campo minato del mercato editoriale contemporaneo. Perché alla fine, molto banalmente e materialmente, quello conta: da sempre vado dicendo che la letteratura di qualità oggi si trova molto di più nei cataloghi dei piccoli editori piuttosto che Susegana-20131006-00142_smallin quelli dei grandi, blasonati e celebrati, ma se non si vendono i libri nemmeno l’editore più appassionato e/o stoico riesce a stare in piedi – e ciò è ancor più irritante constatando, appunto, il successo di certi titoli-spazzatura messi sul mercato dai grandi editori e imposti con tutti i bercianti megafoni mediatici del caso, che la gente compra meccanicamente ovvero perché, a momenti, se li ritrova persino come omaggio nei fustini di detersivo per bucato!
Due soli “nei” devo rilevare, riguardo alla mostra di Susegana: il primo, segnalatomi da alcuni editori, è una certa “debolezza” della promozione sui media, ovvero la mancanza di una maggiore e auspicabile intraprendenza dell’ufficio stampa della mostra che, forse, avrebbe ancor meglio diffuso la conoscenza dell’evento. Il secondo, l’assenza nel programma di qualche appuntamento letterario “forte” – il “classico” autore di successo, ad esempio, capace di attirare curiosi che ovviamente possono ben diventare compratori di libri e futuri fedeli visitatori della mostra. Non è certo un neo, invece, l’evidenza che buona parte degli editori presenti fossero indigeni, ergo dotati di cataloghi e opere di interesse soprattutto regionale: ci mancherebbe, anzi, ottima cosa quella di prestare un occhio di riguardo all’editoria locale! Historica Edizioni era invero tra i pochi espositori provenienti da fuori regione e con un catalogo di interesse generale (al di là degli editori di libri per l’infanzia, sempre numerosi: d’altro canto l’editoria per ragazzi è al solito l’unica a vendere “bene”, oggi!), e una maggiore popolarità della mostra presso gli editori di tutta Italia credo aggiungerebbe ulteriore prestigio e qualità all’evento, oltre che naturalmente ampliarne la conoscenza in un ambito molto più vasto e “redditizio”.
Tuttavia, lo ribadisco ancora, Libri in Cantina mi è parso entrare di diritto tra i migliori eventi dedicati alla piccola e media editoria a livello nazionale. Non posso che augurarmi che con tempo cresca sempre di più, consolidando la propria buona fama e diventando – in particolare per il Nord Est ma non solo, appunto – una fiera di riferimento, un ottimo veicolo promozionale per l’intero panorama editoriale indipendente nazionale e, perché no, un bell’esempio per certi altri eventi i quali, nonostante buoni propositi e apparenze, lasciano ancora troppo a desiderare.

Ci vediamo domenica a LIBRI IN CANTINA, presso lo stand di Historica, con “Lucerna, il cuore della Svizzera”!

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Cliccate sul logo per visitare il sito web della mostra, oppure sulle copertine qui sotto per saperne di più sul mio nuovo libro, che debutta ufficialmente in pubblico a Susegana e che a breve raggiungerà tutte le librerie italiane – nella realtà e sul web!
Per ogni altra informazione, contattate Historica Edizioni: info@historicaweb.com – oppure scrivetemi, naturalmente!
Ci vediamo domenica, se potrete, oppure in libreria!
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Susegana, 6 Ottobre: a LIBRI IN CANTINA 2013 la prima assoluta di “Lucerna, il cuore della Svizzera”

Il prossimo 5 e 6 Ottobre si svolgerà a Susegana, Treviso, nella splendida cornice del Castello di San Salvatore, Libri in Cantina 2013, mostra nazionale della piccola e media editoria tra le più apprezzate e rinomate, giunta in un crescente successo di pubblico alla 11a edizione. Un successo che peraltro è certamente agevolato dal fatto di svolgersi in una delle zone di produzione di alcuni dei migliori vini italiani: e infatti il nome non è casuale e nemmeno meramente pittoresco, visto che la mostra permette di unire la passione per la lettura all’interesse enologico, permettendo di visitare le cantine della zona tra degustazioni e letture a tema.
Domenica 6, dalle ore 10.00 nella Sala delle Armi del Castello, presso lo stand di Historica Edizioni, vi sarà la prima uscita e prima presentazione ufficiale di Lucerna, il cuore della Svizzera, il mio nuovo libro edito nella collana dei “Cahier di Viaggio” diretta da Francesca Mazzucato.
Mi troverete allo stand di Historica pronto e orgoglioso di “accompagnarvi” sulle pagine del libro per le vie di Lucerna, la città della luce, un luogo sorprendente e affascinante come pochi altri, una città piccola eppure grande, grandissima, che forse conoscete di nome ma non nei fatti, e che vi farò visitare in un modo certamente diverso dal solito – nella tradizione dei “Cahier di Viaggio” di Historica – attraverso un racconto “urbano” che è al contempo guida, saggio, romanzo, diario, confessione, rivelazione… e forse anche di più. Ma lascio che sia il libro stesso a presentarsi…:

Un libro che, come la città di cui narra, mi auguro potrà allettarvi e conquistarvi – anche per il suo prezzo assolutamente abbordabile: solo 5 Euro!

Mi preme anche di spendere due parole su Libri in Cantina, la mostra di Susegana, un evento che come (pochi) altri in Italia rende perfettamente l’idea della notevole qualità letteraria proposta dalle case editrici indipendenti nazionali, piccole e medie realtà che ancora riescono a portare avanti progetti editoriali di alto livello che invece troppo spesso i grandi editori hanno messo da parte per privilegiare titoli da megastore, nei quali la quantità ha ormai del tutto soppresso la qualità e il valore letterario.

Con Libri in Cantina, e con il prezioso ausilio “estetico” dei bellissimi saloni del Palazzo Odoardo, all’interno del medievale Castello di San Salvatore, più di 80 piccole e medie case editrici nazionali presentano la loro produzione, originale ed indipendente, promuovono le novità editoriali, definiscono programmi e strategie per continuare ad essere protagoniste del mercato culturale.
Organizzata dall’Amministrazione Comunale di Susegana, in accordo di programma con la Regione del Veneto, con la contribuzione e il patrocinio della Provincia di Treviso, la Mostra Nazionale della Piccola e Media Editoria Libri in Cantina è stata pensata nel 2003, anno della prima, pionieristica edizione, per dar modo anche agli editori poco visibili in libreria di mostrare e promuovere i propri libri. Alla mostra dei libri è affiancata, come elemento integrante, una serie di presentazioni mirate, di laboratori, di dimostrazioni e di eventi collegati. Anche quest’anno si è voluto uniformare l’evento sotto un tema di fondo: “Ah, la lettera… “, un modo di dire per riprendere la forma elementare della comunicazione. Ci saranno letture ad alta voce di lettere famose in letteratura; brani di libri al cui interno sono nascoste delle lettere; giochi a sorpresa e cacce al tesoro durante le quali sarà proposto di scrivere una lettera e consegnarla. Fra gli ospiti ci saranno il giornalista Gian Antonio Stella, Lucia Vastano, il free climber Manolo, il poeta Alfonso Lentini e gli scrittori Lucia Tancredi, Paolo Malaguti, Alessandro Marzo Magno e Andrea Molesini. E ancora: una mostra con tutte le lettere scritte dagli studenti delle scuole di Susegana e Conegliano che andranno a formare un muro di parole e di messaggi nella piazza del Municipio. In Cantina Collalto, infine, si susseguiranno delle visite guidate alle antiche cantine con degustazioni a tema, tra letteratura e cibo, con letture e assaggi sfiziosi.
Potete visitare il sito web di Libri in Cantina cliccando sui link o sulle immagini fotografiche lì sopra, così da avere ogni informazione utile sulla mostra.

Dunque, ci vediamo Domenica 6 a Susegana, allo stand di Historica Edizioni, con Lucerna, il cuore della Svizzera! Oppure, se non potrete visitare la mostra, ci troverete (il libro ed io) in tutte le librerie!