Ne ho tanti di amici così!

Be’, vorrei dirvi una cosa, sinceramente – ma non dovete fraintendermi eh, mi raccomando.

Ecco, vorrei dirvi che, per carità, io di amici eterosessuali ce ne ho tanti, nessun problema con loro, sia chiaro, ma, insomma, comportarsi come fanno molti di loro, ecco, non mi pare una cosa granché bella, ovvero, per essere chiari, il loro comportamento pubblico mi sembra moralmente assai discutibile. Voglio dire: siete eterosessuali? Ok, nessun problema, potete vivere la vostra vita come volete, ci mancherebbe, basta che non date fastidio agli altri, ecco, ne con le vostre parole e nemmeno con le azioni o gli atteggiamenti in pubblico. Poi, ovvio, in privato potete fare quello che volete ma nello spazio pubblico, davanti a tutti, dovete essere persone decenti, ecco. Ché altrimenti, se ad esempio vi comportate come il tizio del video lì sopra, date ragione a quelli che pensano che l’eterosessualità sia una malattia oppure un disturbo della personalità, una roba da curare, insomma, e ai bambini che nel caso vi osservino si dovrebbe mettere una mano davanti agli occhi per preservare la loro innocenza da vostri comportamenti così poco decorosi, già!

Ribadisco: non è una questione di eterofobìa, ok?! Io di amici eterosessuali (come me, d’altronde) ne ho molti, l’ho già detto, non ce l’ho con loro e va benissimo che facciano ciò che vogliono, che abbiano anch’essi una “famiglia normale” e godano dei diritti civili come tutti gli altri cittadini. Basta che dimostrino educazione, rispetto per gli altri, senso civico, altrettanta decenza civica e, forse più di ogni altra cosa, intelligenza. In pratica, la dotazione minima fondamentale per il cittadino di ogni società realmente civile e avanzata, a prescindere da qualsiasi genere. Ecco.

Disturbi mentali palesi

[Immagine tratta dal relativo articolo di tio.ch, cliccateci sopra per leggerlo.]
È assolutamente interessante e per molti versi “scientifico” constatare come certe forme di antiabortismo radicale e massimalista, con i relativi atteggiamenti pubblici come quelli di cui si dà notizia lì sopra (peraltro, nella stragrande maggioranza dei casi, manifestati da individui di sesso maschile), siano il chiaro sintomo di un importante disturbo mentale, di forme di alienazione sociopatica e schizofrenica che avrebbero senza dubbio entusiasmato Freud ma che, di contro, si evidenziano come un problema sociologico non indifferente – in tal caso mi verrebbe da pensare a Erich Fromm, al riguardo.

Se invece li osserviamo da un punto di vista alternativo, è evidente e per questo apparentemente paradossale, ma in realtà alquanto logico, assodare che quegli atteggiamenti così deviati, proprio in forza di ciò, diventano in senso civico una delle migliori argomentazioni a favore dell’aborto. Dunque non so quanto a chi li sostiene convenga di sostenerli in quei modi, ma posso immaginare che costoro, data la condizione mentale che palesano, non riescano a comprendere tale antitesi, altrimenti non li sosterrebbero pubblicamente come fanno. Già.

Una croce diabolica sul Monte Baldo

«È cosa comune l’errare; è solo dell’ignorante perseverare nell’errore» scrive Cicerone nelle Filippiche: affermazione che precede quella più d’uso comune, oggi, che indica il perseverare nell’errore come atto diabolico. Be’, quale iniziativa più rappresentativa e consona a queste antiche saggezze se non l’ostinarsi nel piazzare in cima alle montagne orribili manufatti di varia natura e imponenza a forma di croce?

Iniziativa vergognosa, biecamente strumentale, oltraggiosa sotto ogni punto di vista e, per paradosso d’altro canto culturalmente congenito all’ambito dal quale proviene, svilente il concetto stesso di “fede”. E altrettanto rappresentativo dell’ignominia di queste opere è il progetto della croce, alta ben 18 metri, che si vorrebbe piazzare su una delle sommità del Monte Baldo. Uno scempio assoluto, materialmente e immaterialmente ovvero nel senso, nel concetto, nei principi alla base di queste realizzazioni, alle quali da tempo, nel mio piccolo-piccolo, mi oppongo in ogni modo – potete leggere qui, ad esempio, una mia iniziativa al riguardo e qui un altro articolo sul tema.
Veramente i credenti (?) pensano di promuovere e salvaguardare il proprio credo (?) con cose del genere, così primitive, così insulse, prepotenti e infestanti? Un’assurdità totale, ribadisco, anche e soprattutto dal punto di vista religioso.

Invito chiunque tenga alla salvaguardia dei territori di pregio che abbiamo a disposizione, all’ambiente, al paesaggio, alla sua bellezza, alla valenza culturale e alla relazione fondamentale che possiamo e dobbiamo avere con esso, a firmare la petizione attiva sulla piattaforma Change.org (anche cliccando sull’immagine in testa a questo post) per fermare quel folle progetto nonché, mi auguro, ogni altro simile in qualsiasi altro luogo. Questo sì, è un atto sacrosanto da compiere, e un’azione di alto valore civico e culturale. O se preferite, più semplicemente, di umanissimo buon senso, ecco.

Ha ragione Galles, comunque

Io non so se Dio esiste, ma se non esiste ci fa una figura migliore.

(Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime, Feltrinelli, 2002. Galles è il barista del “bar Apocalypso”, una delle ambientazioni del romanzo di Benni.)