Un’organizzazione terroristica

Comunque farei notare, con pragmatica obiettività, che rispetto alla chiesa cattolica altre entità negli anni, per molto meno, sono state etichettate dalla comunità internazionale come “organizzazioni terroristiche”. E ciò anche senza considerare il pregresso storico della chiesa cattolica e nemmeno altre circostanze recenti similmente riprovevoli delle quali si è resa e continua a rendersi protagonista, già.

Ma, ribadisco, è solo questione di tempo: l’autodissoluzione è già in stato avanzato, ormai, e il loro “dio” non potrebbe far nulla nemmeno se esistesse. Anche perché, se esistesse, sarebbe (stato) il primo ad agire, al riguardo.

(Cliccate sull’immagine, tratta da rsi.ch, per leggere l’articolo dal quale è tratta; qui c’è un altro buon articolo sul tema, pubblicato da huffingtonpost.it.)

Un tormento che svanirà presto

[Immagine tratta da l’asino.eu.]
Non si dia troppa pena, la società civile italiana – quella dotata di buon senso civico, s’intende – per il funesto tormento della chiesa cattolica che l’affligge – a prescindere dalle questioni dibattute in questi giorni. Svanirà presto, questo tormento: il dissolvimento è già in corso da qualche decennio e, molto facilmente, i nostri nipoti o al massimo i bisnipoti potranno vivere in un mondo meno ipocrita, almeno a tal riguardo. Ciò con grandi benefici per l’intera società civile – anche per quella conservatrice, a sua volta vittima (seppur di norma inconsapevole) della suddetta piaga. Amen. (È proprio il caso di dirlo, già!)

Una certezza, praticamente

Una tragica verità che i membri della minoranza etnica “Tk’emlúps te Secwépemc” (dei nativi della British Columbia meridionale, in Canada) sospettavano da decenni è venuta alla luce in tutta la sua macabra crudeltà: i resti di 215 bambini sono stati trovati vicino a quella che un tempo era la Kamloops Indian Residential School, uno degli istituti del sistema delle cosiddette “Indian residential schools”, una rete di scuole fondate dal governo e amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli nella cultura dominante.
Lo riporta la Cnn, che ricorda anche che i bambini che si trovavano in queste scuole erano spesso oggetto di abusi sessuali e fisici, e molti di loro pagarono con la vita la loro unica “colpa” di essere diversi.
La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del paese, iniziò l’attività alla fine del 19esimo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.
[…]
Secondo un rapporto del 2015 pubblicato dalla Commissione per la Verità e la Riconciliazione, molti dei bambini che frequentavano queste scuole non ricevevano nemmeno cure mediche adeguate, ed alcuni morivano di tubercolosi. La Commissione stima che in un periodo di vari decenni oltre 4’000 bimbi hanno perso la vita in queste scuole.

La “chiesa cattolica”, già.

Ogni qualvolta nel mondo occidentale salta fuori una storia del genere, in tutta la sua spaventosa realtà, la chiesa cattolica quasi sempre c’è, ne è pienamente e attivamente coinvolta.

Come scrisse bene Carlo Dossi,

Il Diavolo ha reso tali servigî alla Chiesa, che io mi meraviglio com’esso non sia ancora stato canonizzato per santo.

(Note azzurre, 1870/1907, postumo 1912-64.)

Oppure, forse, a voler restare nella stessa ironica allegoria del Dossi, che il “male” sia il Diavolo è solo un’altra delle secolari e funzionali bugie diffuse e imposte dalla chiesa. Verrebbe proprio da crederlo, sì.

P.S.: immagine e citazione tratte da questo articolo di Tio.ch.

Antiemetici a portata di mano

Avevo pure intenzione di commentare, da par mio, alcune dichiarazioni di esponenti della “Conferenza Episcopale Italiana” (si fanno chiamare proprio così, sì) proferite riguardo la questione della cosiddetta “Legge Zan” ma, nella sostanza, di interesse più ampio e generale e per questo ben più significative che se contestualizzate a quella sola questione (infatti ne avrei parlato a prescindere da quella dibattuta proposta di legge), tuttavia, be’… alla fine il disgusto ha avuto la meglio, ecco. Quindi niente, meglio soprassedere, ci tengo alla mia salute.

A volte ho l’impressione, nemmeno così vaga, che in forza delle loro parole e azioni pubbliche quei tizi abbiano stretto degli accordi sottobanco con le case farmaceutiche produttrici di medicinali antiemetici ben più che con chi produca santini, rosari e paccottiglia similare, già.