Decadenze necessarie

Ecco, ci risiamo – ma non c’erano dubbi, al riguardo.

Se qualche giorno fa i credenti della tradizione cristiana hanno celebrato la risurrezione di Gesù, c’è da augurarsi che l’intera società civile possa presto festeggiare la definitiva decadenza di questi suoi ignominiosi (autoproclamati) “rappresentanti” terreni. Anche se, fosse anche solo per il fatto che la loro esistenza rappresenta la più drastica forma di ateismo, dovrebbero essere proprio i credenti cristiani i primi a festeggiare la fine di tale perversa presenza.

Dovrebbero, già.

Cliccate sull’immagine in testa al post oppure qui per leggere l’articolato approfondimento che il portale tio.ch dedica al tema. La situazione italiana è invece al solito ben delineata e denunciata dall’Associazione Rete l’Abuso.

Chiedilo a lui

Cliccateci sopra. sì. E, d’altronde,

È assai sorprendente che le ricchezze degli uomini di Chiesa si siano originate dai princìpi di povertà.

(Charles de Montesquieu, I miei pensieri, 1716-55.)

Del coronavirus e della chiesa

[Immagine tratta dal web.]
Una cosa mi fa “piacere”, di questo periodo in corso altrimenti per molti triste e funesto (e uso il termine appositamente virgolettato per rimarcarne l’accezione meno banale possibile): constatare che la chiesa, intesa come gerarchia clericale, ne stia uscendo malissimo, palesando in maniera ancor più evidente che in passato la sua reale natura e la sostanziale trivialità della sua presenza nella (o forse dovrei dire sulla) società. Le recenti sguaiate uscite in merito alla celebrazione di riti religiosi nella cosiddetta “fase 2” e il conseguente “accordo”, oltre a rasentare il ridicolo teologico (dunque, per “incontrare Dio” bisogna necessariamente andare in chiesa indossando guanti e mascherina?), dimostrano come l’entità clericale sia totalmente dissociata (lo è da secoli, in verità) da quel «fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.» che nella Lettera agli Ebrei (11,1) viene indicata come definizione di “fede” e totalmente impegnata a fare bieco marketing religioso funzionale ai propri interessi politici e alle proprie mire di controllo ideologico oltranzista dei suoi “fedeli”, in barba a qualsiasi regola sociale – giusta o meno che sia, non è questo il punto – rispetto alla quale la chiesa si crede sempre superiore, intoccabile, ergo menefreghista. Anche se è del tutto evidente che il suo “dio” (minuscolo, sì) l’abbia abbandonata – e giustamente, nel caso, vista la sua secolare storia di indicibili misfatti così antitetica all’autentico valore del messaggio divino, per chi vi creda!

Dov’è la fede, quella vera, nelle cose messe in atto dalla chiesa? Dov’è l’esperienza cristiana e cattolica, la spiritualità, la pratica materiale della riflessione teologica? Nelle teatrali messinscene del pontefice nelle piazze vuote (ma ben affollate di giornalisti e cameraman, lì intorno a riprendere tutto quanto) che fanno tanto spot promozionale? Oppure, di contro, nell’oscurantismo medievale (e ipocrita) che ancora intesse la visione del mondo del clero e lede in ogni suo aspetto, nelle circostanze in essere, le libertà di pensiero e d’azione di chiunque scelga di non assoggettarsi ai dogmatismi imposti?

Ma, ribadisco, basta poco – e ancor più in una situazione come quella in corso – a rendere evidente la vuotezza assoluta dell’ideologia clericale e l’inconsistenza della “fortezza” nella quale le gerarchie ecclesiastiche si arroccano credendosi intoccabili. È una fortezza che sta già crollando addosso ai suoi occupanti, e manca poco a che lo sfascio sia definitivo. Per il bene della fede più autentica, ribadisco: allora forse Dio sì, tornerà ad essere il soggetto fondamentale della visione del credente e non l’oggetto, il bene di consumo, il brand del conformistico, artificiale, ipocrita fideismo impostogli.

Di altri virus

Ecco, è bene comunque ricordare che esistono altri “virus” che da secoli circolano per il mondo, a loro modo letali per il genere umano che vi si trova esposto, i quali dovrebbero – loro sì – suscitare nella popolazione un razionalissimo panico, quello che poi attiva le difese immunitarie della ragione e dell’intelligenza. Invece, tali virus riescono ancora a diffondersi grazie all’indifferenza verso i danni cagionati e alle ipocrisie sulla loro reale natura divulgate da “medici” che sono invece i primi untori, continuando a provocare una delle infezioni più pericolose che vi siano: la narcosi mentale.
La condizione clinica ideale per la diffusione di molti altri virus similari, peraltro.

(Fate clic sull’immagine…)

Una protesta vibrante

Egr.mo Dio,

mi permetto di disturbarti con questa mia lettera ma, perdonami se sono tanto franco, devo rimarcarti con decisione che la misura è ormai colma.

Mi sembra che fin dalla notte dei tempi i patti tra noi fossero chiari: tu eri il bene, io il male. Io facevo commettere peccati d’ogni sorta, anche i più turpi e abietti, tu redimevi, affrancavi, salvavi. Un accordo semplice e lineare, senza possibilità di dubbi.

E invece sono più di venti secoli che quei tuoi rappresentanti terreni, quelli i cui vertici stanno in Vaticano, a Roma, peccano alla grande e combinano cose che, francamente, imbarazzerebbero pure me. Falsità e ipocrisie a gogò, ruberie, simonie, traffici sporchi che di più non si può, guerre sante, repressioni violente, massacri, genocidi, e poi ancora oggi scandali d’ogni genere, ladrocini, pedofilia, nel frattempo stringendo sodalizi coi peggiori e più sanguinari dittatori o con le organizzazioni malavitose… Eccheccazzo! (Scusami, ma quando ci vuole ci vuole, e poi sono “demoniaco”, lo sai.) E poi tu saresti il bene e io il male? Io? Ma se al vostro confronto sembro un’ingenua educanda, che a momenti mi si rammolliscono pure le corna, per la vergogna!

Mi verrebbe da dire che ho un diavolo per capello ma mi sembrerebbe di essere fin troppo autoreferenziale – anche in tal caso, in maniera ben diversa da ciò che siete voi.

No, mi spiace ma così non si può andare avanti. O i patti si rispettano – ma non mi pare che vi sia da parte tua e dei tuoi la volontà di farlo, anzi! – o si rimettono le cose nel giusto e più obiettivo equilibrio, sancendo da che parte veramente stia il bene e da che parte il male. E non ci vuole molto impegno o chissà quale documentazione comprovante: basta leggere e considerare la storia, passata e attuale.

Altrimenti, molto sinceramente, mi toccherà passare dalle parole ai fatti e, attraverso i miei legali, chiederti i danni materiali, morali e d’immagine per tutti questi secoli di ipocrisie, che stanno pure continuando senza sosta lasciandomi ben poca speranza riguardo un eventuale vostro cambiamento di rotta futuro.

Attendo tuoi solleciti riscontri a queste mie rimostranze e, con l’occasione, porgo i più diabolici saluti.

F.to: Satana.

(Nell’immagine, un articolo de “L’Espresso” su uno degli ultimi scandali che sta scuotendo le mura vaticane. Cliccateci sopra per saperne di più.)