Siete proprio sicuri?

Comunque, secondo me, in buona sostanza (e col massimo rispetto delle scelte di chiunque, sperando siano realmente libere), elargire consapevolmente il proprio 8×1000 alla chiesa cattolica per “opere di bene” è come pagare la benzina al malvivente che dopo averti distratto ti ha rubato l’auto perché con essa nel fuggire non resti a secco. Già.

P.S.: il piccolo ma perfetto “spot” donzaukeriano che vedete lì sopra, opera della premiata coppia Pagani & Caluri, è del 2010 ma resta assolutamente valido, oggi – il che è parecchio emblematico riguardo al tema sopra citato. Per il resto, cliccate qui.

Libertà (da certi dittatori)

Il leader turco Erdoğan non è un “dittatore utile”, come ha sostenuto qualche giorno fa il Presidente del Consiglio italiano Draghi; Erdoğan è un dittatore bieco, punto. E in quanto tale non può essere “utile” se non rappresentando un’ottima motivazione per avversarlo fermamente.

Anche perché da sempre il potere dei dittatori si fonda primariamente su illegittimità e falsità, a volte così palesi da non poter essere sostenute e imposte a lungo: a tale proposito è una bella notizia – dacché avversa alle mire di potere e di sopraffazione della libertà del suddetto dittatore – quella che riferisce della scarcerazione di Ahmet Altan, scrittore e giornalista turco (ritratto nella foto lì sopra) al quale la giustizia turca piegata alla dittatura aveva comminato l’ergastolo, attraverso un processo-farsa, per una serie di accuse del tutto false se non palesemente assurde ma, soprattutto, per essere una voce lucida e critica verso il governo di Erdoğan.

Qui e qui trovate i libri di Altan pubblicati anche in italiano, tra i quali il più recente è Non rivedrò più il mondo, uno scioccante diario della prigionia ma anche, come si legge nella presentazione del volume, «un inno all’immaginazione e al suo potere di evadere dalle quattro mura che la costringono riconquistando aria e spazio. È un ragionamento di straordinaria lucidità sui concetti universali di vita, morte, tempo, destino. È un elogio della scrittura come forma irrinunciabile di dignità dell’individuo.»

Come non ci si può che rallegrare della ritrovata libertà di Ahmet Altan, sperando che non venga di nuovo cancellata ingiustamente, auguriamoci che presto il mondo si possa liberare anche del potere e delle sopraffazioni di siffatti sinistri dittatori. Molto semplicemente, per poter considerare il mondo stesso un posto tutto sommato gradevole e un po’ più giusto dove vivere, ecco.

Il Festival dello Strega

Se posso dire, con tutto il rispetto ma con altrettanta sincerità, il Premio Strega a me pare il Festival di Sanremo dell’editoria italiana.

Ecco, l’ho detto.

No, anzi, dico di più e aggiungo (che tanto a me allo Strega non mi chiameranno mai e peraltro mai ci vorrei andare): dicono – i media – dei sei finalisti di quest’anno, non cinque come gli anni scorsi perché il sesto deve essere il libro di un piccolo editore. Bene, il “piccolo editore” è Fandango, di proprietà dell’omonima casa di produzione e distribuzione cinematografica, tra le più importanti in Italia (!), e diretta da Edoardo Nesi, vincitore dello Strega nel 2011 (!) e parlamentare (!).

“Indipendente”, dicono.
Sì, certo: come un milionario lo è dal sistema bancario.

Aahahahahahahahah!!!
Un’ennesima “bella” storia all’italiana, vero? Evviva!

Ribadisco: con tutto il rispetto del caso, ma con altrettanta coerenza e obiettività. Già.

L’ipocrita

Ipocrita (s.m.). Dicesi di persona che, professando virtù che non rispetta, si procura il vantaggio di trasformarsi, agli occhi di tutti, in ciò che più disprezza.

(Fonte: Wikimedia Commons)

(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988, pag.102.)

Il voto

Voto (s.m.). Simbolo e strumento della facoltà che ha ogni libero cittadino di dimostrarsi uno sciocco e di rovinare il proprio paese.

(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988, pag.181.)

Se considerate che Bierce fece pubblicare il suo Dizionario “demoniaco” nel 1911, ma parte di esso risale al 1906, diventa chiaro come il grande scrittore americano più di un secolo fa aveva già capito tutto riguardo la questione elettorale: troppi individui, quando si tratta di esprimere una preferenza politica, riescono inopinatamente a disattivare il cervello nemmeno lo stesso avesse veramente un pulsante ON/OFF sì da farsi abbindolare dai peggiori cialtroni, finiti in politica proprio perché la stessa, oggi ma evidentemente pure allora, è uno degli ambiti nei quali certi “peggiori cialtroni” sanno esprimere al meglio le proprie “doti” – oggi per di più avendo a disposizione mezzi di comunicazione maggiori e più potenti di quelli di un secolo fa ad acuire gli effetti cagionati. Che invece sul paese restano gli stessi rimarcati da Bierce, inesorabilmente.
Ecco.