Ascoltando la radio, in auto

Viaggio in auto, faccio zapping radiofonico e a volte mi capita di intercettare, su qualche emittente nazionale, dei programmi nei quali si dibatte di cose politiche e all’uopo vengono fatti intervenire dei politici, esponenti più o meno noti dei vari partiti, li ascolto per un po’ e passa solo qualche istante perché la solita domanda, nell’ascoltare i tizi intervistati e ciò che dicono, mi sorga spontanea: ma come diavolo si fa a dare credito a individui del genere e, persino, a eleggerli propri rappresentanti in Parlamento?

(Photo credit: tim striker da Pixabay)
Così, ogni volta l’occasione mi è propizia per riselezionare «MEDIA» e tornare ad ascoltare qualche buon album musicale, lasciando quelli e le loro scempiaggini politichesi all’ineluttabile oblio della modulazione di frequenza radiofonica mentre guido l’auto verso la mia destinazione. Ecco.

N.B.: per quanto riguarda la TV, invece, il problema non si pone. Non la guardo, e amen.

 

Enjoy the silence

Ieri sera, in auto, tornando a casa a tarda sera, sono stato testimone radiofonico di un sacrilegio assoluto.

Ascoltavo una radio, appunto, sulla quale d’un tratto mandano Enjoy the silence dei Depeche Mode, uno dei brani più belli* di una delle band fondamentali della musica contemporanea. Sono un orgoglioso “estremista musicale”, io, ma per i DM ho una venerazione quasi religiosa.

Ebbene: all’improvviso la ricezione non diventa disturbata e, sul segnale della radio che stavo ascoltando, non entra quello di Radio Maria?!

Blasfemia!!!

Radio Maria con le sue scempiaggini integraliste teo(il)logiche che copre Enjoy the silence?!? Un fatto di una empietà sconcertante, la profanazione di un brano celestiale che non è in nessun modo accettabile e che necessiterebbe di un’adeguata “giustizia divina”, sperando in tal caso che possa esistere.
Maledetti!

*: peraltro, proprio tra pochi giorni ricorrono i 30 anni esatti dalla prima esecuzione in pubblico del brano, il 2 dicembre 1989 al Peter’s Pop Show della ZDF, in Germania – clic.

DRRRIIIINNN!!!

Ma, per la cronaca, c’è qualcun altro che come lo scrivente soffre della Sindrome da Chiamata Importuna?

Sì, quella che, per dire, state lì per delle ore a non fare nulla di che ovvero nulla di disagevole e niente, non accade nulla; poi, appena – ad esempio – andate in bagno, entrate in doccia, vi lavate i denti, avete le mani impegnate o sporche, alla radio o alla TV stanno dicendo una cosa che è da una vita che volete sapere o avete appena finito di indossare il vostro scafandro per immersioni oceaniche profonde o chissà che altro… DRRIIIINNNN!!! – suona il telefono o il citofono di casa. E suona un istante dopo che siete ormai impossibilitati a rispondere e, con tutta probabilità, fino a un istante prima che finite quanto vi sta rendendo impossibile rispondere.
Ma insomma, che diamine!

Il ruolo di chi scrive

Chi scrive dovrebbe avere sempre consapevolezza di un ruolo: essere espressione e nel contempo creatore di nuovi paradigmi in grado di legittimare la nostra appartenenza alla Comunità della Terra.

(Davide SapienzaIl Geopoeta. Avventure nelle terre della percezioneBolis Edizioni, 2019, pag.27.)