Le persone che non hanno mai paura

Le persone che dicono di non avere mai paura di niente dovrebbe sempre avere un po’ paura di sé stesse.
Già.

Annunci

“Le” Parole – 15: PROSOFOBÌA

Parole fondamentali, dal significato certo e prezioso ma, forse, dalla reale cognizione e comprensione vaga, vacua, fallace se non perduta. Definizioni tratte da vocabolari contemporanei che riproduco qui, per generare una riflessione sul loro senso, sulla nostra conoscenza e consapevolezza di esse, sulla loro presenza nel mondo in cui viviamo e nella nostra esistenza quotidiana. Trovate l’elenco completo qui.
La parola di oggi è:


[s.f. unione dei termini greci proso, “io vado avanti” e fobìa, “temere”]. – È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata del progresso in genere.

Ovvero, una delle fobie più diffuse in assoluto, oggi, dacché ben coltivata dai “potenti” e poi imposta come modus vivendi a tutti – ovvero a chi accetta di assoggettarvisi. D’altro canto, proprio il celeberrimo, gattopardiano “tutto cambi affinché nulla cambi” è testimonianza ormai storicizzata nonché, per lo stesso motivo, effetto inesorabile d’una tale opprimente manifestazione psicopatologica, della quale soffrono in parecchi ma le cui conseguenze deleterie colpiscono tutti quanti. Nessuno escluso.

Un giorno di ordinaria follia (italiana)

Vicino ad Aosta una donna uccide i propri due figli con un’iniezione letale e poi si suicida. A Caserta un uomo uccide la moglie e la cognata, ferisce i suoceri, poi si toglie la vita. Ad Avellino un altro uomo accoltella la compagna, uccide il rivale in amore e quindi si butta dal primo piano. Infine, a Folgaria (Trento) un terzo uomo ha ucciso il figlio della convivente e poi si è suicidato.*

Nove morti in poche ore, una ordinaria giornata italiana di follia. Gente “normale” (apparentemente) che compie atti folli – apparentemente tali. Già, perché è evidente che un ben profondo malessere sociale (ovvero sociologico, se non antropologico) serpeggia nella nostra società, ma pare che a nessuno (o quasi) venga da fare qualche riflessione al riguardo, nessuno che si fermi un attimo a cercare di capire o quanto meno di ragionare sui possibili motivi. Tutti o quasi, invece, a rincorrere ed enfatizzare altre questioni, altri “problemi” molto meno ostici ma, evidentemente, ben più adatti a guadagnare consensi e gradimenti. Una perenne fuga dalla realtà effettiva, insomma, per fare di convinzioni infondate, congetture di parte e fake news la nuova funzionale “realtà”, col risultato di non risolvere né i problemi più lievi e nemmeno quelli più gravi, anzi aggravandone di continuo gli effetti. Perché poi, in tema di fatti come quelli sopra citati, si tireranno fuori le solite statistiche, si racconterà di chissà quali retroscena, si dichiarerà che non c’è alcun “allarme sociale” e, dopo qualche giorno, più nessuno si ricorderà di nulla e avanti così, tutto bene, tutto normale. «Sono problemi loro, non sono cose che ci riguardano!» diremo compiaciuti.

D’altro canto, da una società e da una relativa opinione pubblica che, a quanto pare, considerano normale che in una famiglia – la sacrosanta e intoccabile “famiglia” – ci si ammazzi come tra gangster, non ci si può aspettare molto di meglio. Chi semina vento – ma al contempo s’illude che non si muova foglia ovvero che tutto sia a posto – raccoglierà tempeste sempre più violente. Inesorabilmente.

*: mi è toccato aggiornare tale terribile “bollettino” venerdì 16/11 alle 19, quando è uscita la notizia di quest’ultimo caso.

Bang sonici, boom psicotici…

Già, siamo sempre fermi lì. Sono passati 80 anni esatti, ma in fondo è come fosse ieri.
(Cliccate sulle immagini, se non sapete di che si tratta.)

P.S.: oppure aveva ragione il grande scrittore austriaco Thomas Bernhard, quando sosteneva che

Il clima prealpino rende psicopatici gli esseri umani.