Cercare i libri

[Foto di engin akyurt da Unsplash.]
Non so se sia così anche per voi, ma il cercare e non trovare un libro nella propria libreria di casa, al netto delle imprecazioni iniziali, è in fondo uno dei più divertenti e gustosi piaceri di cui un appassionato di lettura possa godere.

E se pure a voi succede ciò che accade a me, nel cercare tra gli scaffali quel libro che non trovate ve ne capitano sotto gli occhi decine d’altri, da leggere o rileggere oppure che cercavate in altri momenti e allora non avete trovato.

Ecco. Ma che ne sapete ormai, voi ereaders, di questi vecchi, piccoli e sottili piaceri della vita? 😀

Resisti, M49!

[Foto tratta da qui, cliccateci sopra per leggerne la fonte.]
Maledizione, M49!

Scrivevo solo ieri, qui sul blog, felicitandomi del tuo ritorno e purtroppo ti hanno già catturato e privato della tua naturale libertà, quei prepotenti!

Mi sembra evidente che ti aspettassero al varco, gli umani trentini in sodalizio “istituzionale” coi sudtirolesi, che gli bruciasse ancora il modo in cui lo scorso anno li hai bellamente buggerati… e ora, appena ne hanno avuto l’occasione, si sono voluti vendicare, imprigionandoti di nuovo nel recinto dal quale l’estate scorsa eri riuscito a fuggire, a volerti far subire oltre al danno pure la beffa!

Be’, non so se questa volta riuscirai nuovamente a riguadagnare la tua libertà, nonostante sia con tutta evidenza ben più intelligente dei tuoi carcerieri; immagino che ti terranno d’occhio in maniera alquanto stringente, continuando ovviamente a sostenere che tu sia “pericoloso”.
Tu, non loro. Al solito, già.

Mi auguro non ti facciano del male, quegli umani, e abbiano la decenza di riconoscere la tua naturale dignità. Come scrivevo ieri e qui ribadisco, il diritto degli umani di stare al mondo è basato sul dovere di garantire lo stesso diritto alle altre creature viventi. E che degli esponenti della razza umana vengano a raccontare che questo diritto tu non l’hai perché sei “pericoloso”, è come sentire un piromane indefesso che imponga con arroganza a qualcuno di spegnere il fiammifero che tiene in mano. Ecco.

Bentornato, M49!

[Marzola (Trento), l’orso M49 immortalato da una fototrappola il 16 luglio 2019. Cliccate sull’immagine per scoprirne la fonte.]
Bentornato, M49!
Come stai? Spero bene! Mi auguro che tu abbia passato un buon inverno, goduto d’un bel letargo ristoratore e che sia ben in forze per affrontare la prossima bella stagione.

Nel frattempo, qui tra gli umani, è scoppiato un gran casino. Una roba forte, un virus tremendo che s’è diffuso rapidamente quando ancora tu dormivi e per certi aspetti anche in forza di alcuni errori compiuti dall’uomo nel suo rapporto con l’ambiente (magari ti sarai accorto pure tu che in giro ci sono meno umani, meno rumore, meno odori antropici, meno pericoli in generale, per voi). Poi, al solito, certe “figure di comando” (non farmi dire di più al riguardo!) hanno combinato i consueti pasticci e fatto probabilmente danni peggiori di quelli che si potevano registrare. Spero comunque che tale virus non si trasmetta a voi plantigradi, che peraltro di “distanziamento sociale” – una roba che hanno imposto proprio per evitare ancor maggiori danni tra gli umani, con quel virus – mi pare siate piuttosto esperti e capaci di “gestirlo” al meglio.

Insomma, siamo alle solite, cioè quelle circostanze che pure tu hai constatato sulla tua pelle – anche se non troppo duramente, per fortuna – la scorsa estate: all’Homo Sapiens, che si crede sempre la più intelligente, astuta, furba, ingegnosa, forte, sapiente, dominante creatura sul pianeta, basta poco per finire nei casini e palesare tutta la sua debolezza. Alla faccia della loro così pompata “sapienza”, lo scorso anno tu li hai presi in giro per bene, gli umani del Trentino; ma, a fronte di te che sei grande e grosso, ora è chiaro che persino una creatura microscopica e sostanzialmente “stupida” come un virus sa mettere in ginocchio la potente e imperante razza umana. E di brutto, già.

Lo capiranno, i “Sapiens”, di non essere affatto tutto ciò di cui si vantano? E di doversi dare una bella regolata, nelle loro autocompiacenti pretese e, per certi versi ancor più, nel loro rapporto con il mondo che li ospita e che per nulla dominano, ribadisco, se non in tema di soprusi e prepotenze?

Dici di no?

Be’, non so, ma temo che tu abbia ragione.

Quanto meno mi auguro che ti lascino in pace, ora che hanno altro a cui pensare, facendoti trascorrere una gradevole bella stagione. E che lo capiscano, appunto, che il loro diritto di stare al mondo è basato sul dovere di garantire lo stesso diritto alle altre creature viventi.
Ma, forse, questo è un ragionamento già fin troppo articolato, per i “Sapiens”.

Gli animali sono stupidi

Ancora a proposito di animali e Natura – ovvero, indirettamente ma non troppo, anche di umani: secondo uno studio realizzato dall’Università di Sydney e pubblicato su “Nature” – ne parla questo articolo dell’Agi – «le mucche sono in grado di esprimere emozioni positive e negative, formulare commenti sul tempo o sul cibo e palesare, eccitazione, sorpresa, impegno o angoscia», dimostrandosi «animali sociali e socievoli che affermano la loro identità individuale per tutta la vita» in relazione al gruppo in cui vivono e ai loro simili.

La notizia mi ha fatto subito venire in mente la divertente vignetta sopra pubblicata oltre alle tante volte che, frequentando zone popolate da mucche come i pascoli montani, ho sentito qualcuno irriderle e dichiararle “animali buoni ma stupidi” o altro del genere. E ugualmente tutte le innumerevoli volte che un (cosiddetto) Homo Sapiens ha detto cose del genere nei confronti di un animale, considerato in base alla mera visione antropocentrica, anche intellettualmente, e per questo creduto “stupido”. Palesando invece come gli stupidi siano quegli esseri incapaci di considerare il mondo in cui vivono in altri modi che non siano quelli meramente propri, al di fuori dei quali non sanno ragionare: cosa che d’altro canto gli umani rendono una regola da sempre, per come basta che due di essi parlino lingue differenti o abbiano idee diverse per sobillare uno scontro atto alla supremazia dell’uno sull’altro – dal mero scontro verbale alla più devastante guerra mondiale, già.

Ma poi, quelli “stupidi” sono gli animali come le mucche, eh!

I migliori che se ne vanno (all’estero)

[Photo credit: Clker-Free-Vector-Images da Pixabay]
C’è una conseguenza alquanto interessante, anche se ovviamente non denotata dai pavidi media nazionali, relativa alla fuga di ben 800mila italiani verso paesi esteri, molti dei quali giovani e con livelli di istruzione medio-alti: così è ancora più evidente nella popolazione rimasta in Italia l’ampia presenza di cialtroni, peraltro anche per ciò con proporzione crescente rispetto alla parte sana (che c’è ancora, ma è sempre più minacciata) e con relative inesorabili conseguenze.

Che poi, non sia dimenticato, gli 800mila italiani citati in queste ore sono quelli trasferiti all’estero, ovvero solo una parte degli oltre cinque milioni residenti al di fuori dei confini italici.

D’altro canto, posta la suddetta situazione, chi può ritenere logico restare in un luogo simile quando abbia qualche possibilità di trasferirsi in posti migliori sotto molti punti di vista? Ovviamente così accelerando l’agonia del paese natale, ma tant’è. Come scrisse argutamente Indro Montanelli, «Il bordello è l’unica istituzione italiana dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto». Amen.