Venerdì 17

[Foto di Gerhild Klinkow da Pixabay ]
Ooooh, mapperfavore! Va bene che il periodo in corso è certamente difficile e per nulla fortunato, ma che oggi sia un “venerdì 17” mi pare stia generando reazioni fin troppo sproporzionate, come se entro la mezzanotte, oltre a ciò che stiamo già subendo, potesse venire la fine del mondo oppure, per dirne d’un’eventualità ancora più infausta, rompersi il computer o il cellulare!
Suvvia!
Insomma, che mai potrebbe superstiziosamente succedere?

Per dire: a me sembta vhe, salbo le vose lehaye alla vtomava pamdemiva quoyidiama, sia yuyyo a posyo e fumziomi yuyyo quamyo pet beme. Mom ytovaye?
Evvo, appumyo.
Razza di supetsyiziosi vhe mom sieye alyto!

P.S.: in merito all’immagine in testa al post ci tengo a precisare che, stante le mie intense simpatie per Belzebù, i gatti neri a me stanno simpatici. Come tutti gli altri animali, d’altronde, sovente ben più che gli umani.

Vento forte

Comunque nei giorni scorsi c’era un vento così forte, qui, che un amico mi ha raccontato d’un tizio che stava praticando kite surf sul lago e, spinto dalle possenti folate, è finito nel giardino antistante la sua casa posta a pochi metri dalla riva.
Be’, col vento può capitare, gli ho osservato.
No, mi ha ribattuto: noi siamo sul Lago di Como e quello stava praticando kite surf sul Lago Maggiore!
Ah, caspita, gli ho fatto.
Proprio un gran vento, non c’è che dire.

(P.S.: eccheccavolo, tutti a diffondere fake news e io no? 😀 )

Saltare la coda

«Ah, non sai che roba, stamattina all’ufficio postale!» mi dice P.
«Cosa?» gli chiedo.
«Ci sono andato perché dovevo spedire un pacchetto. Entro, e trovo una fila della miseria, almeno venti persone in coda davanti a me.»
«Caspita!»
«Già. Mi metto in coda e, d’un tratto, dall’ingresso entra di gran lena un tizio, viene verso di noi e non salta la coda?»
«Cosa? Assurdo!»
«Già! Ci ha saltati come nulla fosse.»
«Incredibile. Fossi stato lì, l’avrei preso a sberle!»
«Preso a sberle? Ma sei fuori?! Prenderesti a sberle il campione del mondo di salto in alto? È partito un grande applauso da tutti, invece.»
«Il campione del mon…?!»
«Sì, era proprio lui! Un grande atleta, un campione, l’ha dimostrato bene, non c’è che dire. Tra gli applausi ha stretto molte mani, firmato autografi, ha consegnato la busta che aveva da spedire e se n’è andato.»
«Ah. E poi?»
«Poi nulla. Ci siamo rimessi tutti quanti in fila.»
«Beh… Allora ha veramente saltato la coda, in effetti.»
«Già, saltata proprio.»
«Sì, ma, cioè, nel senso che… vi ha proprio saltati tutti quanti, lì.»
«Ehm… Sì, esatto.»
«Ma, voglio dire… per andare allo sportello!»
«Proprio così.»
«Eh!»
«M-mm. Ho impiegato quasi un’ora per spedire quel mio pacco e uscir fuori da lì.»
«Ah, ecco.»
«Già.»

[Photo credit: Bert Verhoeff / Anefo – CC0]
P.S.: per capire cosa sia ‘sta roba, leggete questo pre scriptum.

La bella notizia

(Photo credit: https://pixabay.com/it/users/marisa_sias-526173/)

Oggi mi è arrivata una bella notizia.
Pero è arrivata che io non c’ero, quindi è andata via.

Spero che ritorni e che io ci sia, ovviamente. Altrimenti la vado a cercare io: meglio darsi da fare a cercare le cose belle piuttosto di convincersi che siano sempre loro a cercare te. A volte capita, sì, ma non sempre. Anzi, raramente.

Che se poi arrivano ma sul campanello non c’è il tuo nome, tanto vale. Ecco.