Di cose che nessun ereader sa fare (tié!)

Ehi, voi coi vostri ipertecnologici ereader! Provate a fare questo, se ne siete capaci:

P.S.: sia chiaro, nulla in contrario agli ebook e agli ereader, stavo solo ironizzando. Ma di certo la meraviglia dei dipinti nascosti sui bordi dei libri antichi, una pratica nata intorno al 1600 che offre opere veramente stupefacenti, è qualcosa che mai nessuna diavoleria tecnologia contemporanea può riprodurre con uguale fascino.

Non si sa quanti ce ne siano ancora in circolazione di questi libri, ovviamente preziosissimi e assai ricercati dai collezionisti e dagli appassionati di arte libraria (ben danarosi, certo!). Una delle maggiori raccolte di essi (oltre 150 volumi) è custodita presso la Cary Graphics Art Collection, archivio di libri rari e antichi ospitata dal Rochester Institute of Technology di Henrietta, USA.
La collezione è presentata qui (da Wikipedia, in inglese) e in questo video:

“Leader”?!?

“Leader”. Ecco, anche quando colgo questa parola – sul web e sui social, alla radio o in TV che non guardo ma delle cui trasmissioni mi giungono inesorabile l’eco – mi viene da ridere. Una risata assolutamente sarcastica, che si disegna in un’espressione del viso parecchio schifata. Quelli che vengono definiti “leader” – soprattutto nell’ambito politico, ma non solo – quei personaggiucoli lì, sarebbero i leader di oggi? Veramente molte persone credono che lo siano, si fanno convincere che siano tali?
Altro che ridere sarcasticamente, qui!
Individui totalmente privi di carisma, che si fanno forti solo in presenza di debolezze altrui e soltanto col supporto di ipocrisie e falsità varie e assortite (nonché di media inopinatamente asserviti per meri e gretti tornaconti), ignoranti e sbruffoni ma al contempo meschini e squallidi, che fuggono dai confronti perché incapaci di reggerli, che rispondono con gli insulti a chi chiede loro conto, che dicono in pubblico parole prive di senso e di sostanza e poco dopo le rinnegano, che vivono unicamente nel momento in cui si manifestano senza alcun passato degno e senza visione di futuro, incapaci pure di guidare realmente i propri pseudo-adepti (“leader” deriva dall’inglese to lead, “guidare”) perché essi per primi non sanno tenere il volante e tanto meno che strada seguire. Gente che, se li guardi dritto negli occhi, ci vedi soltanto del gran vuoto buio. Sempre che sappiano reggere il tuo sguardo e non lo girino altrove, loro ennesima vile fuga dalla realtà dei fatti.
Questi, sono molti dei “leader” di oggi.

Osservate la foto in testa al post. È dell’agosto 2018, scattata all’esterno del Parlamento svedese, a Stoccolma.
Raffigura uno dei pochi veri leader contemporanei, piaccia o meno ciò che fa. Greta Thunberg, già.
Quasi tutti gli altri personaggi definiti “leader” in confronto a lei spariscono nella polvere da essi stessi generata.

Ciò detto, è inutile rimarcare che di leader autentici ve ne sarebbero di certo, qui e nel mondo: solo che, essendo tali, risultano invisi e antitetici al sistema di potere costruito e alimentato da quelli falsi e, per questo, vengono messi al bando. Un po’ come è accaduto numerose volte con certi geni, le cui scoperte innovative sovvertivano credenze ritenute indiscutibili e interessi su queste costruiti per ciò ugualmente intoccabili. Vennero messi al bando per poi capire, a volte molto tempo dopo, che avevano ragione ma, non di rado, quando ciò avvenne era ormai troppo tardi.

Furto d’arte, o furto “ad” arte?

A leggere la notizia (qui, ad esempio) del furto di America, il celeberrimo wc d’oro di Maurizio Cattelan, a me (e non solo a me, ci posso scommettere) è venuto subito in mente che non si trattasse d’altro che dell’ennesima geniale trovata dell’artista padovano, un po’ come quando all’inaugurazione di una sua mostra alla Galleria Neon di Bologna non si presentò e, all’ingresso, fece trovare ai presenti un cartello con scritto “TORNO SUBITO”.
Temo sarebbe pure capace di coinvolgere nel suo “scherzo” la polizia locale, la quale pubblicamente dichiara che sta svolgendo «un’indagine approfondita per consegnare i responsabili alla giustizia». O forse no, forse la polizia sta dicendo il vero e Cattelan con la sua opera è effettivamente vittima di un reato: ma, in un modo o nell’altro, quale migliore réclame per la prima grande retrospettiva dedicata all’artista nel Regno Unito, allestita proprio nel palazzo in cui è avvenuto il furto?

Insomma: ladro o derubato, complice, mandante o vittima, Cattelan resta l’artista italiano più geniale in circolazione, sempre un passo avanti, se non di più, rispetto a tutti gli altri. Perché il suo stesso “essere artista” è una sorta di ininterrotta e imprevedibile performance, per propri meriti o suo malgrado, tra le rare, forse l’unica in Italia (o al pari di Piero Manzoni), che possa essere a buon titolo considerata erede della basilare lezione duchampiana. In effetti uniti, i tre artisti, dall’aver saputo rendere arte persino ciò che concerne i bisogni meno nobili e più fisiologici dell’essere umano senza suscitare ribrezzo e schifo ma consensi e applausi. Be’, se non è genialità questa!

(L’immagine in testa al post è tratta da qui.)

L’11 settembre

La data dell’11 settembre, ormai così tragicamente impressa nella storia del mondo, a me fa venire in mente un’altra cosa… che quel giorno, proprio in quel giorno, un amico (e pure parente, alla lontana) aveva deciso di sposarsi. Dopo quanto accadde, inevitabilmente (ovvero senza voler fare mera e squallida ironia, stante la tragedia immane) finimmo per dirgli: caspita, non hai certamente scelto la data più felice per sposarti, tuo malgrado!
«Ciò che conta è che abbiamo coronato il nostro amore!» ci ribatteva lui, più o meno, e aveva ragione.
Dopo nemmeno due anni si è separato, e poi ha definitivamente divorziato.

Insomma, per dire che certi giorni vengono proprio male un po’ per tutti, ecco.