Sondaggio: Greta, i “Venerdì per il futuro”, le manifestazioni, gli appelli… e ora?

Ma secondo voi, a fronte delle manifestazioni dei Fridays for Future in tutto il mondo, e a prescindere dalla loro forma ma stante l’imprescindibile e fondamentale sostanza (ovvero importanza) del messaggio trasmesso, quanto tempo impiegheranno i politici per fornire valide risposte e mettere finalmente in atto azioni realmente efficaci (e non meri palliativi, come quasi sempre accaduto fin ad ora) al fine di contenere i cambiamenti climatici e i gravi danni relativi su scala globale? Giorni, mesi, anni? Non risponderanno realmente mai? Sotto sotto se ne fregano altamente della questione oppure li tocca ma non sanno nemmeno a che santo votarsi?

Insomma, per essere chiari:


Votate votate votate! Che mica siamo a Sanremo col “televoto”, qui!

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Salvare la Terra dai cambiamenti climatici è sexy!

Ecco.
Mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi – perché al contrario giustificherebbero la fine. Del pianeta e di tutti noi.

(E sia dato un premio all’autrice/autore di questo cartello! Per la cronaca, l’immagine l’ho preso dalla pagina facebook dell’amica Lia, dunque suppongo si tratti della manifestazione di Trento.)

Venerdì per il futuro (ovvero: non ci resta che Pippi Calzelunghe!)

Oggi, un po’ ovunque nel mondo, gli studenti scendono in piazza per uno dei Venerdì per il futuro (Fridays for Future) più grandi mai organizzati, al fine di protestare contro la sostanziale inerzia dei governi nei confronti dei cambiamenti climatici, degli effetti conseguenti e delle azioni atte a contenere il riscaldamento globale causato dalle attività umane.

Sapete bene che tali proteste sono ispirate e guidate da Greta Thunberg, la ragazzina svedese che nell’agosto dello scorso anno avviò il proprio “sciopero scolastico” per piazzarsi fuori dal Parlamento Svedese con il cartello “Skolstrejk för klimatet” divenuto ormai iconico. In questi mesi su Greta si è scritto e detto molto, nel bene e nel male: c’è chi la vede come un’eroina dei nostri tempi, meritevole del Nobel per la Pace, e chi sostiene sia manipolata da “poteri forti”, “lobby ecologiste” e cose simili.

Per quanto mi riguarda, la questione non credo sia Greta Thunberg e perché faccia ciò che fa. In tema di azioni politiche e cambiamenti climatici si può discutere quanto si vuole; riguardo ai dati scientifici comprovati da un numero ormai incalcolabile di riscontri, potrebbero discuterli solo un cretino o un criminale. Dati i quali, peraltro, affermano senza alcun dubbio che il mondo di domani sarà tremendamente più problematico di quello di oggi, che lo è giù più di quello di ieri. E il mondo di domani sarà il mondo di chi oggi è giovane, ovvero di quegli studenti che si stanno mostrando ben più sensibili degli adulti contemporanei, sovente menefreghisti riguardo il clima.

Per ciò, ribadisco, non conta tanto chi sia Greta Thunberg o cosa faccia e perché lo faccia: conta che siano i giovani ad assumere la consapevolezza più piena e attiva sul pianeta di domani, sul clima che avrà, sulla necessaria resilienza, sul futuro che li aspetta. Non è per nulla scontato e banale affermare che, oggi più che mai, il mondo è nelle loro mani. Anzi, il mondo deve essere messo nelle loro mani, perché noi adulti, una volta giovani ancora ignari di ciò che stava accadendo al clima e dunque inconsapevolmente disinteressati alla questione – col bieco bene placito dei governi di allora, “padri” di quelli di oggi – noi adulti abbiamo purtroppo dimostrato di non essere in grado di garantire un buon futuro al nostro pianeta. Dunque, appunto, la speranza è che lo sappiano fare i giovani di oggi, per il loro bene di adulti di domani ma, soprattutto, per il bene dell’intero pianeta e di ogni cosa vive su di esso.

La speranza è che i giovani di oggi sappiano essere tanti Pippi Calzelunghe, la ragazzina – svedese come Greta Thunberg – creata da Astrid Lindgren, libera, anarchica, ribelle, creativa, solidale (nonché fortissima, tanto da saper sollevare un cavallo), e ben più intelligente e saggia degli adulti, per questo capace di dare agli adulti stessi delle illuminanti lezioni di vita. Esattamente come Greta è stata suggestivamente disegnata dalla connazionale manga-artist Linda Anderssson / Neva – come vede nell’immagine in testa al post. Perché, nella situazione climatica in cui siamo, e con i governi che ci ritroviamo – salvo rari casi –, solo Pippi Calzelunghe ci può salvare, ecco.

L’odore della primavera

Finalmente si può lavorare con la finestra aperta; ed anche stando al tavolo tra carte e libri finalmente si può annusare l’odore della terra in amore e del letame sui prati. Solo che ora rimango incerto tra il lavoro qui nella mia stanza del sottotetto e quello che mi aspetta fuori. Comunicare con i miei lettori o ripulire attorno alla casa le scorie dell’inverno e bruciarle nel debbio?

(Mario Rigoni Stern, Segnali di primavera in Uomini, boschi e api, Einaudi, 1a ed.1980, pag.79.)

Il canto di rinascita del cuculo

Nell’aprile del 1945 ero in un Lager e dai boschi di Graz avevo sentito il cuculo; poi tra le macerie di un vecchio bombardamento un vecchio vestito da cacciatore mi aveva sussurrato: – Non aspettare nessuno, mein liebe Freund. Vai a casa, scappa!
Anche per questo ogni anno desidero il canto del cuculo, che avrà pure rallegrato in quello stesso giorno gli amici della contrada e di scuola diventati partigiani che dentro il Bosconero aspettavano il segnale. Insomma i rondoni per la mia felice infanzia, e il cuculo per il giorno della speranza sono i segnali di sempre per ogni primavera. Infine se non abbiamo speranza a che vale vivere?

(Mario Rigoni Stern, Segnali di primavera in Uomini, boschi e api, Einaudi, 1a ed.1980, pag.81.)