Bye bye, USA!

Purtroppo, nella personale lista di stati che avrei avuto piacere di visitare e conoscere ma nei quali non mi recherò, come forma di dissenso personale alla loro attuale e contemporanea condotta politica, sociale, culturale, etica (almeno finché tale situazione rappresenterà la realtà dei fatti ovvero i poteri che ne sono responsabili resteranno in carica, ovviamente a prescindere dal loro colore politico e della relativa ideologia, e senza alcun riferimento alla comunità sociale che li abita), devo aggiungere gli Stati Uniti d’America.
È inevitabile, per quanto mi riguarda, visti gli accadimenti degli ultimi tempi messi in atto dalla sua attuale reggenza politica, ennesimi d’altro canto di una lunga sequenza storica pur mitigata, ma non a sufficienza, da numerosi episodi positivi.

Dunque, la lista personale viene aggiornata così:

  • Cina
  • Turchia
  • Ungheria
  • Polonia
  • Brasile
  • Stati Uniti d’America

Ci sarebbe pure la Città del Vaticano, ma lì temo che la situazione politica e morale sia pressoché irrimediabile, sfortunatamente, fino alla sua rovinosa conclusione.

Ve ne potrebbero essere anche altri di paesi da aggiungere ma, ripeto, mi riferisco a quelli che mi piacerebbe visitare – per la prima volta o tornandoci.
Non sono così ingenuo o borioso da credere che questa mia scelta, assolutamente meditata e razionale tanto quanto per nulla ideologica e strumentale, possa portare a qualche cambiamento nei paesi elencati (a meno che non sia manifestata e adottata da tanti); ma quanto meno, al riguardo, cambia il mio animo e vi dona un po’ di pace nonché l’impressione, spero giammai sprezzante, di una personale e desiderata coerenza. Ecco.

Make America “Piccoletto” & “Pagliaccio che abbaia” Again!

Nel frattempo, l’attuale Presidente della “più grande potenza del pianeta” (?!) e uno dei suoi più stimati candidati alla successione dimostrano perfettamente quale “eccelso” livello politico, culturale e intellettuale abbia ormai raggiunto il “sogno americano” (?!) e come i massimi rappresentanti in carica e (quasi) in pectore della suddetta “più grande potenza del pianeta” (?!) operino con “impegno” per il loro paese

allo Scopo di realizzare una più perfetta Unione, stabilire la Giustizia, garantire la Tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il Benessere generale ed assicurare le Benedizioni della Libertà a noi stessi ed alla nostra Posterità […]

(Dal preambolo alla Costituzione degli Stati Uniti d’America, 15 settembre 1787.)

P.S.: cliccate sull’immagine per leggere l’articolo relativo su “La Stampa“. Ovviamente il titolo del post richiama lo slogan della campagna elettorale con la quale è stato eletto l’attuale Presidente USA, «Make America Great Again».

Consigli di lettura: Michael Sims, “Il sentiero per Walden”

Ovvero: di libri che non ho ancora letto ma so per certo – cioè per vari e giustificati motivi, anche senza averli ancora letti – che siano interessanti e importanti da conoscere subito. E che ovviamente leggerò presto.

Il sentiero per Walden. Vita improbabile di Henry David Thoreau, di Michael Sims, con un saggio di Antonio Moresco, Luiss University Press, 2019.

Scrive al proposito Moresco: «Questo libro racconta la storia di un uomo eccentrico e libero e di un pensatore sconfinatore. Racconta la vicenda di un grande Paese che stava nascendo e continuando telluricamente a nascere, di un mondo nuovo e di una nazione nuova che portava con sé anche il sogno di un uomo nuovo, di un crogiolo di popoli venuti da ogni parte del mondo uniti da una visione esistenziale espansiva, un esperimento umano e politico mai tentato prima, con le sue luci e le sue ombre, le sue grandi speranze ma anche le sue terribili colpe (il genocidio dei nativi, lo schiavismo). E ci racconta anche un incrocio di esistenze personali, di elezioni e destini che si sono trovati a coesistere negli stessi anni cruciali della vita politica e spirituale di questo Paese in progress, in un momento di eccezionale e germinale tensione e fervore, tanto da venire poi chiamato “Rinascimento Americano”…
Il sentiero per Walden è un libro che sta al confine tra biografia, saggio e ritratto di un’epoca, così ricco di informazioni e particolari, così fluido e con un effetto presenza così continuo e vivido che si ha l’impressione di entrare in un’altra esistenza e in un mondo parallelo, di sperimentare un incontro ravvicinato del terzo tipo. L’enorme mole di documentazione che sta alla base di questo libro ma anche la capacità di dominarla e la bravura dell’autore nello scioglierla con naturalezza attraverso mille particolari nel corso della narrazione ne fanno una lettura ricca di suggestioni e pulsante.»

E, mi permetto di aggiungere: Thoreau, direttamente o meno, ovvero sui suoi scritti o su testi critici e biografici che lo narrano, è sempre da leggere perché è sempre fondamentale. Anzi, forse oggi ancor più che ai suoi tempi.

Cliccate sull’immagine della copertina del libro per saperne di più.

Consigli di lettura: Fabio Mini, “Che guerra sarà”

Gli anni Venti di questo XXI secolo saranno ben difficilmente un periodo di pace. Non a caso sono cominciati, proprio nei primi giorni dell’anno in corso, con un bombardamento scellerato – quello USA in Iraq -, inoltre la presenza sullo scacchiere internazionale di “leader” politici a dir poco inquietanti, che genera una situazione geopolitica parecchio infuocata e ricolma di possibili scenari bellici su piccola o più vasta scala, lascia speranze per un mondo pacifico assai fievoli.

Dunque la domanda non è se ci sarà o meno una guerra, nel prossimo futuro, perché la risposta è scontata: sì, ci sarà. Alla faccia di tutti noi, mi vien da dire, comuni cittadini e abitanti di un pianeta per il quale, a fronte d’un precedente secolo di conflitti e massacri vari e assortiti,  ancora ambiamo a ideale di pace, prosperità, progresso, evoluzione civica e culturale… per poi ritrovarci (a causa nostra, sia chiaro) leader di quella risma con tutta la loro pericolosa propaganda bellica e rissaiola, che prima o poi qualche grosso danno lo combina e lo cagionerà, inevitabilmente. Danno che, nel mondo globalizzato odierno, finisce e finirà per colpire chiunque, in maniera più o meno diretta, come abbiamo ben sperimentato in tempi recenti.

E quindi come sarà, questa guerra – o questi conflitti, dato che saranno sicuramente più d’uno? Cerca di ipotizzarlo, su basi e dati oggettivi e concreti, il generale di corpo d’armata dell’esercito italiano Fabio Mini in Che guerra sarà(Il Mulino, 2017), libro di un paio d’anni fa che tuttavia le circostanze attuali rendono quanto mai consono a questo inizio di decennio, nel quale Mini rende del tutto palesi e ben comprensibili i pericoli bellici che il pianeta sta correndo, anche nucleari e dunque potenzialmente devastanti su scala globale. D’altro canto il libro evidenzia bene anche come il genere umano, così boriosamente definitosi Sapiens, continua a ritenere la guerra l’affare più lucroso che esista (ovvero che abbia mai inventato), e dunque come i conflitti sparsi per il mondo, piccoli o grandi che siano, diventano necessari alla macchina del potere e della finanza ad esso correlata che questo mondo fa girare. Ovviamente a vantaggio di pochi e con buona pace dei milioni di innocenti che ogni anno finiscono vittime di quelle guerre.

In fondo, non è proprio l’uomo l’unica specie vivente sul pianeta talmente “intelligente” da aver conseguito la facoltà di autodistruggersi con le proprie mani (armi)? E, come sempre, chi semina vento raccoglie(rà) tempesta, prima o poi. Inevitabilmente, appunto.

INTERVALLO – Ojia (USA), Bart’s Books

Bart’s Books è l’unica libreria interamente all’aperto negli Stati Uniti. Richard Bartinsdale, un veterano della seconda guerra mondiale, la inaugurò nel 1964 dopo un viaggio a Parigi – ispirandosi alle bancarelle lungo la Senna – presso la cittadina di Ojia, a circa centoquaranta chilometri a nord di Los Angeles, in California – un luogo dove evidentemente la meteo non è mai troppo inclemente!

Bart’s Books si trova in una vecchia abitazione di un piccolo quartiere residenziale. Il giardino è adibito a libreria, ma anche il garage è stato convertito a nuova vita e ospita una collezione di libri d’arte e di architettura. Sia per la sua unicità, per la grande scelta di titoli d’ogni sorta che per il suggestivo ambiente che offre ai visitatori, Bart’s Books vende centinaia di libri all’anno ed è visitata da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

Cliccate sull’immagine in testa al posta per vedere un servizio dedicato alla libreria da RSI News, dal cui sito ho tratto anche le informazioni per questiono articolo, oppure qui per visitare il sito web di Bart’s Books.

N.B.: di questa libreria vi avevo già detto qui.